giovedì 24 gennaio 2019

Maurizio Landini successore di Susanna Camusso alla guida della CGIL

LA MARCIA DEL GAMBERO DELLA CGIL

di Giorgio Cremaschi

Così la paura del voto ha portato la CGIL indietro di quasi trent’anni. Non alle lotte di allora ben inteso, che sarebbe una buona cosa, ma alla struttura interna ingessata tra le componenti, allora di partito. Ora i partiti non ci sono più ma quella ingessatura torna. L’accordo tra Landini, Camusso e Colla per la gestione cosiddetta unitaria del più grande sindacato italiano è una ulteriore dimostrazione della sua involuzione e crisi. Non che il voto tra i due avrebbe rappresentato di per sé un progresso. Landini e Colla si contrapponevano alla carica di segretario generale non avendo dichiarato nessuna differenza politica, facendo parte dello stesso documento congressuale che aveva ricevuto il solito 98% nei congressi di base, con una partecipazione reale bassissima, poi come sempre gonfiata dai dati ufficiali finti. Tuttavia il voto tra i due candidati avrebbe sconvolto le certezze burocratiche dell’organizzazione, avrebbe forse aperto qualche spiraglio ad un salutare confronto di posizioni. Forse avrebbe davvero costretto i due candidati a dire qualcosa di diverso l’uno dall’altro. Proprio per evitare questo alla fine si è giunti all’accordo, che instaura la carica di vicesegretario della CGIL - anzi di doppio vice segretario per la questione di genere - carica inesistente nello Statuto. Si annuncia così un Manuale Cencelli nei ruoli di direzione che si diffonderà rapidamente in tutta l’organizzazione.
In un certo senso la Cgil torna all’architettura con la qual era organizzata  nel passato, quando il direttivo nazionale era spartito a tavolino tra un 60% di comunisti, un 35 di socialisti e il resto alle varie anime della sinistra radicale. E i socialisti avevano il vice segretario, chiamato segretario generale aggiunto. Poi lo scioglimento del PCI e la fine del PSI privarono di senso le componenti di partito, che furono superate, anche per merito della minoranza di Essere Sindacato che nel 1991 fece saltare il banco, presentando al congresso un documento politico alternativo a tutta la vecchia maggioranza dell’organizzazione.
Ovviamente la diarchia Landini Colla non può materialmente riproporre una CGIL finita negli anni 80. Però la sostanza sarà che la corrente del vicesegretario finirà per essere sempre più identificata ed identificarsi con un PD derenzizzato, mentre la maggioranza landiniana dovrà inventarsi una identità che non ha. Quale sarà?
Landini viene eletto segretario per accordo politico con Susanna Camusso, la cui direzione della CGIL è sicuramente stata la peggiore dal dopoguerra. Il più grande sindacato si è inabissato nel burocraticismo, nella marginalità e nella inconsistenza della iniziativa, cui hanno corrisposto catastrofici arretramenti delle condizioni di lavoro, precarietà, disoccupazione. E la legge Fornero ed il Jobsact, lasciati passare dalla CGIL senza reagire.
Landini divenne un leader nazionale quando nel 2010 disse NO al piano Marchionne. In realtà quel suo no era frutto della storia di un quindicennio della FIOM, che a partire  dagli anni 90 aveva assunto un profilo politico  e sindacale decisamente distinto da quello della CGIL. Era quella la FIOM che aveva sfilato a Genova nel 2001,contravvenendo le decisioni della CGIl, e che aveva condotto una lunga lotta contro gli accordi sindacali al ribasso. Era quella la FIOM che diceva no alla FIAT. Landini appena eletto segretario assunse quel no e fu la sua fortuna. Poi, forte del consenso per quel no, nei suoi otto anni di mandato Landini ha operato per riportare la FIOM nell’attuale normalità sindacale, sia rispetto alla CGIL, sia rispetto alle controparti. L’ultimo contratto nazionale da lui sottoscritto per i metalmeccanici è il peggiore della storia della categoria, cancella venti e più anni di lotte e conquiste della FIOM, sposa totalmente il modello sindacale legato all’impresa, al mercato, agli enti bilaterali su pensioni, sanità e quant’altro. Dopo questo accordo Landini è entrato nella segreteria CGIL, che poi a maggioranza lo ha designato a successore  di Susanna Camusso.
Gran parte degli iscritti della CGIL saluteranno comunque con soddisfazione e speranza l’elezione di Landini. La sua immagine mediatica di combattente radicale è infatti ancora molto forte, anche se tutti i comportamenti concreti di questi anni l’hanno smentita. D’altra parte il buio della direzione Camusso può essere rischiarato anche solo dal bagliore di qualche buona battuta.
Tuttavia il favore mediatico non basta e non dura, qualche scelta politica andrà fatta.
Non credo affatto che Landini vorrà distinguersi da Colla per movimentismo o per giochi politici spregiudicati coi cinque stelle, come qualcuno gli attribuisce. L’uomo è sufficientemente scaltro e spregiudicato per fare di queste scelte: nel passato tentò una alleanza tra rottamatori con Renzi,  finita subito male come il suo tentativo di  una coalizione sociale mirante alla politica. Dopo queste esperienze non credo che Landini tenti nuove incursioni nel campo minato della politica attuale. Penso invece che punterà alla unità con CISL e UIL e alla alleanza con Confindustria e imprese, su un terreno i cui confini sono già indicati dal contratto dei metalmeccanici.
Una volta nella CGIL questo si chiamava “patto dei produttori” , cioè l’alleanza corporativa tra imprese e sindacati per presentarsi uniti nei confronti della politica. Una scelta sempre sostenuta dalla CISL e dalla maggioranza moderata della CGIL. Questa scelta sarà ora la base della maggioranza landiniana e verrà presentata come quella di un sindacalismo “puro”, non inquinato da collocazioni politiche. Colla a sua volta potrà caratterizzarsi come più legato alla storia di collocazione a sinistra  della CGIL e rivendicare un maggior protagonismo politico del sindacato.
Da un lato l’alleanza corporativa con CISL UIL e Confindustria, dall’altro il fiancheggiamento collaterale a ciò che resta del centrosinistra, due scelte perdenti del passato che verranno presentate come il luminoso futuro di una CGIL che cerca di uscire dalla sua crisi con il passo del gambero. E che intanto festeggia di non aver votato, non sia mai.

