mercoledì 10 settembre 2014

Sciopero generale ora!

CGIL se ci sei batti un colpo

Occorrerebbe forse un tavolino a tre gambe e una seduta spiritica per riuscire a scoprire che fine ha fatto la Cgil di fronte all'inarrestabile aggressione alla condizione di lavoratrici, lavoratori, giovani e pensionati!
Cosi, mentre la situazione economica e sociale del paese precipita ogni giorno di piu, crollano salari e pensioni, cresce la disoccupazione, la precarietà è condizione generale ed il governo Renzi persegue con più accanimento la stessa politica dei precedenti governi fino a mettere in discussione lo statuto dei lavoratori, bloccare i contratti dei pubblico impiego e tagliare pesantemente la spesa pubblica e sociale, manca una risposta adeguata del sindacato più grande di questo paese.
Nonostante la drammaticità di quanto accade, nonostante l'evidente fallimento delle politiche dei governi dell'austerità, compreso quello Renzi che ci ha portato nuovamente in recessione, si preannuncia l'ennesima iniziativa di sabato, l'ennesima adunata destinata a produrre solo passività e rassegnazione tra lavoratori e quadri militanti.

LA CGIL DEVE ROMPERE CON IL PD E CON RENZI

Ci vuole lo sciopero generale come primo atto di un percorso, che deve partire dai luoghi di lavoro, per la ripresa di un lungo conflitto sociale che ricostruisca la credibilità , il senso e l'efficacia del sindacato e delle lotte e che possa consentire di ottenere risultati concreti per la condizione dei lavoratori, dei giovani, dei pensionati.
È necessario che la Cgil proclami lo sciopero generale, rompendo ogni subordinazione al partito democratico, a Renzi ed al suo governo dell'austerità, con un appello a tutti i sindacati per costruire un percorso partecipato e condiviso su una piattaforma con poche, chiare ed unificanti parole d'ordine in grado di garantire la necessaria continuità e determinazione alla lotta:

- SALARIO E REDDITO
- PENSIONI DI NUOVO A 40 ANNI DI CONTRIBUTI
- RIDUZIONE DEGLI ORARI DI LAVORO A PARITA' DI SALARIO PER CREARE  OCCUPAZIONE
- DIFESA DELLO STATUTO DEI LAVORATORI

Le centinaia di lotte che attraversano il paese devono essere unificate, devono avere il pieno sostegno del sindacato e devono trasformarsi in battaglia generale. Se si vuole lottare contro il governo e le sue politiche bisogna scioperare nei luoghi di lavoro e bloccare il paese!

RACCOGLIAMO L'APPELLO DEI MOVIMENTI SOCIALI, BLOCCHIAMO IL PAESE E I POSTI DI LAVORO

La Cgil si apra al rapporto con tutte le soggettività e le realtà sociali che lottano per i diritti e i bisogni negati, che lottano contro le grandi opere e le devastazioni ambientali. I soldi ci sono ma vengono spesi per armamenti, opere inutili, per foraggiare un sistema clientelare e corrotto, per arricchire i soliti noti.

Raccogliamo l'appello che arriva dai movimenti dalla Val Susa: BLOCCHIAMO IL PAESE!
Il sindacato è un'altra cosa – Opposizione Cgil
#SCIOPEROGENERALEORA #17S #CONTROVERSO

https://docs.google.com/file/d/0B-cesRamX5sqN2ZGd2I3Q0ZNdW8/edit

martedì 9 settembre 2014

Cali al Dk4 e Dk7

Siamo venuti a conoscenza del fatto che l'azienda abbia informato la RSU di cali di volumi e conseguenti riorganizzazioni dei turni . In particolare i cali interessano i reparti Dk4 e Dk7 rispettivamente per 196 mila pezzi e di 170 mila pezzi, da settembre fino alla fine dell'anno.

L'azienda ha deciso quindi di riorganizzare i reparti in questo modo:

- Dk4: passa da 2 ad un turno coi CdS a partire dalla prossima settimana e per la durata di un mese;
- Dk7: attualmente su 3 turni, si fermerà il 12 e il 26 di settembre con l'utilizzo dei PAR come da accordo su 3 turni.

