venerdì 4 marzo 2016

Riunione RSU del 3 marzo


la RSU è stata convocata giovedì 03/03 con il seguente ordine del giorno:


1. Informativa sull'incontro avuto il 19/02 tra delegazione trattante e l'Azienda per XL3.


2. Organizzazione seggi per consultazione lavoratori sulla "Carta dei diritti universali del lavoro" e sui referendum abrogativi.


3. Analisi della situazione sindacale in Continental alla luce dei recenti incontri con l'Azienda.


4. Varie ed eventuali.

Attendiamo che la RSU renda pubblico a tutti i lavoratori, in tempi brevi, il verbale della riunione comprendente anche il resoconto completo degli argomenti trattati con l'Azienda durante i "recenti incontri".

giovedì 3 marzo 2016

Conti Bonus 2016


Continental ha appena comunicato ai dipendenti che anche quest'anno sarà erogato il Conti Bonus per i buoni risultati ottenuti nell'anno fiscale 2015.
Gli importi per il bonus saranno pubblicati nei prossimi giorni ma sin da ora annunciano che ci sarà un aumento rispetto agli anni passati.

Assemblee in Continental sulla carta dei diritti e il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici




Si sono svolte nei giorni scorsi in Continental assemblee sindacali al limite del surreale su:

1) presentazione della carta dei diritti "nuovo statuto dei lavoratori"
2) aggiornamento trattativa sul CCNL dei metalmeccanici

In tempi delicati e difficili come quello che stiamo vivendo, la CGIL con la "carta dei diritti del lavoro"  vorrebbe addirittura sostituire lo Statuto dei Lavoratori e la trattativa dei metalmeccanici sta andando avanti a colpi di "ristrette" sulla base della piattaforma irricevibile di federmeccanica...

Insomma sono stati affrontati due argomenti importantissimi e difficilissimi che potrebbero stravolgere pesantemente le condizioni di lavoro di tutti noi, eppure la relazione introduttiva, durata 45 minuti dei 60 a disposizione dell'assemblea, è stata fondamentalmente incomprensibile.
Invece di chiarire cosa sta avvenendo e favorire un reale dibattito e una partecipazione tra i lavoratori, i relatori hanno lasciato i lavoratori più confusi che mai tanto è che alla fine dell'assemblea uscivano dalla sala commentando all'unanimità: "non ci ho capito niente!".

Essendo assenti le due delegate  Cini e Garzella inoltre l'unico punto di vista espresso è stato quello della Segreteria: nessun altro ha espresso un punto di vista alternativo sul merito degli argomenti trattati e le assemblee sono apparse un banale monologo di fronte ad una platea di lavoratori che ha ascoltato passivamente e distrattamente.

mercoledì 2 marzo 2016

Primavera di CARTA sul nuovo Statuto dei Lavoratori della CGIL


Siamo circa a metà del percorso della Cgil di consultazione straordinaria degli iscritti e delle iscritte sulla proposta di leg­ge di iniziativa popolare per la Carta dei diritti universali del lavoro. Il bilancio come avevamo purtroppo pronosticato non è positivo. Le assemblee nei luoghi di lavoro sono poco par­tecipate, serpeggia un generale disincanto e, ahi noi, tanta rassegnazione. Colpa dei lavoratori? Noi crediamo di no. Que­sta proposta non parla al cuore di quelli che la Cgil ambisce a rappresentare. Non parla a quella parte del lavoro stabile che ogni giorno vede la propria condizione peggiorare anche “grazie” alla contrattazione sindacale. Né tanto meno parla alla parte crescente di lavoratori esclusi dalle tutele del lavo­ro subordinato e per i quali non si rivendica neanche più la stabilizzazione. Non parla di reintroduzione dell’art.18 contro i licenziamenti, di riconquista delle pensioni da lavoro pre For­nero. Insomma non parla alla condizione di chi sta pagando un prezzo altissimo all’austerità politica, economica e sociale.

