mercoledì 9 marzo 2016

APPELLO DI SOLIDARIETÀ: COMPAGNI DELLA FIOM, ADERIAMO NUMEROSI AL COMITATO DELLA FCA


Aderiamo tutt@ al comitato FCA. Gli imcompatibili siete voi!


Per aderire inviare mail a sindacatounaltracosa@gmail.com o segnalarlo alla nostra pagina facebook.
Riteniamo gravissime le decisioni della Fiom e della Cgil di sancire l’incompatibilità a rappresentare la Fiom delle compagne e dei compagni della Fca che hanno aderito al comitato lavoratori Fca centro sud . Nella ferma convinzione che la costituzione del comitato non sia lesiva dello statuto Cgil né che sia in concorrenza con gli interessi della nostra organizzazione aderiamo allo stesso in forma solidale.
Sergio Bellavita direttivo nazionale Cgil
Eliana Como direttivo nazionale Cgil
Maria Pia Zanni direttivo nazionale Cgil
Riccardo Antonini Dir.Reg.Cgil Toscana
Claudio Amato direttivo regionale Cgil lazio
Carlo Carelli Dir.Naz.Filctem
Christian De Nicola comitato centrale Fiom
Francesco Durante dir.naz.Fisac
Giulio De Angelis Dir.Reg.Cgil Lazio
Franco Grisolia, Fisac
Mario Maddaloni Dir.Naz.Filctem
Giuliana Righi comitato centrale Fiom
Luca Scacchi Dir.Naz.Flc
Nando Simeone direttivo nazionale Filcams
Aljosha Stramazzo Dir.Naz.Fisac
Giuseppe Tiano Dir.Cgil Calabria-Cgil Cosenza
NUOVE ADESIONI (9 marzo)
Pasquale Loiacono, rsa FCA Mirafiori, Comitato Centrale Fiom
Luongo Caterina Rsa Fca Mirafiori
Costa Giuseppe Rsa Fca Mirafiori
Napolitano Stefano Rsa Fca Mirafiori
Franchetti Carlo Rsa Fca Mirafiori
Serra Carmine Rsa Fca Mirafiori
Epifania Maria Rsa Fca Mirafiori
Pasqualino Salvatore Rsa Fca Mirafiori
Russo Luigi Rsa Fca Mirafiori
Tripodi Vincenzo Rsa Fca Mirafiori
Gallito Enrico Direttivo Fiom Mirafiori
Loi Angelo Direttivo Fiom Mirafiori
Fanari Fabrizio Direttivo Fiom Mirafiori
De Luca Giovanna Direttivo Fiom Mirafiori
Losito Angelo Direttivo Fiom Mirafiori
Sanfilippo Michela Direttivo Fiom Mirafiori
Del Vesco Simonetta Rsa Fca Mirafiori
Renato Genovese, SLC Genova
Ada Miceli, Fiom Milano
Angelo Pozzi, rsa Deutsche Bank direttivo Fisac nazionale e Cgil Milano
Leonardo De Angelis, rsu SI, Filcams e Cgil Roma Lazio
Leonardo Favaro, Filcam Treviso
Patrizia Fabbricini Cgil Fp sanità napoli rsa
Simone Grisa, Comitato Centrale Fiom, Fiom Bergamo e Cgil Lombardia
Ulisse Pellegrinelli, rsu Brembo, direttivo Fiom Bergamo
Michele Laporta, rsu Brembo, direttivo Fiom Bergamo
Annalivia Ciocca, rsu AZ Fiber, direttivo Fiom Bergamo
Angelo Gabriele Trovenzi, rsu Corali, Fiom Bergamo
Marina Carrara, rsu Eutron, direttivo Fiom Bergamo
Alda Colombera, direttivo Fp e Cgil Bergamo
Emanuele Rota, direttivo Filctem Bergamo
Ilario Poloni, direttivo Filctem Bergamo
Maria Lucia Soliani Stradi, Rsa Domus Modena, Fp Modena
Amedeo Testa
Cecconi David, rsu/rls Metro cash and carry
Sabrina Piacentini, rsu Metro cash and carry
Lorenzo Mortara, rsu Fiom YKK, direttivo Cgil Piemonte
Giuseppe Corrado, Comitato centrale Fiom, rsu Centro ricambi Piaggio CEVA
Massimo Cappellini, rsu Fiom Piaggio, direttivo Fiom Pisa
Adriana Tecce, rsu Fiom Piaggio, direttivo Fiom Pisa
