mercoledì 11 marzo 2015

FERMO AL PIEZO

Riceviamo e pubblichiamo il contenuto della mail inviata stamani dalle due delegate all'azienda e alla RSU:


Per conoscenza ai lavoratori,

Stamattina ad inizio turno i lavoratori del reparto Piezo sono stati invitati dal caporeparto a tornare a casa attingendo dai propri contatori di ferie e permessi.
Abbiamo più volte denunciato i continui fermi macchina che da un po' di tempo a questa parte si verificano sulle linee come derivanti dalla nuova organizzazione delle figure manutentive e tecniche e dall'organico ridotto.
Per tali motivi riteniamo una forzatura rimandare a casa i lavoratori con i propri contatori seppur in forma volontaria.
Da parte nostra non c'è disponibilità ad accettare soluzioni di questo tipo.
Saluti.


Giada Garzella RSU
Silvia Cini RSU

martedì 10 marzo 2015

Ordine del Giorno al direttivo provinciale FIOM Pisa: SCIOPERO DEGLI STRAORDINARI

Ordine del Giorno presentato al Comitato Direttivo provinciale FIOM del 9/3/15 dai membri dell’area di opposizione:

La difficile situazione produttiva di varie realtà della provincia di Pisa, con particolare riferimento alla progressiva deindustrializzazione dell'indotto piaggio;

L'attacco diretto ai diritti dei lavoratori con l'introduzione del job's act;

impongono al movimento sindacale l'adozione di una strategia ed una pratica sindacale conflittuale e di contrasto a partire dal territorio e dalle fabbriche, oltre al sostegno delle iniziative di lotta nazionali.

Per queste ragioni il comitato direttivo di Pisa impegna le strutture FIOM provinciali ad indire uno sciopero dello straordinario provinciale per:

- aprire una vertenza generale sulla deindustrializzazione di Piaggio e indotto,

- contrastare l'applicazione del job's act.

Sottoposto a votazione:

15 favorevoli
31 contrari
2 astenuti


lunedì 9 marzo 2015

Ordine del Giorno sull'utilizzo dei Contratti di Solidarietà

Ordine del Giorno presentato al direttivo provinciale FIOM dai componenti dell'area di opposizione "Il Sindacato è un'altra cosa":

Il direttivo provinciale FIOM, riunito a Calcinaia il 9 marzo 2015, esaminati l'uso e gli effetti dei Contratti di Solidarietà nelle aziende della provincia di Pisa, rileva che:

1. In Continental
nel 2015 è previsto un aumento di produzione del 15 per cento rispetto al 2014 e del 10 per cento rispetto al 2012 e al 2013. I 253 esuberi, pari a un dipendente su quattro, sono stati quindi dichiarati nonostante non esista uno stato di crisi. In questa situazione, la conseguenza principale dell'accordo è di permettere all'azienda di diminuire le ore lavorate e quindi aumentare i carichi di lavoro. Inoltre, accettare un numero di esuberi così alto significa solo dare all'azienda gli strumenti per una flessibilità a piacimento e per una gestione a suo arbitrio dell’orario di lavoro e dei lavoratori da impiegare. Gli esuberi, che non sono perciò il reale motivo della Solidarietà, ne saranno piuttosto il risultato. Una volta che avrà consolidato la nuova organizzazione del lavoro, l'azienda procederà, allora e per questo motivo, a esuberi e licenziamenti.

2. In Piaggio
Visto l'andamento della produzione e dell'occupazione, la base reale delle richieste di Solidarietà sono solo il progressivo trasferimento all'estero delle lavorazioni e l’aumento dei ritmi di lavoro. I contratti di solidarietà favoriscono e coprono questa politica aziendale e danno all'azienda gli strumenti per una flessibilità a suo arbitrio, che porta all'asservimento dei lavoratori alle decisioni dell’azienda in tutti gli aspetti del rapporto di lavoro.

Ritiene pertanto che firmare accordi di Solidarietà di questo tipo, soprattutto in aziende con una richiesta produttiva in aumento, non risponda a nessuna necessità, sia un danno per i lavoratori, che vengono messi in una condizione di debolezza e di ricattabilità, un pericolo per i licenziamenti a cui  possono dare origine e un favore alle aziende, pagato, attraverso l’INPS, con i soldi dei lavoratori.


