domenica 31 maggio 2015

Assemblee: LE REGOLE

Accordo unitario di regolamentazione sulla costituzione e il funzionamento delle rappresentanze sindacali unitarie e la democrazia nei luoghi di lavoro

Art. 13 - Consultazione dei lavoratori

La consultazione dei lavoratori, iscritti e non iscritti, tramite le assemblee costituisce lo strumento essenziale di partecipazione alla formazione delle decisioni. Tali consultazioni debbono perciò svolgersi con modalità che consentono la più ampia possibilità di espressione e di confronto democratico delle opinioni dei lavoratori.

Art. 14 - Assemblee

Le assemblee sono di norma convocate dalla Rsu o dalle organizzazioni sindacali che ne hanno titolo, secondo le disposizioni di legge, contratto nazionale, di gruppo o aziendale.

Le assemblee devono essere preannunciate ai lavoratori di norma almeno 48 ore prima dell'effettuazione, indicando con precisione l'ordine del giorno.

In apertura, l'assemblea elegge la Presidenza che ha il compito di garantire il corretto svolgimento e l'osservanza delle regole del presente regolamento.

La Presidenza stabilisce la durata degli interventi garantendo che al dibattito venga riservata la metà del tempo disponibile.

http://archivio.fiom.cgil.it/rsu/normativa/acc_regolamentazione.pdf

venerdì 29 maggio 2015

Sui carichi di lavoro


Riceviamo e pubblichiamo:




Da: RSU
a: RSU
Cc: Silvia Cini, Giada Garzella
Data: 29 maggio 2015 12:59

Oggetto: Sui carichi di lavoro



Per conoscenza ai lavoratori,


- Esiste un problema di carichi di lavoro e di organico ridotto sul reparto Piezo?

- Esiste un problema di carichi di lavoro e di organici ridotti anche su altri reparti?

Partendo dal fatto che, se questi problemi esistono, una delegazione sindacale
seria non può non farsene carico, chiediamo al resto dei delegati :

- Quale percorso e quali azioni si intendono portare avanti nell'arco delle
prossime settimane?

In attesa di una vostra risposta.
Saluti.

G.Garzella RSU
S.Cini RSU

mercoledì 27 maggio 2015

Ancora assemblee di pesanti contestazioni alla RSU nella sede di S. Piero

I lavoratori hanno fortemente contestato la maggioranza della RSU durante le assemblee della sede di S. Piero in particolare per la questione degli aumenti dei carichi di lavoro nei reparti.
La maggioranza della RSU ha tentato invano di svilire e sminuire lo sciopero indetto lunedì scorso sul reparto Piezo dalle delegate Cini e Garzella riportando una posizione di difesa nei confronti dell'azienda secondo la quale l'azienda non avrebbe "pronunciato un no secco" all'aumento di organico sul reparto e avrebbe mostrato un'apertura per un ulteriore incontro di cui però non risulta alcuna traccia.

La differenza di atteggiamento di alcuni membri della RSU nei confronti dei lavoratori è stata netta: le delegate Cini e Garzella sono rimaste sul merito degli argomenti mentre il resto della RSU ha portato la discussione sulla polemica, sugli attacchi diretti nei confronti dei lavoratori e delle delegate, senza rispetto per la diversità di posizioni e per le critiche mosse dai lavoratori, alzando il livello dello scontro. Il nervosismo mostrato dalla maggioranza della RSU denota una chiara difficoltà di fronte alle questioni di merito.

Riportiamo il discorso della delegata Giada Garzella e di seguito il documento di chiara posizione di difesa del resto della RSU che è stato distribuito in assemblea.

Intervento Giada Garzella

Non ci interessa la polemica ma la sostanza delle cose. La discussione deve andare avanti sui problemi dei lavoratori.
Questa è la sede nella quale bisogna discutere dei problemi concreti sia degli iscritti alla FIOM che dei non iscritti. La questione non è cosa stanno facendo la Cini e la Garzella ma COSA STIAMO FACENDO tutti noi COME RSU. E la risposta dal punto di vista sindacale è niente:

- Abbiamo impedito all'azienda di aumentare i carichi di lavoro nei reparti? NO, i carichi sono aumentati in tutti i reparti rispetto al passato, XL2, Piezo, Deka..

