sabato 30 novembre 2013

Ilva di Taranto. Rosario Rappa (Fiom): «Alle elezioni per rinnovare la rappresentanza sindacale unitaria all'Ilva, vittoria dell’Usb, sconfitta della Fiom, calo anche di Fim e Uilm»

Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile della siderurgia, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.
«I risultati elettorali per il rinnovo della Rsu nello stabilimento Ilva di Taranto parlano da soli, registrando innanzitutto la partecipazione al voto dell’80% dei lavoratori, anche se in flessione del 3% rispetto alle elezioni precedenti.»
«È netta l’affermazione dell’Usb, che sfiora il 20% dei consensi ottenendo 1.837 voti. La Uilm perde 766 voti, passando da 4.259 voti a 3.493, con un calo del 5,62% rispetto al 2010. Alla Fim vanno 2.219 voti, con una flessione di 214 voti rispetto ai 2.433 ottenuti nella precedente tornata, ma tenendo in termini percentuali con il 24,15%. La Fiom passa dalle 3.063 preferenze del 2010 alle 1.389 di ieri, attestandosi al 15,11%.»
«È da questo dato che bisogna ripartire. Per quanto abbiano pesato negativamente irregolarità e gravi scorrettezze nelle elezioni, è necessario che la Fiom avvii un’ampia riflessione a tutti i livelli dell’organizzazione, dagli organismi nazionali a quelli territoriali, coinvolgendo i delegati eletti e gli iscritti, aprendo una fase di profonda discussione sia nel rapporto con la fabbrica e i lavoratori, sia con la città e la sua popolazione.»
«In una situazione tanto complessa come quella dell’Ilva di Taranto, sul cui futuro permangono tante incognite, vanno individuate le ragioni della sconfitta della Fiom, le inadeguatezze e gli errori compiuti, per trarne le conseguenze e individuare le opportune soluzioni per rilanciare l’iniziativa sindacale della nostra organizzazione con un impegno straordinario da parte di tutti.»
Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
Roma, 30 novembre 2013


fonte: 

venerdì 29 novembre 2013

Flessibilità si, flessibilità no - PARTE SECONDA

Diciamoci la verità, la vicenda della FLESSIBILITA' CON BANCA ORE sta mettendo in seria difficoltà la nostra RSU che reagisce continuando ad adottare metodi discutibili e che assolutamente non condividiamo.

L'azienda ha fatto una richiesta ben precisa di maggior flessibilità oraria alla RSU.

La RSU ha recepito la richiesta, non ha alcuna intenzione di contrastare l'esigenza di maggior flessibilità dell'azienda ma non riesce a dirlo apertamente e chiaramente ai lavoratori, quindi evita di ufficializzare una posizione.
Sa di essere tra due fuochi: da una parte l'azienda che si aspetta che la richiesta venga accolta e insiste per avere una risposta, dall'altra parte i lavoratori che non vogliono un peggioramento delle condizioni di lavoro.
E allora come decide di muoversi la nostra RSU? Con l'azienda prende tempo, TRACCHEGGIA. Per i lavoratori scrive comunicati confusi, organizza assemblee-monologhi con slogan tipo "noi non faremo mai la proposta", svia dall'obiettivo raccontando di Limbach e di come Mr. Braun sia stato costretto a fare passi indietro....

Il punto vero della questione, dare o no maggior flessibilità all'azienda, viene metodicamente rifuggito e allo stesso tempo viene rifuggita ogni possibilità di aprire una discussione vera. Il tempo passa tra strategie e slogan propagandistici mentre i lavoratori sono sempre più confusi e in balia dei dubbi....

La RSU non è in grado di gestire la cosa e l'azienda, consapevole di questi TRACCHEGGIAMENTI, siccome sta ancora aspettando una risposta, decide di intervenire. Prende in mano le redini della situzione e prova a colmare i vuoti lasciati dalla RSU (per darle una mano?).