Giorgio Guezze, rsu Fiom Piaggio, direttivo Fiom Pisa
Massimiliano Malventi, rsu Fiom Piaggio, direttivo Fiom Pisa
Michela Ruffa, direttivo Fiom e Cgil Pisa
Giacomo Romboli, direttivo Fiom Pisa
Giada Garzella, direttivo Fiom Pisa, Rsu ed Rls Continental
Silvia Cini, direttivo Fiom Pisa, Rsu Continental
Antonella Stasi, Comitato Centrale Fiom e Fiom Parma
Andrea Bottioni, Delegato Fiom Rsu Sacmi
Bruno Calloni, Delegato Fiom Rsu Tagliavini
Marcello Bia, Delegato Fiom Rsu Nilma
Calimaco Cantoni, Delegato Fiom Rsu San Polo lamiere
Cecilia Furlotti, Delegata Fiom Rsu Sidel
Cristiano Mandara, Delegato Fiom Rsu Fasmec
Savvas Salamousas, Delegato Rsu Fiom Bosch
Francesco Santoro, Funzionario Fiom Parma
Giuseppe Domenico, Rana Iscritto Fiom Sidel
Claudio Pattini, Iscritto Fiom Dulevo
Ivan Passaretti, Delegato Rsu Fiom Sidel
Matteo Magni, Delegato Rsu Fiom Battioni e Pagani Pompe
Marco Battaini, Delegato Rsu Fiom Ocme
Alessandro Mastrapasqua, Delegato Rsu Fiom Lanfranchi
Matteo Salemme, Delegato Rsu Fiom Crown
Enrico Morza, Delegato Rsu Fiom San Paolo lamiere
Paolo Bettuzzi, Delegato Rsu Fiom Robuschi
Dario Rovelli, Delegato Rsu Fiom Crown
Tiziano Peracchi, Delegato Rsu Fiom Mingazzini
Daniele Villazzi, Delegato Rsu Fiom Sma Serbatoi
Carmelo Agnello, Delegato Rsu Fiom Matthews
Ugo Bertinelli, Delegato Rsu Fiom Sma Serbatoi
Vincenzo Parrucchella, Delegato Rsu Fiom Canessa
Vincenzo Paparo, Delegato Rsu Fiom
Marco Cleri, Delegato Rsu Fiom Ocme
Ferruccio Buzzi delegato fiom Beta utensili Sovico, direttivo fiom Brianza
Stefano Brunelli Dir CdL Cgil Torino
Marco Lentini Direttivo Provinciale FpCgil Torino
Maria Falcitelli Direttivo regione Piemonte FISAC CGIL
Gian Luca Belletti RSU Enel della Zona di Parma
Vincenzo Guerrieri Titan, Finale Emilia
Giuseppe Vassallo “Giosino” Dir. Confederale Regionale Liguria- Dir Provinciale Filtcem
Dario Filippini direttivo nazionale spi
Franzoso Giuseppe, direttivo spi Torino Piemonte
Andrea Berezedy, rsu Ultraflex di Casella
Andrea Dolcetti, rsu Tecnosky, Fiom Roma est
Oliana Boni, rsu IBM, Fiom Roma col
Giuseppe Legnante, direttivo regionale Fisac Roma Lazio
Andrea de Innocentis, Fp Roma est
Roberto Bossi, Spi Roma est
Emanuela Torri, rsu Engeenering Fiom Roma est
Maurizio Muzzin, rsu Engeenering Fiom Roma est
Salvatore Trullo, Filcams Roma
Daniele Manzo, Fiom Roma Col
Domenico Stratoti, rsa hotel Majestic, Filcams Roma
Iolanda Bellletti Rao, rsu Selex, Fiom Roma Col
Spartaco Martinelli, rsa Unicoop Tirreno, Filcams Roma
Andrea Furlan, direttivo Roma col
Renzo Scorzo, direttivo Roma col
Francesco Locantore, direttivo nazionale FLC
Eugenio Trebbi, Filcams Roma
Danilo Lollobrigida, HP, Filctem Roma
Antonello Colaiacomo, Filt ATAC Roma
Fulvio Parisi, direttivo regionale Fisac Roma Lazio
Armando Morgia, rsu Comune di Roma
Beppe Corioni, Csa 28 Maggio, Rovato (Brescia)
Enrico Pellegrini, direttivo Filcams Venezia e Veneto e Cgil Venezia

martedì 8 marzo 2016

COSA STA SUCCEDENDO IN CGIL? La parola ai delegati FCA considerati incompatibili..

