venerdì 30 gennaio 2015

La RSU Continental convince i lavoratori con la minaccia della cassa integrazione e i licenziamenti collettivi

Dopo aver spiegato ai lavoratori in assemblea che "il male minore" è accettare la dichiarazione di esuberi fatta dall'azienda e quindi rassegnarsi ai contratti di solidarietà, pena il rischio di cassa integrazione e licenziamenti collettivi del Jobs Act, la RSU Continental questa mattina si è recata all'UIP per firmare l'accordo di solidarietà. 

Rendiamo pubblico il documento a firma RSU, distribuito ai lavoratori in assemblea, che non fa che confermare una per una le nostre denunce:
- la produzione è destinata ad aumentare;
- le previsioni vengono "aggiustate" alla meglio, in sede di accordo, solo per aprire una Solidarietà che non avrebbe ragione di essere;
- il numero di 253 esuberi è falso e infondato e serve solo a dare mano libera all'azienda su organizzazione del lavoro e flessibilità. 

Per di più il documento chiarisce che, per la maggioranza della RSU, questo uso degli "esuberi" (che ricordiamolo, significano per il futuro possibili licenziamenti) è normale e positivo. Come poi sia possibile fare accordi che consentono "l'utilizzo di minor manodopera" "senza compromettere la salvaguardia dei posti di lavoro" ce lo faremo spiegare la prossima volta....




mercoledì 28 gennaio 2015

Le assemblee sulla solidarietà in Continental...

La strategia di questa delegazione sindacale è sempre la stessa:

- relazione introduttiva di più di tre quarti d'ora in modo da rincoglionire totalmente con discorsi e numeri invece di aprire alla discussione vera;

- mistificazione della realtà riportando le percentuali di riduzione di orario CONCORDATE reparto per reparto senza dire in base a quale criterio siano state stabilite e soprattutto senza chiarire e mettere in evidenza che non si tratta dei dati relativi ai cali dei volumi su ciascun reparto;

- azione di terrorismo prospettando catastrofi nel caso non si firmi l'accordo;

- attacco violento contro chi prova ad esprimere una posizione diversa, facendo precipitare tutto nella confusione.

Fra i tanti discorsi cominciano però a venir fuori affermazioni interessanti:

- "l'accordo di solidarietà è necessario nel caso le produzioni calino veramente"....

- "se si continua così è molto probabile che fra qualche anno qualcuno rimarrà a casa".

Noi continuiamo a confidare nella capacità di senso critico dei lavoratori.


martedì 27 gennaio 2015

Continental: assemblee retribuite

Partono da questa notte le assemblee retribuite col seguente ordine del giorno:

1) Illustrazione dell'ipotesi di accordo sui Contratti di Solidarietà
2) Varie ed evantuali

lunedì 26 gennaio 2015

PIAGGIO e CONTINENTAL: NO ALL’USO DEI SOLDI DEI LAVORATORI PER AUMENTARE RITMI DI LAVORO, FLESSIBILITA’ E LICENZIAMENTI.


Alla Continental sta per essere firmato un nuovo accordo sulla Solidarietà. L’azienda denuncia uno stato di crisi, dichiarando l'esubero di 253 lavoratori, cioè un dipendente su quattro, nel momento in cui prevede per il 2015 un aumento della produzione del 15 per cento rispetto al 2014 e del 10 per cento rispetto al 2012 e al 2013.
Il ricorso alla Solidarietà e alla dichiarazione di esuberi è perciò chiaramente infondato e pretestuoso. Invitiamo l’INPS e l’Ufficio Provinciale del Lavoro ad una verifica attenta e puntuale dell’esistenza dei presupposti per l’applicazione della Solidarietà e come delegati Continental siamo a disposizione per ogni chiarimento che venga ritenuto necessario.
Quello che l’azienda si propone di ottenere con questo accordo è di aumentare molto i ritmi di lavoro, ottenere, attraverso lo strumento della solidarietà, il massimo di flessibilità di orario e risparmiare un quarto del costo del lavoro a spese dell’INPS, con il 10 per cento di produzione in più. Il risultato sarà entro qualche anno, matematicamente, il licenziamento di almeno un lavoratore su quattro.

Anche alla Piaggio da qualche anno ci battiamo contro la firma di contratti di solidarietà che servono solo a coprire il progressivo trasferimento all’estero delle lavorazioni, l’aumento dei ritmi di lavoro e una flessibilità che significa il completo asservimento dei lavoratori all’arbitrio delle decisioni dell’azienda su tutti gli aspetti del rapporto di lavoro. Questo uso arbitrario e pretestuoso dei Contratti di Solidarietà non solo sperpera i soldi dell’INPS, ma mette i lavoratori nelle fabbriche in una condizione di debolezza e di ricattabilità.