- Abbiamo contrastato la pretesa di massima flessibilità da parte dell'azienda? NO, di fatto il preavviso sul cambio turno è scomparso, abbiamo dichiarato una finta solidarietà a fronte di una finta crisi e il mercato dell'auto in Europa in forte aumento da quasi 2 anni. Abbiamo dichiarato 253 esuberi nonostante si sapesse che i volumi erano in forte aumento rispetto al passato.

- Abbiamo denunciato un organico insufficiente per i volumi previsti per il 2015? NO

- Abbiamo rivendicato l'assunzione dei lavoratori interinali? NO perchè abbiamo dichiarato una falsa crisi.

- Abbiamo rinnovato l'accordo sul premio? NO, anzi a maggio prenderemo di premio risultato meno di quanto l'azienda elargirà di sua iniziativa col Conti Bonus! 

Questo è quello che contestiamo dell'operato della RSU. Contestiamo il metodo di una RSU che di fatto riceve le informazioni dall'azienda e si limita a riportarle ai lavoratori. Contestiamo una pratica sindacale che non ha autonomia e si fa dettare l'agenda dall'azienda.

Ad esempio non è corretto che la RSU auto-referenziandosi decida per conto suo di non presentare la piattaforma rivendicativa sul premio, non va bene che decida di rinunciare a rivendicare condizioni migliori per i lavoratori senza parlarne coi lavoratori.
Questo metodo non va bene perchè sta portando peggioramenti per i lavoratori quindi va abbandonato.
Su quale sia il metodo migliore per i prossimi anni possiamo parlarne e confrontarci ma questo SICURAMENTE non va bene.
E' arrivato il momento di rivendicare quelli che sono i nostri bisogni e se l'azienda s'incazza vuol dire che abbiamo trovato la strada giusta.

Infine sul Comitato degli Iscritti. Si tratta di un organismo interno alla FIOM e come tale deve rispondere e rispettare lo Statuto FIOM che l'ha previsto. Le regole vanno rispettate. Qui invece mi sembra si stia facendo confusione. La discussione su questo argomento va portata nell'Assemblea degli Iscritti che è l'unica sede di confronto prevista dallo statuto, non nell'assemblea di tutti i lavoratori o su whatsup!
Sulla questione del regolamento stiamo andando avanti così come abbiamo detto nella lettera agli iscritti.

Documento diffuso a firma RSU:





 


lunedì 25 maggio 2015

SCIOPERO AL REPARTO PIEZO

Nel reparto Piezo, come d'altronde anche negli altri reparti, l'organico è stato ridotto e di conseguenza i carichi di lavoro aumentati.
Nell'ultima riunione l'azienda ha confermato l'intenzione e la volontà di mantenere su questo reparto un organico ristretto.

Per contrastare la decisione aziendale che da anni a questa parte va nella direzione di imporre carichi di lavoro sempre più elevati, oggi le delegate Cini e Garzella hanno indetto un'ora di sciopero a fine turno per tutti gli addetti al reparto.

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domenica 24 maggio 2015

"Straordinario? Neanche un minuto in più"

Rsu Fiom sul piede di guerra contro la Piaggio: "Usano soldi pubblici e ci fanno fare ore in più. Se alle istituzioni va bene, a noi no"
PONTEDERA — “Usano i soldi pubblici, fanno fare straordinari, accumulano produzione e poi parcheggiano gli operai a casa con l’Inps, a spese di tutti i lavoratori e con il 15 per cento messo dalla Regione Toscana. Se le istituzioni avvallano questa gestione da parte della Piaggio, i lavoratori no!”...
continua a leggere su:

venerdì 22 maggio 2015

La Piaggio usa la crisi a spese dei lavoratori e dei cittadini

La Piaggio ha annunciato da tempo uno stato di crisi e utilizza il contratto di solidarietà e i permessi dei lavoratori per fermate produttive di intere settimane, in contemporanea spinge i lavoratori a svolgere lavoro straordinario in vari reparti. Lo scorso sabato circa 200 persone erano in straordinario, nell’officina PM01 addirittura di sabato pomeriggio e domenica notte.
I ritmi di lavoro, soprattutto sulle catene di montaggio sono in costante aumento e di conseguenza aumentano i problemi di salute per chi ci lavora, con ormai moltissimi operai a cui è stata riconosciuta dal medico una ridotta capacità lavorativa. Prima accumulano produzione e poi “parcheggiano” gli operai a casa con l’INPS, a spese di tutti i lavoratori e con il 15% messo dalla Regione Toscana. Se le istituzioni avvallano questa gestione da parte della Piaggio, i lavoratori no!
Ed è per questo che la RSU FIOM ha dichiarato lo sciopero di un’ ora e dello straordinario. Perché in questa situazione venire a straordinario è il miglior incentivo per quest’azienda a continuare a tenerci in una situazione di bisogno e di ricatto, perché un’azienda non può usare soldi dei lavoratori e dei cittadini e contemporaneamente fare lavoro straordinario.


http://manifestino.blogspot.it/2015/05/la-piaggio-usa-la-crisi-spese-dei.html

giovedì 21 maggio 2015

Facchini: quando è il sindacato a caricare…


Lo scorso martedì ai cancelli della Sda di Roma c’è stata una vera e propria aggressione squadrista  al picchetto dei facchini organizzati dal Si Cobas. Lavoratori di aziende in appalto, che scioperavano in solidarietà con i loro colleghi di Bologna in lotta anch’essi contro i licenziamenti, sono stati aggrediti da altri lavoratori che con caschi in testa e armati di spranghe si sono gettati contro il picchetto con l’obbiettivo di rompere il blocco delle merci e entrare al lavoro. Non sarebbe stata la prima volta che lavoratori devono difendersi da squadracce e polizia. È tuttavia la prima volta che a dar manforte alle cariche ci sia un altro sindacato. I vertici dei sindacati di categoria trasporti di Cgil Cisl Uil Roma con una nota diramata oggi 21 maggio  non solo giustificano l’aggressione fascista dettata da quella che hanno definito “un’esasperante situazione” ma dichiarano candidamente che loro iscritti hanno partecipato all’aggressione. Un fatto di una gravità inaudita che non può essere in alcun modo tollerato o peggio taciuto. Ci sono due ordini di problemi. Il primo riguarda gli iscritti che hanno partecipato all’azione. Chi aggredisce lavoratori in lotta è un fascista e va estromesso dal sindacato. L’altra questione riguarda i vertici sindacali. Per la Cgil giustificare  e difendere la violenza contro altri lavoratori in lotta è un reato contro i valori costituenti di un sindacato che ha nel suo statuto il vincolo alla solidarietà, che ha o dovrebbe avere  come obbiettivo generale l’interesse di classe. Un dirigente sindacale che legittima la lotta tra lavoratori parteggia in fondo sempre per i padroni e i loro lacchè. Un episodio questo che testimonia l’imbarbarimento in cui è precipitato il sindacalismo complice che ha accettato l’interesse particolare, corporativo e aziendalista contro l’interesse generale dei lavoratori. Per queste ragioni abbiamo chiesto alla presidenza del direttivo nazionale Cgil di esprimersi con urgenza. Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai lavoratori malmenati, alle loro lotte, al loro sindacato Si Cobas. Noi siamo un’altra cosa.
Sergio Bellavita portavoce area Opposizione Cgil
Squadrismo sindacale: lettera alla presidenza del direttivo nazionale Cgil
All’ ufficio di presidenza del direttivo nazionale cgil
Portiamo alla vostra conoscenza i contenuti di una nota a firma Fit-Uilt-Filt di Roma in merito all’aggressione squadrista ai danni di lavoratori in sciopero contro Sda roma. In tale nota le segreterie rivendicano nella sostanza l’aggressione agli scioperanti dichiarando in esplicito la diretta partecipazione all’azione di loro iscritti armati di mazze, bastoni e caschi di protezione. La Filt Cgil di Rm si pone così in totale rottura ed estraneità con i valori etici e politici di appartenenza alla nostra organizzazione. Chiediamo pertanto che al prossimo direttivo nazionale si assuma una posizione di netta condanna.
Sergio Bellavita
Portavoce nazionale opposizione Cgil

mercoledì 20 maggio 2015

SULLA RIUNIONE DEL 19 MAGGIO

Riceviamo e pubblichiamo:

Durante la riunione che ha avuto luogo ieri con l’azienda sulla questione degli interinali abbiamo espresso nuovamente la nostra posizione:
  1. Tutti i lavoratori che hanno già prestato la propria opera in azienda devono essere richiamati e per noi è inaccettabile che attualmente su 44 lavoratori entrati solo 19 siano quelli che hanno già lavorato in Continental. La questione dei commenti su fb è secondo noi solo un pretesto per avere mano libera su chi scegliere.
  2. Il picco produttivo è inesistente, gli aumenti dei volumi sono quelli già previsti, in diversi reparti esiste un problema di organico insufficiente e lo stato di crisi non ha motivo di esistere. Per queste ragioni ad oggi esistono le condizioni per poter stabilizzare un numero significativo di lavoratori che hanno già lavorato in Continental.
La RSU ha tenuto a precisare che questa non è assolutamente la posizione degli altri delegati.  


20 Maggio 2015

Giada Garzella RSU
Silvia Cini RSU

martedì 19 maggio 2015

Come si difendono gli interessi dei lavoratori oggi in Piaggio

Sulla situazione produttiva alla Piaggio vengono fatte circolare informazioni parziali, strumentali per scoraggiare l’iniziativa sindacale. L’interesse dei lavoratori è di mettere in chiaro come stanno realmente le cose.

In cosa consiste la crisi della Piaggio?
Il fatturato totale è stato di circa 1200 milioni di euro nel 2014, ed è diminuito di 500 milioni dall’inizio della crisi nel 2008. La diminuzione è interamente dovuta al crollo del mercato in Europa e soprattutto in Italia, specialmente degli scooter. Solo in Italia, gli scooter venduti da tutte le marche sono stati 126.000 nel 2014, contro i 405.000 del 2007, e i ricavi Piaggio dalle vendite in Italia sono diminuiti, nello stesso periodo, di 415 milioni, corrispondenti quasi all’intero calo del fatturato.
Il parco circolante delle due ruote in Italia è di 8 milioni ed è costante da quindici anni. Questo dice che l’uso delle due ruote non è in discussione, e perciò prima o poi i mezzi dovranno essere rinnovati. D’altra parte, un simile calo delle immatricolazioni è avvenuto diverse volte in passato ed è sempre stato solo temporaneo. In più, il calo dell’euro sta rendendo più competitivi, rispetto ai concorrenti giapponesi, i prodotti Piaggio sul mercato europeo.

E’ vero che solo la produzione e le vendite in Estremo Oriente permettono alla Piaggio di mantenere la produzione in Italia?
NO: Nel 2014 le vendite in Europa e Nord Africa sono state di 700 milioni, contro 500 tra India ed Estremo Oriente. I dipendenti sono 3750 in Italia e 3500 in Asia. Anche considerando i semilavorati prodotti in Asia, la produttività del lavoro in Italia risulta non inferiore a quella in Asia.
I profitti, cioè la differenza tra ricavi e costi, sono circa 210 milioni in Europa e150 in Asia.

Quali sono le prospettive della produzione in Italia?
DI RIPRESA: L’andamento della produzione e delle vendite, della Piaggio come dei produttori asiatici, dimostra che il mercato europeo e quello dell’Asia sono sostanzialmente separati e diversi per dimensioni delle vendite e caratteristiche dei prodotti. Inoltre, negli ultimi quattro anni, sia i dipendenti che le vendite Piaggio in Asia sono rimasti pressoché costanti, nonostante l’incremento del mercato asiatico. Il mercato europeo, a cui è rivolta la produzione italiana, rimane perciò in prospettiva il più grosso per la Piaggio e non può essere coperto dalla produzione in Asia. Nei prossimi anni è prevedibile una sua forte espansione, a cui si aggiungeranno i mercati del Nord Africa e del Medio Oriente. La Piaggio lo sa bene e aspetta solo la ripresa del mercato; nel frattempo tiene i lavoratori in Cassa Integrazione e in Solidarietà e usa le attuali condizioni di ricattabilità per incassare il massimo su flessibilità, ritmi e orari di lavoro.

La Piaggio ha i margini per pagare il premio di produzione e per aumenti salariali?
AMPIAMENTE: Negli ultimi tre anni, nonostante la sua “crisi”, i profitti dichiarati in bilancio dalla Piaggio (Margine lordo) sono tra i 350 e i 400 milioni di euro.
Il premio annuale non pagato, 1200 euro, ammonta a 3,5 milioni annui per l’intero stabilimento di Pontedera. Negli ultimi tre anni, sono stati invece distribuiti agli azionisti dividendi per 60 milioni. E tra interessi bancari (sui soldi con cui Colaninno ha comprato la Piaggio), spese legali e pubblicità la Piaggio spende ogni anno tra gli 80 e i 90 milioni.

