venerdì 6 marzo 2015

SULLA RIUNIONE DEL 4 MARZO


Riceviamo e pubblichiamo:

l 4 Marzo scorso ha avuto luogo la riunione tra  Azienda, RSU ed i responsabili dei reparti Piezo ed Xl2.

Nel corso della riunione il resto della RSU si è resa disponibile a pianificare “..alcuni ponti che potrebbero essere individuati..” nell'anno per favorire lo smaltimento dei PAR dell’anno in corso.

Essendo stato poco chiaro il riferimento ai destinatari della pianificazione abbiamo ritenuto opportuno ribadire alcuni concetti per non lasciare adito a fraintendimenti.

Per noi la quota di PAR pianificabile e fruibile dall'azienda in maniera collettiva è SOLO quella contrattuale delle 56 ore e comunque non superiore a quella già concessa con gli accordi firmati. La restante quota deve rimane a fruizione individuale perciò INDISPONIBILE per la fruizione collettiva!!

Per dirla in modo chiaro, non vogliamo che qualcuno decida per noi sui NOSTRI permessi dell’anno in corso oltre quelli vincolati dagli accordi, visto che già l’azienda dispone di un numero maggiore rispetto a quanto gliene concederebbe il contratto nazionale.

Il coordinatore unico ha tenuto ad evidenziare che la nostra posizione “..non è la posizione della RSU” giustificando che la disponibilità sui ponti avrebbe comunque coinvolto solo i lavoratori impiegati a 3 turni e quindi si sarebbe concesso il ponte solo per lo smaltimento delle 56 ore previste dall’accordo….

Ci chiediamo allora, in che senso la posizione della RSU è diversa dalla nostra?

Qual’è esattamente la posizione del resto della RSU? Siamo tutti d’accordo sul fatto che la quota individuale dei PAR debba rimanere a disposizione dei lavoratori e non possa essere concessa all’azienda?

Il problema nasce nel momento in cui l’azienda chiude per i ponti i reparti in cui sono presenti anche lavoratori non addetti su 3 turni. Questi sarebbero sostanzialmente obbligati a stare a casa con i PROPRI PAR non avendo la garanzia da parte di nessuno di poter lavorare nel caso non volessero fruire dei ponti (si parla dei ponti del 1°giugno e del 7 dicembre) e comunque dovrebbero essere loro a chiedere all’azienda di poter lavorare…..

Riteniamo che già questa sia una forzatura e ci sembra a dir poco paradossale e snaturato come ruolo quello di una RSU che sonda il terreno per conto dell'azienda  arrivando a voler chiedere essa stessa la disponibilità dei lavoratori “a fare i ponti”. Questo per noi significa scaricare sui lavoratori la responsabilità di non aver voluto ancora una volta prendere una posizione chiara per andare incontro alla necessità aziendale di metter mano su tutti i nostri permessi.

Riteniamo che unico atteggiamento serio da tenere sia quello di prendere e mantenere una posizione chiara ed esplicita di fronte all’azienda sul merito della questione, senza inventarsi strane cose tipo i “sondaggi” pur di assecondarne le pretese: I PAR residui a fruizione individuale DEVONO RIMANERE a completa disposizione dei lavoratori.

6 Marzo 2015
G. Garzella RSU
S. Cini RSU

giovedì 5 marzo 2015

Riunione RSU-Azienda del 3 Marzo


Siamo arrivati al paradosso!!
Per quanto ci risulta la RSU nella riunione del 3 marzo ha chiesto all'azienda il rispetto (?) del preavviso sulla Solidarietà e l'applicazione della stessa riduzione d'orario per tutti i lavoratori dello stesso reparto.

La risposta dell'azienda ovviamente è stata: "ma noi non stiamo violando alcuna regola o legge"..…”ma noi l'abbiamo sempre fatto...”

La RSU, nel corso della discussione, ha dato l'impressione di voler richiedere l'aiuto dell'azienda per "recuperare terreno" di fronte ai lavoratori rispetto ad una situazione che non riesce più a sostenere e a gestire, ossia la flessibilità continuamente pretesa dall'azienda sulla quale spesso si è fatto finta di non vedere e non sapere.

Riteniamo paradossale che si possano firmare accordi che concedono tutto all'azienda, come l'ultimo sulla solidarietà, e poi andarsi a lamentare con la stessa azienda perché questa, applicandoli COSÌ COME SONO STATI SCRITTI, se ne infischia dei preavvisi e penalizza alcuni lavoratori più di altri. 

