giovedì 29 aprile 2021

L’Europa vuole i semiconduttori per superare il ritardo tecnologico

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Responsabile della politica industriale dell’Ue, Breton si è lanciato all’assalto di una delle principali debolezze europee: la fabbricazione di semiconduttori, minuscoli prodotti di silicio che troviamo ormai ovunque. Da diverse settimane si registra una penuria di semiconduttori sul mercato mondiale, e questo ha costretto a interrompere l’attività alcune fabbriche di automobili e perfino impianti per la produzione di tostapane. 

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https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2021/04/29/europa-superconduttori-tecnologia

Cosa succede nella sede Continental tedesca che la multinazionale ha dichiarato di voler chiudere

IG Metall proclama uno sciopero nello stabilimento Continental di Karben

Il fornitore vuole chiudere lo stabilimento di Karben con 1.100 dipendenti. IG Metall richiede indennità di licenziamento fino a 250.000 euro per i dipendenti.

Karben. Il conflitto per la minacciata chiusura dello stabilimento del fornitore automobilistico Continental a Karben, in Assia, si aggrava. Dopo una nuova trattativa infruttuosa con la direzione, IG Metall invita i dipendenti a scioperare 24 ore su 24.

Il lavoro si fermerà giovedì (15 aprile) dalle 6 del mattino, ha detto mercoledì l'agenzia di stampa tedesca Michael Erhardt, rappresentante del sindacato di Francoforte.

L'azienda, tuttavia, ha ribadito la volontà di un rapido accordo con i rappresentanti dei lavoratori. “Una soluzione rapida è importante, soprattutto per quanto riguarda le qualifiche, le opportunità di lavoro continuato, il pensionamento parziale e l'indennità di fine rapporto.

Perché in questo modo creiamo il quadro in cui possiamo offrire ai nostri dipendenti prospettive affidabili nonostante la decisione di chiudere il sito ”, ha spiegato un portavoce.

Ciò è stato preceduto martedì dal terzo ciclo di negoziati su un contratto collettivo sociale. Continental vuole chiudere il sito di elettronica con circa 1.100 dipendenti entro il 2023 per motivi competitivi. Il sindacato rimprovera all'azienda di voler trasferire i lavori in paesi a basso salario per "pura avidità di profitto".

In realtà, il sindacato e il comitato aziendale respingono categoricamente la chiusura, ma allo stesso tempo stanno negoziando il contratto sociale collettivo. Questo crea la base giuridica per azioni sindacali come l'annunciato sciopero di 24 ore.

Il consiglio sindacale ha ora approvato uno sciopero a tempo indeterminato, ha detto Erhardt. "Giovedì dimostreremo che possiamo colpire".

Nello stabilimento Conti di Babenhausen, nell'Assia meridionale, i dipendenti erano riusciti a prolungare la produzione di tre anni nell'ambito delle trattative per un accordo salariale sociale. A Karben, il sindacato chiede offerte di qualificazione e indennità di licenziamento fino a 250.000 euro per i dipendenti a lungo termine.

Tradotto da:

https://amp2-handelsblatt-com.cdn.ampproject.org/v/s/amp2.handelsblatt.com/unternehmen/industrie/autozulieferer-ig-metall-ruft-zum-streik-im-continental-werk-in-karben-auf/27093530.html?amp_js_v=a6&amp_gsa=1&usqp=mq331AQHKAFQArABIA%3D%3D#aoh=16196797899273&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s

giovedì 25 febbraio 2021

Lotto marzo 2021: USB proclama lo sciopero generale


Per il quinto anno consecutivo USB risponde all’appello lanciato da Non una di meno, proclamando lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata dell’8 marzo 2021.

Il 2020 è stato l’anno della pandemia ma anche l’anno in cui la Commissione di garanzia ha vietato gli scioperi e inflitto multe salatissime a chi come USB ha osato scioperare. È stato l’anno in cui si è squarciato il velo sul ruolo della riproduzione sociale e sul peso del lavoro di cura scaricato sulle donne, sulla violenza come fenomeno sistemico, sullo sfruttamento economico, sulla precarietà.

Sono passati secoli ma anche la pandemia degli anni 2000 ci ha consegnato un Paese che si regge sul welfare familistico dove il vero ammortizzatore sociale continuano ad essere le donne. Senza questo lavoro invisibile, gratuito, dato per scontato, le misure di contenimento non sarebbero state nemmeno immaginabili. I lavori che garantiscono la riproduzione sociale sono indispensabili, ma continuano a non essere riconosciuti mentre il loro sfruttamento viene sempre più intensificato, dentro e fuori le pareti domestiche.

La casa come ciclo continuo della produzione e lo smart working come moltiplicatore dei carichi di lavoro, a tutto vantaggio del datore di lavoro.

La casa come prigione violenta: durante la pandemia le denunce dei centri antiviolenza sono aumentate del 74% rispetto allo scorso anno e crescono i femminicidi, a fronte della diminuzione degli omicidi.

L’isolamento, la convivenza forzata, l’impossibilità di sottrarsi materialmente alle violenze uscendo di casa hanno reso le donne e i loro figli ancora più esposti alla violenza domestica. Secondo il VII Rapporto Eures durante i mesi del primo lockdown l'80,8% delle vittime viveva con il proprio assassino.

Le donne come prime linee essenziali di una produzione che non si ferma mai, ma anche soggetti sacrificabili sull’altare della crisi economica: secondo l’Istat, durante il 2020 in Italia 444.000 persone hanno perso il lavoro. Oltre il 70% di loro è donna. Solamente a dicembre, su 101 mila persone che hanno perso il lavoro, 99 mila sono donne, ovvero il 98%. Dei 131 mila lavoratori contagiati sul posto di lavoro denunciati all'Inail, 7 su 10 sono donne. Di queste lavoratrici più del 40% ha tra i 50 e i 64 anni. Questo accade perché le donne sono occupate nei lavori più esposti al contagio: lavori di cura, di pulimento in scuole e ospedali, insegnanti e collaboratrici scolastiche. Lavori che sono state definiti "essenziali”, ma solo finché necessari alla produzione e al profitto.

Per questo l’8 marzo sarà ancora sciopero generale.  

Sarà sciopero contro lo sfruttamento: lavoro a intermittenza, precario, demansionato, ricattabile, gratuito, invisibile.

Sarà sciopero dal lavoro di cura e riproduttivo, senza il quale l'intera società sarebbe costretta a fermarsi.

Sarà sciopero contro lo smantellamento dello Stato sociale e per il diritto al reddito, alla casa, al lavoro, alla parità salariale, a misure di sostegno per la fuoriuscita dalla violenza.

Sarà sciopero per non lasciare indietro nessun@: la fine del blocco dei licenziamenti e degli sfratti è dietro l’angolo. A chi parla di debito buono e debito cattivo rispondiamo con la lotta contro le disuguaglianze e la redistribuzione della ricchezza.

Sarà sciopero perché lo sciopero è l’arma più potente che abbiamo!

Roma, 22 febbraio 2021

Unione Sindacale di Base


https://www.usb.it/leggi-notizia/lotto-marzo-2021-usb-proclama-lo-sciopero-generale-1007.html