Delegati Fca: gli incompatibili non siamo noi


E’ veramente difficile convincersi di vivere e rivendicare diritti di un paese democratico…
Siamo un gruppo di iscritti e delegati della Fiom Cgil , tutti lavoratori negli stabilimenti FCA del centro sud, giudicati dalla Commissione Statutaria interna alla nostra Organizzazione incompatibili con la stessa, in quanto facciamo parte di un coordinamento di lavoratori FCA del centro sud che al suo interno ha colleghi appartenenti ad altre sigle sindacali.
Essere incompatibili può significare espulsione, può significare toglierci la delega da rsa, compromettendo le nostre iniziative all’interno delle fabbriche e nei rapporti con i lavoratori da noi rappresentati e per i quali spesso siamo l’unico riferimento sui luoghi di lavoro.
Sentirsi giudicati incompatibili alla Cgil perchè cerchiamo , con determinazione, un confronto con altri colleghi che subiscono le stesse nostre condizioni, rispetto alle quali è nostra intenzione ribellarci e determinare una svolta che ci ridia diritti e dignità, ha dell’incredibile!
La storia della Cgil dimostra che azioni come la nostra sono sempre state valorizzate e mai giudicate tanto negativamente.
Noi portiamo avanti quei valori di aggregazione, è abbastanza evidente che il sindacato di cui facciamo parte cerca di contrastarli.
Perchè usare tanta repressione?, le risposte, a nostro modo di vedere sono molteplici, in capo a tutte c’è la volontà di normalizzare un sindacato che per molti è rimasto l’unico, tra i confederali , che possa ancora rimettere in discussione la difesa della classe operaia.
Normalizzare il conflitto e diventare come Fim e Uilm, cioè come quei sindacati che hanno fatto di tutto per metterci fuori dagli stabilimenti FCA, e ai quali sempre più spesso i vertici Fiom tendono la mano in segno di pace, ecco.. questo sì che dovrebbe essere considerato incompatibile con il nostro Statuto..
Siamo delegati che continuano a proclamare scioperi in FCA , spesso rivendicando quell’autonomia che è in capo ad ogni sindacalista di fabbrica, è questo uno dei problemi ?
Siamo dei lavoratori che , al di là delle appartenenze sindacali , cercano di difendersi, difendersi da un padrone sempre più autoritario, che quando colpisce i propri dipendenti non fa alcuna distinzione , colpisce tutti , ed è da questo presupposto che è partita l’idea di coordinarci , di fare fronte unico.
Questo non vuol dire assolutamente creare un parasindacato , assolutamente no!!!
Questo significa cercare altri colleghi , che come noi, voglio unirsi sui posti di lavoro per fare della lotta alla prepotenza l’unica strada perseguibile.
Un ultima precisazione ci sentiamo di fare , e riprende la frase a titolo della nostra lettera, in quale luogo che si definisce democratico , si giudicano ed eventualmente condannano delle persone senza averle nemmeno ascoltate? , in un Paese civile nessuno.. ma è quanto accaduto a noi, da quando abbiamo appreso da altri e non dalla Cgil, di essere sotto indagine non ci è mai stata data la possibilità di motivare le nostre scelte in merito all’oggetto della discussione.
Nessuno ci ha convocati per chiederci spiegazioni, pur avendo incontrato spesso i segretari che avevano fatto denuncia alla Commissione Statuto Cgil, nessuno ci ha informati, possiamo affermare senza paura di essere smentiti che è stato fatto tutto alle nostre spalle ..
Questo è in assoluto un atteggiamento autoritario, nei Paesi meno democratici al mondo si finge un processo, a volte anche sommario, la nostra organizzazione ha saputo fare di peggio.
In conclusione, di cosa siamo accusati, di fare gruppo con altri colleghi per difenderci a vicenda ?.. Se questa è la preoccupazione del nostro sindacato più che del padrone, forse gli incompatibili all’organizzazione di Di Vittorio non siamo noi..
Martedì, 8 Marzo 2016
iscritti e delegati della fiom cgil in FCA
Maria Labriola direttivo fiom Melfi, Stefania Fantauzzi rls/rsa fiom Termoli, Giuseppina Imbrenda rsa fiom Melfi, Michela Canci rsa fiom sevel, Francesca Felice direttivo fiom sevel, Massimiliano Fierro rls/rsa fiom Termoli, Antonio Langone rsa fiom Melfi, Fabio D’Ilio rsa fiom Termoli, Antonio Lamorte rsa fiom Melfi, Domenico Cappella rsa fiom Termoli, Domenico De Stradis rsa fiom Melfi, Ernesto Marcovicchio rsa fiom Termoli, Silvano Fanelli direttivo fiom Melfi, Leonardo Di Maio direttivo fiom Termoli, Antonio De Stefano iscritto fiom Melfi, Antonio Genovese iscritto fiom Melfi, Marco Pignatelli direttivo fiom Melfi, Luciano Chiavaroli direttivo fiom sevel


