lunedì 2 marzo 2020
giovedì 27 febbraio 2020
USB: Richiesta buono per seggiolini antiabbandono
Pubblichiamo il testo della e-mail che il coordinamento USB Vitesco ha inviato alla direzione aziendale:
"Buongiorno.
Viste le ultime disposizioni di legge in merito all’obbligo di munirsi di dispositivo antiabbandono per seggiolini auto per tutti i bambini di età inferiore ai 4 anni, chiediamo all'azienda di voler contribuire alla spesa erogando un bonus pari almeno a 30 euro, cifra già predisposta dal governo, per ogni dipendente interessato e secondo le modalità che riterrà più adeguate.
Certi della sensibilità della direzione su questo tema, rimaniamo in attesa di una gentile risposta."
"Buongiorno.
Viste le ultime disposizioni di legge in merito all’obbligo di munirsi di dispositivo antiabbandono per seggiolini auto per tutti i bambini di età inferiore ai 4 anni, chiediamo all'azienda di voler contribuire alla spesa erogando un bonus pari almeno a 30 euro, cifra già predisposta dal governo, per ogni dipendente interessato e secondo le modalità che riterrà più adeguate.
Certi della sensibilità della direzione su questo tema, rimaniamo in attesa di una gentile risposta."
lunedì 17 febbraio 2020
martedì 11 febbraio 2020
venerdì 7 febbraio 2020
Lettera aperta ai miei colleghi di lavoro
Sono stata l'unica esclusa del reparto Engineering di Ricerca e Sviluppo (54 lavoratori) dal corso di perfezionamento post laurea organizzato dalla facoltà di Ingegneria e finanziato dalla Regione per la conversione della sede di Pisa al motore elettrico.
La motivazione dichiarata? Aver espresso una posizione sindacale a mezzo stampa in veste di dirigente USB che, come è logico immaginare, non è piaciuta alla direzione. Una discriminazione su questa base è difficile da tollerare in particolare in questo caso visto che è stata la mia organizzazione sindacale a chiedere questo tipo di formazione.
Ho deciso di mettermi in gioco e di pagare eventualmente il corso di tasca mia (2000 euro di iscrizione). Ho fatto domanda di ammissione direttamente all'Università come candidata esterna. Sulla base dei requisiti posseduti, sono stata ammessa.
Diversi colleghi, con l'idea di "dare uno schiaffo morale all'azienda ed alla RSU FIOM che non è voluta intervenire contro tale discriminazione", si sono subito mobilitati organizzando una colletta per contribuire alla spesa. Una risposta forte, partita spontaneamente, che non mi aspettavo.
Ieri ho chiesto all'azienda i permessi studio per poter frequentare il corso. L'azienda me li ha negati adducendo il superamento della percentuale massima di assenza contemporanea per motivi di studio (saranno tutti a fare il corso).
Ragazzi, vi ringrazio tutti di cuore per la convinzione con cui avete provato a respingere tale discriminazione, spronando anche me a farlo. Col calore dimostrato nei miei confronti avete dato prova di mantenere ancora vivo il valore della "grande famiglia" che ha contraddistinto negli anni passati la nostra fabbrica.
È arrivato però il momento di fermarci e spegnere i riflettori di questa vicenda che, se pur grave, rischia di distogliere la nostra attenzione da altre questioni sindacali prioritarie.
Andiamo avanti.
Michela
https://www.unipi.it/index.php/corsi-di-perfezionamento/item/17158-automotive-electronics-and-powertrain-electrification
La motivazione dichiarata? Aver espresso una posizione sindacale a mezzo stampa in veste di dirigente USB che, come è logico immaginare, non è piaciuta alla direzione. Una discriminazione su questa base è difficile da tollerare in particolare in questo caso visto che è stata la mia organizzazione sindacale a chiedere questo tipo di formazione.
Ho deciso di mettermi in gioco e di pagare eventualmente il corso di tasca mia (2000 euro di iscrizione). Ho fatto domanda di ammissione direttamente all'Università come candidata esterna. Sulla base dei requisiti posseduti, sono stata ammessa.
Diversi colleghi, con l'idea di "dare uno schiaffo morale all'azienda ed alla RSU FIOM che non è voluta intervenire contro tale discriminazione", si sono subito mobilitati organizzando una colletta per contribuire alla spesa. Una risposta forte, partita spontaneamente, che non mi aspettavo.
Ieri ho chiesto all'azienda i permessi studio per poter frequentare il corso. L'azienda me li ha negati adducendo il superamento della percentuale massima di assenza contemporanea per motivi di studio (saranno tutti a fare il corso).
Ragazzi, vi ringrazio tutti di cuore per la convinzione con cui avete provato a respingere tale discriminazione, spronando anche me a farlo. Col calore dimostrato nei miei confronti avete dato prova di mantenere ancora vivo il valore della "grande famiglia" che ha contraddistinto negli anni passati la nostra fabbrica.
È arrivato però il momento di fermarci e spegnere i riflettori di questa vicenda che, se pur grave, rischia di distogliere la nostra attenzione da altre questioni sindacali prioritarie.
Andiamo avanti.
Michela
https://www.unipi.it/index.php/corsi-di-perfezionamento/item/17158-automotive-electronics-and-powertrain-electrification
venerdì 31 gennaio 2020
mercoledì 29 gennaio 2020
martedì 28 gennaio 2020
"Come possiamo fare per non farci togliere le ferie in busta?"
"Noi facciamo 4 squadra. Tolgono 16 ore di ferie al.mese. una settimana da 4 giorni e una da 5 giorni. Come possiamo fare per non farci togliere le ferie in busta?"
