martedì 30 settembre 2014

RIUNIONE SU TARGET PIEZO

Riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

Presenti alla riunione:
Fabio Fontanelli, Daniele Caboni, Massimo Giusti, Vanessa Colombini, Davide Rivelli, Marco Comparini, Massimiliano Lemmi, Silvia Cini e Giada Garzella.

Come ci aspettavamo la riunione svoltasi oggi tra Azienda e RSU non ha portato risultati.
L'Azienda ha confermato il target di 1076 pz. a turno, per operatore, derivante dall'applicazione del metodo MTM sulle postazioni dell'area "impacchettamento".
L'Azienda ha dichiarato che il metodo MTM è il metodo scelto da Continental e applicato in gran parte dei suoi stabilimenti, che è suo obbiettivo estendere tale metodo a più aree produttive possibili e che la RSU ne aveva già ricevuto  comunicazione circa un anno fa dal momento in cui alcuni delegati furono chiamati a partecipare ad un corso "formativo" proprio su tale metodo che attualmente risulta applicato in alcune aree XL2, specialmente al controllo visivo.

Sulla questione teniamo a ribadire la nostra posizione:

Continuiamo a non riconoscere il target definito dall'azienda perchè non rispondente alla realtà produttiva di quelle postazioni.
Continuiamo a non condividere che la valutazione sia stata fatta col metodo MTM perchè tale metodo, che determina tempi standard spesso fatti a tavolino, non prende in considerazione molteplici aspetti che influiscono sull'attività manuale di quelle postazioni (pause, fattori fisiologici, condizioni ambientali, differenze di genere,..); aspetti importanti in sè, ancor più se messi in relazione alla normativa sulla sicurezza.
Rimaniamo inoltre molto critici rispetto all'applicazione di tale metodo in un reparto come il Piezo decimato dai contratti di solidarietà.

Per queste ragioni esprimiamo con forza il nostro dissenso in merito alla scelta aziendale di continuare con l'implementazione di tali metodi e procedure che servono principalmente ad aumentare la produttività nelle aree dove vengono applicate.





29 Settembre 2014                                                               
Giada Garzella RSU
Silvia Cini RSU

domenica 28 settembre 2014

Assemblea nazionale Fiom-Cgil. Cervia, 26-27 settembre 2014. Dichiarazione di voto Sergio Bellavita

Assemblea nazionale Fiom-Cgil
Cervia, 26-27 settembre 2014
Dichiarazione di voto Sergio Bellavita
 
Esprimo voto di astensione, pur condividendo e considerando importante la proclamazione di sciopero della categoria e la manifestazione nazionale Cgil, per le seguenti ragioni: la battaglia contro il Jobs act ha bisogno di scelte radicali, nette di fronte alla violenta aggressione al mondo del lavoro. E' indispensabile esprimere un giudizio politico sul governo Renzi che orienti e sostenga le mobilitazioni dei lavoratori e delle lavoratrici e la rottura totale del sindacato con il governo, con ogni illusione concertativa, con il quadro derogatorio del testo unico per la ricostruzione di una linea e una pratica sindacale che risponda davvero ai bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici. Per questa ragione sono del tutto sbagliate le aperture che vengono fatte, dal contratto unico a tutele crescenti all'allungamento del periodo di prova. La mancata battaglia del sindacato davanti alla cancellazione delle pensioni di anzianità della Fornero nel 2012 brucia ancora. C'è bisogno di ricostruire credibilità del sindacato e l'efficacia delle lotte dicendo con chiarezza che la piattaforma unificante che contrapponiamo a governo e padronato va decisa con i lavoratori e le lavoratrici in una grande campagna di assemblee che affermi la determinazione ad andare avanti nelle mobilitazioni sino alla sconfitta del disegno del governo.
 

Assemblea nazionale Fiom-Cgil. Cervia, 26-27 settembre 2014. Documento conclusivo.