Riteniamo che questa sia la ovvia conseguenza del non aver mai preso posizioni chiare e di aver anzi il più delle volte accettato e condiviso, tacitamente o per iscritto, richieste e pretese aziendali che vanno in un unica direzione: POTER DISPORRE ALL'ISTANTE DEI LAVORATORI!  

CONTI BONUS 2015


E' arrivata l' e-mail d'informazione ai dipendenti in cui Continental annuncia gli ottimi risultati raggiunti dalla multinazionale nel 2014 e comunica che sarà erogato a tutti i dipendenti un Conti Bonus pari a 1.006 euro o 503 euro a seconda del paese di appartenenza, a partire da aprile 2015. Noi siamo nel gruppo di paesi per cui sono previsti i 1.006 euro.
Rimane da affrontare la questione dell'assorbimento parziale nel nostro premio di maggio.

mercoledì 4 marzo 2015

Solidarietà ai lavoratori della Fiber di Bergamo

I delegati FIOM Piaggio e Continental esprimono totale solidarietà ai lavoratori della Fiber di Bergamo.

I lavoratori della Fiber di Bergamo stanno portando avanti una lotta contro il loro padrone che vorrebbe chiudere e trasferire tutta la produzione in Romania.
Sono in presidio da settimane davanti ai cancelli della fabbrica, giorno e notte, e hanno messo cosi’ in crisi i piani di chi avrebbe voluto sbarazzarsi velocemente di loro.

Ma chi non sopporta più questa determinazione da parte dei lavoratori, ha messo su l’altra notte un vero e proprio attacco fascista: un auto in corsa ha sparato biglie di acciaio contro i finestrini di un camper e di un auto presenti al presidio.

Un attacco gravissimo che non ha avuto gravi conseguenze per puro caso.

L’ultima, in ordine di tempo, di numerose intimidazioni che si sono verificate negli ultimi giorni allo scopo di far cessare la lotta.

Ma i lavoratori della Fiber fanno sapere che continueranno il presidio e la lotta, a testa alta e senza farsi intimidire, fino a quando non verrà assicurato il mantenimento del posto di lavoro.

I lavoratori della Piaggio e della Continental danno la loro solidarietà e il loro pieno sostegno ai lavoratori della Fiber per il vile attacco subito e per la lotta che stanno portando avanti.

Delegati FIOM Piaggio e Continental

lunedì 2 marzo 2015

Incontro Azienda-Rsu

Domani pomeriggio avrà luogo un incontro tra Azienda ed Rsu al quale parteciperà anche il segretario provinciale Fiom, M.Franchi.
Il tema affrontato sarà quello della "Gestione della Solidarietà".

domenica 1 marzo 2015

Assemblea nazionale Fiom-Cgil, Cervia 27-28 febbraio 2015

Al termine dei lavori dell’Assemblea nazionale sono stati presentati due documenti che sono stati votati in contrapposizione. Il documento presentato dalla Segreteria nazionale della Fiom, è stato approvato con 484 voti a favore, quello presentato da Sergio Bellavita primo firmatario è stato respinto con 38 voti a favore. Un delegato si è astenuto.

Documento presentato dalla segreteria FIOM:
http://www.fiom-cgil.it/web/assemblee-nazionali/1718-assemblea-nazionale-fiom-il-documento-conclusivo

Documento presentato da Sergio Bellavita (primo firmatario):

