martedì 20 giugno 2017

Proponiamo un articolo suggerito da un lavoratore

L’INCUBO OPERAIO all’interno delle FABBRICHE FIAT
Lettera scritta da un operaio di Fiat/Chrysler di Pomigliano d’Arco a Napoli. 
"Mi alzo alle cinque. In una linea di parte ora. Il tempo di fare colazione, lavarsi e sono in fabbrica. Un Ciao veloce ai colleghi e parte della catena: 120 e passaggio di automobili. Devo fare attenzione a non sbagliare nulla se non creo problemi ai colleghi e il Manager è lì a ricordarci in caso contrario. Ci sono voci di esuberi strutturali e se mi sbaglio potrei essere tra quelli o se non sono tra quelli potrei essere costretto ad andare a Cassino. La cosa sarebbe peggio. 120 e macchine che passano e la linea verrà interrotta. In quei dieci minuti ferma speranza che non ho bisogno di andare in bagno, se non mi piacerà con piacere una sigaretta. In 600 secondi per interrompere che ottengo non ci sono molti colleghi che continuano a lavorare. Forse fare un errore e fermarmi, verrà visto come un fannullone da ottone top che appendere intorno tra i reparti, ma proprio non posso. Alle otto e dieci ho a stare sulla mia workstation. Siamo quello che facciamo. Altre vetture, 120 e passa. Guasto tecnico. Grazie al cielo! Posso prendere un respiro. Giusto il tempo allungare le mie ossa. Continuo. Devo reinstallare il sedile. WCM prevede che mia workstation più nell'ordine di casa mia. Speriamo che sia abbastanza breve il punto morto altrimenti sarò costretto a rinunciare alla mensa di pausa in spostamento. Quindici minuti: la linea è condivisa!

Avevamo 16 vetture in meno, molto probabilmente non cenare-quando abbiamo prodotto le Alfa Romeo era più lavoratori e 100 posti auto, a sua volta meno il sabato è rimasto a casa. Luke Baker come me di riposo compensativo la settimana prossima. Sei giorni di continui su una catena di montaggio ci consumerà. In cinque anni sarò un 40-year-old. Non è come 10 anni fa, ma io vivo di questo. Team leader per avvertirci che nel prossimo minuto dieci interrompere tirerà cinque vetture, prende terra per vedere chi è disponibile a soggiornare, molti dei miei colleghi anche su altre linee di solito funzionano anche in dieci minuti di pausa, dico che non si desidera soggiornare, perché ho i miei bisogni fisiologici, mi fa spallucce molto seccata. Nel frattempo, si arriva alla seconda fermata. Andiamo fuori io e quattro dei miei colleghi, il restante per ovviare ci guardano con aria impressionato. Ci fermiamo solo per prendere fiato un po ', come un colpo. Una linea per il bagno; una riga per caffè; mezza sigaretta generata, perché non riesco a finire prima di tornare. Torna a lavorare e far girare la voce che il pranzo di mezz'ora servirà a ricordare le vetture perso prima. Penso che questa situazione è diventata insostenibile. Penso che i miei colleghi, tutti si lamentano, ma nessuno agisce. Sindacati firmatari sono complici compiacenti società decisioni, tutti li accusano, basta strappare le tessere, qualcuno ha fatto la carta con la Fiom, che è il sindacato unico allo sbando con la società, lo farei io, ma ho paura. Ho un mutuo da pagare, mia moglie non sempre funziona, e i bambini crescono insieme con i costi. Spesso penso che con questi ritmi e questo clima di oppressione psicologica vi lasciamo le penne. È già successo ad un collega. Lavorare con ansia su di voi non è buono per la vostra salute. 120 in più, o forse un paio più automobili, la linea ferma e otto riposo, fumare due sigarette una dopo l'altra. La linea si rompe: l'ultima ora e mezza o due ore. Sono a digiuno tutto il giorno, iniziano le vertigini a causa di fame, prima il licenziamento la mensa era alle undici, quella mezz'ora necessario oltre a rifocillarci anche a fermarsi un po' di più e ad affrontare le ultime fatiche con più forza, ma qualcuno ha deciso che non doveva per essere cosi '. "Melfi diventa la mensa di pausa in spostamento per sempre, ci riescono, riusciremo noi colleghi da Basilicata" ci dicono. Una volta che siamo stati chiamati Alfa Romeo Alfasud, ora siamo FCA. Hanno cambiato il mondo e i mercati. Una volta che questa fabbrica impiegava oltre 15 mila persone, ora siamo circa il 30 per cento della forza lavoro, e molti colleghi lavorano pochi giorni al mese, perché i Panda da solo non riesce a saturare l'intera pianta. Per non parlare che sono magazzini vuoti e abbandonati, più di quelli attivi. Sopra. Finalmente sono nel parcheggio. Ho comprato uno spuntino vicino al distributore di alleviare la fame. Mentre a partire la macchina si sente strano mi assale: ho appena ricevuto mercoledì, mancano tre giorni alla fine della settimana lavorativa, il prossimo sarà breve ma di pomeriggio, salvo sorprese. A meno che chiamato dalla direzione per andare a Cassino. Siamo quello che facciamo."

