Pubblichiamo copia del fax inviato dal sindacato di base USB all'zienda in cui si prende posizione rispetto al "trattamento differenziato" tra operai e impiegati nella gestione del part time:
Testo del Fax:
Visto che:
- nei giorni scorsi l'azienda, senza fornire motivazioni formali ufficiali, ha negato la richiesta di RINNOVO di part time per accudimento figli sotto i 13 anni a personale dei reparti produttivi;
- pressoché contestualmente, sono state accolte NUOVE richieste di trasformazione del contratto di lavoro da full time a part time, per la stessa motivazioni, nei reparti impiegatizi.
Siamo a constatare che, oltre a disattendere quanto previsto dalla vigente normativa sul part time, l'azienda sta di fatto DISCRIMINANDO i lavoratori di produzione rispetto a quelli degli uffici, mettendoli di conseguenza gli uni contro gli altri.
E chiaro che, per quanto ci riguarda, l'azienda è libera di concedere il part time a tutti i lavoratori ritiene opportuno ma sia anche chiaro che ciò non deve e non può prescindere dal garantire il diritto a chi ce l'ha!
Pertanto, non potendo tollerare comportamenti del genere nei confronti dei lavoratori e per evitare inutili e dannose vertenze sindacali, chiediamo all'azienda di rivalutare entro breve tempo le richieste di rinnovo rifiutate.
Livorno, 19 marzo 2018
USB LAVORO PRIVATO
mercoledì 21 marzo 2018
lunedì 19 marzo 2018
SERVIZI CAF e sportelli di assistenza USB
Informiamo tutti/e che è attivo presso i centri CAF di Pisa e Livorno il servizio di assistenza fiscale per la compilazione del 730.
Il costo è di 20 euro per i tesserati USB, 30 euro per chi invece non è iscritto.
Telefonare nella sede più vicina per prendere appuntamento.
Presso le sedi USB è possibile usufruire anche di altri servizi fiscali e di assistenza:
Il costo è di 20 euro per i tesserati USB, 30 euro per chi invece non è iscritto.
Telefonare nella sede più vicina per prendere appuntamento.
Presso le sedi USB è possibile usufruire anche di altri servizi fiscali e di assistenza:
venerdì 16 marzo 2018
Mimmo, Marco, Antonio, Massimo, Roberto non sono soli!
LA BATTAGLIA DEI CINQUE OPERAI DI FCA È LA BATTAGLIA DI TUTTI NOI, NON LASCIAMOLI SOLI, FIRMIAMO TUTTI:
Siamo al fianco di Mimmo, Marco, Antonio, Massimo, Roberto.
La FCA li ha costretti anche a quest’ultimo passaggio, la Corte di Cassazione, volendo ribadire ancora una volta il messaggio, chiaro e duro, che ha voluto dare a tutti noi operai della FCA con il licenziamento di questi cinque nostri compagni: Nessuna critica da parte operaia è tollerata all’operato del padrone.
La battaglia dei cinque operai di Pomigliano è la battaglia di tutti gli operai in Italia oggi, non solo della FCA.
Mimmo e gli altri hanno riportato davanti agli occhi di tutti la condizione di fabbrica, le sofferenze di migliaia di noi, la tragedia dei compagni che perdono il lavoro. Hanno squarciato un velo sulla condizione di una classe che tutti volevano residuale, in via di estinzione, senza nessuna importanza dal punto di vista economico e sociale.
Con la loro battaglia hanno affermato che questa classe esiste, vive male, non è contenta della sua condizione e ha ancora la capacità di criticare, di organizzarsi, di lottare.
Sulla sentenza della Corte di Cassazione misureremo se questa società concede agli operai ancora il diritto di esprimere quello che pensano.
Primi firmatari Operai FCA-Fiat Melfi, Indotto e licenziati per rappresaglia
Donato Auria, Andrea Anobile, Tonino Innocenti, Barbano Sergio, Donato Di Santo, Nunzia Rabino, Francy Ferrentino, Aldo Laspagnoletta, Antonio Gravinese, Massimo Pignone, Giuseppe Citarella
Altri firmatari dalla Continental, Piaggio, Mirafiori, Sevel, Termoli ecc...
