sabato 20 maggio 2017

Donato Auria: Lettera a Gad Lerner

"Carissimo Gad Lerner abbiamo visto la sua trasmissione “operai” di domenica 7 maggio 2017, su Rai Play.
Sa, noi operai alla Fiat Melfi, oggi Fca, lavoriamo il sabato e la domenica notte, per cui il reportage in diretta non l’abbiamo potuto vedere e come noi anche tanti altri operai che lavorano nelle tante fabbriche dell’indotto.Dopo la lettura di alcuni brani di Marx, facendo riferimento anche al tempo trascorso e al riposo della buonanima di quella vecchia talpa di Karl presso il cimitero Highgate a Londra, lei ha detto che “gli operai non se la passano molto bene”. Se avesse detto il contrario lì, proprio dove è sepolto Marx, lo avrebbe fatto sicuramente rivoltare nella tomba. Noi per primi sappiamo che “non ce la passiamo bene” e sappiamo che pochissimi non operai in questa società comprendono cosa questo concretamente significhi.Vogliamo dire qualcosa affrontando solo la questione che riguarda la Fiat. Troppo lunga sarebbe la lettera per affrontare tutte le questioni, compresa quella dei tanti lavoratori sfruttati nella logistica.Lei ha detto che l’operaio in alcuni ambienti non può essere considerato un uomo sfruttato, come è stato in passato ma un “uomo nuovo”, che oggi “ha a che fare con padroni magari gentili”. Sembra proprio che lo dica riferendosi agli ambienti Fiat.Guardi, ci creda, magari bastasse la sua trasmissione a farci sentire “uomini nuovi”! Noi non ci sentiamo affatto “uomini nuovi”, molti di noi operai a 50 anni sono già consumati, affetti da malattie professionali.Per avere la sensazione di avere “a che fare con padroni magari gentili”, come lei ha detto nella trasmissione, noi operai, che veniamo bastonati con provvedimenti disciplinari, repressione e licenziamenti, sappiamo bene cosa dovremmo fare: piegare la testa, produrre senza dire niente e magari farci consumare anche prima senza opporre nessuna resistenza a difesa della nostra salute.Lei parla di padroni, molte volte sono “spesso invisibili”, in verità si fanno vedere rare volte, tanto cosa gli importa, c’è chi lavora per loro. Quando si fanno vedere è un teatrino, arrivano in fabbrica e tutto deve essere tirato a lucido. La fabbrica deve luccicare. Una presa per i fondelli. Sembra la visita a una caserma.Questo “padrone invisibile” quando non viene, manda gli amministratori delegati. Viene il voltastomaco, noi sgobbiamo e loro prendono un sacco di soldi.Esiste una piramide di responsabili, dal direttore di fabbrica, ai Repo, ai Gestori Operativi, fino all’ultimo capetto che ne fa le veci, compreso i vigilanti che nella sua trasmissione non si sono visti e che fanno rispettare la legge del padrone e che come sentinelle o meglio secondini fanno sì che tutto proceda come stabilito. Noi siamo sotto e manteniamo col nostro lavoro tutti quanti!E come lei ha detto dobbiamo “cambiare natura”, forse al padrone non basta neanche più avere lo schiavo, vuole il “servo”.La mattina si chiama col telefono o con un sms “il servo” e dopo un’ora questi deve essere in fabbrica. E se non serve, scusi il gioco di parole, può rimanere a casa. Tanto adesso basta una telefonata. Appena la produzione si riduce viene buttato sul lastrico e licenziato. In tante fabbriche dell’indotto è già così. Contratti interinali, contratti a un mese, a quindici giorni, a una settimana, tutto a scadenza come lo yogurt, è tutto così precario.Con le continue e rinnovate organizzazioni di lavoro, i pezzi saranno anche più comodi metterli e montarli, come ha fatto credere il padrone a lei, ma la produzione è aumentata, i tempi sono sempre più ridotti, e incollati alla linea bisogna rimanere. Anche le pause hanno ridotto. Se lavori senza lamentarti per i tempi sempre più esigui, magari prendendo antinfiammatori e antidolorifici a 50 anni in quel caso tutta la piramide di controllo non avrà da ridire e non sarà solo il padrone ad apparire gentile. Hanno reso le postazioni di lavoro più comode, a detta loro, ma, a fronte di operazioni semplificate, ci hanno aumentato a dismisura i ritmi e nessuno che non sia operaio può immaginare cosa significhi ripetere in continuazione, migliaia di volte in un giorno, sempre le stesse semplici operazioni, senza avere neanche la possibilità di andare in bagno al di fuori delle pause ridotte che ci sono concesse. Anche la mensa è stata messa a fine turno. Lavoriamo praticamente ininterrottamente senza avere il tempo di riposarci.
