giovedì 4 dicembre 2014

SULLE ASSEMBLEE DI DICEMBRE

Riceviamo e pubblichiamo: 

Manifestiamo tutta la nostra contrarietà rispetto alle modalità con cui sono state organizzate le assemblee retribuite di oggi e domani per i seguenti motivi:

1)   Solo un punto riportato in quell'ordine del giorno è stato affrontato in RSU il 24 Novembre scorso senza però essere stato definito, gli altri punti non sono stati mai oggetto di discussione.

2)   Non si capisce come possa essere fatta una discussione seria coi lavoratori sul punto "Aggiornamenti in merito alla situazione produttiva ed occupazionale", visto che ad oggi non è mai stato fatto un incontro ufficiale con l'azienda.

3)   I calendari delle assemblee sono stati resi pubblici all’ultimo minuto senza rispettare i regolari tempi di preavviso necessari per garantire ai lavoratori di poter avviare una discussione seria.


Per questi motivi prendiamo le distanze da questo modo di fare, da un metodo fatto di informazioni volutamente parziali e comunicate all'ultimo minuto, da argomenti liquidati in due battute su whatsapp e da discussioni fatte nei corridoi o per telefono.



4 Dicembre 2014
S. Cini RSU
G. Garzella RSU

Ristori: sei mesi di contratto di solidarietà ma, per ora, niente anticipo dello stipendio del mese di novembre

SANTA MARIA A MONTE Sei mesi di contratto di solidarietà ma, per ora, niente anticipo dello stipendio del mese di novembre. Sono questi i fatti salienti emersi dall'incontro tra sindacati ed esponenti di Officine Ristori dopo la visita al Ministero del lavoro per fare chiarezza su quali ammortizzatori sociali usare per la gestione del calo di produzione dell'azienda di Montecalvoli. Intanto, però, il direttivo provinciale Fiom Cgil ha votato e bocciato un ordine del giorno avverso all'accordo siglato il 5 novembre tra imprsa e rappresentanti dei lavoratori, tra i quali anche gli stessi esponenti di Fiom.

continua a leggere su:
http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2014/11/25/news/ristori-sei-mesi-di-contratto-di-solidarieta-ma-per-ora-niente-anticipo-dello-stipendio-del-mese-di-novembre-1.10377004

La Trw chiuderà a fine anno

Livorno, tutti i dettagli del tavolo al ministero del lavoro. L'azienda cesserebbe la produzione a fine anno, per poi prendersi quattro mesi per smantellare la fabbrica (la data proposta per la chiusura definitiva è il 30 aprile). Trattativa frenetica sugli incentivi alle uscite volontarie prima di fine anno: offerti meno di 50mila euro netti ad ogni lavoratore equivalenti a circa due anni di mensilità, ma i sindacati ne chiedono tre. Rsu durissime col governo.

Continua a leggere su:
http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2014/12/03/news/la-trw-chiudera-il-31-dicembre-1.10426797

mercoledì 3 dicembre 2014

Riunione Azienda-RLS del 2 Dicembre


Riceviamo e pubblichiamo:

Nel pomeriggio di ieri si è svolto l’incontro tra RLS e Azienda con i seguenti punti all’ordine del giorno:
- Formazione dei manutentori. 
- Obbligatorietà DPI in alcune aree produttive di Fauglia.


In seguito alla segnalazione all’ASL, rispetto al primo punto, l’Azienda ha provveduto ad effettuare i corsi formativi, che, a quanto ci ha comunicato l’RSPP risultano terminati.

Queste le richieste fatte all’RSPP sull’argomento:
- Da ora in poi a tutti, manutentori e responsabili, dovrà essere comunicato chi può far cosa,chi è abilitato a far cosa, per evitare che si mettano in atto comportamenti a rischio. Per questo è stato chiesto all’Azienda di consegnare quanto prima ai manutentori il certificato riportante l’abilitazione conseguita in seguito al corso in modo che ciascuno di loro possa verificare la sua condizione.
- Nessun manutentore meccanico dovrà essere chiamato ad intervenire e operare su macchine e/o apparecchi sotto tensione.
Sull’altro punto all’odg l’RSPP ha riferito la necessità di introdurre l’obbligo degli occhiali antinfortunistici per l’area dei componenti bassa pressione. Per le macchine presenti in quell’area, secondo quanto comunicato dall’RSPP, esiste un vincolo imposto dal costruttore che impone l’utilizzo degli occhiali per uso e manutenzione delle stesse.