Michela Ruffa, Giacomo Romboli, Paolo Gianardi, Ornella Galoppini, Maurizio Natale, Teresa Elefante, Giuseppe Viggiano, Francesca Felice, Cesare Di Chiacchio, Eliana Como, Stefania Fantauzzi, Maurizio Galuppo, Massimiliano Fierro, Domenico Cappella, Mauro Ponsanese, Linda Torraco, Teresa Ranellucci, Pasquale Vincelli, Domenico Spadaccino, Patricia Lopez, Franco Porreca, Tina Di Palma, Concetta Di Palma, Giuseppe Aragno, Agustin Breda, Paola Morandin, Marcon Manuela, Stefano Granzotto, Giovanna Cirillo, Cinzia Colaprico, Sabatini Loretta, Murer Moreno, Piccin Antonella, Lorella Saccon, Marco Mibelli
Per sottoscrivere il documento invia una e-mail a:
ilfogliobianco.conti@gmail.com
Siamo al fianco di Mimmo, Marco, Antonio, Massimo, Roberto.
La FCA li ha costretti anche a quest’ultimo passaggio, la Corte di Cassazione, volendo ribadire ancora una volta il messaggio, chiaro e duro, che ha voluto dare a tutti noi operai della FCA con il licenziamento di questi cinque nostri compagni: Nessuna critica da parte operaia è tollerata all’operato del padrone.
La battaglia dei cinque operai di Pomigliano è la battaglia di tutti gli operai in Italia oggi, non solo della FCA.
Mimmo e gli altri hanno riportato davanti agli occhi di tutti la condizione di fabbrica, le sofferenze di migliaia di noi, la tragedia dei compagni che perdono il lavoro. Hanno squarciato un velo sulla condizione di una classe che tutti volevano residuale, in via di estinzione, senza nessuna importanza dal punto di vista economico e sociale.
Con la loro battaglia hanno affermato che questa classe esiste, vive male, non è contenta della sua condizione e ha ancora la capacità di criticare, di organizzarsi, di lottare.
Sulla sentenza della Corte di Cassazione misureremo se questa società concede agli operai ancora il diritto di esprimere quello che pensano.
Primi firmatari Operai FCA-Fiat Melfi, Indotto e licenziati per rappresaglia
Donato Auria, Andrea Anobile, Tonino Innocenti, Barbano Sergio, Donato Di Santo, Nunzia Rabino, Francy Ferrentino, Aldo Laspagnoletta, Antonio Gravinese, Massimo Pignone, Giuseppe Citarella
Altri firmatari dalla Continental, Piaggio, Mirafiori, Sevel, Termoli ecc...
Michela Ruffa, Giacomo Romboli, Paolo Gianardi, Ornella Galoppini, Maurizio Natale, Teresa Elefante, Giuseppe Viggiano, Francesca Felice, Cesare Di Chiacchio, Eliana Como, Stefania Fantauzzi, Maurizio Galuppo, Massimiliano Fierro, Domenico Cappella, Mauro Ponsanese, Linda Torraco, Teresa Ranellucci, Pasquale Vincelli, Domenico Spadaccino, Patricia Lopez, Franco Porreca, Tina Di Palma, Concetta Di Palma, Giuseppe Aragno, Agustin Breda, Paola Morandin, Marcon Manuela, Stefano Granzotto, Giovanna Cirillo, Cinzia Colaprico, Sabatini Loretta, Murer Moreno, Piccin Antonella, Lorella Saccon, Marco Mibelli
Per sottoscrivere il documento invia una e-mail a:
ilfogliobianco.conti@gmail.com
mercoledì 14 marzo 2018
Riunione USB aperta a tutti i lavoratori Continental
TUTTI/E SONO INVITATI A PARTECIPARE
Comunichiamo a tutti i lavoratori della Continental che è confermata per sabato 17 marzo dalle ore 10.00 alle ore 12.00, presso la sede USB di Livorno, la riunione per avviare la discussione su:
- notizia divisione Continental
- situazione di caos a Fauglia
- lavoratori interinali
- pause e part time
- relative richieste d'incontro avanzate all'azienda.
Ci scusiamo coi lavoratori che hanno comunicato di non poter partecipare perché di turno lavorativo o per impegni personali ma pensiamo che la riunione non possa essere rinviata data l'urgenza di alcuni argomenti.
Questo appuntamento sarà pertanto un primo incontro di discussione e di approfondimento delle questioni e, anticipiamo sin da ora che, immediatamente dopo Pasqua, sarà convocata un'Assemblea aperta a tutti i lavoratori sulle questioni Continental e organizzata con più margine di tempo per favorire la massima partecipazione.
Luogo della riunione: sede USB Livorno, Via D. Cestoni 5 - Livorno
Pisa, 14 marzo 2018
USB Continental
Luogo della riunione: sede USB Livorno, Via D. Cestoni 5 - Livorno
Pisa, 14 marzo 2018
USB Continental
mercoledì 7 marzo 2018
Conti Bonus
È stata comunicata anche per quest'anno la cifra che sarà erogata in tutte le sedi Continental, a titolo di CONTI Bonus, a partire da aprile 2018.