La verità è che senza la definizione di una nuova strategia sindacale costruita sui bisogni sociali e una nuova e diffusa vertenzialità dentro e fuori i luoghi di lavoro non si riuscirà a riconquistare nessun nuovo o vecchio diritto, tanto più affi­dando al buon cuore del Parlamento ogni speranza. Per que­ste ragioni la proposta di legge della Cgil è inutile e persino dannosa.
Sergio Bellavita, Fabrizio Burattini, Carlo Carelli, Eliana Como, Giulio De Ange­lis, Mario Iavazzi, Luca Scacchi, Nando Simeone, Maria Pia Zanni

Il Sindacato è un'altra cosa

https://sindacatounaltracosa.files.wordpress.com/2016/02/numero-6-carta-dei-diritti.pdf

URGENZA MENSA



Riceviamo e pubblichiamo:

Da:        Rsu 
Per:        G. Albertini, 
Cc:        C. Volpini, L. Lembi, RSU 
Data:        02/03/2016 16:26 
Oggetto:        problema mensa



Salve, 

credo opportuno organizzare un incontro urgente commissione mensa per discutere dell'igiene e della scarsa qualità del cibo. 

S. Cini RSU

venerdì 26 febbraio 2016

Limitazione del diritto di sciopero nei musei.



articolo di Eliana Como
Il 23 febbraio le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dello istituzioni hanno firmato presso l’ARAN un’intesa che ricomprende l’apertura al pubblico dei musei e degli altri luoghi della cultura nelle norme che regolamentano – cioè limitano – il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Essenziali come gli ospedali e la fornitura di energia! La norma prevedeva già limitazioni per servizi che – pure importanti e vitali per una società – di essenziale tanto da dover venire prima del diritto di sciopero non hanno niente. Così come già prevedeva la limitazione nei servizi di tutela del patrimonio artistico. Da oggi, però, tra i servizi essenziali soggetti a restrizione del diritto di sciopero – durante tutto l’anno – ci sarà anche l’apertura al pubblico di musei, ville e siti archeologici. Speriamo che prima o poi non si consideri essenziale anche la grande distribuzione commerciale o la produzione di automobili!
Non c’è dubbio, sia chiaro, che nel paese di Leonardo, Michelangelo e Raffaello l’arte dovrebbe essere un bene da tutelare sopra ogni cosa. E dovrebbe essere insegnata nelle scuole di ogni ordine e grado (anche negli istituti professionali, certo). E i siti archelogici dovrebbero essere conservati più di pietre preziose, Pompei non dovrebbe cadere a pezzi, le metropolitane non dovrebbero passare sotto i Fori Imperiali e Santa Maria Antiqua, per dirne una, non dovrebbe essere chiusa per restauro da decenni. Altrettanto non dovrebbe mai essere possibile che quadri di Pisanello e Mantegna vengano rubati come se niente fosse e Caravaggio non dovrebbe essere impunemente trafugato dalla Mafia per regalarlo a qualche politico… ricordate la Natività rubata 40 anni fa dall’Oratorio della Compagnia di San Lorenzo a Palermo e solo da pochissime settimane sostituita da una copia alla presenza solenne del capo dello Stato? Ecco!
Ma posso continuare, perchè è altrettanto sacrosanto che nel paese di Roma, Venezia e Firenze i musei dovrebbero essere i primi al mondo per fruizione, servizi e allestimento. E invece no, nemmeno per sbaglio. Lasciando stare i Musei Vaticani, che sono al terzo posto ma che non sono certo dello stato italiano, il primo museo italiano al mondo per numero di visitatori – gli Uffizi – è soltanto al 20° posto della classifica. Seguito da Palazzo Ducale a Venezia addirittura al 36°. E Palazzo Massimo a Roma non rientra nemmeno nei primi 100, così che la Venere di Milo al Louvre è vista da circa 10 milioni di persone all’anno, il Discobolo di Mirone da meno di 300mila!
Insomma, sono i numeri a dare conto del disinvestimento totale dello stato italiano nei confronti del suo immenso patrimonio artistico. Un disvalore assoluto che grida vergogna!
Eppure, quando si tratta di diritti sindacali, improvvisamente l’arte e il patrimonio artistico del Bel Paese diventano addirittura “servizio pubblico essenziale”, come tale rigorosamente sottratti alla libertà di sciopero e la vergogna non è lo stato che non investe sull’arte e sul turismo in genere, ma i lavoratori che pretendono i loro diritti!
D’altra parte, non era difficile immaginarlo, vista la strumentalissima polemica fatta pochi mesi fa sulla chiusura del Colosseo per una assemblea sindacale. Assemblea che non era uno sciopero evidentemente e che era stata richiesta in anticipo e regolarmente autorizzata, ma che è servita a diffondere nella stampa e nelle televisioni l’allarme scioperi! E al grido di “licenziamoli tutti” far passare l’idea di un paese piegato dalle proteste dei lavoratori dell’arte e della cultura, in cui non soltanto fosse possibile ma addirittura necessario ridurre ancora il diritto di sciopero. La “misura è colma” dichiarò in quei giorni il ministro delle attività culturali e del turismo. E ci mancherebbe! Non vorremmo mica lasciare orde di turisti ad aspettare sotto il sole – senza niente altro da poter visitare, poveretti, nel cuore di Roma – perchè alcune lavoratrici e lavoratori si riuniscono in assemblea per parlare del loro contratto!
Insomma, era chiaro che la propaganda del governo su quella vicenda puntava dritto all’accordo firmato l’altro giorno, che limita appunto il diritto di sciopero nei musei.
Ma la domanda è un’altra. Ma perchè la Cgil ha firmato quell’accordo?

