giovedì 31 marzo 2016
mercoledì 30 marzo 2016
Lettera dei delegati Fiom Fiat: perchè non si lotta più?
riportiamo dal sito SIAL COBAS:
Riportiamo la lettera aperta che i delegati della Fiom degli stabilimenti Fiat rivolgono al segretario e alla dirigenza del sindacato dei metalmeccanici. Interessante perchè riassume le vicissitudini dei lavoratori Fiat di questi ultimi anni, l’arroganza di Marchionne, le menzogne sui piani aziendali, il supersfruttamento, l’espulsione di migliaia di lavoratori, la repressione sindacale e soprattutto il mutamento di linea della Fiom, fino alla paralisi di oggi. (tratto da www.sindacatounaltracosa.org)
Quello che sta avvenendo all’interno del comparto automobilistico italiano, segnerà per molto tempo il modello di prestazione lavorativa, dipendente/datore di lavoro , in questo Paese.
La Fiom-Cgil, tutta è chiamata ad un operazione di contrasto rispetto alle azioni messe in campo da parte datoriale e istituzionale, che non lascia margine di riflessione.
Bisogna muoversi ora e senza esitazioni! La vicenda che vede protagonisti il nostro Sindacato e la Casa Automobilistica “ex torinese”, è nota a tutti.
Tuttavia riteniamo necessario fare una sintesi che ci permetta di chiarire alcuni aspetti contraddittori sul comportamento dei vertici sindacali (territoriali e nazionali), rispetto a ciò che ci eravamo detti di voler fare , ma che in realtà pare non si stia facendo.
La Fiat nel 2010 fa un azione politico/imprenditoriale, unica e allo stesso tempo autoritaria, nei confronti dei propri dipendenti .
L’azienda, guidata a mó di padre/padrone dal suo Ad. Sergio Marchionne , decide di uscire da Confindustria per creare un suo Contratto Specifico di Lavoro. Questo nuovo sistema di contrattazione interna, mette a dura prova le relazioni sindacali con la Fiom , che è l’unico sindacato a dire “no” al Ccsl. Si disse “no” cinque anni fa, perchè apparve chiaro da subito che le nuove condizioni di lavoro imposte in quel testo, avrebbero danneggiato irreversibilmente i diretti interessati: i Lavoratori.
Orari di lavoro flessibili, straordinari obbligatori triplicati rispetto al precedente accordo , malattie non pagate , rapporti sindacali praticamente azzerati…. divieto di sciopero! Questi alcuni punti che lo rendevano inaccettabile allora , esattamente come oggi . A tutto questo va aggiunta la prova di forza più importante , nella sua gravità , che il padrone metteva in campo : il sindacato che non avesse sottoscritto in nuovo contratto sarebbe stato estromesso dalle fabbriche… il ricatto è ormai chiaro a tutti.
Avvenne prima a Pomigliano e poi in tutti gli altri stabilimenti. Soltanto dopo circa quattro anni e una sentenza della corte costituzionale siamo riusciti a rientrare in Fiat .
I segni di questa lunga attesa si sono manifestati da subito: in nostra assenza abbiamo perso quasi tutti i tesserati e molti dirigenti; i delegati hanno a disposizione, per fare attività all’interno degli stabilimenti, solo le 8 ore della legge 300; siamo fuori da ogni tavolo di contrattazione con l’azienda , insomma siamo ridotti a semplici comparse .
Ma nonostante tutto questo, nonostante l’adesione minima agli scioperi contro il a Ccsl, non abbiamo mai perso coerenza!
Una cosa però l’abbiamo riscontrata immediatamente , i lavoratori stanno dalla nostra parte , ci riconoscono come unico sindacato in grado di far valere i loro diritti!… I lavoratori si aspettano, da noi delegati, azioni decise, di contrasto effettivo rispetto alle ingiustizie che subiscono quotidianamente in fabbrica a causa dell’accordo firmato cinque anni fa, tra Fiat e sindacati gialli, appunto il Ccsl.