Su questo punto la discussione si è chiusa con l’impegno dell’Azienda ad un riaggiornamento previsto per i primi di gennaio e la disponibilità a definire con i lavoratori l’occhiale più adatto per l’uso.


3 Dicembre 2014                 Giada Garzella RLS                   

Roma, corteo contro Jobs act: scontri in centro tra manifestanti e polizia

PIAGGIO: All’incontro con la Regione Toscana per discutere dei problemi produttivi della Piaggio e del suo indotto, non è ammessa la presenza dei lavoratori

Come rappresentanti dei lavoratori Piaggio, abbiamo chiesto al nostro segretario provinciale FIOM di poter partecipare all'incontro con una nostra delegazione, ma ci è stato risposto di no perché tra le oo. Ss. era stato stabilito che non partecipassero i rappresentanti dei lavoratori di fabbrica.

Come RSU non capiamo e non condividiamo tale scelta, e riteniamo veramente dannoso per i lavoratori continuare una pratica sindacale che privilegia i rapporti tra le strutture sindacali e politiche, esclude i rappresentanti eletti in fabbrica, subordina gli interessi dei lavoratori agli interessi dell’azienda e chiude ogni possibilità di una vera alternativa, mettendo i lavoratori stessi sempre e solo di fronte a decisioni già prese in altra sede. In queste condizioni anche una consultazione dei lavoratori si svuota di significato e serve solamente a ratificare tali decisioni

Da molti anni , ogni volta che è stato ratificato un accordo è andata più o meno così, alla Piaggio come alla Ristori, così come accadrà tra qualche giorno per la firma sulla solidarietà in Piaggio, senza nessuna trattativa sui veri problemi che riguardano i lavoratori, tra cui il disimpegno produttivo da parte di Piaggio, fatto a spese dei lavoratori e con i soldi pubblici, che è la principale causa dei fermi produttivi nello stabilimento di Pontedera e del ridimensionamento occupazionale dell’indotto. 

Venti anni di questa politica, oltre ad aver impoverito un intero territorio, hanno portato i lavoratori alle disastrose condizioni attuali e li ha resi più deboli e ricattabili. Come lavoratori dobbiamo però iniziare a far capire con forza e determinazione a chi, in questi anni è stato protagonista delle scelte politiche e sindacali che gli stessi schemi non sono più proponibili, perché non siamo più disposti a subire passivamente il continuo arretramento delle nostre condizioni di lavoro. 


RSU FIOM PIAGGIO
 

martedì 2 dicembre 2014

Accerchiamo il Senato

L’area “Sindacato altra cosa-opposizione Cgil” aderisce alla manifestazione del 3 dicembre davanti al Senato a Roma contro l’approvazione del Jobs Act e invita le delegate e i delegati, i militanti alla massima partecipazione. Dopo le tante mobilitazioni di questi mesi e la riuscita esperienza dello sciopero sociale bisogna dare continuità all’iniziativa e alzare il livello dello scontro. Lo sciopero generale della Cgil del 12 dicembre giunge in colpevole  ritardo rispetto al contrasto al Jobs Act ma deve essere l’avvio di una nuova stagione di conflitto sociale in questo paese. Contro ogni illusione concertativa, contro ogni complicità sindacale, per il salario e il reddito, per la difesa del patrimonio industriale.
Esecutivo nazionale

lunedì 1 dicembre 2014

Continental: richiesta di incontro con l'azienda

Riceviamo e pubblichiamo il documento inviato alla RSU Continental e alla struttura provinciale FIOM per sollecitare un incontro con l'azienda:

Riteniamo sia necessario affrontare al più presto con l'azienda le seguenti questioni:

- Come si rientra dopo la chiusura natalizia, visto anche che l'anno nuovo comincia con 2 possibili ponti, quello del 2 e del 5 gennaio;

- Bilancio e punto della situazione dopo circa un anno di solidarietà.
  