L'approvazione del Jobs Act apre uno scenario inedito e drammatico che è destinato ad avere conseguenze pesantissime sulla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori, sull'effettivo esercizio delle libertà sindacali e politiche. Se nel 1970 con lo statuto la costituzione entrava nelle fabbriche oggi la stessa, dopo la prima pesante manomissione della Fornero nel 2012, è stata definitivamente cacciata con il Jobs act. Sul terreno contrattuale il modello Marchionne si è imposto come modello generale per tutto il mondo del lavoro. Per la Cgil tutto ciò rappresenta una dura sconfitta. Non era scontato finisse cosi. La maggioranza del gruppo dirigente della Cgil nazionale porta responsabilità enormi nel non aver dato la continuità necessaria alla lotta d'autunno che aveva incrociato una grande disponibilità di vasti settori di lavoratori e lavoratrici. Lo sciopero generale del 12 dicembre è stato costruito per chiudere la mobilitazione non per avviarla. Cosi il governo Renzi ha potuto emanare i primi due decreti attuativi sotto natale, peggiorandone persino i contenuti, e senza alcuna opposizione sociale. Il direttivo nazionale cgil del 18 febbraio ha certificato a la fine della mobilitazione generale. La consultazione dei lavoratori per decidere se sostenere o meno una campagna referendaria per l'abrogazione del jobs act, che scarica cosi sui lavoratori quelle responsabilità che il gruppo dirigente non ha voluto prendersi, e la raccolta firme per una legge su un nuovo statuto dei diritti dei lavoratori , da avanzare allo stesso parlamento che ha appena deciso di cancellarlo, non rappresentano la continuità delle lotte. La campagna referendaria puo' essere utile se si aggiunge il tema dell'abrogazione della legge Fornero sulle pensioni, ma senza un conflitto generale che ne sostanzi socialmente il valore e' destinata ad un pesante Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale.
Questo gruppo dirigente ha pertanto dimostrato di non essere più adeguato. La crisi della Cgil appare profonda, difficilmente risolvibile senza una presa d'atto della realtà e scelte nette, radicali, coerenti. È necessaria una fase straordinaria nella vita dell'organizzazione. Ridefinire una nuova progettualità, nuove strategie contrattuali, nuove pratiche rivendicative. Non e' il tempo degli scioperi di testimonianza e delle manifestazioni rituali che non producono risultati concreti. Occorre una piattaforma generale del mondo del lavoro stabile e precario, unificante e mobilitante, che risponda alla necessità di ricostruire e riconquistare quel quadro di diritti e tutele che sono stati cancellati. Occorre definire una linea contrattuale che con rigore rifiuti di sottoscrivere le deroghe ai Ccnl, i licenziamenti e gli accordi che tagliano diritti, salari ed incrementano carichi e ritmi di lavoro, come troppo spesso avviene anche con la firma della Fiom. Cosi come rispetto al percorso per il rinnovo del Ccnl non si puo' costruire una piattaforma unitaria che accetti il sistema derogatorio introdotto dall'accordo separato del 2009. La costruzione di una coalizione di soggetti sociali non può cancellare o sostituire la necessità di agire in primo luogo il conflitto sia nei luoghi di lavoro che sul piano generale contro il governo Renzi. È un errore grave aver deciso di non proclamare più scioperi contro le comandate agli straordinari in alcuni stabilimenti ex Fiat lasciando cosi soli i lavoratori a contrastare il supersfruttamento del modello Marchionne. La bocciatura dei lavoratori della Sata di Melfi dell'accordo sui 20 turni firmato dai sindacati complici testimonia che coerenza e radicalità pagano. Nei grandi gruppi industriali Finmeccanica, Fincantieri siamo davanti a processi di pesante ristrutturazione e aggressione ai diritti dei lavoratori. Sono a rischio soprattutto gli insediamenti produttivi del mezzogiorno,i livelli occupazionali ed interi settori industriali del nostro paese. Serve una strategia per la difesa dell'occupazione, delle produzioni e insieme dell'ambiente e della salute delle popolazioni. Occorre che la Fiom promuova un vasto fronte sociale unitario per rilanciare l'opposizione alle politiche d'austerita' ed in solidarietà con il popolo greco, con il suo difficile tentativo di uscire dalla tenaglia delle politiche criminali della troika. Il prossimo 18 marzo ci sarà una giornata di mobilitazione europea contro l'austerita' e di contestazione del vertice della Bce a Francoforte, una giornata che la Fiom e tutto il mondo del lavoro dovrebbero assumere come una importante scadenza. I movimenti sociali, tante realtà di base e sindacali stanno costruendo una grande giornata di protesta per il primo maggio a Milano contro Expo 2015 il suo carico di sfruttamento del lavoro, di cementificazione e saccheggio del territorio. Una giornata a cui aderire. Per tutte queste ragioni l'assemblea nazionale dei delegati Fiom esprime la sua netta contrarietà alla linea approvata dalla Cgil nel direttivo nazionale dello scorso 18 febbraio.

venerdì 27 febbraio 2015

Al Piezo hanno vinto i lavoratori!!

Nel pomeriggio di venerdì 20 febbraio l'azienda ha comunicato alla RSU la necessità di passare da 2 a 3 turni su Piezo a partire dal lunedì successivo, quindi senza il dovuto preavviso ai lavoratori. Le delegate Cini e Garzella hanno subito espresso in quella sede la loro contrarietà rispetto all'ennesimo cambio turno senza preavviso. 
Le delegate hanno successivamente rimarcato, in una mail indirizzata all'azienda ed alla RSU, la propria posizione di contrarietà ed hanno sostenuto il diritto di fruizione del PD per gli addetti ai turni della mattina e del pomeriggio come da accordo sulla turnazione a 2 squadre.

La determinazione delle delegate nel sostenere la posizione, rendendo pubblica tutta la discussione avvenuta con l'azienda e all'interno della RSU, è stata fondamentale per il coinvolgimento dei lavoratori che si sono così schierati al loro fianco ed hanno fatto sì che l'azienda riconoscesse il diritto alla fruizione del PD.