Fatta questa premessa , veniamo alla questione che oggi ci vede costretti a scrivere questo documento: la sospensione da parte della Fiom Nazionale (e non solo a Melfi!) delle iniziative di sciopero negli stabilimenti Fiat.
In tre Stabilimenti : Pomigliano , Sevel e Melfi, la Fiat ha comandato i Lavoratori a lavorare di sabato e di domenica. Si è deciso di partire proprio dagli scioperi sugli straordinari obbligatori, perchè coincidono con quella salita produttiva che avrebbe smascherato il nuovo contratto nella sua disumana richiesta di flessibilità, attraverso ritmi e turni di lavoro insostenibili…. Noi rivendichiamo di contrastare l’applicazione del Ccsl fin quando non si saranno ripristinate condizioni di effettiva trattativa! Noi rigettiamo i 20 turni!
Questo la Fiom ha detto e scritto di voler fare, questa è la scelta che corrisponde all’esigenza dei Lavoratori, i quali riconoscono lo sciopero come indispensabile strumento di rivendicazione dei diritti persi.
Ed è esattamente ciò che in tutte e tre le Fabbriche abbiamo fatto, restituendo ai Lavoratori il diritto di sciopero… Messo in discussione, quindi, non solo dal Ccsl!
Consapevoli che le azioni di contrasto al Ccsl sono in linea con le indicazioni della Fiom Nazionale, non capiamo per quale motivo, oggi, di fronte al primo vero banco di prova messo in campo dalla nostra organizzazione, tramite le Rsa di Stabilimento, abbiate deciso di fare retromarcia!
Non crediamo dipenda dal numero delle adesioni dei lavoratori agli scioperi (così per come ci viene motivato dai diversi Segretari Regionali e Responsabili Nazionali ), visto che il numero di scioperanti è almeno triplicato rispetto a quello degli scioperi proclamati dalla Cgil e dalla Fiom nazionale negli ultimi anni.
Anche laddove si è espressa a maggioranza la volontà dei delegati a voler mettere in campo iniziative di sciopero, poi comunque si è assunta la linea espressione della Dirigenza! Non possiamo diventare quel che combattiamo…. Lo sciopero è un diritto di tutti, questi scioperi sono UN DOVERE di tutti noi!
A Melfi non si produrrà un nuovo modello d’auto, ma IL NUOVO MODELLO DI SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI E DEL LAVORO!!!! La FIOM ha preso l’impegno, e quindi deve fermare questo processo! Ridimensionare il problema nella sua discussione e soluzione esclusivamente a quel territorio, è stato e sarebbe un errore madornale, che può rappresentare l’epilogo negativo della battaglia che dentro le fabbriche abbiamo sostenuto duramente noi delegati insieme ai lavoratori che rappresentiamo!… Bisogna ristabilire gli opportuni livelli di conflitto e di generalizzazione del “Modello Melfi”, estendo la discussione a tutto il Gruppo Fiat e Indotto!
Rinunciare , proprio in questa fase , all’unico strumento di lotta che la Fiom e le sue R.S.A. posseggono per contrastare l’arroganza padronale , sarebbe un errore enorme, che, a nostro avviso, inciderebbe anche e non poco in proiezione delle imminenti elezioni R.L.S. in Fiat. I lavoratori ci riconoscono il merito di fare sempre e comunque le battaglie che riteniamo giuste, e non solo quelle convenienti! Ed è da quest’ultimo elemento che dobbiamo ripartire, perché domani le ragioni del nostro sacrificio diventino le ragioni di una vittoria , dura sicuramente, ma che ci vede unico e ultimo baluardo di democrazia in un mondo , quello Fiat, dove spesso la legge si ferma ai cancelli d’ingresso.
Infine, al Segretario Generale , ricordiamo una frase detta in occasione dell’anniversario dei 110 anni della Fiom a Bologna al suo Dirigente della Cooperativa Rossa per cui lavorava da giovane. Lamentandosi per il freddo , ebbe come risposta che dovevano sacrificarsi tutti in nome e per le logiche del P.C.I. A quel punto Tu facesti notare che, pur avendo in tasca la medesima tessera, e pur comprendendo tutte le ragioni, il freddo continuavi a sentirlo lo stesso!!