LOGOFIOM-180X120
ASSEMBLEA NAZIONALE FIOM-CGIL
Cervia, 26-27 settembre 2014
Documento conclusivo
 
L'emergenza principale del Paese oggi è il lavoro, la difesa e la crescita dell'occupazione.
Le politiche economiche, sociali e di riforma del mercato del lavoro messe in atto dall'inizio della crisi ad oggi hanno portato alla riduzione dei diritti, del salario e dello stato sociale, in palese violazione dei principi costituzionali. La scelta dell'austerità compiuta della Banca Centrale Europea e dalla Commissione Europea sono state recepite acriticamente dai Governi che si sono succeduti. Ciò ha determinato un aumento strutturale della disoccupazione, processi di deindustrializzazione, privatizzazioni, con il risultato di peggiorare le condizioni di vita fino ad un aumento della povertà in tutta Europa, mentre le ricchezze si concentrano sempre più nelle mani di pochi. C'è stato un uso anche strumentale della crisi da parte del Governo e del sistema delle imprese per attaccare il diritto delle persone al lavoro e alla cittadinanza.
In Italia il Governo sta recependo tutte le richieste presentate dalla Confindustria e dagli organismi europei portando l'attacco al lavoro e al ruolo della rappresentanza collettiva e democratica.
La Fiom, a fronte dell'accelerazione delle iniziative del Governo, considera la scelta della Cgil di indire una grande manifestazione nazionale per il 25 ottobre 2014 a Roma, un atto di straordinaria importanza. La manifestazione è per noi l'avvio di una vertenza che dovrà coinvolgere tutte e tutti, riunificare le lotte per il lavoro e costruire una coalizione sociale fatta di lavoratori, studenti, precari, disoccupati e migranti, capace di realizzare un reale cambiamento delle politiche economiche e sociali.
L'assemblea nazionale impegna tutte le proprie strutture per la massima riuscita dell'iniziativa della Cgil, conferma le 8 ore di sciopero già proclamate, dà mandato alla segreteria nazionale di decidere lo sciopero generale dei metalmeccanici a partire dalla necessità di modificare le iniziative del Governo verificando anche la possibilità di produrre iniziative che coinvolgano a tal fine tutte le categorie dell'industria.
L'assemblea nazionale s'impegna ad indire e organizzare assemblee dentro e fuori i luoghi di lavoro a partire dalle nostre proposte:
 
Dall'Europa dell'austerità a quella del lavoro
Vanno superate le politiche di austerità anche attraverso il sostegno alla legge di iniziativa popolare contro l'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione e lavvio di una discussione in Italia e in Europa che riformi il ruolo e la funzione della Bce anche determinando il non pagamento degli interessi sul debito pubblico, come del resto avviene negli Usa.
 
Investire per innovare
  • Piano straordinario di investimenti pubblici e privati per ricerca, formazione e innovazione in tutti i settori: mobilità/trasporti, risparmio energetico/energie alternative, informatizzazione e riforma della pubblica amministrazione, banda larga e reti di telecomunicazione, costituzione reti di impresa, qualificazione e politiche settoriali per microelettronica, siderurgia, alluminio, meccatronica, elettrodomestici, attività tecnologicamente avanzate;
  • piano straordinario di investimenti per nuova occupazione capace di valorizzare il territorio e la sua ricchezza culturale, mettere in sicurezza l'assetto idrogeologico.

Per gli investimenti prendiamo le risorse dove sono
  • Riduzione del cuneo fiscale per chi investe, a difesa e per la crescita dell'occupazione.
  • Lotta alla corruzione e alla criminalità economica attraverso:
  1. rientro capitali dall'estero;
  2. norme autoriciclaggio;
  3. reintroduzione del falso in bilancio;
  4. nuove norme sugli appalti per affermare la responsabilità dell'impresa appaltante;
  5. uso sociale dei beni confiscati alla mafia.
  • Lotta all'evasione fiscale:
  1. contro il lavoro nero;
  2. riforma del fisco che ristabilisca la progressività delle imposte;
  3. tassazione patrimoni e grandi rendite finanziarie;
  4. tassazione sul valore aggiunto.
  • Favorire la possibilità di investire una parte delle risorse nella disponibilità dei fondi pensione nell'economia reale del Paese attraverso la costituzione di attività creditizie verso lo Stato, e da questo garantite, vincolandone l'utilizzo al sostegno di ricerca e sviluppo e di progetti sulle infrastrutture sociali e produttive.