Tale cifra è 1141 euro per la prima fascia di paesi e 571 euro per la seconda fascia.La nostra fascia di riferimento dovrebbe essere come è sempre stata la prima.
martedì 6 marzo 2018
Lo sciopero dell'otto marzo è indetto per tutti/e
Probabilmente non c'è bisogno di dirlo ma teniamo a precisare che lo sciopero non è indetto solo per le donne ma anzi è importante che anche gli uomini aderiscano.
Anche l'area di opposizione della CGIL aderisce allo sciopero dell'otto marzo
LOTTO marzo sciopero internazionale delle donne
Anche quest’anno, l’8 marzo sarà una giornata internazionale di sciopero delle donne in oltre 70 paesi, nonostante le limitazioni imposte in Italia al comparto pubblico a causa della vicinanza dello sciopero alle elezioni politiche. Anche quest’anno né la Cgil né altre categorie della confederazione aderiscono apertamente allo sciopero.
Come l’anno scorso, sosterremo lo sciopero di Nonunadimeno, anche attraverso l’iniziativa di tante nostre compagne nei territori (come a in Fiom a Trieste) e nei posti di lavoro (come alla ex Necta di Bergamo, fabbrica manifatturiera a grandissima partecipazione di donne, soprattutto nelle linee di montaggio, alla Pasotti di Brescia e alla Softeco di Genova).
Sosterremo lo sciopero e parteciperemo alle manifestazioni nelle varie città quel giorno, contro sfruttamento e violenza.
Sosterremo lo sciopero e parteciperemo alle manifestazioni nelle varie città quel giorno, contro sfruttamento e violenza.
Contro la violenza contro tutte le donne, italiane e migranti e per il sostegno ai centri antiviolenza e alla autodeterminazione delle donne.
Contro lo sfruttamento e le discriminazioni sul lavoro. Contro la precarietà e i bassi salari. Per l’abrogazione della legge Fornero con cui le donne hanno pagato un prezzo altissimo. Contro il Jobs act e della Buona scuola. Per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Per dare coraggio a chi denuncia le molestie sul posto di lavoro.
Per un sistema pubblico di servizi sociali e di accesso al welfare pubblico e universale. Per il diritto alla salute, il diritto all’aborto e l’accesso alla RU486, contro l’obiezione di coscienza.
Contro gli stereotipi e contro ogni narrazione tossica della violenza contro le donne e del loro ruolo nella società.
Noi ci saremo e ci saranno tante nostre compagne e delegate sostenendo non solo le iniziative territoriale ma soprattutto lo sciopero nei posti di lavoro, nonostante le donne nei nostri apparati burocratici abbiano deciso altro.
Eliana Como e Savina Ragno
sabato 3 marzo 2018
COMUNICATO USB CONTINENTAL
LE SCELTE AZIENDALI NON GARANTISCONO L’OCCUPAZIONE: RICHIESTA DI INCONTRO
Riteniamo che il peggioramento degli orari di lavoro a partire dall'accordo del 2010, le modifiche organizzative degli ultimi anni, la crescente automazione delle linee e l'uscita incentivata di una trentina di operatori nell'arco degli ultimi tre anni, concessa anche a fronte di una crescita dei volumi, abbiano come obiettivo da parte dell'azienda quello di ottenere l'abbattimento dei costi di produzione attraverso una riorganizzazione del personale che permetta di produrre sempre di più con sempre meno operatori. In questo senso crediamo debba essere intesa anche la pressante richiesta di ridimensionare le pause e di voler adeguare tutti i part-time alle esigenze produttive.
Conseguenze dirette di queste scelte aziendali sono il notevole aumento dei carichi di lavoro su tutti i reparti produttivi e la confusione generata dalla riorganizzazione e dal ridimensionamento del personale di supporto diretto o indiretto alla produzione (manutentori e tecnologi).
Soprattutto a Fauglia, dove gli spazi sono sovraffollati, tutto ciò si traduce in un modo di lavorare "al limite", spremendo al massimo le risorse e generando confusione e situazioni troppo spesso non rispettose delle norme previste.
Nonostante i volumi siano in crescita già dal 2015, le scelte aziendali non danno sufficiente certezza sul mantenimento occupazionale e si continua a ricorrere abbondantemente al personale interinale. Questo scenario è motivo di forte preoccupazione da parte nostra perché temiamo che, a dispetto dei numeri sempre più alti di iniettori prodotti, possa portare in un futuro prossimo alla creazione di personale in esubero.
