mercoledì 31 dicembre 2014
lunedì 29 dicembre 2014
Dir. Cgil – Intervento di Sergio Bellavita
Sintesi dell’intervento di Sergio Bellavita al direttivo Cgil del 17 dicembre
Voglio dire subito che considero gravissimo che il direttivo che doveva discutere e decidere dopo lo sciopero generale la continuità delle iniziative anziché discutere due giorni si riduca ad un paio d’ore e si svolga in un clima prefestivo. Metà della sala si è svuotata dopo la relazione di Susanna Camusso. Trovo tutto ciò poco dignitoso e rispettoso se si considera la gravità della situazione e la pesantezza dei provvedimenti del governo. Dalla relazione emerge con nettezza la scelta di smobilitare il fronte che si era costruito contro il jobs act. È’ inaccettabile, scandaloso che si possa cantare vittoria per un incontro convocato da Renzi per tutto il gruppone delle parti sociali. Il governo prepara due decreti attuativi per Natale e noi in tutta risposta demandiamo al rapporto con la Uil e alla riconquista di quello con la cisl. Non vi è nessuna proposta di continuità con le lotte, nessuna scelta di contestare davvero le politiche del governo. Così facendo si dimostra la vera natura della fase di mobilitazione cgil, testimoniare la propria esistenza, forza. La cosiddetta guerriglia contrattuale lanciata da Barbi, vedo qui molto ridimensionata, si poggia su un ipocrisia inaccettabile. Dovremmo chiedere a lavoratori e lavoratrici di lottare nei luoghi di lavoro per impedire o attenuare l’applicazione del jobs Act. Proprio mentre noi decidiamo la smobilitazione chiediamo, in pieno regime accordo dieci gennaio, ai lavoratori di sobbarcarsi quello che il sindacato non fa. Oltretutto senza spiegare bene come è su quali presupposti concreti si poggi questa contrattazione diffusa. La mia impressione è che sia semplicemente fumo a manovella per coprire la fine della parabola e la sconfitta cgil verso il governo. State sottovalutando le conseguenze delle scelte del governo sulla condizione di lavoro e sullo stesso sistema sociale e politico. Questo direttivo è appunto la rappresentazione plastica di questa sottovalutazione e descrive bene la crisi della Cgil, la sua profondità. Sono francamente indignato di questo modo di discutere, o meglio di non discutere. Siamo precipitando e fingiamo di non sentire nulla. Così non va compagni, non basteranno più le altisonanti parole, i toni accorati a salvare questa organizzazione.
22 DICEMBRE 2014
sabato 27 dicembre 2014
Spese militari, nel 2015 niente tagli alla Difesa. E 5 miliardi per nuovi armamenti
Il budget previsto nella legge di Stabilità - circa 18 miliardi - è sostanzialmente lo stesso del 2014. I soldi verranno stanziati anche per nuovi aerei, elicotteri, navi e carri blindati. Finanziamenti minori per le forze terrestri e i satelliti spia. Per avere dettagli sul piano F35, invece, bisogna aspettare marzo.
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giovedì 25 dicembre 2014
La porcata di Natale. Renzi estende il regime del licenziamento individuale a quelli collettivi - ControLaCrisi.org
mercoledì 24 dicembre 2014
Riunione su Contratti di Solidarietà 2015
Si è svolto ieri nel pomeriggio l'incontro tra la RSU e l'Azienda in merito al nuovo ricorso ai CDS previsto per il prossimo 2015.
Come già preannunciato nell'incontro all'UNI di Pisa, l'Azienda ha confermato di voler ricorrere ai CDS (solo per i lavoratori diretti e per quelli collegati alla produzione) per tutto il prossimo anno e di aver la necessità di arrivare ad un accordo in tempi brevi.
Non c'è stato nessun approfondimento sui dati e sui volumi, nessun dettaglio rispetto alle motivazioni che inducono l'esubero di personale ma solo una presa d'atto su quanto comunicato dall'Azienda.