http://bandabassotti.myblog.it/2017/05/16/un-operaio-fiat-racconta-una-delle-sue-allucinanti-giornate-di-lavoro-leggi-potrebbe-essere-tuo-padre-tuo-fratello-tuo-figlio-o-tu-stesso-leggi-ma-non-incazzarti-tutto-questo-lhai-voluto-an/

martedì 13 giugno 2017

CONTINENTAL: a San Piero in pochissimi, a Fauglia si scoppia. Riprendiamo in mano il nostro destino!




La sede di San Piero si sta svuotando mentre la situazione nello stabilimento di Fauglia ha raggiunto livelli assurdi per le condizioni e i ritmi di lavoro.
La concentrazione di troppi lavoratori in spazi insufficienti costringe spesso a movimenti pericolosi, anche solo per spostare i materiali. I ritmi di lavoro sono frenetici ed il ricorso allo straordinario è sistematico.
Inoltre, i servizi igienici non sono dimensionati per l'attuale afflusso e i turni di pulizia disposti dall'azienda non sono assolutamente adeguati.
I parcheggi sono insufficienti e abbiamo visto lavoratori pranzare in auto per poter arrivare sul turno pomeridiano con l'anticipo necessario per conquistare l'ultimo posto macchina.

SU TUTTO QUESTO LA RSU TACE.
Come se i problemi dei lavoratori venissero DOPO le richieste dell'azienda, le sole a cui la RSU risponde regolarmente con riunioni e trattative che poi si risolvono in una concessione dopo l'altra.

Non si tratta di una situazione temporanea, di un periodo particolare in vista di qualche cambiamento in positivo. Le cose stanno così e anzi peggiorano ormai da anni e nessuna soluzione è in vista. Anche di accorpamento della fabbrica con l'ampliamento della sede di Fauglia non si parla più.
Forse l'azienda sta aspettando solo di smantellare qualche linea per risolvere il sovraffollamento?

Una cosa è chiara: non possiamo ne' continuare a subire le imposizioni dell'azienda ne' credere che questi delegati sindacali si sveglino e comincino a fare quello che non hanno fatto per anni. 

Una svolta può venire SOLO DA NOI LAVORATORI, se prendiamo in mano la situazione e imponiamo finalmente le rivendicazioni che corrispondono ai NOSTRI interessi e ai nostri diritti.

Alle ultime assemblee, sulla questione delle pause, abbiamo dimostrato di essere in grado di DECIDERE COME LAVORATORI, anche approvando ordini del giorno semplici ma incisivi e vincolanti per la RSU.
È stata solo una piccola dimostrazione della forza che abbiamo. Si tratta di impiegarla in modo continuo e coerente, identificando obiettivi e priorità e incominciando a praticare rivendicazioni che entrino nel vivo delle condizioni e dei ritmi di lavoro.

