giovedì 25 febbraio 2021

Lotto marzo 2021: USB proclama lo sciopero generale


Per il quinto anno consecutivo USB risponde all’appello lanciato da Non una di meno, proclamando lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata dell’8 marzo 2021.

Il 2020 è stato l’anno della pandemia ma anche l’anno in cui la Commissione di garanzia ha vietato gli scioperi e inflitto multe salatissime a chi come USB ha osato scioperare. È stato l’anno in cui si è squarciato il velo sul ruolo della riproduzione sociale e sul peso del lavoro di cura scaricato sulle donne, sulla violenza come fenomeno sistemico, sullo sfruttamento economico, sulla precarietà.

Sono passati secoli ma anche la pandemia degli anni 2000 ci ha consegnato un Paese che si regge sul welfare familistico dove il vero ammortizzatore sociale continuano ad essere le donne. Senza questo lavoro invisibile, gratuito, dato per scontato, le misure di contenimento non sarebbero state nemmeno immaginabili. I lavori che garantiscono la riproduzione sociale sono indispensabili, ma continuano a non essere riconosciuti mentre il loro sfruttamento viene sempre più intensificato, dentro e fuori le pareti domestiche.

La casa come ciclo continuo della produzione e lo smart working come moltiplicatore dei carichi di lavoro, a tutto vantaggio del datore di lavoro.

La casa come prigione violenta: durante la pandemia le denunce dei centri antiviolenza sono aumentate del 74% rispetto allo scorso anno e crescono i femminicidi, a fronte della diminuzione degli omicidi.

L’isolamento, la convivenza forzata, l’impossibilità di sottrarsi materialmente alle violenze uscendo di casa hanno reso le donne e i loro figli ancora più esposti alla violenza domestica. Secondo il VII Rapporto Eures durante i mesi del primo lockdown l'80,8% delle vittime viveva con il proprio assassino.

Le donne come prime linee essenziali di una produzione che non si ferma mai, ma anche soggetti sacrificabili sull’altare della crisi economica: secondo l’Istat, durante il 2020 in Italia 444.000 persone hanno perso il lavoro. Oltre il 70% di loro è donna. Solamente a dicembre, su 101 mila persone che hanno perso il lavoro, 99 mila sono donne, ovvero il 98%. Dei 131 mila lavoratori contagiati sul posto di lavoro denunciati all'Inail, 7 su 10 sono donne. Di queste lavoratrici più del 40% ha tra i 50 e i 64 anni. Questo accade perché le donne sono occupate nei lavori più esposti al contagio: lavori di cura, di pulimento in scuole e ospedali, insegnanti e collaboratrici scolastiche. Lavori che sono state definiti "essenziali”, ma solo finché necessari alla produzione e al profitto.

Per questo l’8 marzo sarà ancora sciopero generale.  

Sarà sciopero contro lo sfruttamento: lavoro a intermittenza, precario, demansionato, ricattabile, gratuito, invisibile.

Sarà sciopero dal lavoro di cura e riproduttivo, senza il quale l'intera società sarebbe costretta a fermarsi.

Sarà sciopero contro lo smantellamento dello Stato sociale e per il diritto al reddito, alla casa, al lavoro, alla parità salariale, a misure di sostegno per la fuoriuscita dalla violenza.

Sarà sciopero per non lasciare indietro nessun@: la fine del blocco dei licenziamenti e degli sfratti è dietro l’angolo. A chi parla di debito buono e debito cattivo rispondiamo con la lotta contro le disuguaglianze e la redistribuzione della ricchezza.

Sarà sciopero perché lo sciopero è l’arma più potente che abbiamo!

Roma, 22 febbraio 2021

Unione Sindacale di Base


https://www.usb.it/leggi-notizia/lotto-marzo-2021-usb-proclama-lo-sciopero-generale-1007.html

sabato 23 gennaio 2021

Vitesco pianifica la sua quotazione in borsa per la metà del 2021

https://www.rtl.de/cms/vitesco-plant-boersengang-fuer-zweite-jahreshaelfte-4689896.html

Traduzione:

Hannover / Regensburg (dpa) - La divisione drive Conti Vitesco vuole fare un secondo tentativo in borsa nel 2021. "Stavamo andando molto bene, poi è arrivato Corona. Ora puntiamo a uno spin-off nella seconda metà dell'anno, a condizione che l'assemblea generale continentale approvi alla fine di aprile", ha dichiarato Andreas Wolf, consigliere di amministrazione di Conti e capo di Vitesco, alla "Frankfurter Allgemeine Zeitung" (sabato). Il fornitore automobilistico e produttore di pneumatici Continental ha sospeso lo spin-off della divisione dopo lo scoppio della pandemia lo scorso aprile. Dopo lo spin-off legale sotto il nome di Vitesco, la società con sede a Regensburg si è separata dalla sua società madre ad Hannover. "In uno spin-off completo, la struttura azionaria di Vitesco Technologies corrisponde inizialmente a quella di Continental", ha affermato Wolf. Di conseguenza, la Schaeffler Holding, in qualità di azionista di riferimento di Conti, avrà inizialmente lo stesso ruolo in Vitesco. Schaeffler Holding deteneva l'ultima volta il 46% delle azioni Conti. Vitesco attualmente genera oltre il 90 per cento delle sue vendite di 7,8 miliardi di euro nel campo dei motori a combustione. Ma Wolf vuole creare una storia di crescita nella mobilità elettrica. "Gli esperti si aspettano che il mercato dell'elettromobilità cresca di circa il 30% ogni anno tra il 2020 e il 2025. Il nostro obiettivo è crescere più velocemente del mercato". La giovane azienda con motori elettrici per assali e tecnologia a 48 volt e alta tensione è ancora in deficit. Tuttavia, questo dovrebbe cambiare in circa cinque anni: "Vogliamo raggiungere il pareggio nel medio termine. Con la crescita del mercato, i componenti di elettrificazione saranno più economici, l'uso di materiali inferiore e la produzione più efficiente. Le linee di produzione scarsamente utilizzate non esisteranno più. . " Ci saranno tagli nella vecchia attività con parti come iniettori e pompe ad alta pressione per veicoli a benzina e diesel. "Il ritiro dal motore a combustione interessa naturalmente anche parti della forza lavoro. Attueremo le misure comunicate nel 2019 in modo socialmente responsabile nei prossimi cinque anni.