http://sindacatounaltracosa.org/2016/03/08/delegati-fca-gli-incompatibili-non-siamo-noi/

lunedì 7 marzo 2016

CCNL METALMECCANICI - Una trattativa pericolosa per le lotte e gli obiettivi di noi lavoratori!


Sul rinnovo del Contratto Nazionale i Sindacati, compresa la FIOM, stanno  trattando sulla base di cedimenti gravissimi per i diritti e gli interessi dei lavoratori.

Federmeccanica e Sindacati concordano completamente:

- sulla ESIGIBILITA' DEGLI ACCORDI da parte delle aziende, che significa DIVIETO ALLE RSU di indire scioperi contro accordi firmati, e SENZA MAI PREVEDERE modalità certe per l'approvazione degli accordi da parte dei lavoratori. Previste anche “clausole di raffreddamento”, che obbligano a non indire scioperi durante le trattative.

- sulla flessibilità in funzione della produttività e dell'abbassamento dei costi per le aziende

- sull'utilizzo dello straordinario individuale come banca ore per riduzioni di orario negli ultimi anni prima della pensione (un bel modo per spremere i lavoratori nel pieno delle loro forze senza pagare straordinari!)

- sullo sviluppo della sanità integrativa aziendale, rinunciando alla difesa della sanità pubblica

I Sindacati si stanno anche mostrando disponibili a trattare su diverse altre richieste del padronato, molto pericolose:

- abolizione degli scatti di anzianità, sostituiti da una valutazione di "professionalità" a discrezione delle aziende

- abolizione delle  voci fisse e continuative della retribuzione  (superminimi individuali e collettivi, aumenti periodici di anzianità, premi di produzione orari e mensili, importi retributivi fissi, ecc.), da inglobare una volta per tutte nei minimi nazionali; saranno bloccate le retribuzioni individuali attualmente superiori ai minimi che verranno fissati. Saranno possibili aumenti salariali solo a livello aziendale sotto forma di premi di risultato, di presenza o altri premi incentivanti

- i minimi nazionali saranno adeguati solo a luglio dell'anno successivo e solo con l'inflazione diminuita degli aumenti energetici (in realtà i soli previsti per i prossimi tre anni)

E' perciò chiaro che i contenuti della trattativa in corso sul Contratto Nazionale riproducono gli obiettivi che il padronato persegue da anni: riduzione degli spazi di rivendicazione e di conflitto, blocco dei salari, diminuzione del costo del lavoro, strumenti alle aziende per la divisione dei lavoratori, rinuncia a rivendicare l'abbassamento dell'età pensionistica e a difendere la sanità pubblica.

Chi intende firmare un Contratto Nazionale con questi contenuti, e  chi verrà a presentarlo nelle fabbriche con la scusa della crisi  e della competitività, deve incontrare un chiaro rifiuto dei lavoratori.

Deve essere chiaro che questo e` anche il risultato di una scelta della dirigenza nazionale della FIOM. Come era evidente dalla sua Piattaforma rinunciataria,  la direzione FIOM non ha saputo ne' voluto combattere fino in fondo la battaglia contro il Contratto FIAT, i Contratti nazionali separati,  gli accordi sulla limitazione dei diritti sindacali e ha scelto di ritornare, in cambio del riconoscimento da parte del padronato,  alla politica dell'unità sindacale, disastrosa e fallimentare per gli interessi dei lavoratori .