Il Foglio Bianco

giovedì 8 giugno 2017

ASSEMBLEA NAZIONALE "SINDACATOALTRACOSA" IN FIOM A PONTEDERA

ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI FIOM DI OPPOSIZIONE
Venerdì 9 Giugno ore 11-16 al centro "Sete sois sete luas" davanti alla Piaggio
In occasione dell'ultimo Contratto Nazionale è diventato evidente l'allineamento della dirigenza FIOM ad una politica di unità sindacale con FIM e UILM che fa propri gli interessi  aziendali e svende quelli dei lavoratori. La pesante offensiva padronale (pensioni, art.18, flessibilità e ritmi di lavoro, blocco salariale, diritti sindacali) è stata contrastata negli ultimi anni solo da quella parte dei  delegati FIOM che hanno mantenuto posizioni coerenti, le hanno praticate nella lotta quotidiana in fabbrica, spesso scontrandosi con le proprie strutture sindacali territoriali, e che solo in questa prospettiva concepiscono la propria militanza sindacale.
La battaglia contro l'approvazione dell'ultimo CCNL ha spinto fin da Dicembre molti di questI delegati a incontrarsi, già due volte, allo scopo di stabilire rapporti più stretti tra le diverse realtà di fabbrica, a partire dalle esperienze più significative di lotta nelle maggiori fabbriche, tra cui la Piaggio e la Continental (che hanno entrambe respinto il CCNL) e di definire linee di azione comune contro la politica padronale e i cedimenti sindacali.
In questa fase, questo significa combattere il consolidarsi di un'unità sindacale fatta solo a spese dei lavoratori, contrastando innanzitutto i  tentativi già in corso delle strutture territoriali e nazionali di FIOM FIM e UILM di far passare accordi aziendali in linea con l'ultimo CCNL e di far rassegnare  i lavoratori  alla assenza di alternative.
Anche alla Piaggio si è aperto lo scontro per il rinnovo dell'Integrativo. All'unanimità, l'Assemblea degli iscritti  FIOM ha approvato un documento che vincola la FIOM a precisi contenuti e procedure per la definizione della  Piattaforma,  in contrasto con il tentativo delle strutture sindacali territoriali di imporre ai lavoratori una Piattaforma preconfezionata  e senza alternative.
L'Assemblea di venerdì è la prima che si svolge, su nostra proposta, davanti a una grande fabbrica, sia per sostenere i delegati e i lavoratori al suo interno, sia per permettere e sollecitare la partecipazione all'Assemblea dei lavoratori interessati. Più in generale, con lo scopo di rappresentare a tutti l'esistenza di una forza e di una alternativa comune fra tutte le fabbriche, realistica e praticabile, nella prospettiva di riaffermare gli interessi dell'intera classe lavoratrice.
Delegati FIOM Piaggio e Continental dell’area di opposizione in CGIL "Il Sindacato è un'altra cosa"
Inoltre SABATO 10 GIUGNO  FESTA OPERAIA ORGANIZZATA DAI LAVORATORI PIAGGIO, inizio ore 17,30 dibattito, a seguire cena e concerto dal vivo, presso circolo arci “il Botteghino” La Rotta- Pontedera



sabato 3 giugno 2017

SABATO 10 GIUGNO 2017 FESTA OPERAIA


PREMIO DI RISULTATO E CONTI BONUS



Nell'ultima riunione la RSU, invece di dire chiaramente qual è il meccanismo che  ha portato alla riduzione del premio,  si è inventata rivendicazioni a nostro avviso inutili e inconsistenti: come preservare il Contibonus (che l'Azienda si è già dichiarata disponibile a pagare per intero), mensilizzare una componente del Premio (a che serve? che cosa implica?), il tutto solo per inventarsi un "accordo" che non metterebbe certo in discussione la struttura del premio e servirebbe anzi a SVIARE L'ATTENZIONE dai meccanismi che  l'"infortunio" sulla certificazione ha messo in luce.

