Siamo venuti a
conoscenza di un incontro "urgente" avuto luogo alle
ore 11.00 a Fauglia "per ricevere l'informativa richiesta da parte
dell'Azienda sulle voci che negli ultimi giorni sono circolate rispetto
all'allocazione dei nuovi volumi fuel rail":
1) Non si capisce
bene cosa voglia dire "allocazione dei nuovi volumi dei fuel rail"
con cui un membro della RSU liquida la questione e
"avverte" gli altri dell'incontro. Si riferisce forse alla questione sollevata tempo fa da Garzella e Cini richiedendo spiegazioni all'azienda?
2) Ancora una volta
all'incontro non è stata permessa la partecipazione di tutta la RSU ed in
particolare sono state escluse le uniche due rappresentanti portatrici di
una posizione alternativa.
3) I delegati che si
sono assunti la responsabilità di recarsi all'incontro riportino
tempestivamente a tutti!
Leggi anche:
http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2015/09/in-evidenza-su-argomento-fr.html
http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2015/09/questione-fr-e-inadeguatezza-della.html
giovedì 19 novembre 2015
Prime macchine rimosse dalla sede di S. Piero
Riceviamo e pubblichiamo:
Da: Giada Garzella
Date: 18 novembre 2015 14:18
Oggetto: Spostamento EDM
A: RSU
Cc: MComparini
Giada Garzella RSU
Da: Giada Garzella
Date: 18 novembre 2015 14:18
Oggetto: Spostamento EDM
A: RSU
Cc: MComparini
Cari colleghi,
giusto ieri mattina ho notato che un modulo EDM dell'XL2 era stato rimosso.
Stamani il responsabile di reparto mi ha confermato che l'intero EDM a breve verrà spostato a Fauglia nel reparto XL3.
Ne eravate a conoscenza anche voi?
Conoscete i dettagli della nuova allocazione e della nuova organizzazione del personale addetto a quelle macchine?
Saluti.giusto ieri mattina ho notato che un modulo EDM dell'XL2 era stato rimosso.
Stamani il responsabile di reparto mi ha confermato che l'intero EDM a breve verrà spostato a Fauglia nel reparto XL3.
Ne eravate a conoscenza anche voi?
Conoscete i dettagli della nuova allocazione e della nuova organizzazione del personale addetto a quelle macchine?
Giada Garzella RSU
mercoledì 18 novembre 2015
Landini (Fiom), trattativa per rinnovo parte in salita
16 novembre 2015 ore 12.16
“I primi ragionamenti fatti da Federmeccanica sul rinnovo del contratto fanno partire in salita la trattativa”. A dirlo è il segretario generale della Fiom Cgil Maurizio Landini, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, parlando a margine dell'attivo della Fiom Lombardia a Milano: “C’è una novità, il tavolo è unitario. Siamo tutti presenti, e noi il 4 dicembre ci presentiamo con la volontà di cercare un accordo”. Landini ricorda che la Fiom ha avanzato anche “proposte innovative, come la contrattazione annua del salario, il diritto alla formazione, la riforma dell' inquadramento”.
La Fiom Cgil, inoltre, chiede che venga applicato l'accordo del 10 gennaio sulla rappresentanza. “Applicarlo significa impedire gli accordi separati” spiega Landini: “Le prime dichiarazioni fatte anche da Federmeccanica non rendono facile questa soluzione. Anche perché c’è un punto di fondo importante per noi: i due livelli di contratti, cioè il contratto nazionale e la contrattazione aziendale, devono rimanere e non possono essere uno sostitutivo dell'altro”. Secondo il segretario della Fiom “le assemblee fatte o che si stanno facendo in questi giorni, il voto nelle fabbriche sulla nostra piattaforma, rafforzano sia la nostra rappresentanza sia la nostra volontà di ricercare un'intesa”.
martedì 17 novembre 2015
Progetto di "accorpamento" delle due sedi Continental di Pisa?
Essendo venuta a conoscenza del progetto di
riorganizzazione aziendale avente come presupposto fondamentale l'accorpamento
dei due stabilimenti Continental presenti sul territorio pisano, la
segreteria FIOM di Pisa ha chiesto un incontro urgente per chiarimenti in
merito.