L'azienda organizza riunioni su tutti i turni e il direttore parla con TUTTI i lavoratori.
Parla dei volumi produttivi e degli investimenti ma parla anche e con molta insistenza della richiesta di Mr.Braun. Parla di una fabbrica uguale, identica alla nostra nell'est Europa dove sono bravi come noi ma costano molto meno...... Parla dei nuovi metodi flessibili di lavorare, che abbattono il costo del lavoro senza intaccare i salari e dice che questi metodi sono ormai inevitabili in un mercato fluttuante e variabile come il nostro. Ricorda che anche l'accordo a 5 squadre inizialmente era contrastato dagli operai tant'è che è passato grazie all'approvazione degli impiegati.....

Insomma, gli argomenti sono gli stessi delle ultime assemblee sindacali ma la differenza rispetto a queste sta nella chiarezza dei discorsi e nel modo diretto con cui l'azienda esprime i pochi concetti, senza mezzi termini, senza esitazione, senza tanti giri di parole. Il direttore lancia un paio di messaggi chiarissimi e inequivocabili con un modo di parlare talmente diretto che conquista i lavoratori e li porta a pensare che forse, forse quello suggerito dall'azienda è l'unico modo per garantirsi un futuro.....

L'azienda fa il suo mestiere e lo sa fare bene. Il sindacato invece dov'è?

giovedì 28 novembre 2013

il manifestino: Come la Piaggio usa i soldi dei lavoratori e della collettività

il manifestino: Come la Piaggio usa i soldi dei lavoratori e della...: Non parliamo di un’azienda qualsiasi, ma della più grande del territorio, con l’ultimo bilancio in attivo di 42 mil. € , che ha distribuit...

mercoledì 27 novembre 2013

Flessibilità si, flessibilità no - PARTE PRIMA

Proviamo a fare mente locale su alcuni avvenimenti:

1) Incontro RSU - azienda del 6 febbraio 2013
Mr. Braun chiede alla RSU maggiore flessibilità oraria tramite il sistema della banca ore per adattare le produzioni alle fluttuazioni imposte dal mercato. Dice che a Limbach applicano questo modello e si aspetta che venga applicato anche a Pisa naturalmente modificato per essere adattato alla realtà produttiva di sede.

2) Visita a Limbach. 
Una delegazione di 2 RSU si reca a Limbach alla fine di marzo.
Nel comunicato RSU del 25 marzo 2013, della visita a Limbach si dice: "La visita, richiesta e organizzata dalle strutture aziendali, aveva lo scopo di conoscere la situazione produttiva e di conseguenza la struttura degli orari applicati. Questo perché, in una precedente riunione, il Dott. Braun aveva avanzato esplicita richiesta alla RSU di poter mettere a confronto le due realtà produttive, in particolar modo per quanto riguarda la struttura degli orari, e successivamente articolare una proposta."

Comunicato confuso che non lascia ad intendere quale sia stata la richiesta di Braun: il dott Braun ci ha chiesto di andare a Limbach a confrontare gli orari e poi...di articolare una proposta...una proposta su cosa? Qual'è stata la richiesta?............ "esplicita richiesta alla RSU" quella di fare semplicemente un confronto? Né il comunicato e né le assemblee successive chiariscono quale sia stata la richiesta di Mr. Braun. La RSU sorvola sulle parole di Mr. Braun che sono invece state molto chiare sia in italiano che in inglese: FLESSIBILITA' CON SISTEMA A BANCA ORE.

Il comunicato conclude con queste parole: "Viste queste premesse la RSU, pur rimanendo, come sempre, disponibile al confronto, ritiene che, relativamente alle richieste avanzate dal Dott. Braun, non ci siano i presupposti di poter avanzare alcuna proposta in merito."

Ancora una vota non chiarisce quali siano state le richieste avanzate dal Dott. Braun ma "passa la palla" all'azienda perchè certamente una proposta peggiorativa degli orari di lavoro è meglio non farla (sarebbe un suicidio). Attenzione però, nel comunicato si dice che non ci sono i presupposti per fare una proposta ma non si dice che si negherà quanto Mr. Braun ha chiesto.