Ricordiamo che il Direttore negli ultimi suoi meeting aziendali ha parlato di volumi e sospensione della solidarietà entro il mese di novembre per diversi lavoratori. Crediamo sia doveroso per una RSU pretendere spiegazioni in merito e informazioni dettagliate dall'azienda.
Crediamo anche sia necessario verificare quanta riduzione di orario di lavoro è stata effettivamente fatta, reparto per reparto, durante questo anno di solidarietà, capire quanti lavoratori e in che misura sono stati coinvolti e come sono dimensionati i turni rispetto ad un anno fa.


1 Dicembre 2014
Giada Garzella RSU
Silvia Cini RSU

sabato 29 novembre 2014

Per tutti coloro che ancora muoiono di lavoro...

Gli ex cgil votano contro lo Statuto

Articolo di Giorgio Cremaschi
Ci sono comportamenti che non possono essere ascritti alle diversità di ruoli e funzioni. La Cgil chiederà a milioni di lavoratori il 12 dicembre di fare a meno di 8 ore di prezioso salario per scioperare contro il jobact. Tutti gli ex dirigenti della Cgil eletti con il PD han votato a favore di quella legge contro la quale i loro ex rappresentati scenderanno in lotta. Guglielmo Epifani è stato il predecessore e anche colui che ha costruito l’elezione di Susanna Camusso, Cesare Damiano é stato vice segretario della Fiom, Valeria Fedeli, vice presidente del senato, è stata segretaria generale dei tessili. Assieme a loro molti altri dirigenti di categorie e strutture confederali meno conosciuti, in qualità di parlamentari del PD oggi votano il Jobact. È un fatto politico rilevante, un danno enorme per la Cgil, altro che lobby dei sindacalisti in parlamento. Nella tradizione laburista britannica i dirigenti sindacali  che diventano deputati portano nelle istituzioni gli interessi della loro organizzazione. Da noi i parlamentari di provenienza Cgil non fanno neanche obiezione di coscienza di fronte ad un provvedimento che provoca dolore e rabbia nei loro ex rappresentati. Cioè coloro, per essere ancora più chiari, a cui qualcosa dovrebbero, visto che stanno dove stanno proprio in virtù delle lunga carriera sindacale.
E proprio qui sta il punto. Il comportamento di Epifani e di  tutti gli altri porta acqua al mulino di chi associa il sindacato alla casta e alla degenerazione della politica. In questo essi sono perfettamente e utilmente renziani. Nell’ultimo congresso della Cgil la nostra piccola minoranza aveva chiesto che si ponesse una regola al conflitto d’interessi nelle carriere dei dirigenti sindacali. Avevamo chiesto che non si potesse passare immediatamente da un importante ruolo nell’organizzazione ad un altro nelle istituzioni. E a maggior ragione che ai dirigenti Cgil non fosse permesso, pena risarcimenti verso gli iscritti, di saltare la scrivania delle trattative sindacali diventando manager aziendali. Chi viaggia in treno e parla con qualche ferroviere sa quanto abbia nuociuto alla credibilità stessa della Cgil, il fatto che Mauro Moretti sia passato direttamente dalla segretaria del sindacato trasporti alla direzione delle ferrovie. Bisognava pensarci e capire che nell’Italia di oggi, che non é certo quella di DiVittorio, lo sbocco politico e aziendale delle carriere sindacali avrebbe fatto danno. Invece queste nostre richieste sul conflitto di interessi son state respinte con sufficienza e fastidio, con quella stessa chiusura ottusa che si è opposta al nostro avviso di prepararsi in tempo allo scontro con Renzi. Contro cui ora la Cgil è costretta a fare lo sciopero generale, mentre i suoi ex dirigenti stanno dall’altra parte.
No, non se la cava Susanna Camusso ignorando il voto in parlamento di colui che chiamava capo quando era in Cgil. E neppure può risolverla dicendo che adesso Epifani fa un altro mestiere. Perché nell’Italia di oggi non sarebbero pochi quelli che penserebbero che chi proclama gli scioperi oggi, li tradirà domani quando troverà una collocazione migliore.
No, far finta di niente aggrava solo un danno che il gruppo dirigente attuale della Cgil ha una sola via per contenere. L’attuale segreteria deve dichiarare la rottura politica e morale con gli ex che han votato il jobact e fare di questo atto un momento di una più profonda ricollocazione della Cgil. Una ricollocazione in una posizione indipendente dagli schieramenti elettorali e  contro il Pd renziano. Altrimenti già il 13 dicembre la Cgil  inizierà una rovinosa ritirata.