venerdì 31 luglio 2015
mercoledì 29 luglio 2015
IL TRIBUNALE DELL'INQUISIZIONE...
Riceviamo e pubblichiamo:
Oggi
pomeriggio si è riunita la RSU alla presenza dei Segretari Regionale
e
Provinciale FIOM.
La
riunione, convocata con un odg vago su “Riorganizzazione della Rsu”, ha mostrato fin dalle prime battute qual'era il vero
obiettivo della convocazione.
Ci
siamo trovate sul “banco degli imputati” spinte a dover
rispondere ad accuse personali pesanti e fuori contesto, a dover dare spiegazioni
sull'attività del Foglio Bianco con riferimenti
specifici a persone assenti, a discutere di temi non inerenti all'odg in
discussione.
Nonostante
questo abbiamo espresso la nostra posizione in merito alla volontà
della Rsu di definire una
Delegazione Trattante :
-La Delegazione Trattante deve essere RAPPRESENTATIVA rispetto ai
lavoratori e alle posizioni sostenute.
Le
sottoscritte sono le uniche due delegate operaie rappresentative dei
reparti produttivi di San Piero, per
questo motivo non si può pensare di comporre una delegazione trattante che
prescinda dalla presenza di almeno una di noi.
Tutti
i nostri tentativi di riportare la discussione sui contenuti sono
stati vani, per tale motivo,considerando del tutto
inutile la nostra permanenza in quel contesto, abbiamo ritenuto
necessario allontanarci.
Condanniamo
ancora una volta il metodo di questo gruppo dirigente sindacale che,
volutamente sceglie di
non confrontarsi sui contenuti spostando la discussione sul piano personale in maniera sempre più
violenta.
30
Luglio 2015
G.Garzella
RSU
S.Cini
RSU
martedì 28 luglio 2015
Riunione RSU coi segretai FIOM...
Domani pomeriggio la RSU si incontrerà coi segretari FIOM provinciale (uscente) e regionale presso la sede di Pontedera con un ordine del giorno non ben precisato e convocazione fatta a voce per discutere pare della riorganizzazione della RSU.
Intanto ricordiamo a chi organizza le riunioni che ci sono regole precise e chiare che vanno rispettate:
Regolamento per il funzionamento dell RSU
(http://archivio.fiom.cgil.it/rsu/normativa/funzionamento.pdf)
Art. 5 – Convocazione
.......
La convocazione della Rsu viene resa pubblica attraverso affissione in bacheca sindacale, con indicazione dell'ordine del giorno, con almeno tre giorni di anticipo.
Sicuramente non voler rivelare prima con esattezza di cosa si parlerà è un segno di debolezza della nostra delegazione sindacale che evidentemente conta sull'effetto sorpresa per poter spiazzare chi eventualmente ha posizioni diverse.
Riteniamo goffi questi tentativi e diciamo sin da subito che ogni tipo di "riorganizzazione" si intenda fare all'interno della RSU non è possibile escludere le 2 delegate di minoranza, a meno che per riorganizzazione non s'intenda semplicemente sostituzione di un membro uscente.
Leggi anche il recente articolo:
DELEGAZIONE TRATTANTE per evitare la fuga delle informazioni http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2015/06/delegazione-trattante-per-evitare-la.html
Intanto ricordiamo a chi organizza le riunioni che ci sono regole precise e chiare che vanno rispettate:
Regolamento per il funzionamento dell RSU
(http://archivio.fiom.cgil.it/rsu/normativa/funzionamento.pdf)
Art. 5 – Convocazione
.......
La convocazione della Rsu viene resa pubblica attraverso affissione in bacheca sindacale, con indicazione dell'ordine del giorno, con almeno tre giorni di anticipo.
Sicuramente non voler rivelare prima con esattezza di cosa si parlerà è un segno di debolezza della nostra delegazione sindacale che evidentemente conta sull'effetto sorpresa per poter spiazzare chi eventualmente ha posizioni diverse.
Riteniamo goffi questi tentativi e diciamo sin da subito che ogni tipo di "riorganizzazione" si intenda fare all'interno della RSU non è possibile escludere le 2 delegate di minoranza, a meno che per riorganizzazione non s'intenda semplicemente sostituzione di un membro uscente.
Leggi anche il recente articolo:
DELEGAZIONE TRATTANTE per evitare la fuga delle informazioni http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2015/06/delegazione-trattante-per-evitare-la.html
PAUSE: CONTINUA IL PROCESSO DI RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE
Riceviamo e pubblichiamo:
Durante
l’incontro di ieri sulla questione delle pause l’azienda ha chiarito molto bene
quali sono i suoi obiettivi:
-
Proseguire col processo di standardizzazione di tutte le sedi Continental.