http://sindacatounaltracosa.org/2016/02/25/limitazione-del-diritto-di-sciopero-nei-musei/

In Piaggio la parola solidarietà si legge discriminazione



In Piaggio la parola solidarietà si legge discriminazione ecco come si negano i diritti con i soldi dell’INPS:

I contratti di solidarietà sono applicati in Piaggio da 3 anni, con la firma, sempre scontata, dei sindacati FIM e UILM. L’azienda li ha sempre usati non solo per ridurre i suoi costi a spese dell'INPS, ma soprattutto per riorganizzare la produzione e intensificare i ritmi di lavoro, approfittando della ridotta capacita` di resistenza dei lavoratori, presenti in fabbrica in minor numero e più ricattabili.

Quest'anno l'applicazione del contratto di solidarietà è diventata sempre più pesante e discriminatoria.

Con il pagamento delle ore non lavorate ridotto, a livello nazionale, di circa il 30%. la Piaggio tiene a casa le persone che non ritiene adeguate all'aumento degli standard produttivi e vorrebbe costringere a ritmi più alti e a peggiori condizioni di lavoro chi seleziona per il “privilegio” di lavorare. La stragrande maggioranza di quelli destinati ad essere “parcheggiati” a casa hanno problemi di salute, spesso causati dai ritmi di lavoro usuranti delle catene di montaggio. Sono spesso persone che, avendo avuto un contratto precario per 10 o 15 anni, hanno subito il ricatto di dover dimostrare di non essere meno produttivi degli altri. Una competizione che ha fatto ingrassare la Piaggio a spese della funzionalità degli arti superiori dei lavoratori, soprattutto di molte operaie.

Ma alla Piaggio con questo accordo viene anche consentito di colpire un lavoratore perché svolge attività sindacale in un modo non gradito all’azienda.

Nel reparto ACN, ad esempio, durante questa settimana sono rimasti a casa solamente 2 o 3 persone su 30, ma tra loro, guarda caso, il rappresentante dei lavoratori, mentre pochi giorni prima sono stati fatti arrivare da altri reparti diversi operai per sopperire alle necessita` produttive, e mentre continua ad essere effettuato il lavoro notturno.

