Sulla "trattativa" che la Rsu sta portando avanti con l'azienda sulla questione delle pause abbiamo ricevuto e pubblicato un commento molto interessante da parte di un lavoratore che avanza delle ipotesi che a nostro avviso non sono assolutamente da escludere. Buona lettura:
"Caro Collega forse è meglio se ti documenti perché gli impiegati hanno già le pause stabilite dalla legge e sono esattamente 15 minuti dopo 2 ore di lavoro. Quindi per favore ci spieghi gentilmente cosa se ne fanno loro di un accordo? Forse l'azienda vuole portare la pausa a 20 minuti anche a loro? Bello!!! Così a noi ce la diminuisce e a loro l'aumenta. Però! Potrebbe essere un'ottima idea per portarli tutti a votare i peggioramenti per gli operai. Ma pensate davvero che siamo tutti un branco di coglioni???"
http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2016/04/la-rsu-va-trattare-i-peggioramenti-per.html
venerdì 29 aprile 2016
Richiesta convocazione Rsu dopo l'incontro con l'azienda
Riceviamo e pubblichiamo:
Da: Giada Garzella
Data: 29/apr/2016 02:22
Oggetto: Riunione Rsu
A: RSU Continental VDO
Cc:
Da: Giada Garzella
Data: 29/apr/2016 02:22
Oggetto: Riunione Rsu
A: RSU Continental VDO
Cc:
Chiediamo la convocazione urgente della Rsu per avere informativa e confrontarsi sui contenuti della trattativa avuta ieri con l'azienda.
A tal proposito proponiamo lunedì 2 maggio come prima data utile.
Rimaniamo in attesa di riscontro.
Saluti.
A tal proposito proponiamo lunedì 2 maggio come prima data utile.
Rimaniamo in attesa di riscontro.
Saluti.
Giada Garzella e Silvia Cini RSU
giovedì 28 aprile 2016
La Rsu va a trattare i peggioramenti per gli operai
È previsto per oggi 28 aprile alle ore 15.00 a Fauglia l'incontro con l'azienda per la "trattativa" di cui la RSU in assemblea si è guarata bene dal chiarire e rendere veramente noti i contenuti.
Sappiamo bene però che si è rifiutata di mettere "paletti" alla trattativa per evitare lo smantellamento definitivo dei diritti residui degli operai.
Tutto sarà merce di scambio....ma in cambio di cosa?
Sappiamo esattamente cosa vuole l'azienda e cosa la RSU è disposta a concedergli, ma non sappiamo assolutamente cosa porterà in cambio ai lavoratori (a parte un vago "impegno" per gli interinali), visto soprattutto che si continua a NON parlare di INTEGRATIVO AZIENDALE.
I numeri per trattare la RSU non li ha. Eppure ha la pretesa di poter ottenere qualcosa dall'azienda.... COSA?
Ci chiediamo anche come pensa di affrontare il referendum tra i lavoratori....
Evidentemente la Rsu confida nel fatto che "i nuovi delegati degli uffici" riusciranno a portare tanti impiegati a votare i peggioramenti per gli operai....
Sappiamo bene però che si è rifiutata di mettere "paletti" alla trattativa per evitare lo smantellamento definitivo dei diritti residui degli operai.
Tutto sarà merce di scambio....ma in cambio di cosa?
Sappiamo esattamente cosa vuole l'azienda e cosa la RSU è disposta a concedergli, ma non sappiamo assolutamente cosa porterà in cambio ai lavoratori (a parte un vago "impegno" per gli interinali), visto soprattutto che si continua a NON parlare di INTEGRATIVO AZIENDALE.
I numeri per trattare la RSU non li ha. Eppure ha la pretesa di poter ottenere qualcosa dall'azienda.... COSA?
Ci chiediamo anche come pensa di affrontare il referendum tra i lavoratori....
Evidentemente la Rsu confida nel fatto che "i nuovi delegati degli uffici" riusciranno a portare tanti impiegati a votare i peggioramenti per gli operai....
mercoledì 27 aprile 2016
PIAGGIO: Gli scioperi continuano
Mercoledì e giovedì scorso sono avvenuti due incontri con i responsabili del personale della Piaggio: il primo su ferie/permessi, il secondo sui tempi di lavoro.