Caro Segretario , noi capiamo le dinamiche per cui oggi la Fiom organizza un percorso di lotta a lungo termine, ma… “il sindacato deve rappresentare le condizioni di chi lavora , e non deve guardare in faccia a nessuno!!!
Rsa Termoli:
Fantauzzi Stefania
Fierro Massimiliano
Cappella Domenico
Di Maio Leonardo
D’Ilio Fabio
Marcovicchio Ernesto
seguono altri 7 iscritti fca Termoli
Fantauzzi Stefania
Fierro Massimiliano
Cappella Domenico
Di Maio Leonardo
D’Ilio Fabio
Marcovicchio Ernesto
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Rsu Indotto Molise:
Antenucci Felice
Pascale Nico
Antenucci Felice
Pascale Nico
Rsu Pomigliano:
Niglio Aniello
Niglio Aniello
Rsa Mirafiori carrozzerie:
Loiacono Pasquale
Epifania Maria
Pasqualino Salvatore
Russo Luigi
Loiacono Pasquale
Epifania Maria
Pasqualino Salvatore
Russo Luigi
Rsa indotto Mirafiori:
Massarenti Fabio
Giribuola Stefano
Arturi Marco
Massarenti Fabio
Giribuola Stefano
Arturi Marco
Direttivi Mirafiori:
Alessandria Adriano
De Luca Giovanna
Losito Angelo
Alessandria Adriano
De Luca Giovanna
Losito Angelo
Alessandria direttivo Collegno:
Dell’Olmo GianMaria
Dell’Olmo GianMaria
Rsa Sevel:
Sergio Desiati
Di Sirio Mario
Ferrante Roberto
Giangiordano Gianni
Tortella Francesco
Masciotta Gidia
Sergio Desiati
Di Sirio Mario
Ferrante Roberto
Giangiordano Gianni
Tortella Francesco
Masciotta Gidia
Direttivi Sevel:
Felice Francesca
Cianci Michela
Orazio Bruno
Chiavaroli Luciano
Morgione Francesca
Antonini Sandro
Redondi Giuseppe
Di Candilo Maurizio
Privitera Giovanni
Parente Iuliano
Caravaggio Mario
Cendamo Michele
Seguono iscritti altri 7 iscritti Sevel
Felice Francesca
Cianci Michela
Orazio Bruno
Chiavaroli Luciano
Morgione Francesca
Antonini Sandro
Redondi Giuseppe
Di Candilo Maurizio
Privitera Giovanni
Parente Iuliano
Caravaggio Mario
Cendamo Michele
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Rsa Fca Melfi
De Stradis Domenico
Imbrenda Giuseppina
Lamorte Antonio
Langone Antonio
Di Nanni Principio
De Stradis Domenico
Imbrenda Giuseppina
Lamorte Antonio
Langone Antonio
Di Nanni Principio
Direttivi Fca Melfi:
De Stefano Antonio
Possidente Donato
Passannante Michele
Rivecca Giovanni
Labriola Maria
Fanelli Silvano
Pignatelli Marco
Veltri Donato
Montesano Giambattista
Rosica Gjanluc
Costantino Antonio
Irene Nicola
Irene Felice
Claps Antonio
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sabato 26 marzo 2016
Ordine del Giorno presentato alla RSU il 25 marzo 2016
Pubblichiamo l'Ordine del Giorno presentato dalle delegate Cini e Garzella alla RSU del 25 marzo, presente anche il Segretario Generale Provinciale Fiom.
L'OdG è passato in RSU coi soli voti favorevoli delle due delegate. Tre delegati si sono rifiutati di partecipare al voto con la motivazione che "la trattativa non esiste".
Indipendente dal risultato finale della votazione, le astensioni e il rifiuto a partecipare al voto dimostrano solo la difficoltà, l'inadeguatezza e l'irresponsabilità di chi non accetta che la pratica sindacale risponda sempre ai lavoratori e rappresenti veramente e soltanto i loro interessi.