-
Stabilire 1 sola pausa di riposo per turno di lavoro della durata di circa 10
minuti, invece delle attuali 2.
Bisogna
aver chiaro che anche questo fa parte del processo di ristrutturazione per
l’aumento della produttività messo in atto da Continental già da diversi anni e
mai contrastato da azioni sindacali decise e serie.
La
nostra posizione in merito è la seguente:
-
l’attuale sistema delle pause che, con la metà degli operatori che rimangono in
linea, garantisce all'azienda la continuità produttiva comincia ora a funzionare
male perché i turni sono stati ridotti e i carichi di lavoro aumentati e questo
per precisa responsabilità delle scelte aziendali.
-
E’ sufficiente risolvere i problemi dei carichi di lavoro per non avere più
la “necessità” di parlare delle pause.
Non
condividiamo perciò l’apertura fatta sull'argomento dal resto della RSU per i
quali si potrebbe anche parlare di accordo a condizione che si parli di
sostituzione dei lavoratori in pausa.
28
luglio 2015
G.Garzella RSU
S.Cini RSU
sabato 25 luglio 2015
Incontro RSU - azienda per regolamentazione PAUSE... in cambio di cosa?
E' prevista per lunedì prossimo la riunione con l'azienda per la questione delle pause.
Da anni l'azienda chiede la regolamentazione delle pause tramite un accordo sindacale. E da anni la RSU evita l'accodo grazie al fatto che, non trattandosi di lavorazioni su catena di montaggio, va in pausa solo metà turno per volta e chi rimane garantisce che le linee non si fermino. In questo modo il carico della durata della pausa è tutto sulle spalle dei lavoratori che rimangono in linea e l'azienda non si accorge di nulla perché gli iniettori vengono prodotti lo stesso.
Questo situazione fino a qualche anno fa poteva funzionare. Ora invece coi turni ridotti all'osso diventa sempre più difficile portare avanti il lavoro quando metà addetti sono fuori per pausa. Quindi è chiaro che la pretesa di regolamentare le pause diventa più pressante nel momento in cui aumentano i carichi di lavoro sulle linee.
Ma cos'altro bolle in pentola questa volta? Abbiamo una RSU che non fa piattaforme rivendicative da una vita e continua a permettere l'aumento dei carichi di lavoro. Dall'altra parte abbiamo un'azienda che pretende sempre di più senza che nessuno provi a respingere le sue pretese. Unica azione sindacale che questa RSU è in grado di fare è quella di provare ad approfittare delle pretese dell'azienda per chiedere briciole in cambio.
In questo caso quale potrebbe essere lo scambio? Altri 3 Rappresentanti per la Sicurezza anche quando siamo meno di 1000 dipendenti?
Sicuramente ai nostri amici della RSU non è venuta in mente una cosa del genere.... figuriamoci, che vantaggio ne avrebbero i lavoratori? Pause definite col rischio di sanzioni per chi non le rispetta in cambio di 70x3 ore di permesso sicurezza in più all'anno per i nostri delegati che PROMETTERANNO di rendere più sicura la fabbrica? E chi dovrebbe crederci? Nemmeno fosse una contropartita valida tipo un PREMIO RISULTATO STRABILIANTE!!!
Sicuramente non andrà a finire così e i nostri cari amici della RSU faranno di tutto per non dare all'azienda un accordo sulle pause visto anche che fino ad ora I LAVORATORI NON HANNO RICEVUTO NIENTE DI BUONO, anzi solo peggioramenti sempre più frequenti!
25/07/2015
25/07/2015
Il Foglio Bianco
venerdì 24 luglio 2015
Ancora azione di boicottaggio degli scioperi da parte della maggioranza RSU
Subito dopo la pubblicazione del comunicato di sciopero indetto dalle 2 delegate di S. Piero, il resto della RSU ha divulgato questo volantino:
Senza entrare per ora nel merito della questione facciamo semplicemente notare che chi l'ha scritto ha voluto indicare inequivocabilmente Giada Garzella come attrice dei fatti.
La prima considerazione che ci viene da fare è che la RSU, senza nemmeno verificare con l'interessata come si siano esattamente svolti i fatti, anzi considerando vera e sufficiente solo la versione data dall'azienda, pubblica un volantino di discredito nei confronti della delegata e, cosa più grave, le addossa la responsabilità di un futuro accordo sulle pause che sicuramente sarà causa di sanzionamento per i lavoratori.