Sulle ferie la nostra posizione è stata che in assenza di CIG o Solidarietà, non ci sono ragioni per fermate produttive collettive utilizzando ferie o par; l’unico punto su cui abbiamo mostrato disponibilità, fermo restando le 3 settimane di ferie ad agosto, è che si possa stabilire un periodo entro cui si dovranno utilizzare i giorni di ferie residui, che dovranno restare nella disposizione individuale del lavoratore ma potendone concordare le modalità di fruizione.
Sui permessi abbiamo richiesto un calendario annuo che dia certezza ai lavoratori sulla disponibilità dei permessi individuali previsti dal CCNL (8) e che stabilisca le modalità e i periodi di massima in cui verranno utilizzati i 5 permessi collettivi.
L’azienda ha confermato che procederà unilateralmente nel reparto Esperienze sull'utilizzo di par e ferie per fermate collettive, rifiutando di fornire un testo scritto delle proprie posizioni e di previsione dei giorni di fermata. Per quanto riguarda la richiesta di un calendario annuo per l’insieme dei lavoratori ha dato la disponibilità a fare un altro incontro ma ci sembra chiaro, visto l'atteggiamento sulle Esperienze, che non intende rinunciare, a meno che non sia obbligata dalla forza dei lavoratori, all'utilizzo a propria esclusiva discrezione delle nostre ferie e dei nostri permessi, che FIM e UILM le hanno consentito in questi anni firmandone ogni richiesta .
Per quanto riguarda i tempi di lavoro:
così come discusso e condiviso con i lavoratori in sciopero in queste settimane, abbiamo chiesto di aprire una discussione sulla diminuzione dei carichi di lavoro, che non sono più sostenibili. Nell'immediato per iniziare a dare respiro ai lavoratori sulle linee, richiediamo da subito una diminuzione della saturazione non inferiore al 5%,che è una stima, anche prudente, dei peggioramenti dei carichi degli ultimi due anni. La diminuzione dei veicoli prodotti a parità di stazionamenti non avrebbe nessun effetto sulla produzione annua della Piaggio, ma per i lavoratori comporterebbe anche il vantaggio di meno giorni di CIG o Solidarietà e una minore decurtazione del salario nel periodo autunnale. Abbiamo poi richiesto di aggiungere lo stazionamento che è stato tolto sulla linea minivan in 3R.
L’azienda ha rifiutato ogni discussione sulle nostre richieste considerandole ideologiche (sic !!), e si è invece dimostrata interessata al percorso proposto dai delegati che non hanno sostenuto gli scioperi, i quali, mostrando spirito collaborativo con quest’azienda, senza mettere in discussione il carico di lavoro che ogni operaio deve rassegnarsi a sopportare, hanno formato una mini- commissione che andrà sulle linee a verificare solamente quali impedimenti tecnici non garantiscono alla piaggio una “fluida” produzione.
Per questi motivi abbiamo ritenuto questo incontro insoddisfacente rispetto alle aspettative dei lavoratori e proseguito gli scioperi.
RSU FIOM PIAGGIO
http://manifestino.blogspot.it/?m=1
Sulle ferie la nostra posizione è stata che in assenza di CIG o Solidarietà, non ci sono ragioni per fermate produttive collettive utilizzando ferie o par; l’unico punto su cui abbiamo mostrato disponibilità, fermo restando le 3 settimane di ferie ad agosto, è che si possa stabilire un periodo entro cui si dovranno utilizzare i giorni di ferie residui, che dovranno restare nella disposizione individuale del lavoratore ma potendone concordare le modalità di fruizione.
Sui permessi abbiamo richiesto un calendario annuo che dia certezza ai lavoratori sulla disponibilità dei permessi individuali previsti dal CCNL (8) e che stabilisca le modalità e i periodi di massima in cui verranno utilizzati i 5 permessi collettivi.