L'OdG è passato in RSU coi soli voti favorevoli delle due delegate. Tre delegati si sono rifiutati di partecipare al voto con la motivazione che "la trattativa non esiste".
Indipendente dal risultato finale della votazione, le astensioni e il rifiuto a partecipare al voto dimostrano solo la difficoltà, l'inadeguatezza e l'irresponsabilità di chi non accetta che la pratica sindacale risponda sempre ai lavoratori e rappresenti veramente e soltanto i loro interessi.
venerdì 25 marzo 2016
Ultimi incontri sulla questione delle pause
Diamo informativa degli incontri che si sono tenuti dopo gli scioperi della scorsa settimana:
24 marzo, dalle 10.30 alle 12.30, riunione tra la "delegazione trattante" e l'azienda comunicata dal Segretario Generale Provinciale FIOM a tutta la RSU con mail di comunicazione che "é arrivata la risposta dell'azienda" che propone l'incontro.
25 marzo, dalle ore 10, riunione RSU convocata da F. Fontanelli, senza specificare l'OdG ma proponendo l'incontro in considerazione del fatto "che giovedì 24/03 c'è l'incontro della delegazione trattante con l'azienda".
Attendiamo i verbali dettagliati della trattativa con l'azienda e della riunione RSU.
24 marzo, dalle 10.30 alle 12.30, riunione tra la "delegazione trattante" e l'azienda comunicata dal Segretario Generale Provinciale FIOM a tutta la RSU con mail di comunicazione che "é arrivata la risposta dell'azienda" che propone l'incontro.
25 marzo, dalle ore 10, riunione RSU convocata da F. Fontanelli, senza specificare l'OdG ma proponendo l'incontro in considerazione del fatto "che giovedì 24/03 c'è l'incontro della delegazione trattante con l'azienda".
Attendiamo i verbali dettagliati della trattativa con l'azienda e della riunione RSU.
giovedì 24 marzo 2016
Le offese non si pubblicano!
Se desiderate che i vostri commenti siano pubblicati, per favore riscriveteli moderando i termini ed evitando i contenuti offensivi e diffamatori.
mercoledì 23 marzo 2016
OdG RESPINTO! Allora per cosa abbiamo scioperato?
Pubblichiamo l'Ordine del Giorno presentato dalle delegate Cini e Garzella alla riunione RSU di oggi, presente anche il Segretario generale Fiom di Pisa.
L'OdG, sostenuto solo dalle due delegate, è stato bocciato dalla RSU.
L'OdG, sostenuto solo dalle due delegate, è stato bocciato dalla RSU.
Continental - Forzature su 29 e 30 Marzo
Riceviamo e pubblichiamo:
Da: Giada Garzella
Date: 23 marzo 2016 15:14
Oggetto: Forzature su 29 e 30 Marzo
A: RSU, F. Fontanelli, M. Giusti
Giada Garzella e Silvia Cini RSU
Da: Giada Garzella
Date: 23 marzo 2016 15:14
Oggetto: Forzature su 29 e 30 Marzo
A: RSU, F. Fontanelli, M. Giusti
Come anticipato telefonicamente al coordinatore Giusti e in seguito alla RSU riunita dopo pranzo a san piero, confermiamo che Bxxxxxxx ha comunicato a tutti i lavoratori dei reparti Piezo e DEKA di astenersi dal lavoro nelle giornate del 29 e del 30 marzo prossime e lo ha fatto sostenendo che quelle giornate fanno parte di un calendario di chiusure già condiviso con la RSU.
Avendo chiarito all'interno della RSU che non esiste nessun accordo sindacale per le chiusure del 29 e del 30 marzo e che la comunicazione aziendale non corrisponde a verità, ricordiamo ai coordinatori della RSU di farsi carico di smentire urgentemente quanto sostenuto dall'azienda e di farsi portavoce con tutti i lavoratori interessati dicendo loro che in quei due giorni si lavora.