Si è trattato in sostanza di un incontro interlocutorio durante il quale le parti hanno individuato scadenze e modalità con cui procedere da qui in avanti.
Sono comunque stati denunciati alcuni problemi riguardanti la "malagestione" dei CDS nel 2014, dalle disparità di trattamento (a parità di reparto e mansione) che si sono verificate nell'applicazione delle giornate di "sospensione" dal lavoro alla questione legata ai centri di costo.
Assemblee dei lavoratori sono previste al rientro (dal 7 gennaio prossimo) mentre non sappiamo ancora se, per il prossimo anno, saranno confermate le questioni economiche (percentuali di integrazioni Stato e Regioni sui CDS) percepite nel 2014.
Come già preannunciato nell'incontro all'UNI di Pisa, l'Azienda ha confermato di voler ricorrere ai CDS (solo per i lavoratori diretti e per quelli collegati alla produzione) per tutto il prossimo anno e di aver la necessità di arrivare ad un accordo in tempi brevi.
Non c'è stato nessun approfondimento sui dati e sui volumi, nessun dettaglio rispetto alle motivazioni che inducono l'esubero di personale ma solo una presa d'atto su quanto comunicato dall'Azienda.
Si è trattato in sostanza di un incontro interlocutorio durante il quale le parti hanno individuato scadenze e modalità con cui procedere da qui in avanti.
Sono comunque stati denunciati alcuni problemi riguardanti la "malagestione" dei CDS nel 2014, dalle disparità di trattamento (a parità di reparto e mansione) che si sono verificate nell'applicazione delle giornate di "sospensione" dal lavoro alla questione legata ai centri di costo.
Assemblee dei lavoratori sono previste al rientro (dal 7 gennaio prossimo) mentre non sappiamo ancora se, per il prossimo anno, saranno confermate le questioni economiche (percentuali di integrazioni Stato e Regioni sui CDS) percepite nel 2014.
sabato 20 dicembre 2014
Cgil, la rovescia dello sciopero
di Sergio Bellavita
E’ finita in poco più di due ore la discussione del direttivo nazionale Cgil convocato dopo lo sciopero generale dello scorso 12 dicembre. Si doveva decidere come dare continuità alla battaglia contro il Jobs Act, di come rispondere a quella disponibilità preziosa alla mobilitazione che ha attraversato in tante forme questo autunno di lotte sociali. Nulla di tutto ciò.
Mentre la coppia Renzi Poletti ha messo sotto l’albero di natale i primi decreti attuativi del Jobs Act, la Cgil ha deciso invece la smobilitazione generale, demandando ad una irrealistica, velleitaria e sbagliata contrattazione diffusa nei luoghi di lavoro il compito di attenuare l’impatto dei provvedimenti del governo. Un modo come un altro per chiudere quella partita. E’ stato evidente sin da subito che questo gruppo dirigente si è ritrovato costretto ad una linea di scontro ed ad una radicalità di cui non è più capace, solo dalle intemperanze di Renzi, non certo da un riposizionamento strategico. Lo testimoniano i colpevoli ritardi con cui sono state costruite le scadenze, dal 25 ottobre al 12 dicembre, senza nessuna strategia per impedire l’approvazione parlamentare del provvedimento. Così come lo testimonia il valore che in Cgil viene dato alla convocazione a palazzo Chigi, del gruppone delle cosiddette parti sociali, elogiata come segno della riconquistata legittimazione dell’organizzazione. Una nuova celebrazione, vuota e inutile, che Renzi concede, forte dell’approvazione del Jobs Act, ad uso e consumo dei tanti soggetti sempre più in crisi. In questo quadro è forte il rischio che la partita sul Jobs Act sia perduta. Certo non è chiusa la partita più generale della ricostruzione dell’opposizione sociale in questo paese contro le politiche d’austerità, la precarietà e bisogna velocemente lavorare ad una nuova iniziativa generale ma non si possono sottacere le pesanti responsabilità del gruppo dirigente della Cgil nell’aver consentito una tranquilla approvazione del Jobs Act mettendo in campo lo sciopero generale a babbo morto. Oggi questo gruppo dirigente sembra più preoccupato di chiudere la breve stagione dell’alterità a Renzi e al Pd che a rispondere ai bisogni di chi lavora. La frase: “Il mestiere del sindacato è contrattare” ieri è nuovamente risuonata nella sala del direttivo, a significare la distanza siderale da ogni antagonismo sociale. Quello che resterebbe è solo il sindacalismo della miseria appunto, quello confinato nel modello del 10 gennaio che consente ovunque di ridurre salari e diritti ai lavoratori. Si riapre così la crisi della Cgil, per qualche mese solo nascosta dietro la ripresa dell’iniziativa. Una crisi di risultati, di credibilità, di prospettiva. Se non ci si misura davvero con l’incompatibilità dell’iniziativa sindacale in questa fase dell’economia capitalista, con la durezza dello scontro che ti è imposto e con l’irrilevanza a cui sei confinato e si continua a camminare in avanti con la testa rivolta indietro a guardare il palazzo e la concertazione allora si finisce certamente nel burrone.