L’azienda ha confermato che procederà unilateralmente nel reparto Esperienze sull'utilizzo di par e ferie per fermate collettive, rifiutando di fornire un testo scritto delle proprie posizioni e di previsione dei giorni di fermata. Per quanto riguarda la richiesta di un calendario annuo per l’insieme dei lavoratori ha dato la disponibilità a fare un altro incontro ma ci sembra chiaro, visto l'atteggiamento sulle Esperienze, che non intende rinunciare, a meno che non sia obbligata dalla forza dei lavoratori, all'utilizzo a propria esclusiva discrezione delle nostre ferie e dei nostri permessi, che FIM e UILM le hanno consentito in questi anni firmandone ogni richiesta .
Per quanto riguarda i tempi di lavoro:
così come discusso e condiviso con i lavoratori in sciopero in queste settimane, abbiamo chiesto di aprire una discussione sulla diminuzione dei carichi di lavoro, che non sono più sostenibili. Nell'immediato per iniziare a dare respiro ai lavoratori sulle linee, richiediamo da subito una diminuzione della saturazione non inferiore al 5%,che è una stima, anche prudente, dei peggioramenti dei carichi degli ultimi due anni. La diminuzione dei veicoli prodotti a parità di stazionamenti non avrebbe nessun effetto sulla produzione annua della Piaggio, ma per i lavoratori comporterebbe anche il vantaggio di meno giorni di CIG o Solidarietà e una minore decurtazione del salario nel periodo autunnale. Abbiamo poi richiesto di aggiungere lo stazionamento che è stato tolto sulla linea minivan in 3R.
L’azienda ha rifiutato ogni discussione sulle nostre richieste considerandole ideologiche (sic !!), e si è invece dimostrata interessata al percorso proposto dai delegati che non hanno sostenuto gli scioperi, i quali, mostrando spirito collaborativo con quest’azienda, senza mettere in discussione il carico di lavoro che ogni operaio deve rassegnarsi a sopportare, hanno formato una mini- commissione che andrà sulle linee a verificare solamente quali impedimenti tecnici non garantiscono alla piaggio una “fluida” produzione.
Per questi motivi abbiamo ritenuto questo incontro insoddisfacente rispetto alle aspettative dei lavoratori e proseguito gli scioperi.
RSU FIOM PIAGGIO
http://manifestino.blogspot.it/?m=1
La bomba sociale delle pensioni - ControLaCrisi.org
Il sistema pensionistico da anni non ha problemi di sostenibilità finanziaria. Eppure le riforme continuano a volerlo usare come un bancomat a favore del bilancio pubblico
Sono stati sufficienti, nello stesso giorno, un cenno molto vago del ministro del Tesoro sulla possibilità di rendere flessibile l’età di pensionamento e il richiamo del presidente dell’Inps che per ricevere la pensione si possano superare nettamente i 70 anni, per richiamare l’attenzione sul sistema previdenziale. Il fatto è che la combinazione tra l’assetto attuale del sistema pensionistico e le difficoltà del sistema economico di creare posti di lavoro stabili e sufficientemente retribuiti sta creando una bomba sociale ad orologeria, la cui gravità viene percepita in misura crescente con l’avvicinarsi del periodo in cui esploderà se nulla verrà fatto per impedirlo. Finora i giovani sembravano aver trascurato il problema, ma non tanto per “miopia giovanile” quanto perché esso veniva molto dopo la più immediata necessità di trovare un lavoro. Ma diventando progressivamente degli “ex-giovani”, percepiscono che la protratta difficoltà di trovare un’occupazione con reddito stabile pregiudica non solo la loro condizione presente, ma anche quella futura di pensionati che diventa meno lontana. D’altra parte, le riforme pensionistiche degli ultimi anni e gli interventi che si prospettano non riguardano solo il futuro degli attuali giovani, ma anche il presente di chi è più o meno vicino alla pensione (come coloro che l’hanno vista improvvisamente slittare anche di 6-7 anni, a volte rimanendo senza reddito alcuno) o di chi è già pensionato (si pensi al ridotto o eliminato adeguamento della prestazione all’inflazione). Dunque, direttamente o indirettamente è coinvolta l’intera popolazione e la progressiva percezione del problema stimola una crescente sensibilità dell’opinione pubblica.