Saluti.Avendo chiarito all'interno della RSU che non esiste nessun accordo sindacale per le chiusure del 29 e del 30 marzo e che la comunicazione aziendale non corrisponde a verità, ricordiamo ai coordinatori della RSU di farsi carico di smentire urgentemente quanto sostenuto dall'azienda e di farsi portavoce con tutti i lavoratori interessati dicendo loro che in quei due giorni si lavora.
martedì 22 marzo 2016
Seminario a Bellaria de "il Sindacato è un'altra cosa": documento conclusivo
La guerra permanente e asimmetrica è la misura della profondità e gravità della crisi capitalistica a livello globale. Il 12 marzo si è palesato in Italia un embrione di movimento contro la guerra che si preannuncia su larga scala alle porte del nostro paese. Siamo certo lontani dal poter impedire una nuova sciagurata guerra italiana in Libia ma è necessario mantenere, rafforzare e estendere il movimento contro guerra,austerità e terrore, tutte intimamente legate tra loro. Qualcosa si muove.
Il movimento che nei giorni scorsi ha invaso le strade di Parigi contro il “jobs Act” del governo socialista di Valls rompe finalmente il muro di apatia e passività sociale di questi ultimi anni e si contrappone al tentativo di sospendere le garanzie costituzionali con il pretesto del terrorismo. Mobilitazione che si inserisce in un quadro di profonda instabilità politica e istituzionale. Dal Portogallo alla Spagna davanti alla durezza delle politiche d’austerità che erode sempre più consenso alle forze di governo, si manifestano importanti forme di resistenza. Positiva, sebbene ancora non paragonabile alla dinamica in altri in altri paesi, la mobilitazione di larga parte del sindacalismo di base nello sciopero del 18 marzo in Italia. La capitolazione di Tsipras alla Troika, sebbene in Grecia i movimenti siano finalmente riapparsi sulla scena sociale, ha reso evidente l’impossibilita di un’uscita istituzionale dalla morsa delle politiche d’austerità. La rottura dei limiti imposti dai trattati Eu e dal mercato e’ quindi condizione indispensabile per difendere e riconquistare un sistema di diritti e di tutele. Una rottura necessaria sul piano politico e sul piano sociale. Il quadro di permanente instabilità politica non risparmia il governo Renzi che ha visto perdere gran parte del consenso a causa del peggiorare della condizione concreta del paese. Tuttavia alla debolezza del governo Renzi corrisponde la fase più prolungata di passività sociale della storia della repubblica.
L’assenza di una opposizione alle politiche del governo consente allo stesso di proseguire indisturbato l’attacco al sistema sociale del nostro paese, mentre le diverse lotte che si esprimono in questa fase subiscono il peso drammatico dell’isolamento, della mancata unificazione, dell’assenza di un’iniziativa generale del sindacato che metta la centro la resistenza al processo di spoliazione di diritti, tutele e salario. La resa della Cgil sul Jobs Act, e la sua sempre più manifesta crisi, continua a produrre frutti amari. La condivisione con Cisl e UIL di una proposta unitaria sul modello contrattuale sancisce la fine dello scontro decennale, tutto interno al sindacalismo confederale, su ruolo e funzioni del contratto nazionale, sulla bilateralità, sul welfare contrattuale, sulla partecipazione dei lavoratori all’impresa e sulla democrazia sindacale.
Lo testimonia bene la stagione dei rinnovi contrattuali, tutti chiusi all’insegna di mediazioni che hanno sancito ulteriori compromissioni dell’autonomia rivendicativa salariale nei due livelli, peggioramenti normativi ed il recepimento di parti del jobs act. La stessa ritrovata unità della Fiom con Fim e Uilm sulla vertenza dei metalmeccanici, ben più che un’unita’ d’azione, è parte integrante della fine di ogni contenzioso dentro il sindacalismo confederale. Mentre nel passato l’iniziativa della Fiom era parte del contrasto alla deriva della Cgil oggi il rischio è che sia proprio la fiom la protagonista di un nuovo grande patto sociale con i nuovi vertici di confindustria su sistema contrattuale, rappresentanza e diritto di sciopero, intorno al sistema corporativo e autoritario del Testo Unico del 10 gennaio 2014. Non è un caso che la sia proprio la fiom ad aver chiesto ed ottenuto la delibera del collegio statutario Cgil sull’incompatibilità dei delegati Fca.