3) Nuovo incontro con Mr. Braun del 5 settembre. 
Una soluzione va trovata perchè Mr. Braun sta aspettando ancora una risposta. E infatti durante l'incontro del 5 settembre la RSU spiega che una modifica degli orari di lavoro non era possibile in "corso d'opera" (con un accordo rinnovato da poco) ma ora che siamo prossimi alla scadenza dell'accordo sicuramente saranno prese in considerazione le richieste dell'azienda a condizione che siano garantite le seguenti due cose:
- nessun esubero di personale deve derivare dai nuovi meccanismi di orari
- nuovi investimenti per Pisa

Mr. Braun accetta di discuterne in sede di rinnovo dell'accordo e chiarisce che l'obiettivo deve essere ad esempio una turnazione a 18 turni settimanali estendibile a 20+1 con la flessibilità. Invita quindi la RSU ad avviare la discussione in modo da presentare una proposta entro NOVEMBRE.

Pertanto una proposta peggiorativa degli orari a marzo non si poteva fare ma ora che si avvicina la scadenza dell'accordo la cosa diventa fattibile soprattutto perchè più facile da far digerire ai lavoratori, visto che l'accordo comunque scade. Ed ecco la soluzione al problema......non flessibilità col sistema della banca ore ma maggior flessibilità nell'ambito dello schema di turnazione, quindi prestazioni aggiuntive in uno schema già esistente, ad esempio, 3 domeniche al posto di 3 rientri infrasettimanali sul 4° turno!
Il fatto di non aver chiarito all'inizio quale sia stata esattamente la richiesta di Mr. Braun ora torna comodo......

4) Annuncio di riduzione dei volumi per il 2014.
Ricordiamo il commento del nostro anonimo: "Ovvio che adesso può saltare la votazione e le proposte di nuovo accordo visto che un calo produttivo ridurrà senza dubbio le produzioni. Quindi proporre nuovi meccanismi contorti è per ora ridicolo. Certo se avessimo dato "ASCOLTO" accondiscendendo al sistema tedesco forse ora la CIGO ci farebbe un baffo no.!!! A buon intenditor poche parole. LIMBACH FOR EVER."


Quello che dice potrebbe veramente essere molto vicino alla realtà.
Per via dei cali produttivi previsti per il 2014 probabilmente nessuno oserà più parlare e proporre "nuovi meccanismi contorti" di turnazione..... ma forse se avessimo avuto già un accordo sulla FLESSIBILITA' come richiesto dall'azienda avremmo potuto affrontare la situazione del prossimo anno senza ricorrere alla dichiarazione di esuberi e agli ammortizzatori sociali....insomma, avremmo lavorato di più durante i picchi e saremmo stati a casa con la banca ore durante i cali, ma sempre a retribuzione piena (quella della turnazione di riferimento)............"LIMBACH FOR EVER". E' chiaro il messaggio?

Non siamo in grado di fare e non intendiamo fare previsioni ma sicuramente uno scenario futuro potrebbe essere che a qualcuno venga in mente di dire che l'accordo del 2010 non si tocca più e si rinnova così com'è perchè col calo di volumi non ci sono i presupposti perchè l'azienda pretenda PRESTAZIONI AGGIUNTIVE e la modifica in peggio dei nostri accordi.
Attenzione però, sarebbe solo un'ennesimo slogan propagandistico e niente più. Infatti Mr. Braun sta ancora aspettando una proposta e nessuno sta dicendo che non gli sarà più presentata per via dei cali.

Ricordiamo che ci sono molti modi per rendere flessibile l'orario di lavoro. Uno rimane quello proposto da Mr. Braun, l'altro è quello di modificare uno schema di turnazione inserendo prestazioni aggiuntive a cui ricorrere in caso di picchi, un altro è l'ORARIO PLURISETTIMANALE previsto dal nostro contratto nazionale, ecc.....

Per il momento non siamo interessati a investigare su cosa abbia in mente la RSU. Quello che ci preme mettere in evidenza invece è il fatto che c'è sicuramente l'intenzione di arrivare ad un accordo con l'azienda sulla flessibilità ma si continua a non dirlo esplicitamente.