E' chiaro che l'uscita del volantino e il suo contenuto sono strumentali e finalizzati a screditare la delegata nel momento in cui dichiara lo sciopero. L'obiettivo è ancora una volta quello di BOICOTTARE LO SCIOPERO.
Eppure i motivi dello sciopero sono reali e chiari:
"Durante l'ultimo incontro abbiamo preso atto per l'ennesima volta della indisponibilità dell'azienda a discutere delle questioni sollevate dai lavoratori dei reparti produttivi di S. Piero e di cui noi ci siamo fatte carico."
Anche i problemi sono reali e tanto per citarne alcuni:
- i carichi di lavoro aumentati;
- l'organizzazione del lavoro quotidiano sempre più insostenibile per i lavoratori che si devono adattare per sopperire alle inefficienze varie;
- i fermi produttivi per responsabilità dell'azienda i cui costi sono però scaricati sulle spalle dei lavoratori con recuperi a straordinario o sottrazione di ferie e par;
....
Cosa ne pensa di queste cose la RSU?
Il punto è che l'azienda SI PERMETTE IL LUSSO di non voler discutere con chi solleva i problemi dei lavoratori perché una maggioranza RSU inerte e complice LO PERMETTE e questa cosa è INACCETTABILE.
24 luglio 2015
24 luglio 2015
Il Foglio Bianco
Sciopero nei reparti produttivi nella sede Continental di S. Piero
Riceviamo e pubblichiamo:
Le continue riorganizzazioni delle produzioni hanno avuto implicazioni evidenti sui carichi di lavoro quotidiani e sulle prestazioni dei lavoratori costretti a pagare le conseguenze di una politica aziendale incentrata sul risparmio anche della manutenzione e dei componenti a scorta. Abbiamo avuto modo di verificare e di approfondire la situazione nei reparti di S. Piero e da mesi stiamo cercando di sollevare il problema all'interno della RSU e con l'azienda.
Le continue riorganizzazioni delle produzioni hanno avuto implicazioni evidenti sui carichi di lavoro quotidiani e sulle prestazioni dei lavoratori costretti a pagare le conseguenze di una politica aziendale incentrata sul risparmio anche della manutenzione e dei componenti a scorta. Abbiamo avuto modo di verificare e di approfondire la situazione nei reparti di S. Piero e da mesi stiamo cercando di sollevare il problema all'interno della RSU e con l'azienda.
Durante l'ultimo incontro abbiamo
preso atto per l'ennesima volta della indisponibilità dell'azienda a discutere
delle questioni sollevate dai lavoratori dei reparti produttivi di S. Piero
e di cui noi ci siamo fatte carico.
Riteniamo grave
questo atteggiamento e pertanto dichiariamo 2 ORE DI SCIOPERO A FINE TURNO per tutti i turni dei reparti produttivi di
S.Piero presenti in azienda nella giornata di Venerdì 24 Luglio.
Stesse modalità di sciopero
da effettuarsi nel primo giorno di rientro al lavoro per coloro che non
rientrano nel primo caso.
24 luglio 2015
Giada
Garzella RSU
Silvia
Cini RSU
mercoledì 22 luglio 2015
IL PERCHÉ DI ALCUNE SCELTE SINDACALI...
Estratto dalla Lettera di Draghi e Trichet al Governo
Italiano del 5 Agosto 2011:
“...b)
C'é anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione
salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da
ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle
aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli
di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le
associazioni industriali si muove in questa direzione.
c)
Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano
l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di
assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il
mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle
risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi...”
Leggendo
questo breve estratto si comprende benissimo quale sia la richiesta e cosa si
chiede venga definito e applicato in Italia con il benestare delle parti
sociali.
Le
principali sigle sindacali già nell'accordo del 28 giugno 2011 (in particolare
nei paragrafi 7 e 8) si erano apprestate a ratificare la fine del Contratto
Nazionale di lavoro in favore di quello Aziendale consentendo intese che
possono modificare il CCNL in materia di orari e organizzazione del lavoro aprendo
la strada al “Salario legato al raggiungimento di obiettivi aziendali e alla
Produttività”.
Parte
anche da qui l'attacco ai lavoratori e ai loro diritti, complici le sigle
sindacali.
Parte
anche da qui il “Vantaggio Aziendale” e la “Deriva Sindacale” che noi
lavoratori tocchiamo con mano tutti i giorni, perché è inevitabile che queste
cose si ripercuotano su quel che applica l'azienda sui lavoratori e su quel che
FA la Rsu in
azienda.