Riceviamo e pubblichiamo anche la e-mail a firma Cini e Garzella
con cui le delegate chiedono la presenza di tutta la RSU all’incontro con l’azienda:
Da: Rsu
Per: Rsu, MComparini
Per: Rsu, MComparini
Data: 17/11/2015 12:43
Oggetto: Rif: Richiesta incontro urgente
Oggetto: Rif: Richiesta incontro urgente
Per conoscenza ai lavoratori,
Buongiorno,
data l'importanza dell'argomento riteniamo opportuno che all'incontro partecipi tutta
Saluti.
Giada Garzella RSU
Silvia Cini RSU
lunedì 16 novembre 2015
La maschera democratica dell'oligarchia...
Hanno partecipato alle assemblee poco più di 300 operatori e solo alcuni impiegati su un totale di 950 dipendenti.
L'attuale mancanza di partecipazione obbliga inevitabilmente a riflettere sull'incapacità e/o mancanza di volontà della RSU di coinvolgere i lavoratori. Le assemblee non sono più luoghi "aperti" in cui poter davvero discutere, confrontarsi e decidere; il lavoratore non ha più voce in capitolo e al massimo viene chiamato a ratificare decisioni già prese dall'azienda o dai vertici sindacali. Questo ha come conseguenza l'allontanamento dei lavoratori dalla vita sindacale in azienda. Prova di ciò è anche la bassa partecipazione al referendum sulla piattaforma: poco più del 50% contro percentuali tra l'80 e il 90 degli anni passati!
Il metodo e l'atteggiamento di questa delegazione e dalle segreterie sindacali parla chiaro:
L'attuale mancanza di partecipazione obbliga inevitabilmente a riflettere sull'incapacità e/o mancanza di volontà della RSU di coinvolgere i lavoratori. Le assemblee non sono più luoghi "aperti" in cui poter davvero discutere, confrontarsi e decidere; il lavoratore non ha più voce in capitolo e al massimo viene chiamato a ratificare decisioni già prese dall'azienda o dai vertici sindacali. Questo ha come conseguenza l'allontanamento dei lavoratori dalla vita sindacale in azienda. Prova di ciò è anche la bassa partecipazione al referendum sulla piattaforma: poco più del 50% contro percentuali tra l'80 e il 90 degli anni passati!
Il metodo e l'atteggiamento di questa delegazione e dalle segreterie sindacali parla chiaro:
L'obiettivo non è quello del coinvolgimento e della partecipazione dei lavoratori ma solo quello di sentirsi legittimati "a procedere"!
L'aggressività della RSU di maggioranza nei confronti delle delegate dell'opposizione assume toni sempre più incivili. In diverse assemblee è stato impedito loro di esprimere la posizione dell'Area di Opposizione in merito alla piattaforma con strumentali polemiche e ignorando volutamente la richiesta di intervento.
Il concetto espresso sopra si ripropone nella gestione delle votazioni per alzata di mano sulla proposta di RLS aggiuntivo. Il rispetto delle regole e dei principi di trasparenza e democrazia per questa delegazione non sono importanti. Procede facendosi legittimare la decisione presa, in assenza di alcun accordo scritto con l'azienda, da appena 300 lavoratori a cui è stata posta scorrettamente la seguente domanda: "Volete o no un RLS aggiuntivo?". Chi direbbe di no?
I lavoratori che si sono permessi di sollevare altre questioni sindacali sono stati messi a tacere con la motivazione: "Questo non è all'ordine del giorno, se ne parla nella prossima assemblea" perchè anche cosa si dice tra le varie ed eventuali lo decide la RSU!
Riusciamo a comprendere che questi meccanismi allontanino i lavoratori dalla partecipazione alla vita sindacale ma allo stesso tempo invitiamo tutti a reagire con una rinnovata partecipazione che sia consapevole e critica al tempo stesso per evitare che i pochi continuino a decidere per conto di tutti il peggioramento delle nostre condizioni di lavoro!
giovedì 12 novembre 2015
Referendum piattaforma rinnovo CCNL metalmeccanici: urne elettorali ad esclusivo controllo della maggioranza FIOM
Durante la riunione RSU del 10 novembre la delegata Silvia Cini ha chiesto, come portavoce dell'area di opposizione, che i referendum per la piattaforma per il rinnovo del CCNL si svolgessero in Continental al termine delle assemblee in modo da favorire la presenza ai seggi anche delle delegate dell'area.
