venerdì 13 gennaio 2017

Landini ammonisce. Il ccnl va rispettato. Guai a chi contratta condizioni diverse!

comunicato sindacatoaltracosa in FIOM


Nelle conclusioni del Comitato Centrale dell’11 gennaio, il segretario generale della FIOM ha richiamato al rispetto del contratto nazionale approvato dalla consultazione di fine dicembre. Con molta chiarezza ha dichiarato che il contratto nazionale, una volta votato, è valido e va rispettato in ogni sua parte, da tutti. Ogni ipotesi di contrasto mancherebbe di rispetto al voto della maggioranza dei metalmeccanici e delle metalmeccaniche.
L’esempio che lui stesso ha portato non lascia dubbi: il contratto prescrive che d’ora in avanti tutti i premi di risultato siano variabili. Questo significa che così deve essere e che quindi anche la FIOM si impegna a non chiedere da nessuna parte premi fissi. Tutto ciò con buona pace di tutti quelli che nelle assemblee ci hanno attaccato dicendo che non era vero che d’ora in poi i premi sarebbero stati tutti variabili, perchè comunque nella contrattazione li avremmo riconquistati fissi. Quello dei premi variabili è soltanto un esempio. Landini stesso ha detto che è così per tutto il resto. Evidentemente quindi anche sulla flessibilità, sullo straordinario, sull’assorbibilità dei minimi. Landini ha anche sottolineato che chiunque si candiderà nelle liste della FIOM deve sapere che queste sono le regole, ammonendo senza mezzi termini chiunque pensi di seguire altre strade.
Davvero stentiamo a capire come si possa pensare una cosa simile. Saremmo arrivati al paradosso che un contratto nazionale può essere peggiorato attraverso le deroghe ma non migliorato attraverso la contrattazione di secondo livello. Se applicato, sarebbe la fine della contrattazione acquisitiva. Non capiamo nemmeno quali possano essere i fondamenti giuridici su cui si basa il ragionamento del segretario generale della FIOM e nemmeno come possa pensare di impedire, a norma di Statuto, a una RSU di provare a contrattare condizioni migliori.
Questo comportamento supera persino il Testo Unico sulla rappresentanza, a cui, paradossalmente, la FIOM dà applicazione prima di qualunque altra categoria e in modo più brutale, minacciando essa stessa conseguenze di tipo sanzionatorio per chi dovesse dissentire.
Pensiamo che non ci sia fondamento in questa logica, né giuridico né statutario, tanto meno sindacale. Non ci sono strumenti per impedire a una RSU nella sua autonomia di provare a chiedere condizioni migliori rispetto a quanto stabilito dal contratto nazionale. Il problema vero saranno i rapporti di forza. Ma il segretario generale della FIOM lasci che a dire di no siano i padroni.
Anche per queste ragioni diamo appuntamento a tutte e tutti il 24 gennaio a Firenze alla assemblea dei delegati e delle delegati.

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