Per tutte queste ragioni chiediamo che la RSU FIOM della Continental e la FIOM provinciale non firmino l’accordo della Continental.



Membri del direttivo provinciale e delegati FIOM Continental e Piaggio

domenica 25 gennaio 2015

Contratti di Solidarietà in Continental - LA NAZIONE


La Nazione - Pisa e Pontedera - Domenica 25 gennaio 2015

in evidenza il commento di un lavoratore

è vero che c'è la lista di NOMINATI? chi sono questi 50? rendete pubblici i nomi tanto sìè capito che son quelli che l'azienda cercherà di far fuori per primi!!!!! Se avete il coraggio tirate fuori quei nomi. Vogliamo sapere!!!Non avete nessun diritto di tenerci nascosti i nomi. Non siamo solo lavoratori siamo anche famiglie!!!!

http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2015/01/riunione-sindacale-sui-contratti-di.html#comment-form

Ci dispiace ma NOI non possiamo divulgare la lista coi nomi (allegato della bozza di accordo di solidarietà) per ovvie ragioni. Come già comunicato dalla RSU nel suo verbale, è vero che in quella lista ci sono una cinquantina di lavoratori che l'azienda, per tutto il 2015, vorrebbe tenere a casa più degli altri (17 giorni al mese anziché 10 giorni al mese). Su questo possiamo confermare soltanto che si tratta in maggioranza di donne e lavoratori con problemi di salute. Evidentemente l'azienda vorrebbe usare i contratti di "solidarietà" in modo discriminatorio per tenere a casa quelli che, dal suo punto di vista, sono lavoratori "improduttivi". 

Solo chi sta portando avanti la discussione dei contratti di solidarietà su questo livello può darvi conto dei nomi. E noi crediamo che la RSU debba farsi carico di dirvi quali sono i lavoratori che l'azienda intende discriminare!

venerdì 23 gennaio 2015

Riunione sindacale sui contratti di solidarietà

Siamo venuti a sapere che si è svolta oggi la riunione tra la RSU, la segreteria provinciale FIOM e l'azienda sui contratti di solidarietà.
I punti oggetto di discussione sono stati i seguenti:

Anticipo delle indennità si solidarietà
Il punto è stato chiarito e l'azienda si è impegnata ad inserire sulla bozza dell'accordo di solidarietà l'articolo che prevede l'anticipo.

Trattamento differenziato sulla riduzione di orario di lavoro per circa cinquanta dipendenti
Rimane la condizione discriminatoria per quei lavoratori e la discussione tra l'azienda e il sindacato riprenderà lunedì prossimo.

Dk2
L'azienda ha dichiarato la necessità di sospendere l'attività lavorativa per circa 3 settimane e per questo motivo ha chiesto disponibilità ai lavoratori di astenersi dal lavoro col proprio monte ore di ferie e PAR. Non sono stati forniti dettagli sui volumi che permettano di valutare la necessità di tale scelta.

Sulle questioni riguardanti i contratti di solidarietà le delegate Cini e Garzella hanno riconfermato la posizione, già espressa e resa pubblica nelle bacheche sindacali, di infondatezza della dichiarazione degli esuberi (vedi http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2015/01/sulla-riunione-rsu-del-20-gennaio-2015.html).

Sulla questione del Dk2 le delegate, esprimendo una posizione diversa dal resto della RSU, hanno manifestato all'azienda l'impossibilità di accordare quella soluzione in assenza di dati sui volumi.

PIAGGIO: UN TENTATIVO DI INTIMIDAZIONE

A un quarantina di lavoratori la Piaggio ha inviato lettere che in pratica minacciano il licenziamento se non ridurranno il numero delle loro assenze per malattia. Ai lavoratori non viene imputata alcuna violazione contrattuale, né vengono contestate le motivazioni delle singole assenza. Semplicemente, la Piaggio dichiara la sua determinazione a licenziare chi non si adegui a criteri di produttività  e a rapporti di “affidabilità” decisi dall’azienda.
L’obiettivo della Piaggio non può certo essere quello di recuperare qualche giornata lavorativa da poche decine di dipendenti. Lo scopo reale delle minacce dell’azienda è di intimidire non quaranta, ma noi tutti tremila lavoratori Piaggio. Toglierci le certezze contrattuali, farci sentire alla mercé del potere dell’azienda, indebolire la capacità di resistenza e di contrasto che abbiamo mostrato in questi anni.