Questa scelta contraddice apertamente le rivendicazioni e le lotte sostenute dai delegati FIOM in tante fabbriche, fino al punto che alla FIAT di Melfi e di Termoli i delegati che hanno indetto gli scioperi contro i turni e gli straordinari imposti dalla FIAT sono stati sconfessati dai Segretari Provinciali FIOM e minacciati di espulsione dalla CGIL.

Come a Melfi e in tante altre fabbriche, dobbiamo praticare, contro questa politica di cedimenti, una azione sindacale completamente diversa, che rifiuti i vincoli alle lotte e al diritto di sciopero e respinga punto per punto l'attacco e le pretese del padronato, a cominciare dallo scontro quotidiano sulle condizioni di lavoro.


Delegati e Dirigenti Fiom Piaggio e Continental dell’area “Il Sindacato é un’altra cosa”

M. Cappellini, A. Tecce, G. Corrado, M. Ruffa, M. Malventi, G. Romboli, S. Cini, A. Bellagamba, G. Guezze, G. Bedini, G. Garzella, E. Natali, S. Bonchio

venerdì 4 marzo 2016

Contro le espulsioni, l’autoritarismo. Per le libertà sindacali



Esecutivo nazionale Sindacato altra cosa-Opposizone Cgil.

Il ricorso presentato dalla Fiom della Basilicata e del Molise contro i compagni e le compagne Fiom Fca di diversi stabilimenti ha avuto un esito inaccettabile. Il collegio statutario nazionale della Cgil ha infatti deliberato, a maggioranza, l’incompatibilità tra l’appartenenza al coordinamento intersindacale di lavoratori del gruppo Fca e la Cgil. Ciò consegna alla Fiom la facoltà di espellere senza ulteriore giudizio e senza diritto di difesa i compagni e le compagne Fiom del coordinamento Fca. Le loro colpe? Essere entrati in dissenso con la linea dell’organizzazione ed aver proclamato sciopero su diversi sabati comandati. Ogni iniziativa è stata assunta dai compagni e dalle compagne come singoli/e delegati/e Rsa Fiom ed in rapporto con i lavoratori Fca. Il comitato dei lavoratori Fca appare pertanto solo un pretesto per impedire la discussione interna e soffocare il dissenso. Peraltro all’interno di un’azienda che ha cancellato i diritti sindacali, rotto il contratto nazionale e messo fuori legge la Fiom e tutto il sindacalismo non complice. E’ lo stesso diritto di organizzare e praticare il dissenso dentro la Fiom e la Cgil a venire messo in discussione alla radice. L’espulsione di delegati in prima linea nella battaglia contro il modello Marchionne sarebbe un atto violento di rottura della storia della nostra organizzazione. Una rottura che non può e non deve avvenire. E’ nostra intenzione riprendere la campagna, ad ogni livello, per impedire le espulsioni e l’autoritarismo, per le libertà sindacali, la difesa della Costituzione, il pieno diritto di sciopero.

Riunione RSU del 3 marzo


la RSU è stata convocata giovedì 03/03 con il seguente ordine del giorno:


1. Informativa sull'incontro avuto il 19/02 tra delegazione trattante e l'Azienda per XL3.


2. Organizzazione seggi per consultazione lavoratori sulla "Carta dei diritti universali del lavoro" e sui referendum abrogativi.


3. Analisi della situazione sindacale in Continental alla luce dei recenti incontri con l'Azienda.


4. Varie ed eventuali.

Attendiamo che la RSU renda pubblico a tutti i lavoratori, in tempi brevi, il verbale della riunione comprendente anche il resoconto completo degli argomenti trattati con l'Azienda durante i "recenti incontri".

giovedì 3 marzo 2016

Conti Bonus 2016


Continental ha appena comunicato ai dipendenti che anche quest'anno sarà erogato il Conti Bonus per i buoni risultati ottenuti nell'anno fiscale 2015.
Gli importi per il bonus saranno pubblicati nei prossimi giorni ma sin da ora annunciano che ci sarà un aumento rispetto agli anni passati.