E` ora infatti ben chiaro che il parametro di "qualità" previsto nel premio non ha niente a che vedere con il nostro lavoro, visto che viene meno per problemi dell'azienda in altri stabilimenti. Ma non e` tutto, perché anche la "redditività" dipende da conti che l'azienda fa come le conviene, e che non possono comunque continuare a dare il risultato di quest'anno.

Quanto al parametro di "produttività", ricordiamoci che ad ogni aumento di produttività, che in pratica significa aumento dei ritmi di lavoro, il premio e` congegnato in modo da essere pagato per un solo anno, quello in cui avviene l'aumento; poi, per tutti gli anni successivi, si lavora ai nuovi ritmi senza nessun premio.

QUESTI sono i problemi del premio, che va perciò completamente ricontrattato, su basi del tutto diverse, riconoscendo ai lavoratori gli aumenti di produttività PER TUTTI GLI ANNI, non per uno solo, e togliendo di mezzo i parametri che dipendono dalle decisioni e dall'arbitrio dell'azienda.

31 MAGGIO 2017
S. Cini RSU
G. Garzella RSU

giovedì 1 giugno 2017

Non ci lasciamo distrarre dagli sproloqui

Alle richieste di chiarimento in merito all'ordine del giorno presentato il 30 maggio da alcuni membri di maggioranza (in prevalenza delegati Continental) al direttivo provinciale FIOM contro i delegati e i membri appartenenti all'area congressuale "Il Sindacato è un'altra cosa", rispondiamo che non siamo interessati ad essere coinvolti nella discussione trattandosi a nostro avviso di un tentativo di spostare l'attenzione dei lavoratori dalle questioni serie che li riguardano alla discussione da bar.
E' evidente la difficoltà da parte di chi ha sostenuto il documento di doversi confrontare con un clima di contestazioni e critiche proveniente dai lavoratori sia in Piaggio che in Continental (vedi assemblea iscritti FIOM in Piaggio e prese di posizione da parte dei lavoratori Continental contro la trattativa sulle pause) e suona come un tentativo scomposto di gettare discredito su chi invece sostiene le istanze dei lavoratori.
Noi non ci lasciamo distrarre e, voltando pagina, continuiamo il nostro lavoro sulle questioni importanti.

Il Foglio Bianco

lunedì 29 maggio 2017

Premio di Risultato: solo un incentivo ad aumentarsi i ritmi di lavoro



Alla fine del suo mandato triennale, questa RSU si sta concentrando nella difesa del Premio di Risultato e del Conti Bonus di quest'anno. Un atteggiamento che ci sembra miope e irresponsabile.

Il PdR attualmente in vigore risale infatti al 2002. Avrebbe dovuto essere rinnovato ogni 3 anni, ma qualcuno, senza interpellare i lavoratori ha deciso di non rivendicare il suo rinnovo. Le regole sono perciò rimaste le stesse e ancora oggi non vengono messe in discussione, contando forse che risultati come quello di quest'anno possano essere la norma. PURTROPPO NON E’ COSI’. Effettivamente nella fase di crescita aziendale tra il 2002 e il 2007, l’accordo ha portato diversi buoni premi. Ma questa crescita non può essere infinita e negli anni successivi, anche per scongiurare premi molto bassi, sono stati fatti accordi ponte per cifre fisse (e peggioramenti degli orari).

Il PdR è la somma di tre pezzi (i più grossi sono gli ultimi due), corrispondenti al raggiungimento di tre "obiettivi":

1: "Livelli di qualità`". Si tratta di mantenere una "certificazione di qualità". Trattandosi di una multinazionale che produce in tutto il mondo, la sua "certificazione" può essere persa per ragioni che non hanno niente a che fare con la produzione del nostro stabilimento. Infatti, quest'anno è stata persa in parte per problemi della produzione nella Repubblica Ceca.