La RSU senza dare motivazioni ha bocciato la proposta ed ha redatto un calendario di apertura dei seggi assolutamente improponibile ai fini della partecipazione delle delegate di minoranza.
I delegati di maggioranza FIOM invece, avendo il vantaggio numerico, presiederanno molto agevolmente le ben otto sessioni di apertura dei seggi.
E' evidente da parte della maggioranza RSU la malafede e la volontà di tenere l'opposizione il più lontano possibile dal controllo delle urne elettorali!
mercoledì 11 novembre 2015
Dalla Continental il nuovo coordinatore dell'area di opposizione in CGIL per la FIOM di Pisa
Venerdì 6 si è svolta la riunione dei compagni della Fiom di Pisa aderenti alla nostra area. Come da ordine del giorno inviato a tutti i componenti del direttivo Fiom di Pisa , si é discusso della situazione sindacale nell'area e della opportunità di eleggere un coordinatore dell'area nella Fiom di Pisa.
Alla riunione era presente il coordinatore regionale dell' area Riccardo Antonini e 15 dei 18 convocati alla riunione .
La riunione si è conclusa con la elezione del coordinatore della nostra area x la Fiom di Pisa ed é stata votata la compagna Michela Ruffa con 15 voti a favore.
Michela é nel direttivo della Cgil e della Fiom di Pisa e lavora alla Continental, seconda azienda x grandezza della provincia.
Corrado Giuseppe
Comitato centrale Fiom
martedì 10 novembre 2015
L'azienda REGALA un RLS in più senza niente in cambio....
A partire dalle assemblee di stasera la RSU proverà nuovamente a farsi "legittimare" dai lavoratori, con votazione per alzata di mano, l'aggiunta di un RLS che pare sia stato "concesso" dall'azienda.
Riteniamo assolutamente improbabile che l'azienda REGALI qualcosa senza pretendere niente in cambio.
In genere per un'azienda un RLS aggiuntivo dovrebbe significare un "rompiscatole" in più e 70 ore di permessi retribuiti annui in più ossia una spesa in più. Evidentemente in questo caso l'RLS aggiunto ne' sarà un rompiscatole, ne' sarà una rimessa per l'azienda che sicuramente riceverà qualcosa in cambio dalla RSU.
Ancora una volta diciamo che la nostra posizione è:
ben vengano RLS aggiuntivi che veramente lavorino per "rendere più sicura la fabbrica" ma, poiché siamo contrari a qualsiasi regalia da parte dell'azienda, vogliamo eventualmente averli da regolare ACCORDO SCRITTO fatto con l'azienda e sottoposto a regolare referendum tra i lavoratori.
Leggi anche:
http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2014/10/riunione-rsu-del-30-settembre-2014.html
domenica 8 novembre 2015
Direttivo Cgil: autunno freddo
Sergio Bellavita.