Pertanto chiediamo all'azienda di annullare qualsiasi richiesta avanzata finora su pause e part-time e di convocarci in tempi brevi per un confronto sui seguenti punti:
1. Necessità di individuare nuovi spazi nello stabilimento di Fauglia per aree ristoro, servizi igienici e spogliatoi, ormai totalmente insufficienti.
2. Stabilizzazione di almeno 20 lavoratori interinali secondo il criterio di anzianità lavorativa, per garantire i livelli occupazionali e far fronte alle uscite incentivate degli ultimi anni.
Precisiamo inoltre che, essendo venuti a conoscenza di un imminente incontro tra l'azienda e le organizzazioni sindacali FIM e FIOM presso l'Unione Industriali, il presente comunicato vale anche come richiesta formale di convocazione della nostra organizzazione sindacale in merito ad eventuali trattative in corso.
Pisa, 3 marzo 2018 USB Continental
8 marzo - sciopero nazionale indetto da USB
Anche quest’anno l’Unione Sindacale di Base ha risposto all’appello di Non Una Di Meno con la proclamazione dello sciopero generale di 24 ore per l’8 marzo, perché la lotta contro ogni discriminazione di genere e ogni forma di violenza maschile sulle donne è parte sostanziale della lotta complessiva del nostro Sindacato.
Saranno più di 70 i paesi in cui le donne incroceranno le braccia astenendosi da qualsiasi attività produttiva e riproduttiva, formale o informale, retribuita o gratuita. Lo sciopero coinvolgerà le lavoratrici a tempo indeterminato, le partite Iva, le precarie, le lavoratrici in nero, il lavoro di cura e domestico, le stagiste e le lavoratrici senza contratto, le disoccupate e le studentesse.
In tutte le città d'Italia ci saranno azioni, picchetti, piazze tematiche, presidi durante la mattina e cortei pomeridiani, nonostante il diritto di sciopero - già duramente sotto attacco in questo paese - l’8 marzo dovrà sottostare alle limitazioni imposte dalle franchigie elettorali, che impediscono ad alcuni settori di fermare la produzione nei 5 giorni che seguono il voto del 4 marzo.
Uno sciopero contro la violenza maschile sulle donne, contro la mancanza di finanziamenti e riconoscimento dei Centri Antiviolenza, contro la chiusura degli spazi delle donne, contro l'obiezione di coscienza nei servizi sanitari pubblici; per il diritto ad un welfare universale, al reddito di autodeterminazione, alla casa, al lavoro, alla parità salariale, all'educazione scolastica, a misure di sostegno per la fuoriuscita dalla violenza.
Uno sciopero per denunciare il dato spaventoso delle molestie e dei ricatti sessuali sul lavoro: sono un milione 404 mila le donne che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro; sono un milione 173 mila le donne che nel corso della loro vita lavorativa sono state sottoposte a qualche tipo di ricatto sessuale per ottenere un lavoro o per mantenerlo o per ottenere progressioni nella loro carriera.
Uno sciopero che intende respingere al mittente ogni tentativo di strumentalizzazione delle donne attraverso leggi e campagne di odio razzista, fascista e sessista o giustificare ulteriori restrizioni alla libertà di movimento dei e delle migranti.
Uno sciopero globale per affermare che se la violenza di genere è un fenomeno strutturale e sistemico che attraversa tutti gli ambiti dell’esistenza delle donne, allora bisogna mettere in campo risposte capaci di pensare una trasformazione radicale della società e delle relazioni, come anche delle condizioni di vita e di lavoro.
Confederazione USB
mercoledì 28 febbraio 2018
Un accordo quadro ‘a trazione metalmeccanica’ per tutta l’industria.