Il problema quindi è che ancora una volta si evita di far partire una discussione seria tra i lavoratori sulle questioni di merito di base:

- cosa vuole esattamente l'azienda?
- cosa significa e cosa implica quel tipo di FLESSIBILITA'?
- siamo disposti o no a concederla?

Che tipo di flessibilità dare è un passaggio successivo che merita una discussione approfondita SUCCESSIVA.

martedì 26 novembre 2013

Incontro RSU - azienda del 26 novembre 2013

Ordine del giorno dell'incontro:
- variazioni sui turni
- variazioni ai calendari delle chiusure.

L'azienda ha comunicato alla RSU le seguenti variazioni di volumi e quindi di turni: 
- XL2: -200 mila iniettori e passaggio delle 3 linee a 4 turni (eccezione per EDM che rimane a 5).
- Dk7: +120 mila e passaggio a 3 per entrambe le CR;
- Dk4: -100 mila iniettori e personale a 2 turni.
- Lavaggio S. Piero: passaggio da 5 a 4 turni.
- Nessuna informazione per magazzino e componenti. Il resto rimane invariato.
Tutto il personale uscente dai turni è stato ricollocato.

Le natalizie subiranno le seguenti variazioni: 

- Dk7, FR bassa, XL3: ultimo giorno lavorativo sarà il 19 dicembre.
- Dk4: ultimo giorno lavorativo sarà il 13 dicembre.
- Piezo: ultimo giorno lavorativo sarà il 16 dicembre.
- Dk1. Dk2 e XL2: nessuna variazione rispetto ai calendari.

I giorni aggiuntivi di chiusura saranno gestiti richiedendo la disponibilità e per il personale su 3 turni utilizzando le giornate di PAR previste dall'accordo del 3° turno.
Per chi non ha disponibilità sui contatori l'azienda ha detto che cercherà di gestire la cosa con scambi Dk4-Dk7 e XL2-Piezo.

La RSU ha posto all'azienda la questione del prelievo dei giorni di PAR per i lavoratori che sono stati impiegati sul 3° turno per poco tempo e la questione della possibilità di fruire anche di altri tipi di permesso (permesso genitore, saldo permessi accordo...) durante i giorni aggiuntivi di chiusura. Tali questioni dovranno essere chiarite.

 

"Il sindacato è un'altra cosa. E la Cgil ha fatto un'altra scelta". Intervista a Giorgio Cremaschi

“Il sindacato è un’altra cosa”. Si chiama così il documento alternativocon il quale la Rete 28 aprile andrà al congresso della Cgil. Un titolo che racconta abbastanza bene l’elemento di rottura che Giorgio Cremaschi vuole introdurre. Cremaschi è il leader di quella che per forza di cose deve essere considerata un’area programmatica a tutti gli effetti, visto che “La Cgil che vogliamo”, che prima la racchiudeva, ha deciso di aderire al documento della maggioranza. Quindi, con il suo 3% al direttivo, il piccolo drappello di sindacalisti dissidenti, tra cui, oltre a Cremaschi, figurano Maurizio Scarpa, Franca Peroni, Fabrizio Burattini, Francesco De Simone, Eva Mamini, cercherà di dare battaglia. Oggi si terrà a Roma l'assemblea nazionale della Rete 28 aprile. Controlacrisi ha intervistato Giorgio Cremaschi.

Continua a leggere:
http://www.controlacrisi.org/notizia/Lavoro/2013/11/23/38230-il-sindacato-e-unaltra-cosa-e-la-cgil-ha-fatto-unaltra/

lunedì 25 novembre 2013

In evidenza il commento di un lavoratore al post del 25 ottobre "Cali produttivi e CIG?"

"Ovvio che adesso può saltare la votazione e le proposte di nuovo accordo visto che un calo produttivo ridurrà senza dubbio le produzioni. Quindi proporre nuovi meccanismi contorti è per ora ridicolo. Certo se avessimo dato "ASCOLTO" accondiscendendo al sistema tedesco forse ora la CIGO ci farebbe un baffo no.!!! A buon intenditor poche parole. LIMBACH FOR EVER."