2: "Miglioramento di redditività". Si confrontano i guadagni dell'azienda (una certa voce in bilancio) ogni anno con quelli dell'anno precedente. Se sono aumentati di oltre il 10 per cento, il premio è pieno, se sono aumentati meno del 10 per cento, si prende solo circa un terzo del premio pieno, Altrimenti una miseria, o zero se i guadagni sono diminuiti di più del 5 per cento.

3: "Miglioramento di efficienza". Stesso identico meccanismo, applicato al valore della produzione FATTA IN MEDIA DA CIASCUN LAVORATORE. Con una differenza, non da poco: che per il premio pieno occorre un aumento del 20 per cento.

E` evidente che aumenti del 10 e del 20 per cento non possono in nessun modo avvenire tutti gli anni. Il 20 per cento l'anno di aumento della produzione significherebbe, cumulando gli aumenti, produrre oltre il doppio dopo soli quattro anni! Quanti milioni di auto dovrebbero essere prodotte per assorbire una simile produzione?

Perciò, preso il premio pieno una o due volte al massimo, questo meccanismo genera automaticamente PREMI RIDOTTI, per la seconda e terza componente, a un terzo, o azzerati.
Inoltre quello che deve aumentare OGNI ANNO perché queste componenti del premio non si azzerino è la produzione per lavoratore, cioè precisamente i ritmi di lavoro!


Il risultato di questo meccanismo è molto semplice: per esempio, se un certo anno i ritmi di lavoro aumentano in modo consistente, supponiamo di più del 20 per cento, e poi restano aumentati ma costanti, IL PREMIO PIENO SI PRENDE UNA SOLA VOLTA, poi i ritmi restano gli stessi e il premio si riduce, se va bene, alla prima componente!

Detto questo, è chiaro che la protesta nei confronti dell'azienda riguardo all'interpretazione dell'accordo e all'aggiustamento del premio di qualche centinaia di euro è solo un problema marginale, che ne nasconde uno enorme: per come è strutturato il PdR, ogni anno siamo ridotti a sperare che i conti dell'azienda vadano non solo bene, ma MOLTO MEGLIO dell'anno precedente; e saremmo costretti ad accettare, per prendere un premio decente, ritmi di lavoro CHE NON SMETTONO MAI DI CRESCERE.

Per questo il premio va ricontrattato. La sua ricontrattazione deve avere come base non la crescita annuale, ma quella rispetto a un anno FISSO di riferimento, cioè LA PRODUZIONE EFFETTIVA, NON IL SUO AUMENTO ANNUALE, secondo indici non manipolabili da parte dell'azienda (come è invece la "redditività") e non dipendenti da fattori esterni (come è la certificazione). Più una quota fissa, indipendente da qualsiasi indice, a compenso della crescita della produzione negli anni precedenti. Inoltre, chi si ammala non deve vedersi ridotto il premio.

Sono queste le cose che come lavoratori dobbiamo cominciare ad aver chiare per poter rivendicare un rinnovo del PdR che garantisca un compenso sicuro, in parte fisso e in parte legato, in modo trasparente e controllabile, solo al valore effettivo della produzione, mettendo fine al meccanismo infernale dell'indicizzazione all'aumento annuale.


Michela Ruffa

Area “sindacatoaltracosa” in FIOM Pisa

martedì 23 maggio 2017

Conti Bonus e assorbimento

Ci sono pervenute richieste di chiarimento in merito al meccanismo di calcolo della quota di assorbimento del Conti Bonus nel Premio Risultato.

Premettendo che il Conti Bonus non è il frutto di contrattazione locale, specifichiamo che tale meccanismo è stato deciso esclusivamente dall'azienda che nel 2012 ha definito il seguente fattore di correzione del premio:

C/L
essendo C il Conti Bonus ed L la parte di premio di risultato aziendale legata alla redditività.