Ci sono geometri, ingegneri e architetti, poi carpentieri, muratori e manovali, ovviamente gli ultimi più consumati e meno pagati.
C’è il funzionario del comune, fino all’ultimo impiegato, poi chi pulisce i bagni e chi lava a terra. Inutile dire che la differenza ci si può ben vedere, anche sui soldi che si prendono a fine mese.
Così è anche la fabbrica, l’abbiamo descritta prima, ci sono impiegati, lavoratori e operai. Gli operai sono quelli più sfruttati sottopagati e consumati.
In fabbrica ovviamente si deve fare i conti anche con l’opportunismo operaio, non solo con quello strato di aristocrazia operaia che milita nel sindacato. Operai che tentano tramite il sindacato filo padronale di avere un posticino più leggero.
Lei è andato ad intervistare proprio due lavoratori con la tessera del sindacato Fismic, e conosciamo tanti come loro che grazie a quella tessera in tasca, pensano di ottenere una postazione di lavoro più leggera e tranquilla. Uno dei due sembrerebbe anche simpatizzante di Salvini dalla sua pagina facebook, certo non c’entra niente con la fabbrica ma qualcosa vorrà pur dire…
Vedrà che se non l’avevano ottenuto prima un posticino tranquillo, con quei sorrisini e occhiolini al padrone otterranno a breve quel posto dopo aver fatto apparire la fabbrica quasi come un paradiso.
D’altronde molti pensano di farsi gli affari propri, esattamente come quando ci fu la famosa marcia dei 40mila, che poi così tanti non erano, in cui in tanti pensarono che stare sotto l’ascella del padrone li avrebbe beneficiati. Basterebbe andare a chiedere a tanti di loro che fine hanno fatto. Interessante e istruttiva è quella intervista fatta a una lavoratrice che fece parte di quella famosa marcia. Quanti lavoratori pensarono di farsi gli affari propri in quell’occasione e adesso hanno figli e nipoti che sono precari, sottopagati e disoccupati.
Magari nelle prossime trasmissioni, visto che ne sono rimaste ancora parecchie e che siamo ancora alla prima puntata, faccia un salto alla Fiat di Pomigliano, presso il reparto confino di Nola dove gli operai che sono stati reintegrati dai giudici, ancora non hanno varcato i cancelli della fabbrica perché la legge del padrone va oltre le sentenze dei giudici.
Magari faccia un salto anche a Melfi dove migliaia di operai vengono posti in cassa integrazione, fra cui quelli che hanno problemi di salute a causa dei ritmi di lavoro forsennati, mentre altri più giovani e freschi sono comandati a bacchetta e utilizzati quotidianamente.
Chieda dove si trova l’ex Itca, dove sono stati deportati operai che non si assoggettavano e che non giravano la testa dall’altra parte quando la Fiat cercava di aumentare i ritmi di lavoro, subendo migliaia di provvedimenti disciplinari.
Se le resta tempo vada anche dagli operai dell’Innse di Milano, quelli della ex Innocenti che sono da oltre un mese fuori ai cancelli a protestare contro licenziamenti e repressione.
Trovare difensori inaspettati come ha detto lei nella figura del Papa serve a poco o niente di fronte alla sete di profitti che i padroni hanno sempre di più. Magari potesse liberarci della nostra condizione di schiavi salariati chi predica da posti comodi e tranquilli!
I padroni hanno dimostrato che il loro sistema non va bene, se ne fregano delle prediche.
Da un lato miliardi di sfruttati, di donne e uomini che non riescono a sopravvivere, dall’altro lato uno strato di privilegiati. Sto parlando dei tempi di oggi e della condizione degli operai di oggi, non quella scritta e analizzata da Marx più di cento anni fa. O forse la situazione è la stessa e il problema della nostra liberazione dal lavoro sotto padrone si pone ancora?