E'
illogico e disonesto concorrere prima alla morte del CCNL e dopo chiamare i
lavoratori a “lottare” in difesa del contratto stesso!
E'
anche altrettanto chiaro che una Rsu che con la sua maggioranza aderisce e
sostiene politicamente la scelta della CGIL (e quindi anche l'accordo del 28
giugno 2011) non potrà mai portare in azienda un metodo diverso da quello
condotto dalla CGIL a livello nazionale.
Come
fa ad arginare l'avanzata dell'impresa a livello locale (richiesta di maggior
flessibiltà, moderazione salariale, aumenti dei ritmi e dei carichi di lavoro,
ecc..) se già a livello nazionale ha svenduto tutto al miglior offerente? Chi
mette i paletti? La stessa Rsu portatrice dei “valori” della CGIL?
Capite
bene quanto appaiano inconsistenti tutte le richieste di “far pace” e “smettere
di litigare in Rsu” se si ha chiaro il quadro descritto sopra.
Capite
bene anche quanto appaiano strumentali le chiacchere e gli attacchi personali
messi in atto ogni giorno per coprire e mascherare le insussistenze e le scelte
complici di questo genere di Rsu!!
Smettiamo
di farci prendere ancora per i fondelli, smettiamo di dar credito a questi
venditori di fumo il cui interesse è solo quello di continuare a vivacchiare e
soprattutto NON SPARIRE!!
Leggi la lettera su:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-29/testo-lettera-governo-italiano-091227.shtml
Leggi la lettera su:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-29/testo-lettera-governo-italiano-091227.shtml
lunedì 20 luglio 2015
Per l’unità di base del sindacalismo conflittuale, per un autunno di lotte
Risoluzione dell'esecutivo nazionale area sindacatoaltracosa. Approvata a maggioranza
Le vicende della Grecia testimoniano inequivocabilmente il grado di irriformabilita’ di questa Unione Europea, strumento di governo dell’economia capitalista in questa fase. Al popolo greco, con il nuovo memorandum, è stata persino sottratta la sovranità sul patrimonio pubblico, sulle sue politiche economiche e sociali. Uno schiaffo al voto che chiedeva la fine del rigore economico. Un’umiliazione imposta ai greci come monito generale per tutti i paesi che si apprestano a votare nei prossimi mesi. E’il valore stesso del suffragio universale ad essere messo in discussione in Europa. La sconfitta del tentativo del popolo greco dimostra che l’uscita dalle politiche d’austerita’ passa solo attraverso una rottura netta e radicale della UE,dei suoi trattati, del suo dogma ultra liberista a difesa dei profitti. Tuttavia la partita sul terreno sociale e politico, con la maggioranza del comitato centrale di Syriza contro l’accordo, appare ancora aperta. Il profondo isolamento del tentativo del popolo greco di sottrarsi al giogo della Troika chiama in causa in primo luogo il movimento sindacale europeo, spettatore passivo quando non complice delle politiche della UE. Il tema della consultazione popolare, del voto, sull’accettazione o meno dei dettami dell’unione europea si impone in tutta Europa. La Grecia testimonia anche l’urgenza della ripresa della mobilitazioni a carattere europeo. Nel nostro paese l’approvazione dell’ennesima controriforma della scuola, la buona scuola di Renzi, e’ stata resa possibile dalla mancata generalizzazione del movimento di lotta che in maniera impetuosa era cresciuto negli ultimi mesi, andando ben oltre i confini di categoria. E’ mancata la proclamazione di uno sciopero generale da parte della Cgil su una battaglia che poteva essere vinta e che si può ancora vincere nei prossimi mesi. Ed è proprio di una ripresa generalizzata delle mobilitazioni quello di cui c’e un bisogno estremo. Dal blocco generalizzato dei contratti nazionali, agli effetti devastanti del jobs Act, al crescere delle disoccupazione di massa, al perdurare delle politiche di taglio della spesa pubblica e sociale, serve la ripresa del conflitto. Il padronato pretende oggi, dopo aver incassato il Jobs Act, un nuovo accordo sul modello contrattuale che sancisca la fine del contratto nazionale a favore della contrattazione aziendale di ricatto, variabile dipendente dei profitti e dei bisogni d’impresa. E’ grave che la Cgil abbia avviato una trattativa informale con Confindustria cisl e UIL , senza mandato alcuno, senza aver deciso collegialmente se e come avviare una trattativa, senza aver definito obbiettivi e modalità di gestione con i lavoratori e le lavoratrici. Democrazia, rappresentanza e diritto di sciopero, siamo davanti al tentativo di istituzionalizzare il modello corporativo avanzato dal testo unico del 10 gennaio per liquidare le libertà sindacali e la contrattazione. Quel tavolo va pertanto interrotto e va convocato subito il direttivo nazionale Cgil. Per le stesse ragioni si deve interrompere il tavolo permanente sulle pensioni costituito presso l’inps. Il mondo del lavoro ha bisogno di costruire una propria piattaforma generale per rispondere al perdurare dell’attacco padronale e del governo. Salari, pensioni,riduzione orari a parità salario, difesa e rilancio stato sociale.