lunedì 14 gennaio 2019

E per le “LATRINE”ci stiamo organizzando - messaggio di un lavoratore Cotinental

Su richiesta di un lavoratore che preferisce rimanere anonimo, pubblichiamo un post ricevuto il 24 novembre 2018:

"Ecco che iniziano le novità della nuova gestione aziendale con la complicità di una RSU sempre più accondiscendente e subito pronta ad esaudire qualsiasi cosa che la direzione decida di fare.
In questi giorni all’interno della camera bianca,ops scusate siamo in italia CLEAN ROOMS, di S.Piero e non so se anche a Fauglia,sono apparse come per magia delle cassette verdi contenenti stracci,guanti,flaconi di sgrassante profumato e nuove buste per le cappine con le varie indicazioni di come deve essere adibito e in particolare attenzione pulito il loculo delle scarpe e delle cappine e bada bene anche l’indicazione di chi e con che cadenza deve eseguire i controlli.
ATTENZIONE colleghi da oggi si può ricevere un rapporto disciplinare per la polvere,e questa è l’ultima novità e chi sa quali altre castronerie si inventeranno a voi uno spunto per un momento di riflessione"

venerdì 14 dicembre 2018

CIRCOLARE MINISTERO DEL LAVORO SU CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO E IN SOMMINISTRAZIONE

Mettiamo a disposizione dei lavoratori in somministrazione presenti nella nostra azienda la circolare del Ministero del Lavoro in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e in somministrazione:




lunedì 10 dicembre 2018

Continental: nuovo sistema assenze/presenze HR

Pubblichiamo il testo della e-mail inviata da USB Continental all'ufficio del personale e per conoscenza alla RSU in merito alle difficoltà riscontrate sul nuovo sistema assenze/presenze HR:

Buongiorno,

Vorremmo segnalare che diversi lavoratori stanno lamentando grosse difficoltà ad accedere ed utilizzare correttamente il nuovo sistema HR. Tra l'altro chi non è in possesso di email o di un computer o di uno smartphone non ha alcuna possibilità di accedervi.

Chiediamo pertanto all'azienda un impegno straordinario da subito per fornire tempestiva assistenza a tutti i lavoratori, indipendentemente dai corsi organizzati, al fine di risolvere ogni difficoltà riscontrata. Chiediamo anche che sia messa a disposizione di tutti una postazione con accesso ad HR Zucchetti per coloro che avessero difficoltà ad utilizzare uno smartphone.

Rimaniamo in attesa di una conferma.

Saluti,

Michela Ruffa
Giacomo Romboli

USB Continental

giovedì 6 dicembre 2018

ASSEMBLEA RETRIBUITA NELLA SEDE CONTINENTAL DI SAN PIERO

Prima assemblea sindacale San Piero:

- incomprensibile e di scarso interesse il resoconto dell'incontro ad Amburgo per il CAE; in fondo al discorso, unica cosa chiata è stata la preoccupazione per il futuro di Pisa;
- il coordinatore della RSU si è limitato a fare da portavoce dell'azienda sulla cessione del ramo di Pisa da Continental senza riportare nessuna strategia e/o posizione sindacale. In fondo al discorso preoccupazione per il futuro di Pisa ma la risposta è stata: "guardiamo, aspettiamo, vedremo...", senza alcuna piattaforma rivendicativo di garanzia per i lavoratori.
- L'intervento dell'area di opposizione  ha dedicato giusto poche parole alla questione investimenti per il futuro definendo lo scorporo "pura operazione finanziaria" e concludendo che una multinazionale "quando decide di chiudere, chiude e basta". Dopo un breve passaggio sul fatto che presto sarà riaperta la trattativa sulle pause, ha poi cambiato argomento riportando l'attenzione sulla questione del ricorso al referendum, riaccendendo la polemica con il resto della RSU perché accusata di aver permesso gravi atteggiamenti di squadrismo nei confronti di alcuni lavoratori che hanno firmato il ricorso.

Nel suo breve intervento, il referente di USB ha fatto notare la mancanza assoluta di una strategia e piattaforma rivendicativa da parte della Rsu sulla questione dello scorporo e sui piani industriali per Pisa, nonostante una certa preoccupazione stia cominciando a farsi strada tra i membri della delegazione sindacale. Ha riferito dell'incontro di ieri tra USB e azienda presso l'unione industriali riportando che l'azienda ha affermato di voler investire sull'elettrico anche a Pisa. Ha concluso informando i lavoratori sul fatto che USB intende concedere fiducia all'azienda e allo stesso tempo approfondire l'argomento e continuare a mettere in campo le azioni necessarie perché le garanzie date dall'azienda siano rispettate. Sicuramente non intende stare a guardare e ad aspettare, visto che Continental sta già sviluppando l'elettrico.