 
Siamo andati a ripescare questo commento del 25 ottobre perchè secondo noi anticipa molte cose. Pensateci un attimo, poi vi diremo anche la nostra................

domenica 24 novembre 2013

In evidenza il commento di un lavoratore.

"Anche per domenica 24 hanno chiesto straordinari al piezo e xl2. Ma come mai allora xl2 dalla prossima settimana va su 4 turni? .....OMESSO................"

Abbiamo ritenuto opportuno omettere la frase finale del commento perchè ritenuta offensiva.

Ancora una volta la RSU lascia carta bianca all'azienda

Questa volta lo fanno gli RLS sulle questioni emerse dopo la Verifica ispettiva di Medicina del Lavoro in azienda.

Se vi ricordate, dopo i sopralluoghi dell'USL5 presso i nostri stabilimenti, gli RLS, il medico competente e l'azienda sono stati convocati dal dipartimento di medicina del lavoro. In quell'occasione sono emerse delle questioni da affrontare e risolvere e per cui l'USL5 ha chiesto un impegno concreto agli RLS, all'azienda e al medico competente:



E' importante sapere che quando medicina del lavoro solleva delle questioni si aspetta anche che tali questioni siano affrontate in tempi relativamente brevi e, a titolo di verifica, richiede anche di ricevere relativa documentazione entro un termine di tempo ragionevole.

Dalla data dell'incontro presso il dipartimento di medicina del lavoro è passato più di un mese ma gli RLS non sono stati in grado di riunirsi per decidere come affrontare le questioni sollevate dagli ispettori e chiedere un incontro all'azienda per definire congiuntamente le nuove procedure.

Dalla data dell'incontro presso il dipartimento di medicina del lavoro è passato più di un mese e naturalmente l'USL5 si è rifatta sentire chiedendo all'azienda di esibire, entro e non oltre il 25 novembre 2013, la nuova documentazione prodotta:

- definizione dei ruoli e nuove attribuzioni dei medici competenti
- nuova procedura per visite cambio mansione
- relazione sanitaria completa come richiesto al medico competente
- eventuale nuovo protocollo sanitario (in base a quanto discusso nel corso della riunione)


L'azienda, prima di inviare la documentazione a medicina del lavoro ha invitato gli RLS ad un incontro avente "scopo consultivo". Ma nemmeno per la consultazione in fase finale gli RLS sono stati in grado di organizzarsi per provare ad essere influenti sulle questioni sollevate. Infatti la riunione proposta dall'azienda è stata rinviata, almeno 2 volte su richiesta degli RLS, a data da destinarsi, sicuramente per motivi legittimi ma in questo caso inaccettabili dato il ritardo, data l'importanza delle questioni e visto che nel frattempo l'azienda ha prodotto per conto suo la documentazione e l'ha anche già inviata al dipartimento di medicina del lavoro.

Ora ci chiediamo che senso avrà fare una riunione in data da destinarsi quando le nuove procedure sono già state definite dall'azienda e noi non siamo stati in grado nemmeno di metterci bocca. La riunione avrà solo carattere informativo quando i giochi sono già stati fatti. Qualcuno proverà a "venderci" che sarà comunque possibile apportare modifiche ai documenti prodotti ma, dato il modus operandi di questa delegazione, non ci aspettiamo per ora nessun intervento sostanziale e niente di veramente concreto.

E' chiaro che non abbiamo saputo sfruttare l'occasione, fornita dall'intervento dei servizi ispettivi, di provare ad essere influenti nelle scelte aziendali su alcune importanti questioni di sicurezza.

sabato 23 novembre 2013

Agenzie interinali, gli stipendi dei precari che finiscono nelle casse dei sindacati - Il Fatto Quotidiano

I versamenti a Cgil, Cisl e Uil costituiscono il "sostegno alle rappresentanze sindacali unitarie". Dicono di avere usato quei soldi, più di due milioni di euro nel 2012, per migliorare, tra l'altro, le regole su parità di trattamento, controlli e strumenti di sostegno al reddito. Ma la retribuzione dei 500mila che hanno sottoscritto il contratto di somministrazione lavoro non è ancora adeguata a quella dei dipendenti "normali"

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