Ricordiamo che per il 2017:

C= 1056 euro
L= 1009.22 euro (v. Comunicato Rsu)

Pertanto, risultando il fattore di correzione C/L maggiore dell'unità e dando per scontato che l'azienda non cambi il metodo di calcolo,  per il 2017 non è previsto alcun assorbimento.

Riunione delegat@ metalmeccanici. 9 giugno a Pontedera



venerdì 9 giugno riunione nazionale del sindacatoaltracosa in FIOM a Pontedera

Accogliendo la proposta che di seguito pubblichiamo dei delegati e lavoratori di Piaggio e Continental, il sindacatoaltracosa in FIOM convoca una riunione nazionale di delegat@ e militanti dell’area a Pontedera il 9 giugno, dalle ore 10.30, presso il centro “Sete sous sete luas” (a sinistra dopo l’uscita del sottopasso della stazione, lato Piaggio).

Proposta di delegati e lavoratori Piaggio e Continental
Per il suo spirito e per le ragioni della partecipazione, l’Assemblea del 24 Gennaio a Firenze ci è sembrata un momento importante di consolidamento delle esperienze e di possibile svolta nella battaglia per uscire da una situazione di passività e di sconfitta dei lavoratori.
La prima Assemblea, del 6 Dicembre, era stata in sostanza una riunione di promotori, in vista dell’opposizione nel Referendum sul nuovo Contratto, ma l’ampia partecipazione del 24 Gennaio ci sembra riflettere l’esistenza e il riconoscimento di un problema permanente, di collocazione di militanti che non concepiscono altra attività che non sia la difesa coerente degli interessi di classe.
Quello che più ci ha colpito dell’Assemblea, nei singoli interventi come nell’aria che si respirava, è stato l’atteggiamento di indipendenza, libertà e coraggio, di chi si trova ad affrontare questioni reali, complesse e ineludibili con la propria esperienza, i propri strumenti e con la coscienza che non esistono soluzioni precostituite.    Un clima perciò ben diverso da quello di riunioni rituali e ripetitive, che hanno spesso contrassegnato la vita anche delle aree di opposizione sindacale.
E infatti,  chi ha partecipato all’Assemblea non lo ha fatto per costituire una nuova corrente sindacale, ma per esprimere una condizione di militanza, difficoltà e tensione e ritrovare un’identità nell’incontrare e confrontarsi con chi condivide le stesse condizioni e gli stessi obiettivi. Un bisogno che sta raccogliendo militanti attivi da anni, con  storie ed esperienze anche diverse, accomunati  oggi dal problema della ricostruzione delle ragioni e della possibilità stessa della propria militanza.
Quello che ha mosso alla partecipazione è un processo in corso da tempo, di chiusura degli spazi da parte delle strutture sindacali, molto accelerato ma non certo concluso dalla firma del Contratto nazionale, che spingerà ancora altri militanti ad avvicinarsi e ragionare sulle prospettive comuni.
Molti di noi  non si sono mai incontrati prima e continuiamo a sentire innanzitutto la necessità di un ambiente di discussione e di scambio di esperienze. Ma crediamo che si possa andare anche oltre e iniziare ad affrontare insieme il problema delle prospettive di una attività coerente e unitaria e del suo programma a difesa degli interessi della classe lavoratrice.
Già nell’assemblea di Firenze avevamo concordato di rivederci e  riteniamo che Assemblee periodiche  siano il modo migliore per continuare questo lavoro di confronto. Nell’immediato per:
– approfondire lo scambio sulle realtà dei posti di lavoro
–  condividere i problemi che sorgono dall’applicazione del Contratto Nazionale, e provare a definire delle linee di azione e di contrasto comuni
–  rappresentare pubblicamente l’esistenza di questa iniziativa, sia per dar forza ai militanti nei propri posti di lavoro, sia per raccogliere altre forze
–  mostrare, a chi cercherà di fermare il nostro lavoro, un fronte coeso a difesa di ciascun compagno  e ciascun gruppo di fabbrica.
Riteniamo che la cosa più utile sarebbero Assemblee in luoghi diversi, possibilmente in prossimità di grandi fabbriche e di concentrazioni operaie.
Poiché da alcuni anni a Pontedera ricordiamo con una “Festa Operaia” lo sciopero storico del ’62 alla Piaggio, durato 75 giorni, proponiamo di tenere la prossima Assemblea a Pontedera il 9 Giugno prossimo in una sala di fronte allo stabilimento Piaggio.
DELEGATI E LAVORATORI PIAGGIO E CONTINENTAL