Tuttavia, un aspetto che continua ad essere poco percepito è che l’assetto del sistema pensionistico rileva non solo rispetto all’efficacia e all’efficienza della sua funzione primaria di trasferire reddito corrente dagli attivi agli anziani. Il funzionamento della previdenza si incrocia con altre importanti questioni. Tra queste c’è lo squilibrio del nostro complessivo bilancio pubblico; tuttavia, il nostro sistema pensionistico da molti anni non ha più problemi di sostenibilità finanziaria; sono state sufficienti le riforme del 1992 (governo Amato) e del 1995 (governo Dini) per riportare in attivo, già nel 1996, il saldo annuale tra le entrate contributive e le prestazioni previdenziali al netto delle ritenute fiscali, il cui valore è arrivato a superare il 2% del Pil (nel 2008) e attualmente è intorno ai 20 miliardi di euro. Ciò nonostante, le riforme che si sono succedute fino ai giorni nostri hanno continuato ad usare il sistema pensionistico pubblico come un bancomat per prelievi a favore del complessivo bilancio pubblico.
Nel frattempo si è accentuato l’invecchiamento demografico e si è ridotta la crescita economica, circostanze che aumentano l’onerosità del trasferimento intergenerazionale; ma le riforme previdenziali ne hanno tenuto così conto che il rapporto tra la spesa pensionistica e il Pil è previsto in calo per i prossimi decenni e il rapporto tra i valori medi delle pensioni e dei salari è previsto in diminuzione dal 45% attuale al 33% nel 2036. Dunque la scelta politico-sociale è stata e continua ad essere quella di fronteggiare le negative tendenze demografiche ed economiche, operando una redistribuzione sfavorevole alla parte di popolazione coinvolta nel sistema pensionistico, cioè i lavoratori.
L’aumento dell’età di pensionamento – una misura in linea di massima ragionevole in presenza di allungamento della vita media attesa – è stato attuato senza tener conto della specifica situazione di elevata disoccupazione cosicché, oltre a generare il fenomeno degli “esodati”, ha fatto aumentare la già elevata disoccupazione giovanile e l’età media degli occupati, con conseguenze negative anche per l’efficienza e la capacità innovativa del nostro sistema produttivo che invece dovrebbe aumentare per migliorare la nostra competitività.
ll sistema pensionistico s’incrocia anche con i ricorrenti progetti di riduzione del cuneo fiscale e con l’implicita visione che la riduzione del costo del lavoro sia la via maestra per essere competitivi. La proposta di ridurre l’aliquota contributiva previdenziale di circa 6 punti, metà a vantaggio delle imprese e metà lasciati nella disponibilità dei lavoratori di metterli in busta paga o nella previdenza integrativa, implica in primo luogo una riduzione netta del salario del 3% a favore delle imprese e un abbattimento di quasi il 20% della prestazione pensionistica pubblica. Se i lavoratori metteranno in busta paga i 3 punti contributivi di loro spettanza li vedranno tassati maggiormente; se li impiegheranno nella previdenza integrativa si sostituirà previdenza pubblica con quella privata la quale implica maggiori costi di gestione e prestazioni legate alla più elevata instabilità dei mercati finanziari. Se invece la decontribuzione verrà posta a carico della fiscalità generale vi sarà un peggioramento del bilancio pubblico che aumenterà ulteriormente se la previdenza privata verrà favorita fiscalmente.
Il vincolo del bilancio pubblico è anche il maggiore ostacolo alla opportuna introduzione di maggiore flessibilità di scelta dell’età di pensionamento. Infatti, anche riducendo le prestazioni in ragione attuariale dell’anticipo del pensionamento, si avrebbe comunque una riduzione immediata delle entrate contributive.
I “rumors” che si susseguono in materia pensionistica rimangono dunque tali; magari ci sarà qualche misura appariscente, come dare 80 euro ad alcuni pensionati, ma non sembra che si voglia disinnescare la bomba sociale che sta maturando.
La bomba sociale delle pensioni - ControLaCrisi.org
domenica 24 aprile 2016
STATUTO FIOM: art 10
La Fiom considera sempre possibile realizzare una piena e feconda unità di intenti tra tutti gli iscritti/e e in tutti gli organismi federali, osservando i princìpi fissati nel presente Statuto e i criteri collaudati da una lunga esperienza di vita unitaria.