L’attacco della Piaggio va capito in tutta la sua gravità.
- Vengono messi in discussione diritti regolati contrattualmente, e con questo  la base stessa di qualsiasi rapporto e conquista sindacale, in piena continuità  con le politiche di tutto il padronato e facendo forza sugli interventi degli ultimi governi, ultimo il “Job Act”
- In particolare viene contestato uno dei diritti contrattuali decisivi per la vita di tutti i giorni, e cioè quello relativo alle assenze per malattia
- Questo avviene in un quadro di diffusione crescente, tra i lavoratori Piaggio, delle patologie generate dagli aumenti dei ritmi di lavoro negli ultimi anni.

Un attacco che continua la politica di forza della Piaggio, favorita dalle complicità sindacali e delle istituzioni locali: azzeramento del premio di produzione,  chiusura totale sulla nostra Piattaforma aziendale, uso arbitrario e indiscriminato della CIG e della Solidarietà,  progressivo smantellamento delle Officine Meccaniche.
La politica sindacale dei compromessi e dei cedimenti si è rivelata un disastro per i lavoratori. Ogni cedimento ne produce un altro, senza fine. Agli attacchi del padronato si deve rispondere con la lotta, nel momento e nei modi più favorevoli.

Come RSU FIOM, chiameremo i lavoratori a dare una prima risposta al rientro in fabbrica.

                                                                                           RSU FIOM Piaggio

testo della lettera: http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2015/01/la-piaggio-intima-il-jobs-act-la.html 

giovedì 22 gennaio 2015

Sulla dichiarazione degli esuberi

Informiamo tutti i lavoratori che è stato affisso in bacheca sindacale a S. Piero il documento dedicato alla questione degli esuberi contenete i dettagli sui volumi produttivi di cui si parla nel comunicato:
http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2015/01/sulla-riunione-rsu-del-20-gennaio-2015.html

Nel documento trovate spiegato dettagliatamente quali sono i motivi per cui non è possibile parlare di esuberi nella sede pisana della Continental.

Il documento sarà affisso domattina anche nella bacheca sindacale di Fauglia.


mercoledì 21 gennaio 2015

Sulla riunione RSU del 20 gennaio 2015 - CINI, GARZELLA

Riceviamo e pubblichiamo:

 
Sulle questioni discusse durante la RSU del 20 gennaio abbiamo espresso posizioni diverse rispetto al resto della delegazione:

1)  Bozza accordo di solidarietà
Per noi la questione non è quella di chiarire alcuni punti con l’azienda (anticipo indennità ed elevata riduzione oraria per 50 lavoratori) per giungere ad un accordo condiviso sui contratti di solidarietà. Per noi la questione è che non sussistono ad oggi le condizioni per ricorrere ai contratti di solidarietà perché non ci sono elementi che dimostrino l’esistenza degli esuberi. Sulla bozza di accordo presentata dall’azienda sono dichiarati 253 esuberi ma tale numero non è giustificato ed è in contraddizione coi dati forniti a dicembre dal direttore. Svilupperemo i dettagli in un documento dedicato che divulgheremo in azienda.

2)  Assemblee retribuite
Secondo noi le assemblee non devono essere rimandate perché l’azienda ha dichiarato di già 253 esuberi. La RSU non ha alcun mandato per cercare un accordo condiviso con l’azienda sui contratti di solidarietà finché non chiarisce coi lavoratori se questi 253 esuberi esistono veramente o no. La nostra posizione quindi è che esistono ora più che mai i presupposti per discutere coi lavoratori in assemblea.

3)  Straordinari su FR XL2 e riorganizzazione turni L2 XL2
Non sono note ad oggi le motivazioni per cui si renda necessario lo straordinario per i lavoratori del FR. La Rsu ad oggi non si è presa carico né di approfondire la questione del FR, né tantomeno di approfondire e valutare la situazione derivante dalla riorganizzazione che l'azienda ha operato sulla L2 dell'XL2. Su entrambe le questioni continuiamo a insistere che sia urgente e doveroso che la Rsu chieda conto all'Azienda.
Pensiamo che scaricare sui lavoratori tutta la responsabilità di quanto sta avvenendo in quei reparti serva solo a mascherare la volontà di una Rsu che decide di lasciar correre non prendendo posizione e di fatto accetta gli aumenti di carico di lavoro decisi dall’azienda.

21 gennaio 2014
G. Garzella RSU
S. Cini RSU