https://sindacatounaltracosa.org/2017/05/22/riunione-delegat-metalmeccanici-9-giugno-a-pontedera/

Spazio di Opposizione: il seminario e le sue foto



I lavori del seminario nazionale dell'Opposizione Cgil, Rimini 19 e 20 maggio 2017.

Venerdì 19 e sabato 20 maggio, a Rimini, si è tenuto a Rimini “Spazio di Opposizione: verso il congresso, per un’altra linea contrattuale”, il seminario nazionale del sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil.
Il primo giorno ci siamo dedicati alla recente stagione contrattuale. 
Al mattino in plenaria con una introduzione generale di Eliana Como, a cui sono seguite diverse comunicazioni: sulle pensioni di Achille Zasso,  sul CCNL del Pubblico impiego di Aurelio Macciò,  su quello delle Telecomunicazioni di Luca Barbuto, su quello degli assicurativi di Aljosha Stramazzo, su quello del commercio-terziario di Savina Ragno ed infine su quello dei chimici di Giuseppe Stoppini.
Al pomeriggio con 4 gruppi di lavoro in parallelo, su welfare e sanità pubblica (introduzione di Mario Iavazzi), salario e reddito (introduzione di Luca Scacchi), orario e organizzazione del lavoro (introduzione di Dario Salvetti), pensioni (introduzione di Ugo Lucignano), a cui è seguita una breve discussione conclusiva in plenaria (con l’illustrazione dei lavori svolti nei gruppi di lavoro).
Il secondo giorno al prossimo congresso della CGIL e alla nostra prospettiva di intervento, con una discussione tutta in plenaria.Sono intervenuti 28 compagni e compagne, oltre l’introduzione e breve replica di Eliana Como (FIOM): Riccardo Antonini di Viareggio (FILT/SPI), Carlo Carelli di Lodi (FILCTEM), Massimo della Giovanna di Genova (SLC), Massimiliano Dancelli di Cremona (FIOM), Massimo Demin di Treviso (FP), Francesco Doro di Padova (FIOM), Francesco Durante di Pescara (FISAC), Delia Fratucelli di Torino (SLC), “Harper” Franzoso (SPI Torino), Andrea Furlan di Roma (FILCAMS), Alberto Giorgi di Lucca (SPI), Cristian Goglio di Torino (FLC), Paolo Grassi di Milano (NIDIL), Simone Grisa di Bergamo (FIOM), Franco Grisolia di Milano (FISAC), Mario Iavazzi di Bologna (FP), Francesco Locantore di Roma (FLC), Alberto Madoglio di Cremona (FISAC), Gianbattista Mineni di Padova (SPI), Matteo Moretti di Firenze (FIOM), Lorenzo Mortara di Vercelli (FIOM), Renato Pomari della Brianza (FIOM), Rossano Rubicondi di Perugia (CGIL), Luca Scacchi della Valle d’Aosta (FLC), Beppe Severgnini di Bergamo (SPI), Nando Simeone di Roma (FILCAMS), Gennaro Spigola di Roma (SPI), Giuseppe Stoppini di Lodi (FILCTEM).


https://sindacatounaltracosa.org/2017/05/21/spazio-di-opposizione-il-seminario-e-le-sue-foto/