Abbiamo ricevuto questa richiesta di chiarimento. Avremmo bisogno di capire meglio in che occasione levano le ore di ferie. Forse in corrispondenza del cambio turno per evitare di andare in settima giornata di lavoro?
Abbiamo ricevuto questa richiesta di chiarimento. Avremmo bisogno di capire meglio in che occasione levano le ore di ferie. Forse in corrispondenza del cambio turno per evitare di andare in settima giornata di lavoro?
venerdì 24 gennaio 2020
Maledetti padroni spioni
Simone si è ucciso impiccandosi ad un albero. Simone Sinigaglia è un operaio di quarant’anni licenziato dalla sua azienda nel Veneto perché considerato un “furbetto della 104”. La legge che concede permessi dal lavoro per assistere parenti malati, permessi che le imprese in questa società di merda considerano una specie di furto a danno dei propri profitti.
Nelle fabbriche oggi anche a causa del Job's Act c’è un regime di galera dove ogni violazione dei diritti personali è oramai permessa nel nome del guadagno. Così le direzioni aziendali spendono soldi pure in investigatori privati che indagano sui lavoratori per trovare l’occasione per farli licenziare. Ufficialmente ci si preoccupa per la privacy in maniera spesso ossessiva, ma quando il padrone assolda spioni che rovistano nella vita dei suoi dipendenti, beh questo è libero mercato.
Si cerca di trovare il momento in cui il lavoratore lascia la persona che sta aiutando, magari per andare a fare la spesa, fare un piccolo servizio, sistemare un piccolo guaio. Ecco allora che lo spione aziendale cronometra, fotografa, registra. Perché per il padrone l’assistenza è come la catena di montaggio, ove se ci si stacca un secondo lui multa. In questo caso se non si sta sempre vicino al parente malato, lui licenzia. E le foto con orari misurati al secondo sono la prova.
Così è stato licenziato Augustin Breda dalla Electrolux, sempre in Veneto. Augustin è un sindacalista conosciuto e amato, ha ricevuto una grande solidarietà, ha retto il colpo, ha fatto causa al padrone e ha vinto. Il giudice ha giustamente riconosciuto che assistere una persona cara non ha gli stessi tempi e modalità della produzione di merci. Augustin è tornato in fabbrica accolto dalla festa degli operai.
Ma Simone Sinigaglia, di fronte al licenziamento, evidentemente si è sentito perso. Anche lui probabilmente avrebbe vinto la causa contro il padrone, ma non ha avuto la forza di arrivarci e si è impiccato.
Ora quei maledetti padroni spioni hanno la certezza che quel lavoratore non aggraverà più i loro costi con i suoi fastidiosi permessi.
Nelle fabbriche oggi anche a causa del Job's Act c’è un regime di galera dove ogni violazione dei diritti personali è oramai permessa nel nome del guadagno. Così le direzioni aziendali spendono soldi pure in investigatori privati che indagano sui lavoratori per trovare l’occasione per farli licenziare. Ufficialmente ci si preoccupa per la privacy in maniera spesso ossessiva, ma quando il padrone assolda spioni che rovistano nella vita dei suoi dipendenti, beh questo è libero mercato.
Si cerca di trovare il momento in cui il lavoratore lascia la persona che sta aiutando, magari per andare a fare la spesa, fare un piccolo servizio, sistemare un piccolo guaio. Ecco allora che lo spione aziendale cronometra, fotografa, registra. Perché per il padrone l’assistenza è come la catena di montaggio, ove se ci si stacca un secondo lui multa. In questo caso se non si sta sempre vicino al parente malato, lui licenzia. E le foto con orari misurati al secondo sono la prova.
Così è stato licenziato Augustin Breda dalla Electrolux, sempre in Veneto. Augustin è un sindacalista conosciuto e amato, ha ricevuto una grande solidarietà, ha retto il colpo, ha fatto causa al padrone e ha vinto. Il giudice ha giustamente riconosciuto che assistere una persona cara non ha gli stessi tempi e modalità della produzione di merci. Augustin è tornato in fabbrica accolto dalla festa degli operai.
Ma Simone Sinigaglia, di fronte al licenziamento, evidentemente si è sentito perso. Anche lui probabilmente avrebbe vinto la causa contro il padrone, ma non ha avuto la forza di arrivarci e si è impiccato.
Ora quei maledetti padroni spioni hanno la certezza che quel lavoratore non aggraverà più i loro costi con i suoi fastidiosi permessi.
Giorgio Cremaschi
giovedì 9 gennaio 2020
Sull’ex Ilva la Cgil sta dalla parte di Mittal, non del lavoro, né della salute
(...)
«Con la proroga si scongiura lo spegnimento immediato dell’Afo2 e si elimina un elemento di incertezza e di instabilità in un quadro già molto complesso dal punto di vista produttivo, occupazionale e ambientale. (…) L’assunzione di tutti i lavoratori, compresi quelli Ilva in amministrazione straordinaria a fine piano, resta per noi vincolante».
Così in una nota Francesca Re David, della segreteria generale Fiom-Cgil. Come, in questo quadro, si possa coniugare il mantenimento del livello di produzione con quello occupazionale, senza continuare a uccidere fuori e dentro lo stabilimento, è evidentemente un’idea presente solo nella testa della sindacalista, che difficilmente potrà vedere la realizzazione nella realtà dei fatti. (...)
Leggi l'articolo completo su:
http://contropiano.org/news/lavoro-conflitto-news/2020/01/09/sullex-ilva-la-cgil-sta-dalla-parte-di-mittal-non-del-lavoro-ne-della-salute-0122767
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