Ci spinge all’ironia (amara) una delle cose che la Cgil mette in campo a copertura della fine della mobilitazione, lo sciopero alla rovescia. Nel passato strumento nobile di lotta per obbligare alle assunzioni ed ai lavori pubblici.
Più che lo sciopero alla rovescia ci sembra che la Cgil abbia deciso esattamente la rovescia dello sciopero, delle sue ragioni, del sacrificio di chi lo ha fatto, delle domande senza risposta.
Il sindacato è davvero un’altra cosa.
Ci spinge all’ironia (amara) una delle cose che la Cgil mette in campo a copertura della fine della mobilitazione, lo sciopero alla rovescia. Nel passato strumento nobile di lotta per obbligare alle assunzioni ed ai lavori pubblici.
Più che lo sciopero alla rovescia ci sembra che la Cgil abbia deciso esattamente la rovescia dello sciopero, delle sue ragioni, del sacrificio di chi lo ha fatto, delle domande senza risposta.
Il sindacato è davvero un’altra cosa.
giovedì 18 dicembre 2014
RIUNIONE SU CHIUSURE E SOLIDARIETÀ
Si è svolto oggi pomeriggio l'incontro tra RSU e Azienda su chiusure natalizie e solidarietà.
L'Azienda ha sostanzialmente confermato quanto anticipato nella precedente riunione; le giornate del 2 e del 5 gennaio prossimo saranno considerate FERIE.
L'Azienda si è anche assunta l'impegno a considerare quelle stesse giornate come facenti parte del piano di chiusura aziendale che sarà previsto per l'anno 2015.
Nel corso della riunione sono stati forniti anche alcuni dati in merito alla solidarietà applicata durante tutto questo anno.
L'Azienda ha sostanzialmente confermato quanto anticipato nella precedente riunione; le giornate del 2 e del 5 gennaio prossimo saranno considerate FERIE.
L'Azienda si è anche assunta l'impegno a considerare quelle stesse giornate come facenti parte del piano di chiusura aziendale che sarà previsto per l'anno 2015.
Nel corso della riunione sono stati forniti anche alcuni dati in merito alla solidarietà applicata durante tutto questo anno.
mercoledì 17 dicembre 2014
SULL’ACCORDO DI MOBILITA’ IN CONTINENTAL
Il 15 dicembre l’Azienda e la RSU si sono incontrate presso la sede dell’Unione Industriali di Pisa.
La riunione è stata una pura e semplice formalità: l’Azienda aveva già pronto il verbale di accordo per avviare la procedura di mobilità per i 49 esuberi dichiarati. La RSU e le segreterie hanno firmato senza battere ciglio, nonostante la totale assenza di dati precisi sulla situazione occupazionale e i volumi della produzione.