Costituisce garanzia di unità sindacale la consapevolezza, maturata in tutto il movimento sindacale, che il sindacato non può essere, per la sua natura e le sue funzioni, sede di conflitti ideologici, non può essere agnostico di fronte ai problemi anche politici che interessano il mondo del lavoro; deve elaborare in modo autonomo e democratico le proprie posizioni politiche, ispirandosi agli interessi generali delle lavoratrici e dei lavoratori e ai princìpi sanciti nella Costituzione della Repubblica italiana, e considerando preminente la salvaguardia dell'unità dell'organizzazione sindacale.
Qualora su questioni squisitamente politiche, non previste dagli indirizzi generali fissati dallo Statuto o dalle risoluzioni congressuali, sorgessero divergenze non immediatamente superabili, o non si riuscisse a definire decisioni e/o prese di posizione formali, gli interessati hanno facoltà di rendere pubblica la propria posizione sulla questione controversa.
http://archivio.fiom.cgil.it/statuto.htm
venerdì 22 aprile 2016
FERIE E PAUSE: nessun problema per la Rsu Continental
Da: Rsu
Per: Rsu
Data: 22/04/2016 10:21
Oggetto: problemi ferie e pause
Sulle questioni sollevate sotto nessuno ha ancora risposto e pare non esserci alcuna intenzione di discuterne all'interno della RSU.
Sollecitiamo con urgenza una risposta in merito.
Saluti,
S. Cini e G. Garzella RSU
___________________________________________________________
Da: Rsu
Per: Rsu,
Data: 19/04/2016 10:33
Oggetto: ANCORA FORZATURE SU PAUSE
Ancora una volta i lavoratori subiscono forzature e imposizioni sulle pause da parte dell'azienda che improvvisa regole sempre più restrittive, da applicare anche durante le giornate di assemblea, con l'atteggiamento arrogante tipico di chi sa di avere carta bianca e nessun ostacolo ai propri progetti.
Queste imposizioni sono a nostro avviso inaccettabili tanto più se, come avete dichiarato in tutte le assemblee, sull'argomento non vi è stata ancora nessuna trattativa e vanno quindi respinte con forza con un'azione collettiva.
Far finta di nulla significherebbe accettare e condividere le imposizioni dell'azienda per cui vi chiediamo di organizzare un immediato piano di scioperi che incidano sulla produzione finché l'azienda non avrà ritirato le "nuove regole".
S. Cini e G. Garzella RSU
___________________________________________________________________
Da: Rsu
Per: Rsu,
Data: 12/04/2016 10:58
Oggetto: Ferie
Ciao,
il piano di chiusura presentato dall'azienda è a nostro avviso inaccettabile, tanto più se, come ci avete comunicato, "sull'argomento non vi è stata nessuna discussione ne tantomeno nessun accordo tra le parti".Si tratta di un atto arbitrario, contrario a quanto previsto dal CCNL, da respingere con un'azione decisa e collettiva. Chiediamo per questo di definire di un piano di scioperi che incidano sulla produzione.Altre forme di contrasto alle decisioni aziendali, che costringano il lavoratore a una risposta individuale, esponendolo ai ricatti e alle ritorsioni dell'azienda, sono da considerarsi a nostro avviso deboli e pericolose.Come sarebbe da respingere qualsiasi "mercenteggiamento" sulle ferie che finisca per cedere su qualcuna delle rivendicazioni discusse nelle assemblee dei giorni scorsi.
Giada Garzella e Silvia Cini RSU
Per: Rsu
Data: 22/04/2016 10:21
Oggetto: problemi ferie e pause
Sulle questioni sollevate sotto nessuno ha ancora risposto e pare non esserci alcuna intenzione di discuterne all'interno della RSU.
Sollecitiamo con urgenza una risposta in merito.
Saluti,
S. Cini e G. Garzella RSU
___________________________________________________________
Da: Rsu
Per: Rsu,
Data: 19/04/2016 10:33
Oggetto: ANCORA FORZATURE SU PAUSE
Ancora una volta i lavoratori subiscono forzature e imposizioni sulle pause da parte dell'azienda che improvvisa regole sempre più restrittive, da applicare anche durante le giornate di assemblea, con l'atteggiamento arrogante tipico di chi sa di avere carta bianca e nessun ostacolo ai propri progetti.