Un risultato significativo ottenuto direttamente dai lavoratori che, consapevoli dei propri diritti, si sono mossi con determinazione e senza piegare la testa sostenuti dalle due delegate. 
L'unione e la determinazione dei lavoratori su quanto gli spettava di diritto ha costretto infatti il coordinatore unico della RSU a ritrattare la sua posizione (espressa per mail e pubblicata anche su questo blog) di fronte all'azienda, che alla fine ha ceduto!!

Questo è il metodo sindacale in cui crediamo, l'unico modo di "fare" un sindacato che ripaga e porta frutti. Sostenere posizioni coerenti e di massima tutela dei lavoratori, rendere pubbliche con la massima trasparenza tutte le discussioni tra sindacato e azienda in modo da creare consapevolezza e coinvolgere direttamente i lavoratori.
Questa è per noi la pratica sindacale!!

Quello che è successo al Piezo dimostra che se i lavoratori sono decisi ed organizzati su obbiettivi comuni si vince!

Bene, 
Continuiamo così!!

giovedì 26 febbraio 2015

PD sul Piezo

Domani i lavoratori del Piezo addetti ai turni di mattina e di pomeriggio potranno fruire del PD.

mercoledì 25 febbraio 2015

ASSEMBLEA PROVINCIALE DEI LAVORATORI


Lo scorso Ottobre abbiamo promosso una prima Assemblea Provinciale dei Lavoratori, che si era conclusa con l’impegno a proseguire il lavoro intrapreso.

Negli ultimi anni è chiaramente mancata una risposta all’attacco padronale  e i cedimenti sono stati continui in tutti i settori e i luoghi di lavoro. L’obiettivo che ci proponiamo è quello di provare a trasformare l’insoddisfazione  dei lavoratori per la politica sindacale in una iniziativa in grado di contrastare la pratica dei cedimenti in tutte le fabbriche, a livello provinciale, e far ripartire e sostenere la lotta all’offensiva padronale.

Stabilire rapporti costanti tra i delegati e gli operai più attivi nei diversi luoghi di lavoro è il primo passo. I confini di una singola fabbrica consentono solo una difesa limitata e parziale e crediamo che sia l’ora di provare a estendere la nostra esperienza in Piaggio e in Continental ad una pratica sindacale comune, nei metodi e nei contenuti, con i lavoratori delle altre fabbriche, in modo da creare le basi per far pesare il numero e l’unità della classe operaia sia nelle rivendicazioni a livello aziendale che nello scontro generale con il padronato.

Crediamo che gli ultimi mesi  abbiano confermato in pieno la validità e l’attualità di questi obiettivi e la possibilità di una coordinamento delle istanze che nascono nei diversi luoghi di lavoro intorno alle fabbriche più grandi.
Sul recente accordo alla Continental,  il nostro lavoro comune, tra delegati FIOM Piaggio e i delegati Continental contrari ad un nuovo cedimento agli interessi dell’azienda, ha permesso un’azione di informazione e di contrasto sistematica e chiara nei contenuti e nell’alternativa che intendiamo rappresentare.
Anche sulle questioni generali, come le ultime leggi sul lavoro, l’esperienza degli ultimi mesi dimostra  la necessità di dar vita sul territorio a una mobilitazione che dia continuità e prospettiva alle rivendicazioni dei lavoratori.

Quello che vogliamo promuovere è una attività, una pratica e una visione comune, costruita su rapporti continuativi tra lavoratori e delegati delle diverse fabbriche, in grado di confrontarsi anzitutto su tutti i problemi e le esigenze che nascono nei posti di lavoro. Una funzione che di fatto la FIOM e la CGIL non stanno svolgendo, tenendo separate le vertenze e le esperienze.

Solo da questa pratica, che deve svilupparsi nel tempo, possono venire orientamento, definizione di obiettivi e capacità di intervento su tutte le questioni.  Per questo rifiutiamo ogni scorciatoia  e siamo lontani da chi pone pregiudiziali organizzative.

L’assemblea che ora convochiamo deve essere perciò un’assemblea di lavoro, tra chi riconosce la necessità di un’azione comune e condivide questi obiettivi, e deve avere come protagonisti i lavoratori e le esperienze di fabbrica.
GIOVEDI’  26  FEBBRAIO   ORE 21
PONTEDERA CENTRO SETE SOIS SETE LUAS
Viale R. Piaggio, 82 (davanti alla fabbrica)

     .            DELEGATI E LAVORATORI PIAGGIO E CONTINENTAL