Non abbiamo firmato l’accordo sia per una ragione di metodo (sulle questioni aperte si deve aprire una discussione ed un confronto a partire dagli interessi dei lavoratori, e i delegati non sono semplici firmatari di richieste aziendali) sia per ragioni di contenuto:
1. L'accordo parla di "figure dichiarate in esubero" senza esplicitare di quali figure professionali si tratti e soprattutto in quali reparti si trovino.
2. Non c'è mai stato “quell’esame congiunto" tra RSU e azienda, scritto nell'accordo, in cui sia stata illustrata la situazione dei volumi e dell’occupazione per il 2015. Il Direttore di stabilimento sta “facendo le assemblee" ai lavoratori e, prima di dare il panettone, da i numeri sui volumi dell'anno prossimo e anticipa che verranno attivati i contratti di solidarietà anche per il 2015. La RSU non ha voluto pretendere prima quei dati e discuterne con i lavoratori, lasciando che fosse il Direttore di stabilimento a darne comunicazione. Ricordiamo che il 5 dicembre il coordinatore unico della RSU ha detto in assemblea: “l'Azienda non ha mai fornito alla RSU un aggiornamento sui volumi e sulla situazione occupazionale perché nemmeno l’azienda ha quei dati”. E’ molto grave dire queste cose e poi firmare un accordo che dichiara un numero consistente di esuberi, annuncia la mobilità, anche se volontaria, e pre-annuncia i contratti di solidarietà per il 2015.
3. Sull’accordo c’è scritto che il 3 dicembre l'Azienda ha inviato alle segreterie un documento in cui ha "dettagliatamente illustrato i motivi che danno luogo alla eccedenza di personale". Se quanto sottoscritto è vero, allora il segretario provinciale FIOM era ed è tenuto a rendere pubblico tale documento e a dire il motivo per cui ha deciso di prendere "per buono" il numero degli esuberi dichiarato dall'Azienda.
Riteniamo grave l’atteggiamento del resto della RSU che firma con leggerezza, con la motivazione che si tratta di “uscite volontarie” di lavoratori già vicini alla pensione. Riteniamo grave l’atteggiamento di chi continua a ”vendere” il ricorso agli ammortizzatori sociali come un’opportunità per il lavoratore quando invece è esclusivamente un’opportunità per l’Azienda.
Da più di un anno abbiamo denunciato una politica organizzativa dell'azienda impostata sulla "creazione degli esuberi". I carichi di lavoro in aumento e il tentativo di peggiorare gli orari di lavoro erano mirati a riorganizzare le produzioni sempre con meno personale, in vista di un 2015 che, abbiamo detto, sarebbe partito con i volumi in aumento anche rispetto al 2013 e la cosa è stata confermata anche dai dati forniti in questi giorni dal direttore durante le sue "assemblee".
In questo anno di "prove tecniche di creazione degli esuberi" l'azienda ha potuto fare tutto liberamente senza nessun controllo e senza nessun contrasto. Nessuna verifica mensile sull'andamento della solidarietà e dei volumi, nessuna verifica dei carichi di lavoro, mano libera totale sulla riduzione del numero di operatori in occasione del cambio dei turni.
L'accordo appena firmato non e` altro che la conseguenza e la ratifica di questa politica dell'azienda.
Noi continueremo a rifiutare e contrastare con tutti i mezzi una pratica sindacale che la accetta e la asseconda.
17 dicembre 2014
G. Garzella RSU
S. Cini RSU
martedì 16 dicembre 2014
Firmato accordo per la mobilità in Continental
lunedì 15 dicembre 2014
Incontro RSU - azienda presso l'unione industriali
Siamo venuti a conoscenza del fatto che oggi la RSU si incontrerà con l'azienda presso l'Unione Industriale Pisana.
Ci aspettavamo, per una semplice questione di trasparenza nei confronti dei lavoratori, che sarebbe stato affisso nelle bacheche sindacali il fax di convocazione spedito dalla UIP alla RSU e alla Segreteria, in modo da rendere pubblici la data dell'incontro e l'ordine del giorno esatto. Invece come al solito abbiamo saputo che l'incontro si teneva oggi dalle voci di corridoio...
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