La fabbrica lei saprà signor Lerner è lo specchio della società, e, come nella società, ci sono posti di lavoro più comodi e leggeri, ci sono quelli pesanti e che ti consumano prima."

Donato Auria

giovedì 18 maggio 2017

Premio di risultato: dichiarazione di sciopero

COMUNICATO DI SCIOPERO

Nella giornata di ieri l’azienda ha confermato la volontà di non pagare la quota di 750 euro corrispondente al “ Mantenimento dei livelli di qualità” punto 5 a dell’accordo sul Premio di Risultato in seguito alla sospensione della suddetta Certificazione da parte dell’ente esterno.
A prescindere da quali siano e di chi siano le Responsabilità che hanno portato alla sospensione della Certificazione riteniamo che la conseguenza di ciò non debba ricadere sui lavoratori!
Ribadiamo la nostra contrarietà rispetto alla decisione e respingiamo con forza l’atteggiamento tenuto dall’azienda sulla questione, pertanto dichiariamo 2 ore di sciopero a fine turno a partire da oggi.
I turni non presenti oggi sciopereranno il primo giorno di rientro con le stesse modalità.

18 Maggio 2017
S.Cini RSU
G.Garzella RSU

martedì 16 maggio 2017

Ordine del giorno in assemblea

Fino ad ora l'ordine del giorno presentato alle assemblee in Continental  è  stato approvato con 104 voti favorevoli e 46 contrari.

Chiunque lo condivida può copiarlo, anche scritto a mano, e presentarlo alle prossime assemblee chiedendo alla Rsu che sia messo in votazione.

La presentazione di un ordine del giorno è una cosa assolutamente legittima che, sebbene a qualcuno non piaccia, permette ai lavoratori di formalizzare nero su bianco le proprie posizioni vincolando la Rsu a rispespettarle perche conclusive della discussione fatta in assemblea.

Il Foglio Bianco

lunedì 15 maggio 2017

I lavoratori impegnano la RSU a non firmare accordi che riducano le pause!!

I lavoratori dell'assemblea pomeridiana di Fauglia hanno approvato con votazione a maggioranza il seguente Ordine del Giorno:

"L'Assemblea dei lavoratori Continental, riunita a maggio 2017, impegna la Delegazione Trattante e la RSU a respingere qualsiasi ipotesi di accordo che comporti una riduzione delle pause."

Avanti tutta!!

Clima caldo di contestazione nella prima assemblea retribuita nella sede di Fauglia della Continental

La prima assemblea sindacale in cui la Segreteria Fiom e la Rsu avrebbero dovuto riferire ai lavoratori dell'incontro avuto col direttore di stabilimento e continuare la discussione sulla trattativa in corso su pause, lavoratori interinali e part time, è stata per la prima volta nella storia aziendale letteralmente presa in mano e gestita dai lavoratori. Tutti i presenti, sin dall'inizio delle due ore a disposizione, hanno mostrato grande senso critico e coscienza sindacale matura con interventi chiari e precisi di contrarietà motivata e argomentata nei confronti della trattativa in corso e di contestazione nei confronti del Segretario Generale Provinciale e della Delegazione Trattante,
Siamo al fianco dei lavoratori!

Il Foglio Bianco

giovedì 11 maggio 2017

In evidenza un articolo suggerito da un lavoratore

Francia, operai che rischiano di perdere il lavoro minacciano: “Abbiamo minato la fabbrica con bombole a gas”


I lavoratori protestano contro l'imminente chiusura dello stabilimento che produce pezzi di ricambio per automobili Psa e Renault. Hanno annunciato che intendono occupare l'azienda giorno e notte finché non avranno risposte. Secondo la ricostruzione di France Bleu Creuse, in mattinata hanno distrutto due macchinari (....)

leggi l'articolo completo su:

Fincantieri (Palermo) – Da undici settimane in sciopero per la mensa



Undicesima settimana di sciopero per i lavoratori del reparto OSA-A, contro la decisione dell’azienda di spostare la pausa mensa a fine turno (leggi infoaut – La città futura – Rassegna sindacale). Come ogni settimana da oltre due mesi, rinnoviamo la nostra solidarietà e il nostro totale appoggio a una lotta giusta e determinata a resistere, che, anche per questo, è di esempio per tutti.

https://sindacatounaltracosa.org/2017/05/08/fincantieri-palermo-da-dieci-settimane-in-sciopero-per-la-mensa/