Il voto del comitato centrale che ha assunto la delibera sull’incompatibilità, tra la libera iniziativa sociale e l’appartenenza alla Cgil, e’ un atto di rottura violenta della storia plurale, democratica, conflittuale del sindacato più grande del nostro paese. L’assemblea delle delegate e dei delegati del sindacatoaltracosa-opposizione cgil denuncia la gravità senza precedenti della scelta della fiom di colpire i delegati e le delegate Fca che scioperano contro i sabati comandati e i carichi di lavoro. La campagna contro le espulsioni e/o la rimozione dei delegati Fca e’ la priorità nell’iniziativa della nostra area nelle prossime settimane. Una battaglia per riaffermare la centralità del protagonismo operaio, della democrazia sindacale, del diritto ad organizzare e praticare l’opposizione dentro e fuori i luoghi di lavoro, dentro e fuori l’organizzazione sindacale di appartenenza. E’ la nostra stessa esperienza collettiva di pratica del dissenso a essere pertanto messa in discussione con l’incompatibilità assurta a ordinamento nella vita della confederazione. Il vasto consenso intorno all’appello “siamo tutti incompatibili” testimonia la consapevolezza della necessità di esprimere nella forma più radicale e solidale la complicità con le lotte alla Fca, con tutti coloro che vogliono difendersi nei luoghi di lavoro e che spesso trovano il sindacato lontano e persino avverso. Le tante testimonianze di contrarietà alle sanzioni disciplinari vanno ben oltre la nostra stessa area. Nei prossimi giorni emergeranno prese di posizione collettive di intellettuali, mondo accademico e giuslavoristi. Una campagna che per noi dovrà attraversare ogni riunione degli organismi dirigenti e ogni sede di discussione dell’organizzazione nel paese. L’assemblea nazionale chiede a tutti i compagni e le compagne dell’area di promuovere attivi e assemblee in ogni territorio a sostegno della campagna. Tutto ciò dovrebbe indurre Camusso e Landini a non andare oltre. Nel direttivo nazionale Cgil di lunedì 21 marzo porteremo la radicalita’ delle ragioni di questa battaglia. Non può accadere che proprio mentre vara la sua carta dei diritti dei lavoratori la Cgil assoggetta con un tratto di penna il diritto di sciopero al gradimento dell’organizzazione.
approvato con 11 astensioni
lunedì 21 marzo 2016
L'OBIETTIVO DEGLI SCIOPERI
Riceviamo e pubblichiamo:
Accogliamo
con soddisfazione il fatto che tutta la RSU, dopo le critiche iniziali, abbia
deciso di condividere il percorso da noi avviato con gli scioperi contro il
tentativo dell'azienda di ridurre le pause.
Riteniamo però necessario riaffermare chiaramente la rivendicazione
su cui sono partiti gli scioperi:
Riteniamo però necessario riaffermare chiaramente la rivendicazione
su cui sono partiti gli scioperi:
LE PAUSE NON SI TOCCANO E VANNO
RIPRISTINATE DOVE L'AZIENDA LE HA RIDOTTE
Non si tratta cioè di arrivare a trattare con l'azienda ammorbidendo un po' le sue richieste, si tratta al contrario di iniziare a far capire finalmente all'azienda che ci sono dei paletti che i lavoratori considerano intoccabili.
Secondo noi, bisogna soprattutto cambiare metodo: le trattative, come gli scioperi, devono partire dagli interessi e dalle esigenze reali dei lavoratori, non dalle richieste aziendali come avviene da anni.
Su questi obiettivi continueremo a
chiamare i lavoratori allo sciopero e alla lotta.
21
marzo 2016
S.
Cini, G. Garzella RSU
I risultati del referendum sulla "carta dei diritti"???
La grande premura nell'organizzare le assemblee e i referendum per la nuova Carta dei diritti del Lavoro della CGIL, in Continental, non è stata seguita da analoga premura nel rendere pubblici i risultati delle votazioni tramite affissione nelle bacheche sindacali
Attendiamo fiduciosi..
Il Foglio Bianco
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