A questi comportamenti i lavoratori hanno già risposto con uno sciopero di stabilimento di un’ora la scorsa settimana, e uno di mezz’ora lunedì 22 al reparto ACN.

Uno sciopero che non e` solo contro la Piaggio. E` anche di denuncia delle istituzioni pubbliche, evidentemente poco interessate a guardare oltre i muri della fabbrica più grande della regione, anche quando utilizza ingenti fondi pubblici e tanti soldi che vengono dai contributi dei lavoratori per discriminarli e mettere in discussione i loro diritti. 

Delegati FIOM: Tecce,Malventi,Guezze,Cappellini

martedì 23 febbraio 2016

Sugli argomenti all'ordine del giorno delle assemblee in Continental



In merito agli argomenti trattati in assemblea riproponiamo il punto di vista dell'area di opposizione in CGIL.

Sulla carta dei diritti: http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2015/12/direttivo-cgil-dichiarazione-di-voto-di.html

Sulla trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici: http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2016/02/contratto-metalmeccanici-va-avanti-la.html

lunedì 22 febbraio 2016

Sulle assemblee retribuite del 22 febbraio

Riceviamo e pubblichiamo:


Da: Giada Garzella
Date: 22 febbraio 2016 10:09
Oggetto: Assemblee del 22,24 e 25 febbraio
A: RSU Continental
Cc: MComparini


Per motivi di salute io e Silvia non potremo essere presenti alle assemblee.
Vi chiediamo cortesemente di darne comunicazione in ogni assemblea informando i lavoratori che presto usciremo con un comunicato riportante la nostra posizione.
Grazie.
Saluti.
Giada Garzella RSU

venerdì 19 febbraio 2016

PIAGGIO: Per l’azienda ci sono ancora margini per peggiorare i tempi di lavoro, PER GLI OPERAI NO!

Per l’azienda ci sono ancora margini per peggiorare i tempi di lavoro,

PER GLI OPERAI NO!

La linea minivan in 3R porta avanti da due settimane uno sciopero di un quarto d'ora contro l'aumento di produzione, da 18 a 19 veicoli, (pari a 24 minuti di lavoro in più) , mentre la linea 2 in 2R ha scioperato ieri per mezz'ora dopo il rifiuto dell’azienda di abbassare i ritmi attraverso l’aggiunta di stazionamenti.
La Piaggio rifiuta trattative vere e ai delegati riconosce solo il diritto di dare piccoli suggerimenti su come organizzare meglio il lavoro, al solo scopo di collaborare cosi' all'obiettivo di spingere la produzione fino al limite di sopportazione dei lavoratori e fare uscire dalla linea la produzione prevista, senza possibilmente aumentare i costi per l’azienda.
Questi dirigenti, dopo aver tenuto a casa per mesi gli operai in solidarietà (la linea 2 è stata l’ultima linea a rientrare) adesso sono già li pronti come sanguisughe a succhiare minuti di respiro a chi lavora, con particolare accanimento a quelli che sono già nel luogo più duro della fabbrica, la catena.
Noi non ci stiamo a dare questa collaborazione alla Piaggio
Agli incontri con l'azienda bisogna pretendere risposte serie su richieste chiare che riguardino sempre l’interesse collettivo dei lavoratori.
La strada della collaborazione, dei piccoli aggiustamenti individuali, purtroppo seguita da molti delegati da 20 anni a questa parte, ci ha portato solamente a lavorare sempre di più fino ad incidere sulle nostre condizioni di salute.
Ma con questi scioperi i lavoratori hanno capito che bisogna seguire un'altra strada, di contrasto alle richieste aziendali e di affermazione delle proprie esigenze, e con questi scioperi dimostrano anche quale e' la vera unità che serve per ricostruire la forza necessaria ad affrontare i problemi reali che ci sono in fabbrica e far capire alla Piaggio che non le è permesso di continuare ad incrementare i suoi guadagni sulla pelle dei lavoratori.

Delegati FIOM: Cappellini, Malventi, Guezze, Tecce