Redistribuire il lavoro e combattere la disoccupazione

  • Blocco dei licenziamenti e lotta alla precarizzazione del mondo del lavoro:
  1. incentivare attraverso la defiscalizzazione i contratti di solidarietà difensivi ed espansivi al fine di impedire i licenziamenti e favorire l'assunzione dei lavoratori precari. Rilanciare un'azione contrattuale e legislativa finalizzata a ridurre e rimodulare l'orario di lavoro;
  2. estendere la cassa integrazione a tutte le tipologie di impresa e a tutte le tipologie di lavoro generalizzando il pagamento dei contributi a carico delle imprese e dei lavoratori;
  3. introdurre un reddito minimo come strumento di tutela universale sostenuto dalla fiscalità generale legata alla disponibilità alla formazione al lavoro;
  4. transitoriamente, per il 2015, al fine di impedire i licenziamenti di massa, prevedere un rifinanziamento della cassa in deroga e il prolungamento delle attuali norme sulla mobilità

Rilanciare la centralità del lavoro a partire dallo Statuto dei Lavoratori
  • Impedire la cancellazione del diritto alla reintegra nel lavoro dell'art. 18, e prevederne il ripristino e l'estensione a tutte le lavoratrici e lavoratori;
  • impedire la cancellazione delle norme sul controllo a distanza, con qualsiasi strumento, e sul demansionamento;
  • aumentare il costo dei lavori atipici e ridurre le tipologie contrattuali a:
  1. contratto a tempo indeterminato;
  2. contratto unico a tempo indeterminato a tutele progressive attraverso l'allungamento del periodo di prova, a secondo delle diverse qualifiche professionali;
  3. contratto a termine con il ripristino delle causali;
  4. apprendistato;
  5. part time;
  6. somministrazione solo per le alte professionalità;
  7. definire una sola tipologia di lavoro autonomo con parità di diritti

Un lavoro è un lavoro solo se porta con sé i diritti
  • Definire una legge sulla rappresentanza che certifichi la rappresentanza delle parti sociali e garantisca il diritto al voto di tutti i lavoratori sugli accordi e contratti al fine di determinarne la validità erga omnes. Di conseguenza sancire che i minimi contrattuali diventino il salario orario minimo legale a parità di mansione.
  • Abolire l'art.8 del decreto 138/2011.
  • Per i prossimi tre anni defiscalizzare gli aumenti del contratto nazionale.
  • Estendere i diritti di cittadinanza a partire dai lavoratori migranti abolendo la Bossi-Fini.


Diritto alla pensione

  • Ripristinare le pensioni d'anzianità;
  • ridurre l'età pensionabile con uscite flessibili senza penalizzazioni;
  • introdurre elementi solidaristici nel sistema di calcolo della pensione per garantire anche ai giovani una pensione adeguata;
  • risolvere la questione degli esodati;
  • garantire, anche in via sperimentale, il diritto esclusivo delle lavoratrici e dei lavoratori a poter scegliere come utilizzare il proprio TFR annualmente maturato a fini previdenziali, salariali o di risparmio a parità di prelievo fiscale.
Approvato con 475 voti favorevoli, 6 contrari e 32 astensioni
 
 

Coordinamento lavoratori livornesi

http://www.livornoindipendente.it/livorno/lavoro-e-reddito/764-livorno-grande-partecipazione-alla-prima-assemblea-del-coordinamento-lavoratori-livornesi

Facciamo come loro?

venerdì 26 settembre 2014

Anche questa volta la RSU non sapeva niente?

Il 23 settembre la RSU comunica ai lavoratori quanto segue (documento affisso in bacheca sindacale):

"L’ RSU è venuta indirettamente a conoscenza del fatto che ad alcuni lavoratori sono state fatte delle contestazioni in merito all’abbigliamento tenuto in Clean Room.
Si invitano i lavoratori interessati a tali contestazioni ad informare l’RSU entro e non oltre i termini previsti per le eventuali giustificazioni (5 giorni dalla data del ricevimento della contestazione) in modo da attivare i meccanismi di tutela previsti.".

E' paradossale affermare una cosa del genere quando dal 22 settembre è affissa in bella vista la contestazione che l'azienda ha fatto a Giada Garzella, membro della stessa RSU.
E' paradossale anche che la RSU tutta e la struttura sindacale FIOM non siano ancora intervenute visto che ci risulta che l'unica contestazione sia stata fatta ad un membro della RSU, evidentemente come "punizione" per aver indetto uno sciopero.
Non intervenendo ci si rende complici dell'azienda e si legittima il comportamento anti-sindacale messo in atto.

giovedì 25 settembre 2014

TARGET SU PIEZO

Riceviamo e pubblichiamo quanto segue:


Come anticipato nella riunione di stamani tra Azienda e Rsu sulla questione dell'aumento dei target all'area "impacchettamento" Piezo ribadiamo la nostra posizione:

Non riconosciamo il target individuato dall'azienda come "dato storico" perchè non rispondente alla realtà di quelle postazioni.
Non condividiamo neanche che la valutazione sia stata fatta col metodo MTM perchè non tiene conto di molti fattori quali esigenze fisiologiche, fatica, condizioni ambientali, differenze di genere, ecc..
Per questo invitiamo l'azienda a NON procedere con l'utilizzo dei formati di registrazione ed eventuale giustificazione della produzione oraria giornaliera.