Il direttivo nazionale Cgil di venerdì 6 novembre era chiamato a discutere della situazione generale, del giudizio sulla legge di stabilità e dell’attuazione delle decisioni assunte con il deliberato del 18 febbraio 2015, quello cioè che mise la parola fine alla mobilitazione contro il Jobs Act rimandando tutto al terreno di iniziativa referendaria, legislativa e contrattuale. Come spesso è accaduto negli ultimi anni la critica è tutta o quasi concentrata verso il governo Renzi, poco o nulla resta nei confronti del padronato, di Confindustria che pure intende liquidare ogni ruolo sostanziale del contratto nazionale. Tuttavia anche la denuncia delle malefatte del governo, delle risorse irriguardose che ha stanziato per il rinnovo del contratto dei pubblici e dei tagli alla sanità, la Cgil decide di non decidere nulla sul terreno della mobilitazione. Non c’è lo sciopero generale ma non c’è nemmeno una manifestazione del week end. La ragione è semplice: senza Cisl e UIL non si fa più nulla. Sull’altare dei rapporti unitari si sacrifica ogni autonomia della Cgil. Non a caso un emendamento che chiedeva, molto sommessamente peraltro, la mobilitazione da soli a fronte di una conclamata indisponibilità di Cisl e Uil è stato sonoramente bocciato dalla stragrande maggioranza del direttivo. D’altro canto era del tutto evidente che la Cgil non sarebbe andata oltre le iniziative di sabato delle diverse categorie. Eravamo cioè fuori tempo massimo per una lotta contro la legge di stabilità e grossa parte di quella discussione era per queste ragioni persino surreale…
Ci sono due questioni ulteriori su cui il direttivo si è cimentato: le politiche contrattuali e referendum. Il giudizio più che positivo sul contratto dei chimici, persino dettagliato, è stato inserito nell’odg finale. Un fatto non casuale considerata la quantità di tavoli aperti per il rinnovo dei contratti. Un esplicito manifesto di disponibilità alle imprese su quella linea. Ma un punto di sofferenza per l’area democrazia e lavoro che ha votato contro il contratto dei chimici, insieme a noi, nella Filctem. L’emendamento dell’area di Rinaldini e Nicolosi chiedeva di fermarsi al valore politico e sindacale dell’accordo togliendo però ogni altra considerazione sui singoli aspetti dello stesso. Bocciato. L’altro tema, ben più di difficile governo interno, è stato quello della legge di iniziativa popolare per un nuovo statuto dei lavoratori e i referendum. Nel febbraio 2015 quando Camusso Landini decisero di chiudere la parabola di mobilitazione della Cgil passando alla fase articolata di contrasto al Jobs Act concordarono la possibilità di arrivare, con un percorso tortuoso, ad una vera e propria campagna referendaria per l’abrogazione dello stesso. La segreteria nazionale Cgil sul tema si spaccò e la mediazione tra tutti fu appunto quella di affidare alla consultazione straordinaria degli iscritti la scelta se fare o meno referendum. Poi quel deliberato finì nel dimenticatoio. Nell’odg approvato si decide di avviare formalmente questo percorso, con la contrarietà di due categorie, edili e trasporti, e di un segretario nazionale Solari. Tuttavia, anche qui, questa discussione andrebbe valutata bene, fuori cioè da logiche di corridoio. Non siamo in presenza di una divaricazione strategica del gruppo dirigente, non a caso tutti, esclusa la nostra area, fanno del testo unico sulla rappresentanza un baluardo di democrazia (sigh). Landini compreso che ha recentemente chiesto a Federmeccanica di inserire il testo unico nel contratto dei metalmeccanici. Difficile sostenere che quell’accordo salvaguardi ruolo e funzioni del contratto nazionale… Inoltre la riflessione sulla reale portata di questa divaricazione andrebbe estesa ai contenuti, ancora semi sconosciuti, della proposta di nuovo statuto che la Cgil sta elaborando. La valutazione che facciamo noi, avendo visionato la bozza della prima parte, è che in realtà ci si posiziona nel mondo delle cose possibili, dentro e non contro la diversificazione contrattuale, salariale,normativa e giuridica che conosce il mondo del lavoro. La riunificazione viene proposta ma al ribasso, senza più nessuna linea di contrasto alla precarietà, ai contratti atipici. Si propone un quadro di diritti minimi del lavoro subordinato e non, lo statuto dei lavori in sostanza. Una prima bozza che pare avere consenso unanime nel direttivo nazionale. Gli iscritti della Cgil saranno quindi chiamati a firmare per la proposta di legge sul nuovo statuto e a votare sulla possibile via referendaria. Anche questa parte male, manca clamorosamente la volontà di fare il referendum per l’abrogazione della buona scuola di Renzi, forse il più mobilitante e unificante nel paese. Infine il percorso. Susanna Camusso ha presentato la possibile via referendaria solo ed esclusivamente a sostegno del nuovo statuto dei lavoratori, come estrema ratio, ed affidando ai lavoratori la decisione. Questa scelta rischia di compromettere una campagna referendaria che, se unita ad una reale iniziativa di contrasto ad ogni livello, poteva diventare davvero un terreno straordinario di ripresa della mobilitazione contro le politiche del governo.