Assemblee in Continental sulla carta dei diritti e il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici




Si sono svolte nei giorni scorsi in Continental assemblee sindacali al limite del surreale su:

1) presentazione della carta dei diritti "nuovo statuto dei lavoratori"
2) aggiornamento trattativa sul CCNL dei metalmeccanici

In tempi delicati e difficili come quello che stiamo vivendo, la CGIL con la "carta dei diritti del lavoro"  vorrebbe addirittura sostituire lo Statuto dei Lavoratori e la trattativa dei metalmeccanici sta andando avanti a colpi di "ristrette" sulla base della piattaforma irricevibile di federmeccanica...

Insomma sono stati affrontati due argomenti importantissimi e difficilissimi che potrebbero stravolgere pesantemente le condizioni di lavoro di tutti noi, eppure la relazione introduttiva, durata 45 minuti dei 60 a disposizione dell'assemblea, è stata fondamentalmente incomprensibile.
Invece di chiarire cosa sta avvenendo e favorire un reale dibattito e una partecipazione tra i lavoratori, i relatori hanno lasciato i lavoratori più confusi che mai tanto è che alla fine dell'assemblea uscivano dalla sala commentando all'unanimità: "non ci ho capito niente!".

Essendo assenti le due delegate  Cini e Garzella inoltre l'unico punto di vista espresso è stato quello della Segreteria: nessun altro ha espresso un punto di vista alternativo sul merito degli argomenti trattati e le assemblee sono apparse un banale monologo di fronte ad una platea di lavoratori che ha ascoltato passivamente e distrattamente.

mercoledì 2 marzo 2016

Primavera di CARTA sul nuovo Statuto dei Lavoratori della CGIL


Siamo circa a metà del percorso della Cgil di consultazione straordinaria degli iscritti e delle iscritte sulla proposta di leg­ge di iniziativa popolare per la Carta dei diritti universali del lavoro. Il bilancio come avevamo purtroppo pronosticato non è positivo. Le assemblee nei luoghi di lavoro sono poco par­tecipate, serpeggia un generale disincanto e, ahi noi, tanta rassegnazione. Colpa dei lavoratori? Noi crediamo di no. Que­sta proposta non parla al cuore di quelli che la Cgil ambisce a rappresentare. Non parla a quella parte del lavoro stabile che ogni giorno vede la propria condizione peggiorare anche “grazie” alla contrattazione sindacale. Né tanto meno parla alla parte crescente di lavoratori esclusi dalle tutele del lavo­ro subordinato e per i quali non si rivendica neanche più la stabilizzazione. Non parla di reintroduzione dell’art.18 contro i licenziamenti, di riconquista delle pensioni da lavoro pre For­nero. Insomma non parla alla condizione di chi sta pagando un prezzo altissimo all’austerità politica, economica e sociale.

La verità è che senza la definizione di una nuova strategia sindacale costruita sui bisogni sociali e una nuova e diffusa vertenzialità dentro e fuori i luoghi di lavoro non si riuscirà a riconquistare nessun nuovo o vecchio diritto, tanto più affi­dando al buon cuore del Parlamento ogni speranza. Per que­ste ragioni la proposta di legge della Cgil è inutile e persino dannosa.
Sergio Bellavita, Fabrizio Burattini, Carlo Carelli, Eliana Como, Giulio De Ange­lis, Mario Iavazzi, Luca Scacchi, Nando Simeone, Maria Pia Zanni

Il Sindacato è un'altra cosa

https://sindacatounaltracosa.files.wordpress.com/2016/02/numero-6-carta-dei-diritti.pdf

URGENZA MENSA



Riceviamo e pubblichiamo:

Da:        Rsu 
Per:        G. Albertini, 
Cc:        C. Volpini, L. Lembi, RSU 
Data:        02/03/2016 16:26 
Oggetto:        problema mensa



Salve, 

credo opportuno organizzare un incontro urgente commissione mensa per discutere dell'igiene e della scarsa qualità del cibo. 