Queste imposizioni sono a nostro avviso inaccettabili tanto più se, come avete dichiarato in tutte le assemblee, sull'argomento non vi è stata ancora nessuna trattativa e vanno quindi respinte con forza con un'azione collettiva.
Far finta di nulla significherebbe accettare e condividere le imposizioni dell'azienda per cui vi chiediamo di organizzare un immediato piano di scioperi che incidano sulla produzione finché l'azienda non avrà ritirato le "nuove regole".
S. Cini e G. Garzella RSU
___________________________________________________________________
Da: Rsu
Per: Rsu,
Data: 12/04/2016 10:58
Oggetto: Ferie
Ciao,
il piano di chiusura presentato dall'azienda è a nostro avviso inaccettabile, tanto più se, come ci avete comunicato, "sull'argomento non vi è stata nessuna discussione ne tantomeno nessun accordo tra le parti".Si tratta di un atto arbitrario, contrario a quanto previsto dal CCNL, da respingere con un'azione decisa e collettiva. Chiediamo per questo di definire di un piano di scioperi che incidano sulla produzione.Altre forme di contrasto alle decisioni aziendali, che costringano il lavoratore a una risposta individuale, esponendolo ai ricatti e alle ritorsioni dell'azienda, sono da considerarsi a nostro avviso deboli e pericolose.Come sarebbe da respingere qualsiasi "mercenteggiamento" sulle ferie che finisca per cedere su qualcuna delle rivendicazioni discusse nelle assemblee dei giorni scorsi.
Giada Garzella e Silvia Cini RSU
giovedì 21 aprile 2016
CONSIDERAZIONI SULLE ULTIME ASSEMBLEE IN CONTINENTAL: in evidenza il commento di un lavoratore
"mi sento solo"
L' assemblea dei giorni scorsi ha svelato in me molti dubbi, incertezze, perplessità e molta molta delusione.Sembra di ascoltare un branco di lupi.Invece "sembrano" anche loro burocrati.Un intervento così riduttivo e insignificante da parte di un seg. Regionale è come vedere un prete in una moschea... Quest' uomo non parla col cuore, parla con la sacca piena, si cari COMPAGNI, vparla con la voce dei nostri soldi portando avanti concetti insulsi che solo quelli della sua specie condividono; perché devono farlo!! Devono tutti mangiare del " pane" che viene loro offerto:17€ al mese per 13 mesi x 6,3 ml di iscritti. !!!Parla e parla blatera frasi e tenta di riportarci su una dimensione vuota, si vuota come il suo sguardo che non si è mai alzato mezzo cm sopra il suo naso abbronzato. Non ha guardato nessuno in " platea" ma fiero di se stesso ha continuato il suo monologo. Un tempo leggendo un libro di psicologia, lessi di un noto criminologo statunitense, il quale per anni ha studiato comportamenti criminali per capire l' atteggiamento di uomini folli.E mi son venute in mente due espressioni comunicative inequivocabili. Lo sguardo e la voce. Cosi ho voluto analizzare i due approcci che non credo tutti abbiano notato. Come il sig. Segretario si confronta con noi parlando solo lui per 35 minuti. Parlando di storiche vittorie. Ma quali? L' abolizione della scalamobile, la Legge Fornero? La riforma delle pensioni? Il jobsact,? l' art. 18? La nostra dignità. .Cosa abbiamo conquistato e cosa abbiamo perso? Si confronta con noi e lo si nota come guarda o da come NON ti guarda.Il secondo, tipico di chi con violenza vuole farsi ragione ed alza il tono della voce. Due aspetti che modestamente si notano durante il " toccante" comizioSoprattutto quando, dopo l' intervento della compagna Garzella il signore è intervenuto. Garzella invece si è alzata e con lo sguardo di chi non ha paura e con sincerità ha cercato di comunicare con noi cercandoci con lo sguardo. Lei non ha mai abbassato gli occhi mai. E con tono pacato e chiaro e senza tentennamenti ha espresso i suoi concetti. Ora io dico. Se un organismo si dichiara democratico, non cerca o vuole convincere a tutti i costi la massa dei suoi modi. Si può o non si può condividere un pensiero. In