Le conseguenze politiche e sociali di una sconfitta referendaria sarebbero durissime. Per questa ragione abbiamo votato contro i due ordini del giorno proposti. Il primo quello sulla legge di stabilità che non mette nulla in campo, il secondo quello che contiene valutazioni sui contratti, testo unico, referendum e nuovo statuto. La linea della Cgil non può essere emendata, occorrerebbe un congresso straordinario che affronti, senza reticenze e ipocrisie, la pesante crisi dell’organizzazione, il bilancio delle scelte fatte in rapporto al dramma della condizione di un mondo del lavoro senza più voce e rappresentanza. Landini ha dichiarato il suo voto a favore soprattutto per incassare il sì al referendum. Nicolosi anche, nonostante fosse stato bocciato il suo emendamento sui chimici, ragioni che invece hanno indotto Rinaldini a confermare suo voto contrario anche a favore dei compagni che hanno sostenuto il no in categoria. Una libertà che Landini non ha se vuole, come è evidente dalla piattaforma elaborata, rientrare nel contratto nazionale. Come abbiamo potuto dire nella nostra dichiarazione di voto ha ragione Susanna Camusso, sono mesi che le discussioni si ripetono uguali. E’ il segno, secondo noi, di una crisi ben più profonda di quella che pure ormai tutti ammettono… nei corridoi.
Ci sono due questioni ulteriori su cui il direttivo si è cimentato: le politiche contrattuali e referendum. Il giudizio più che positivo sul contratto dei chimici, persino dettagliato, è stato inserito nell’odg finale. Un fatto non casuale considerata la quantità di tavoli aperti per il rinnovo dei contratti. Un esplicito manifesto di disponibilità alle imprese su quella linea. Ma un punto di sofferenza per l’area democrazia e lavoro che ha votato contro il contratto dei chimici, insieme a noi, nella Filctem. L’emendamento dell’area di Rinaldini e Nicolosi chiedeva di fermarsi al valore politico e sindacale dell’accordo togliendo però ogni altra considerazione sui singoli aspetti dello stesso. Bocciato. L’altro tema, ben più di difficile governo interno, è stato quello della legge di iniziativa popolare per un nuovo statuto dei lavoratori e i referendum. Nel febbraio 2015 quando Camusso Landini decisero di chiudere la parabola di mobilitazione della Cgil passando alla fase articolata di contrasto al Jobs Act concordarono la possibilità di arrivare, con un percorso tortuoso, ad una vera e propria campagna referendaria per l’abrogazione dello stesso. La segreteria nazionale Cgil sul tema si spaccò e la mediazione tra tutti fu appunto quella di affidare alla consultazione straordinaria degli iscritti la scelta se fare o meno referendum. Poi quel deliberato finì nel dimenticatoio. Nell’odg approvato si decide di avviare formalmente questo percorso, con la contrarietà di due categorie, edili e trasporti, e di un segretario nazionale Solari. Tuttavia, anche qui, questa discussione andrebbe valutata bene, fuori cioè da logiche di corridoio. Non siamo in presenza di una divaricazione strategica del gruppo dirigente, non a caso tutti, esclusa la nostra area, fanno del testo unico sulla rappresentanza un baluardo di democrazia (sigh). Landini compreso che ha recentemente chiesto a Federmeccanica di inserire il testo unico nel contratto dei metalmeccanici. Difficile sostenere che quell’accordo salvaguardi ruolo e funzioni del contratto nazionale… Inoltre la riflessione sulla reale portata di questa divaricazione andrebbe estesa ai contenuti, ancora semi sconosciuti, della proposta di nuovo statuto che la Cgil sta elaborando. La valutazione che facciamo noi, avendo visionato la bozza della prima parte, è che in realtà ci si posiziona nel mondo delle cose possibili, dentro e non contro la diversificazione contrattuale, salariale,normativa e giuridica che conosce il mondo del lavoro. La riunificazione viene proposta ma al ribasso, senza più nessuna linea di contrasto alla precarietà, ai contratti atipici. Si propone un quadro di diritti minimi del lavoro subordinato e non, lo statuto dei lavori in sostanza. Una prima bozza che pare avere consenso unanime nel direttivo nazionale. Gli iscritti della Cgil saranno quindi chiamati a firmare per la proposta di legge sul nuovo statuto e a votare sulla possibile via referendaria. Anche questa parte male, manca clamorosamente la volontà di fare il referendum per l’abrogazione della buona scuola di Renzi, forse il più mobilitante e unificante nel paese. Infine il percorso. Susanna Camusso ha presentato la possibile via referendaria solo ed esclusivamente a sostegno del nuovo statuto dei lavoratori, come estrema ratio, ed affidando ai lavoratori la decisione. Questa scelta rischia di compromettere una campagna referendaria che, se unita ad una reale iniziativa di contrasto ad ogni livello, poteva diventare davvero un terreno straordinario di ripresa della mobilitazione contro le politiche del governo.