Sottoposto a votazione:

13 favorevoli
31 contrari
4 astenuti

venerdì 6 marzo 2015

SULLA RIUNIONE DEL 4 MARZO


Riceviamo e pubblichiamo:

l 4 Marzo scorso ha avuto luogo la riunione tra  Azienda, RSU ed i responsabili dei reparti Piezo ed Xl2.

Nel corso della riunione il resto della RSU si è resa disponibile a pianificare “..alcuni ponti che potrebbero essere individuati..” nell'anno per favorire lo smaltimento dei PAR dell’anno in corso.

Essendo stato poco chiaro il riferimento ai destinatari della pianificazione abbiamo ritenuto opportuno ribadire alcuni concetti per non lasciare adito a fraintendimenti.

Per noi la quota di PAR pianificabile e fruibile dall'azienda in maniera collettiva è SOLO quella contrattuale delle 56 ore e comunque non superiore a quella già concessa con gli accordi firmati. La restante quota deve rimane a fruizione individuale perciò INDISPONIBILE per la fruizione collettiva!!

Per dirla in modo chiaro, non vogliamo che qualcuno decida per noi sui NOSTRI permessi dell’anno in corso oltre quelli vincolati dagli accordi, visto che già l’azienda dispone di un numero maggiore rispetto a quanto gliene concederebbe il contratto nazionale.

Il coordinatore unico ha tenuto ad evidenziare che la nostra posizione “..non è la posizione della RSU” giustificando che la disponibilità sui ponti avrebbe comunque coinvolto solo i lavoratori impiegati a 3 turni e quindi si sarebbe concesso il ponte solo per lo smaltimento delle 56 ore previste dall’accordo….

Ci chiediamo allora, in che senso la posizione della RSU è diversa dalla nostra?

Qual’è esattamente la posizione del resto della RSU? Siamo tutti d’accordo sul fatto che la quota individuale dei PAR debba rimanere a disposizione dei lavoratori e non possa essere concessa all’azienda?

Il problema nasce nel momento in cui l’azienda chiude per i ponti i reparti in cui sono presenti anche lavoratori non addetti su 3 turni. Questi sarebbero sostanzialmente obbligati a stare a casa con i PROPRI PAR non avendo la garanzia da parte di nessuno di poter lavorare nel caso non volessero fruire dei ponti (si parla dei ponti del 1°giugno e del 7 dicembre) e comunque dovrebbero essere loro a chiedere all’azienda di poter lavorare…..

Riteniamo che già questa sia una forzatura e ci sembra a dir poco paradossale e snaturato come ruolo quello di una RSU che sonda il terreno per conto dell'azienda  arrivando a voler chiedere essa stessa la disponibilità dei lavoratori “a fare i ponti”. Questo per noi significa scaricare sui lavoratori la responsabilità di non aver voluto ancora una volta prendere una posizione chiara per andare incontro alla necessità aziendale di metter mano su tutti i nostri permessi.

Riteniamo che unico atteggiamento serio da tenere sia quello di prendere e mantenere una posizione chiara ed esplicita di fronte all’azienda sul merito della questione, senza inventarsi strane cose tipo i “sondaggi” pur di assecondarne le pretese: I PAR residui a fruizione individuale DEVONO RIMANERE a completa disposizione dei lavoratori.

6 Marzo 2015
G. Garzella RSU
S. Cini RSU

giovedì 5 marzo 2015

Riunione RSU-Azienda del 3 Marzo


Siamo arrivati al paradosso!!
Per quanto ci risulta la RSU nella riunione del 3 marzo ha chiesto all'azienda il rispetto (?) del preavviso sulla Solidarietà e l'applicazione della stessa riduzione d'orario per tutti i lavoratori dello stesso reparto.

La risposta dell'azienda ovviamente è stata: "ma noi non stiamo violando alcuna regola o legge"..…”ma noi l'abbiamo sempre fatto...”

La RSU, nel corso della discussione, ha dato l'impressione di voler richiedere l'aiuto dell'azienda per "recuperare terreno" di fronte ai lavoratori rispetto ad una situazione che non riesce più a sostenere e a gestire, ossia la flessibilità continuamente pretesa dall'azienda sulla quale spesso si è fatto finta di non vedere e non sapere.