quanto a ciò, invece di esaltare l' assendo ricevuto con la maggioranza dovrebbe; come DEMOCRAZIA VUOLE, preoccuparsi e capire il perché di quelli che invece dissentono. Vi pare democratico? Un leeder vero, si rivolge ai deboli e non ai gia forti, e non deve convincere, ma far capire chi ha di fronte. Basta parlare di crisi. Un.capro espiatorio..!!Quindi a mio avviso oramai di democratico non c'è più nulla. Il voto è sovrano si, son d' accordo, e quelli che non condividono perché non lo fanno??Non ci interessa sapere democraticamente i loro motivi??Be se cosi fosse questa è dittatura compagni cari. I sindacati hanno perso. Non vogliono vincere per noi sul campo, ci vogliono complici del nostro stesso male. Per non avere responsabilità. Quindi meditate sulle scelte solo politiche che impongono i padroni. Perché di sociale e democratico non c'è niente. Ci stiamo fidando di gente che non DEVE LOTTARE deve stare li e fare "pacco"Apparire e proporre speranze che non ci saranno solo per sopravvivere di benessere.Meditiamo tutti quindi cari compagniPerché le parole i gannano senza battaglia senza sacrificio non si vince. Mai
Postato da Anonimo in Il Foglio Bianco alle 20 aprile 2016 15:23
martedì 19 aprile 2016
Intervento di G. Garzella alle assemblee in Continental sul CCNL
"Quella in corso sul rinnovo del ccnl è una trattativa pericolosa per gli obiettivi dei lavoratori, pericolosa perché è partita accettando gravi vincoli alle lotte e al diritto di sciopero e mi riferisco alla "esigibilità degli accordi" e alle "clausole di raffreddamento", che significa?
Il primo significa che se la maggioranza della Rsu firma un accordo nessuno può più scioperare contro quell'accordo anche se è un pessimo accordo...il secondo invece impone il divieto di sciopero in fase di trattativa...questo è, ed è chiaro che se questi sono i presupposti abbiamo già perso!
(T.U.sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 firmato da CGIL,CISL E UIL)
(T.U.sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 firmato da CGIL,CISL E UIL)
Quali risultati potremmo mai portare ai lavoratori se si accettano questi presupposti?
Il segretario in assemblea ha detto che "Qualsiasi cosa viene fatta dal governo ci porta ad un'arretramento nelle condizioni di lavoro"...è vero, ma..come si risponde a questo? Come si pensa di respingere l'attacco del padronato?
E questo è il punto...Si, perché se tu sindacato fai tue le richieste di Federmeccanica di fatto concordi con i padroni la rinuncia a difendere i diritti dei lavoratori anziché chiamarli a rivendicare i loro diritti ed è chiaro che la trattativa sarà a perdere.
Se tu sindacato accetti di sederti al tavolo e andare a contrattare all'interno del perimetro stabilito da Governo e Federmeccanica, accetti di discutere all'interno di quei paletti, il risultato non potrà mai essere buono per i lavoratori perché avrai messo da parte le loro esigenze..
Con questo metodo sindacale non avremo mai niente di buono per noi!
Quel che serve è un' azione completamente diversa, che rifiuti i vincoli alle lotte e al diritto di sciopero e respinga punto per punto l'attacco del padronato a cominciare dallo scontro quotidiano nelle fabbriche.
Noi parteciperemo allo sciopero del 20 ma lo faremo con contenuti che sono diversi dalla finta unità con FIM e UILM, parteciperemo con i contenuti espressi prima, contenuti di lotta che è necessario portare avanti a partire dalla nostra realtà!
Badate, il metodo sindacale è lo stesso e quel che si porta a livello nazionale si porta anche a livello locale..ed è a causa di questo metodo sindacale che i lavoratori hanno perso fiducia nell'azione sindacale!!
Non ci dimentichiamo che anche in Continental siamo in trattativa perché l'azienda ha chiesto, la Rsu ha fatto proprie le richieste dell'azienda e proverà a trovare una soluzione che la accontenti.