Quali sono stati in definitiva gli effetti della crisi e delle scelte della Piaggio?
- La quota del profitto rispetto al fatturato è rimasta sempre costante, intorno al 30 per cento
- Gli azionisti hanno continuato a ricevere i loro dividendi e i dirigenti i loro lauti compensi
- Le banche hanno avuto i loro interessi, anche crescenti
- I lavoratori Piaggio hanno subito la riduzione dei salari e dell’occupazione e l’aumento della ricattabilità, dei ritmi, della flessibilità, delle malattie professionali
- Per i lavoratori dell’indotto in Valdera solo licenziamenti
- Sull’INPS, e perciò su tutti i lavoratori, sono ricaduti i costi della CIG e della Solidarietà

Gli interessi dei lavoratori sono stati tutelati dalla politica sindacale?
Gli ultimi contratti aziendali sono stati firmati nel 2004 e nel 2009. Nel 2004 le vendite erano in aumento e la situazione favorevole ai lavoratori; ma, per compiacere il nuovo padrone Colaninno, il contratto prevedeva aumenti salariali ridicoli (a nove anni dal contratto precedente) e impegni sull’occupazione generici in cambio della mano libera all’azienda su ritmi di lavoro e flessibilità. Nel 2009, a crisi già iniziata, il premio di produzione è stato vincolato ad aumenti produttivi decisi dall’azienda e di fatto impossibili nella situazione di crisi. Risultato: premio dimezzato negli ultimi tre anni. Gli stessi che hanno firmato quei contratti hanno invece boicottato in tutti i modi la piattaforma approvata dai lavoratori nel Referendum del 2012, che finalmente “pretendeva” di aprire con l’azienda una vertenza a partire dagli interessi dei lavoratori.
Subordinare gli interessi dei lavoratori alle esigenze e alle scelte dell’azienda ha perciò poco a che vedere con la crisi, ed e` piuttosto una costante della politica della maggioranza sindacale in Piaggio. Sono anzi i risultati di questa politica che costringono oggi i lavoratori a scontrarsi da una parte con ritmi di lavoro insostenibili, dall’altra con lunghi periodi di CIG e di Solidarietà.

Che fare?
Prima di tutto aver chiaro che, anche per tutte le concessioni ottenute in passato, alla Piaggio restano ampi margini economici per ridurre i ritmi di lavoro, pagare l’intero premio di produzione e stabilizzare i PTV.
La seconda cosa da avere chiara è che per riprendere il terreno perduto, noi lavoratori dobbiamo scontrarci direttamente con la Piaggio e perciò colpire con gli scioperi la produzione.
Nell’immediato, occorre contrastare, linea per linea, ogni ulteriore arbitrio su ritmi di lavoro, straordinari, flessibilità e condizioni di sicurezza, come hanno fatto i lavoratori della linea 6 alla 2R, che sono stati capaci di scioperare per tre settimane.
Appena le condizioni saranno più favorevoli, bisogna aprire uno scontro in tutta la fabbrica sugli obiettivi generali della nostra Piattaforma.


RSU FIOM PIAGGIO

lunedì 18 maggio 2015

Primi dati nazionali: la Fiom al 60%


Qual è lo stato di salute della rappresentanza sindacale? Quanto “valgono” in termini di iscritti e delegati i sindacati italiani? A giugno l'Inps dovrebbe mettere dei punti fermi su una materia sempre più oggetto di polemiche dai contenuti estremamente volubili. Perché la crescente crisi della democrazia (e dei “corpi intermedi” che la dovrebbero incarnare nelle nostre società basate sulla “delega”) mette in gioco equilibri e assetti consolidatisi nel tempo che fu. E perché – nello specifico – la rappresentatività dei sindacati italiani non ha mai contato sul supporto di una legge e la sua misura – che pesa su contratti e accordi – è sempre stata delegata all'autocertificazione delle divese organizzazioni; non particolarmente scientifica, insomma.....

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