Riteniamo paradossale che si possano firmare accordi che concedono tutto all'azienda, come l'ultimo sulla solidarietà, e poi andarsi a lamentare con la stessa azienda perché questa, applicandoli COSÌ COME SONO STATI SCRITTI, se ne infischia dei preavvisi e penalizza alcuni lavoratori più di altri. 

Riteniamo che questa sia la ovvia conseguenza del non aver mai preso posizioni chiare e di aver anzi il più delle volte accettato e condiviso, tacitamente o per iscritto, richieste e pretese aziendali che vanno in un unica direzione: POTER DISPORRE ALL'ISTANTE DEI LAVORATORI!  

CONTI BONUS 2015


E' arrivata l' e-mail d'informazione ai dipendenti in cui Continental annuncia gli ottimi risultati raggiunti dalla multinazionale nel 2014 e comunica che sarà erogato a tutti i dipendenti un Conti Bonus pari a 1.006 euro o 503 euro a seconda del paese di appartenenza, a partire da aprile 2015. Noi siamo nel gruppo di paesi per cui sono previsti i 1.006 euro.
Rimane da affrontare la questione dell'assorbimento parziale nel nostro premio di maggio.

mercoledì 4 marzo 2015

Solidarietà ai lavoratori della Fiber di Bergamo

I delegati FIOM Piaggio e Continental esprimono totale solidarietà ai lavoratori della Fiber di Bergamo.

I lavoratori della Fiber di Bergamo stanno portando avanti una lotta contro il loro padrone che vorrebbe chiudere e trasferire tutta la produzione in Romania.
Sono in presidio da settimane davanti ai cancelli della fabbrica, giorno e notte, e hanno messo cosi’ in crisi i piani di chi avrebbe voluto sbarazzarsi velocemente di loro.

Ma chi non sopporta più questa determinazione da parte dei lavoratori, ha messo su l’altra notte un vero e proprio attacco fascista: un auto in corsa ha sparato biglie di acciaio contro i finestrini di un camper e di un auto presenti al presidio.

Un attacco gravissimo che non ha avuto gravi conseguenze per puro caso.

L’ultima, in ordine di tempo, di numerose intimidazioni che si sono verificate negli ultimi giorni allo scopo di far cessare la lotta.

Ma i lavoratori della Fiber fanno sapere che continueranno il presidio e la lotta, a testa alta e senza farsi intimidire, fino a quando non verrà assicurato il mantenimento del posto di lavoro.

I lavoratori della Piaggio e della Continental danno la loro solidarietà e il loro pieno sostegno ai lavoratori della Fiber per il vile attacco subito e per la lotta che stanno portando avanti.

Delegati FIOM Piaggio e Continental

lunedì 2 marzo 2015

Incontro Azienda-Rsu

Domani pomeriggio avrà luogo un incontro tra Azienda ed Rsu al quale parteciperà anche il segretario provinciale Fiom, M.Franchi.
Il tema affrontato sarà quello della "Gestione della Solidarietà".

domenica 1 marzo 2015

Assemblea nazionale Fiom-Cgil, Cervia 27-28 febbraio 2015

Al termine dei lavori dell’Assemblea nazionale sono stati presentati due documenti che sono stati votati in contrapposizione. Il documento presentato dalla Segreteria nazionale della Fiom, è stato approvato con 484 voti a favore, quello presentato da Sergio Bellavita primo firmatario è stato respinto con 38 voti a favore. Un delegato si è astenuto.

Documento presentato dalla segreteria FIOM:
http://www.fiom-cgil.it/web/assemblee-nazionali/1718-assemblea-nazionale-fiom-il-documento-conclusivo

Documento presentato da Sergio Bellavita (primo firmatario):