Renzi può essere sconfitto se si fa davvero nei suoi confronti, se si ricostruisce la resistenza sociale. Il quadro di profonda crisi e passività della Cgil dopo la sconfitta subita sul Jobs Act produce ogni giorno di più pratiche sindacali di adeguamento e di restituzione di diritti e salari. Cresce la rabbia, la rassegnazione e la disillusione tra i quadri e gli attivisti. Mai è stata così distante la discussione e l’iniziativa sindacale della Cgil dai bisogni dei lavoratori. Due sono le linee prevalenti nella in Cgil, entrambe non condivisibili, entrambe rappresentazione della stessa crisi. Da una parte Camusso propone l’unita strategica di vertice con Cisl e Uil, unità burocratica costruita sul modello del 10 gennaio. Unità nemica del conflitto sociale, dell’indipendenza e della democrazia sindacale. Dall’altra la proposta di Landini di coalizione sociale, dichiarata incomprensibilmente non alternativa all’unita di Cgil Cisl UIL, appare priva della necessaria volontà di resistenza sociale, di produzione di pratiche di conflitto fondate in primo luogo sulle vertenze sindacali, sui bisogni sociali. Un progetto che non mette all’ordine del giorno la rottura del modello sociale e politico costruito intorno al governo ,al collateralismo ed alla complicità sindacale non è un progetto che va nella direzione giusta. Il prossimo autunno siamo chiamati ad essere parte della ricostruzione di un vasto fronte sociale di mobilitazione contro le politiche del governo e del padronato. Il sindacalismo conflittuale in tutte le sue forme, dentro e fuori la Cgil, è chiamato a sperimentare forme di unità d’azione, di lotta a livello di base. Costruire luoghi e forme di quell’intersindacalita’ che mette assieme le migliori energie indipendentemente e oltre l’organizzazione di appartenenza. La vertenza del mondo della scuola ha dimostrato che ciò è possibile. Questa è una proposta rivolta a tutte le forze del sindacalismo conflittuale e di classe, a tutti e tutte coloro che vogliono riprendersi la parola e riconquistare ciò che ci hanno sottratto.
http://sindacatounaltracosa.org/2015/07/20/per-lunita-di-base-del-sindacalismo-conflittuale-per-un-autunno-di-lotte/
venerdì 17 luglio 2015
ALTRI CALI DI VOLUMI FINTI?
Riceviamo e pubblichiamo:
Riteniamo
assolutamente insoddisfacente l’incontro di mezz’ora tenutosi ieri con
l’azienda per le seguenti ragioni:
-
L'azienda si è limitata a riportare le variazioni dei turni decise su XL2 e DK7
ma non ha portato alcun dato ufficiale che dimostri in termini di “pezzi” il
calo dichiarato in modo generico.
-
Il numero riferito dei lavoratori interinali presenti in azienda (51) non
corrisponde a quello riferito durante l’incontro del 9 luglio (58) per cui non
c’è chiarezza sul numero di contratti non rinnovati e non sono state portate le
informazioni richieste sulla distribuzione per reparto dei lavoratori
interinali.
-
L'azienda ancora una volta si è resa indisponibile al confronto sulla questione
degli aumenti dei carichi di lavoro riscontrati nei reparti di San Piero sulla
quale da parte nostra è stato più volte richiesto un incontro.
La
realtà è che il personale attualmente impegnato continua ad essere
insufficiente a far fronte ai volumi del 2015 e noi siamo assolutamente
indisponibili a certificare un presunto calo di volumi non supportato da dati.
Riteniamo
grave la riluttanza dell’azienda a discutere del problema dei carichi di lavoro sollevato dai
lavoratori tramite i propri rappresentanti.
17
Luglio 2015
Silvia Cini RSU
Giada Garzella RSU
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