I Segretari, la Rsu...tutti non fanno che parlare di Democrazia, tutti spingono alla unità della Rsu e insistono rimarcando sempre gli stessi punti:
"..La Rsu è una e dovete adeguarvi, non possiamo farci vedere divisi sennò si arretra, è una questione di rispetto altrimenti ci sono delle conseguenze..".
Queste sono eresie..Abbiamo un sindacato che da una parte parla di Democrazia e dall'altra accetta vincoli al diritto di sciopero sancito dalla Costituzione!! Dov'è la Democrazia? Dove?
A scuola ci hanno insegnato il significato della parola "Democrazia"..il popolo è sovrano, la maggioranza decide, decide cosa? decide la strada da seguire e quello è ciò che sarà portato avanti...ma questo non ha niente a che vedere con la libertà di espressione e di dissenso che non può essere cancellata.
"..La Rsu è una e dovete adeguarvi, non possiamo farci vedere divisi sennò si arretra, è una questione di rispetto altrimenti ci sono delle conseguenze..".
Queste sono eresie..Abbiamo un sindacato che da una parte parla di Democrazia e dall'altra accetta vincoli al diritto di sciopero sancito dalla Costituzione!! Dov'è la Democrazia? Dove?
A scuola ci hanno insegnato il significato della parola "Democrazia"..il popolo è sovrano, la maggioranza decide, decide cosa? decide la strada da seguire e quello è ciò che sarà portato avanti...ma questo non ha niente a che vedere con la libertà di espressione e di dissenso che non può essere cancellata.
Dovrei adeguarmi, a chi? e perché? Forse l'espressione del mio dissenso manca di rispetto a qualcuno o impedisce alla maggioranza di andare avanti?
Il punto infatti è questo...è che il dissenso da noia, non va bene, sì puoi dir la tua ma fino ad un certo punto e anche in Fiom purtroppo da un po' di tempo a questa parte va di moda eliminare chi dissente richiamando chissà quale violazione delle regole!!
Infine un passaggio veloce sulla trattativa interna..Il Mandato della Rsu c'è o non c'è?
Io questo mandato non lo vedo..270 lavoratori si sono espressi per il sì per alzata di mano, questo risultato messo a confronto anche con i soli operai che sono circa 630 è un risultato scarso, un numero bassissimo, per me non si può parlare di mandato dei lavoratori ma è chiaro che se la maggioranza decide di andare avanti con la trattativa faccia pure!
Sia chiaro però che si tratta di una trattativa a perdere, illusoria e pericolosa e che per noi dovrà esserci il confronto continuo coi lavoratori, per tutto il percorso di trattativa, dopo ogni incontro con l'azienda."
Ancora forzature sulle pause
Riceviamo e pubblichiamo:
Da: Rsu
Per: Rsu,
Data: 19/04/2016 10:33
Oggetto: ANCORA FORZATURE SU PAUSE
Ancora una volta i lavoratori subiscono forzature e imposizioni sulle pause da parte dell'azienda che improvvisa regole sempre più restrittive, da applicare anche durante le giornate di assemblea, con l'atteggiamento arrogante tipico di chi sa di avere carta bianca e nessun ostacolo ai propri progetti.
Da: Rsu
Per: Rsu,
Data: 19/04/2016 10:33
Oggetto: ANCORA FORZATURE SU PAUSE
Ancora una volta i lavoratori subiscono forzature e imposizioni sulle pause da parte dell'azienda che improvvisa regole sempre più restrittive, da applicare anche durante le giornate di assemblea, con l'atteggiamento arrogante tipico di chi sa di avere carta bianca e nessun ostacolo ai propri progetti.
Queste imposizioni sono a nostro avviso inaccettabili tanto più se, come avete dichiarato in tutte le assemblee, sull'argomento non vi è stata ancora nessuna trattativa e vanno quindi respinte con forza con un'azione collettiva.
Far finta di nulla significherebbe accettare e condividere le imposizioni dell'azienda per cui vi chiediamo di organizzare un immediato piano di scioperi che incidano sulla produzione finché l'azienda non avrà ritirato le "nuove regole".
S. Cini e G. Garzella RSU
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