L'approvazione del Jobs Act apre uno scenario inedito e drammatico che è destinato ad avere conseguenze pesantissime sulla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori, sull'effettivo esercizio delle libertà sindacali e politiche. Se nel 1970 con lo statuto la costituzione entrava nelle fabbriche oggi la stessa, dopo la prima pesante manomissione della Fornero nel 2012, è stata definitivamente cacciata con il Jobs act. Sul terreno contrattuale il modello Marchionne si è imposto come modello generale per tutto il mondo del lavoro. Per la Cgil tutto ciò rappresenta una dura sconfitta. Non era scontato finisse cosi. La maggioranza del gruppo dirigente della Cgil nazionale porta responsabilità enormi nel non aver dato la continuità necessaria alla lotta d'autunno che aveva incrociato una grande disponibilità di vasti settori di lavoratori e lavoratrici. Lo sciopero generale del 12 dicembre è stato costruito per chiudere la mobilitazione non per avviarla. Cosi il governo Renzi ha potuto emanare i primi due decreti attuativi sotto natale, peggiorandone persino i contenuti, e senza alcuna opposizione sociale. Il direttivo nazionale cgil del 18 febbraio ha certificato a la fine della mobilitazione generale. La consultazione dei lavoratori per decidere se sostenere o meno una campagna referendaria per l'abrogazione del jobs act, che scarica cosi sui lavoratori quelle responsabilità che il gruppo dirigente non ha voluto prendersi, e la raccolta firme per una legge su un nuovo statuto dei diritti dei lavoratori , da avanzare allo stesso parlamento che ha appena deciso di cancellarlo, non rappresentano la continuità delle lotte. La campagna referendaria puo' essere utile se si aggiunge il tema dell'abrogazione della legge Fornero sulle pensioni, ma senza un conflitto generale che ne sostanzi socialmente il valore e' destinata ad un pesante Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale.
Questo gruppo dirigente ha pertanto dimostrato di non essere più adeguato. La crisi della Cgil appare profonda, difficilmente risolvibile senza una presa d'atto della realtà e scelte nette, radicali, coerenti. È necessaria una fase straordinaria nella vita dell'organizzazione. Ridefinire una nuova progettualità, nuove strategie contrattuali, nuove pratiche rivendicative. Non e' il tempo degli scioperi di testimonianza e delle manifestazioni rituali che non producono risultati concreti. Occorre una piattaforma generale del mondo del lavoro stabile e precario, unificante e mobilitante, che risponda alla necessità di ricostruire e riconquistare quel quadro di diritti e tutele che sono stati cancellati. Occorre definire una linea contrattuale che con rigore rifiuti di sottoscrivere le deroghe ai Ccnl, i licenziamenti e gli accordi che tagliano diritti, salari ed incrementano carichi e ritmi di lavoro, come troppo spesso avviene anche con la firma della Fiom. Cosi come rispetto al percorso per il rinnovo del Ccnl non si puo' costruire una piattaforma unitaria che accetti il sistema derogatorio introdotto dall'accordo separato del 2009. La costruzione di una coalizione di soggetti sociali non può cancellare o sostituire la necessità di agire in primo luogo il conflitto sia nei luoghi di lavoro che sul piano generale contro il governo Renzi. È un errore grave aver deciso di non proclamare più scioperi contro le comandate agli straordinari in alcuni stabilimenti ex Fiat lasciando cosi soli i lavoratori a contrastare il supersfruttamento del modello Marchionne. La bocciatura dei lavoratori della Sata di Melfi dell'accordo sui 20 turni firmato dai sindacati complici testimonia che coerenza e radicalità pagano. Nei grandi gruppi industriali Finmeccanica, Fincantieri siamo davanti a processi di pesante ristrutturazione e aggressione ai diritti dei lavoratori. Sono a rischio soprattutto gli insediamenti produttivi del mezzogiorno,i livelli occupazionali ed interi settori industriali del nostro paese. Serve una strategia per la difesa dell'occupazione, delle produzioni e insieme dell'ambiente e della salute delle popolazioni. Occorre che la Fiom promuova un vasto fronte sociale unitario per rilanciare l'opposizione alle politiche d'austerita' ed in solidarietà con il popolo greco, con il suo difficile tentativo di uscire dalla tenaglia delle politiche criminali della troika. Il prossimo 18 marzo ci sarà una giornata di mobilitazione europea contro l'austerita' e di contestazione del vertice della Bce a Francoforte, una giornata che la Fiom e tutto il mondo del lavoro dovrebbero assumere come una importante scadenza. I movimenti sociali, tante realtà di base e sindacali stanno costruendo una grande giornata di protesta per il primo maggio a Milano contro Expo 2015 il suo carico di sfruttamento del lavoro, di cementificazione e saccheggio del territorio. Una giornata a cui aderire. Per tutte queste ragioni l'assemblea nazionale dei delegati Fiom esprime la sua netta contrarietà alla linea approvata dalla Cgil nel direttivo nazionale dello scorso 18 febbraio.