Le conseguenze politiche e sociali di una sconfitta referendaria sarebbero durissime. Per questa ragione abbiamo votato contro i due ordini del giorno proposti. Il primo quello sulla legge di stabilità che non mette nulla in campo, il secondo quello che contiene valutazioni sui contratti, testo unico, referendum e nuovo statuto. La linea della Cgil non può essere emendata, occorrerebbe un congresso straordinario che affronti, senza reticenze e ipocrisie, la pesante crisi dell’organizzazione, il bilancio delle scelte fatte in rapporto al dramma della condizione di un mondo del lavoro senza più voce e rappresentanza. Landini ha dichiarato il suo voto a favore soprattutto per incassare il sì al referendum. Nicolosi anche, nonostante fosse stato bocciato il suo emendamento sui chimici, ragioni che invece hanno indotto Rinaldini a confermare suo voto contrario anche a favore dei compagni che hanno sostenuto il no in categoria. Una libertà che Landini non ha se vuole, come è evidente dalla piattaforma elaborata, rientrare nel contratto nazionale. Come abbiamo potuto dire nella nostra dichiarazione di voto ha ragione Susanna Camusso, sono mesi che le discussioni si ripetono uguali. E’ il segno, secondo noi, di una crisi ben più profonda di quella che pure ormai tutti ammettono… nei corridoi.
mercoledì 4 novembre 2015
ASSEMBLEE AZIENDALI
"Chi non si assume le responsabilità non farà parte del futuro!"...
Questo è stato il messaggio con cui l'azienda ha voluto chiudere senza
possibilità di replica i Townhall Meeting dei giorni scorsi; un messaggio
chiaro, forte e minaccioso che racchiude tutto l'imperio padronale.
Sarebbe curioso conoscere in dettaglio quali sono per l'azienda le responsabilità che dovrebbero prendersi i lavoratori ma non è questo che
intendiamo mettere a fuoco in questo momento.
Quel che vogliamo invece evidenziare sono gli aspetti che hanno dominato
e caratterizzato queste “assemblee aziendali”, “assemblee” che hanno consegnato
ai lavoratori solo informazioni generiche e al tempo stesso centellinate:
L'approccio nervoso e le dichiarazioni minacciose con cui l'azienda ha condotto
tutti gli incontri denotano debolezza e difficoltà per un contesto che
l'azienda non sa più “controllare” e
sono un messaggio diretto a tutti i lavoratori.
Un direttore di stabilimento che all'interno di un meeting aziendale
occupa gran parte del proprio intervento in questioni sindacali, tra l'altro
alla presenza di delegati e dirigenti sindacali e senza aprire agli interventi,
compie deliberatamente un gesto di invasione di campo nel tentativo di
dimostrare a tutti chi è il Padrone.
Non c'è “..difficoltà a raccontare quel che succede nelle produzioni..”
come si affanna a dichiarare l'azienda ma c'è la volontà precisa di spaventare
i lavoratori quando si afferma che “..i clienti vogliono capire quali ambienti
sono sani e quali no..” e quando
si fa terrorismo paventando possibili trasferimenti delle Produzioni.
Tutto questo ha il preciso obbiettivo di scoraggiare
qualsiasi tentativo di rivendicazione sindacale e di allineare e controllare i
lavoratori sotto la continua minaccia del posto di lavoro!
Occorre quindi essere chiari. I nostri obiettivi non sono quelli di
essere corporativi e “fare la guerra” che vorrebbe farci fare l’azienda. I
nostri obiettivi sono quelli di costruire percorsi di solidarietà tra
lavoratori per un mondo che non sia dominato dal diktat del profitto ad ogni
costo. Per questo motivo continueremo a lavorare per un sindacato che non
stia al guinzaglio delle aziende.
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