Gli altri padroni ottengono quello che Federmeccanica ha già conquistato
Questa notte Cgil Cisl Uil e Confindustria hanno raggiunto un’ipotesi di accordo sugli indirizzi nella contrattazione dei settori industriali (qui per scaricare il testo in .pdf). Era da tempo che sindacati e padroni discutevano di questo. Nel 2014 Cgil Cisl Uil presentarono una loro piattaforma. Non ci fu nessun riscontro da parte di Confindustria fino a tutto il 2016. Tempo che Federmeccanica portasse a casa il peggior contratto nazionale dei metalmeccanici di sempre (il migliore, dal loro punto di vista) e la trattativa è stata ripresa, con l’obiettivo esplicito dei padroni di ottenere quello che Federmeccanica aveva già portato a casa. Così è partita la trattativa, su un testo vergognoso, presentato dai padroni. Un testo che fin dall’inizio è stato chiaro che rappresentasse in pieno i loro interessi. Un testo considerato inaccettabile e irricevibile, non solo da noi ma anche dai segretari delle principali categorie dell’industria. Persino la Fiom non era d’accordo che diventasse regola per tutti quell’impianto di regolazione salariale e di welfare che aveva firmato poco più di un anno fa, vendendolo ai lavoratori come un Ccnl ‘sperimentale’ (ed un contratto unitario riconquistato dopo tanto penare). Un testo su cui via via si è continuato a contrattare nonostante tutti in Cgil sapessero a cosa avrebbe portato. Nel tempo si è sistemato qualche passaggio, certo, e altri sono più o meno stati mascherati con qualche termine meno indigesto. La struttura però è rimasta quella presentata dai padroni sin dall’inizio, in particolare sui punti cruciali del salario, welfare e benefits, sul rapporto tra i livelli della contrattazione e sull’applicazione del Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio. Un errore clamoroso quello di trattare sul testo di Confindustria. Non abbiamo mai pensato che la piattaforma di Cgil Cisl Uil fosse positiva. Anzi. In ogni modo quella piattaforma è sparita e si è trattato solo sulle richieste di Confindustria, inseguendo ostinatamente un’unità sindacale deleteria (Cisl e Uil erano più o meno d’accordo sul testo da mesi).
C’era davvero bisogno di firmare ora un testo sulle regole contrattuali dell’industria? C’era bisogno di concordare un sistema salariale che lega ogni aumento dei salari nazionali all’IPCA, azzerando di fatto ogni ulteriore ruolo di regolazione salariale del Ccnl e condannando quindi il salario nazionale a perdere persino sull’inflazione complessiva (l’IPCA infatti è l’inflazione depurata dai costi energetici, quindi sempre e comunque inferiore a quella reale)? C’era bisogno quindi di tagliare le gambe in partenza ad ogni possibile battaglia di aumento generalizzato dei salari, che viene indicata spesso come necessità imprescindibile nei documenti programmatici e nei discorsi nei Direttivi nazionali? C’era bisogno di imbrigliare la contrattazione di secondo livello alla produttività (leggi aumento dei ritmi e dei carichi e peggioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza, nelle poche aziende in cui comunque si contratta a livello aziendale)? C’era bisogno di un accordo che integrasse il welfare aziendale dei metalmeccanici nella contrattazione del salario di tutt*, anche di quelle categorie che fino a oggi lo hanno respinto? C’era bisogno di un accordo che riproponesse le parti peggiori del Testo Unico sulla rappresentanza, chiedendone la piena applicazione dell’intero testo, compreso quindi quella sulla esigibilità dei Ccnl che pure fino a ora le categorie della Cgil hanno più o meno evitato negli accordi nazionali (leggi clausole di raffreddamento e sanzioni)? C’era bisogno di un accordo che indirizzasse ancora di più su sanità e previdenza integrativa, persino ipotizzando una futura defiscalizzazione di questi strumenti? Ce ne era bisogno?
No, affatto! A meno che non si volesse, a pochi giorni dalle elezioni, fare un regalo ai padroni e ribadire l’egemonia della loro idea di regolazione del salario, nel mezzo di una campagna elettorale in cui si sprecano le promesse su salario minimo e dintorni. A meno che non si volesse dimostrare ad ogni costo al nuovo Parlamento ed al nuovo incipiente governo (qualunque esso sia) che una co-gestione della crisi tra capitale e lavoro è possibile, anche contro i fatti e l’evidenza, e soprattutto contro gli interessi generali del lavoro.
Il Direttivo nazionale CGIL del 9 marzoverrà chiamato a dare il mandato alla segreteria per firmare l’accordo. Abbiamo continuamente chiesto in questi mesi nelle sedi opportune di convocare il Direttivo prima che la discussione precipitasse sulla firma, anche vista l’importanza per tutti (non solo per le categorie dell’industria) di un accordo di questo tipo. Ecco fatto. Il Direttivo deciderà su un accordo ormai bell’e fatto, pubblico e pubblicamente discusso. Un accordo che ovviamente, come il Testo Unico del 10 gennaio, peserà significativamente anche sul prossimo congresso CGIL, sulla sua discussione e forse sul suo esito.
Noi ovviamente voteremo contro. E faremo appello a tutte le compagne e i compagni, segretari di categoria e non, che in queste settimane si erano dichiarati contrari, ad essere coerenti con quelle dichiarazioni e fare altrettanto per scongiurare un’ulteriore capitolazione della Cgil. Perché questo accordo non è che il Ccnl dei metalmeccanici applicato a tutt*. Un vero regalo per i padroni dell’industria italiana.
Sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil
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