25 Settembre 2014                                                                      
Giada Garzella RSU
Silvia Cini RSU

martedì 23 settembre 2014

Pillole di saggezza

Per ribellarsi occorrono sogni che bruciano anche da svegli, occorre il dolore dell'ingiustizia, la febbre che toglie all'uomo la malattia della paura, dell'aviditá, del servilismo.

Stefano Benni

lunedì 22 settembre 2014

La guerra dei bottoni

Riceviamo e pubblichiamo:

Il giorno 15 settembre l’azienda non aveva niente di meglio da fare che andare a perlustrare il personale per controllare se l’ultimo bottone della cappina fosse abbottonato o meno (riportiamo sotto la contestazione).

Con tutti i problemi che abbiamo sulle linee, i capi sono andati a controllare il “decolté” dei lavoratori…..

E guarda caso dopo lo sciopero organizzato a S. Piero pare questa sia diventata l’attività preferita dell’azienda. Che si voglia fare veramente la guerra dei bottoni?

22 settembre 2014 
i membri del direttivo FIOM Pisa: S. Cini, M. Ruffa




RIUNIONE RSU-AZIENDA del 18 Settembre 2014

Riceviamo e pubblichiamo:
Presenti alla riunione: Marco Comparini, Davide Rivelli, Daniele Rossi, Fabio Fontanelli,Massimiliano Lemmi, Daniele Caboni, Massimo Giusti, Silvia Cini e Giada Garzella.

In merito al comunicato a firma RSU del 18 settembre 2014 teniamo a precisare quanto segue.
Non è stato possibile fare l'approfondimento da noi richiesto in origine sui volumi persi sul dk4 e dk7 e tutta la discussione si è tenuta in assenza di dati certi, che forse verranno comunicati a posteriori a situazione già definita.
Nel dettaglio la discussione, che si è tenuta in gran parte sulla situazione riguardante il dk7 e sulle sue possibili soluzioni, ha evidenziato la volontà dell'Azienda di continuare ad utilizzare le giornate di PAR previste dall'accordo a tre squadre a copertura delle giornate di chiusura.
L'Azienda ha dichiarato che attualmente sul dk7 siamo ampiamente sotto la percentuale di riduzione d'orario del 35% prevista dall'accordo sulla solidarietà del 3 gennaio 2014, ma la politica aziendale è quella di abbattere anche i contatori dell'anno in corso.
L'Azienda ha dichiarato apertamente che per lei si tratta della soluzione più comoda e che i contatori rappresentano dei costi da abbattere.

La Soluzione della maggioranza della RSU riporta sì la proposta di ricorrere alla solidarietà ma questo solo perché alcuni lavoratori presenti in reparto hanno già esaurito le 7 giornate di PAR e la fermata, in questi casi, deve essere collettiva.

In questo modo chiaramente si avvantaggia palesemente l'Azienda permettendogli di sfruttare una volta l'uno e una volta l'altro accordo, in base a ciò che più gli fa comodo in quel momento, dandogli al tempo stesso la possibilità di abbattere il più possibile i contatori dei lavoratori, compresi quelli dell'anno in corso.

Quello che non condividiamo non è la soluzione proposta, che arrivati a questo punto diventa quasi obbligatoria, ma il fatto che fin dall' inizio si sia permesso e si permetta ancora all'azienda di disporre sempre di più dei nostri contatori, limitando di conseguenza le giornate di fruizione individuale. 

22 settembre 2014
Silvia Cini RSU, Giada Garzella RSU

Regole? No, grazie!

Oggi un manutentore meccanico ci ha raccontato un episodio incredibile...

Domanda del lavoratore a un membro dell'Rsu: sono autorizzato a mettere le mani in un quadro elettrico anche se non sono qualificato formalmente come elettricista?
Risposta: vedi te, fai come se fossi a casa tua, muoviti secondo la tua esperienza, metti le mani nel quadro in base al buon senso...

Siamo allibiti. Le regole sulla sicurezza? Un optional! La qualifica dei manutentori? Non serve, tutti fanno tutto!

È questo ciò che vorrebbe l'azienda: niente regole, massima flessibilità. Grazie Rsu.