S. Cini RSU

venerdì 26 febbraio 2016

Limitazione del diritto di sciopero nei musei.



articolo di Eliana Como
Il 23 febbraio le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dello istituzioni hanno firmato presso l’ARAN un’intesa che ricomprende l’apertura al pubblico dei musei e degli altri luoghi della cultura nelle norme che regolamentano – cioè limitano – il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Essenziali come gli ospedali e la fornitura di energia! La norma prevedeva già limitazioni per servizi che – pure importanti e vitali per una società – di essenziale tanto da dover venire prima del diritto di sciopero non hanno niente. Così come già prevedeva la limitazione nei servizi di tutela del patrimonio artistico. Da oggi, però, tra i servizi essenziali soggetti a restrizione del diritto di sciopero – durante tutto l’anno – ci sarà anche l’apertura al pubblico di musei, ville e siti archeologici. Speriamo che prima o poi non si consideri essenziale anche la grande distribuzione commerciale o la produzione di automobili!
Non c’è dubbio, sia chiaro, che nel paese di Leonardo, Michelangelo e Raffaello l’arte dovrebbe essere un bene da tutelare sopra ogni cosa. E dovrebbe essere insegnata nelle scuole di ogni ordine e grado (anche negli istituti professionali, certo). E i siti archelogici dovrebbero essere conservati più di pietre preziose, Pompei non dovrebbe cadere a pezzi, le metropolitane non dovrebbero passare sotto i Fori Imperiali e Santa Maria Antiqua, per dirne una, non dovrebbe essere chiusa per restauro da decenni. Altrettanto non dovrebbe mai essere possibile che quadri di Pisanello e Mantegna vengano rubati come se niente fosse e Caravaggio non dovrebbe essere impunemente trafugato dalla Mafia per regalarlo a qualche politico… ricordate la Natività rubata 40 anni fa dall’Oratorio della Compagnia di San Lorenzo a Palermo e solo da pochissime settimane sostituita da una copia alla presenza solenne del capo dello Stato? Ecco!
Ma posso continuare, perchè è altrettanto sacrosanto che nel paese di Roma, Venezia e Firenze i musei dovrebbero essere i primi al mondo per fruizione, servizi e allestimento. E invece no, nemmeno per sbaglio. Lasciando stare i Musei Vaticani, che sono al terzo posto ma che non sono certo dello stato italiano, il primo museo italiano al mondo per numero di visitatori – gli Uffizi – è soltanto al 20° posto della classifica. Seguito da Palazzo Ducale a Venezia addirittura al 36°. E Palazzo Massimo a Roma non rientra nemmeno nei primi 100, così che la Venere di Milo al Louvre è vista da circa 10 milioni di persone all’anno, il Discobolo di Mirone da meno di 300mila!
Insomma, sono i numeri a dare conto del disinvestimento totale dello stato italiano nei confronti del suo immenso patrimonio artistico. Un disvalore assoluto che grida vergogna!
Eppure, quando si tratta di diritti sindacali, improvvisamente l’arte e il patrimonio artistico del Bel Paese diventano addirittura “servizio pubblico essenziale”, come tale rigorosamente sottratti alla libertà di sciopero e la vergogna non è lo stato che non investe sull’arte e sul turismo in genere, ma i lavoratori che pretendono i loro diritti!
D’altra parte, non era difficile immaginarlo, vista la strumentalissima polemica fatta pochi mesi fa sulla chiusura del Colosseo per una assemblea sindacale. Assemblea che non era uno sciopero evidentemente e che era stata richiesta in anticipo e regolarmente autorizzata, ma che è servita a diffondere nella stampa e nelle televisioni l’allarme scioperi! E al grido di “licenziamoli tutti” far passare l’idea di un paese piegato dalle proteste dei lavoratori dell’arte e della cultura, in cui non soltanto fosse possibile ma addirittura necessario ridurre ancora il diritto di sciopero. La “misura è colma” dichiarò in quei giorni il ministro delle attività culturali e del turismo. E ci mancherebbe! Non vorremmo mica lasciare orde di turisti ad aspettare sotto il sole – senza niente altro da poter visitare, poveretti, nel cuore di Roma – perchè alcune lavoratrici e lavoratori si riuniscono in assemblea per parlare del loro contratto!
Insomma, era chiaro che la propaganda del governo su quella vicenda puntava dritto all’accordo firmato l’altro giorno, che limita appunto il diritto di sciopero nei musei.
Ma la domanda è un’altra. Ma perchè la Cgil ha firmato quell’accordo?

http://sindacatounaltracosa.org/2016/02/25/limitazione-del-diritto-di-sciopero-nei-musei/