Trattandosi di una comunicazione di cali consistenti, riteniamo che la questione avrebbe meritato un approfondimento ed una discussione seria soprattutto sul reparto Dk7 dove l'azienda ha deciso di utilizzare le giornate di PAR anziché i CdS. 
Purtroppo siamo a constatare, almeno per quello che ci è dato sapere e in assenza di altre informazioni ufficiali, l'ennesima comunicazione da parte dell'azienda a "giochi" ormai fatti e decisi.

Pensiamo non si possa continuare ad accettare passivamente le comunicazioni e le decisioni aziendali. La RSU pretenda per lo meno una discussione approfondita.

domenica 7 settembre 2014

DALLA PIAGGIO - Ai lavoratori PTV e CT: non esistono scorciatoie


La vostra rabbia è più che giustificata, anche per quest’anno la Piaggio vi ha spremuto chiedendovi sacrifici in cambio di nessuna certezza. 
Ricordiamoci che le linee di montaggio sono riusciti a farle andare di sabato soprattutto grazie a voi. 

Ma questi avvenimenti,che accadono regolarmente ogni anno, non possono generare solo la rabbia e la delusione delle ultime settimane, dobbiamo tutti insieme prendere coscienza e trasformare questi legittimi sentimenti in qualcosa di costruttivo. 
Dovete prendere consapevolezza che una forza ce l'avete, la sola su cui fare affidamento per investire sul proprio futuro, e che questa forza è al massimo quando la Piaggio ha più bisogno di voi, quando i capetti vengono a chiedervi con la faccetta cortese di venire il sabato. 

E’ allora che dovete agire e usare questa forza insieme ai vostri compagni di lavoro, con lo sciopero, che è si` un sacrificio, ma anche la sola arma per affermare i nostri diritti e la nostra dignità.

Gli scioperi di questi mesi, anche se sono serviti come resistenza al peggioramento, non hanno portato ai risultati che vogliamo. Pero`, per la partecipazione e soprattutto per la chiarezza delle rivendicazioni, sul precariato come su tutti gli altri problemi, hanno gettato le basi per cambiare e ricostruire relazioni sindacali serie che mettano al centro delle trattative i veri interessi dei lavoratori. 

Un cambiamento che non lascia spazio ai molti parassiti che continuano a campare sulle nostre spalle, e per questo motivo cercano ancora di contrastarlo. 

L’ultimo sciopero ha fatto paura a molti, all’azienda e a chi le regge mano. 
Se, al momento opportuno, riprenderemo gli scioperi con la stessa partecipazione, avremo buone possibilità di aprire finalmente una trattativa con quest’azienda e ottenere i risultati che rivendichiamo.

RSU FIOM PIAGGIO
 
 

sabato 6 settembre 2014

In evidenza...

Invece di pensare ai timbrini L' azienda deve preoccuparsi di metterci in condizioni di lavorare meglio e bene se vuole " profitto" prodotto buono. E non lasciare le linee cadenti, abbrocciando manutenzioni farlocche. Le linee non vanno. Le macchine hanno bisogno di manutenzione. Ma noi non abbiamo a scorta nemmeno un cavo da 20€ a scorta per il FR. Sono due settimane che quel ca.....o di macchina ha necessità di sostituire un cavo multipolare... quanto costerà mai 50€ a dir tanto??????? Ci sono macchine che scartano e si fermano per ore PER UN SENSORE DA 5 € Ma stiamo scherzando????? Tutto allo sfascio... altro che TIMBRINI. Guardate i dati dei target.

http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2014/09/sui-timbrini-in-cr-azienda-latitante.html

venerdì 5 settembre 2014

Sui TIMBRINI in CR: azienda latitante

Stiamo ancora aspettando che l'azienda soddisfi la richiesta e conceda alla RSU una data per permetterci di approfondire e comprendere la questione sui "timbrini".
Giada Garzella
http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2014/08/le-ultime-sui-timbrini.html

E' passato più di una settimana dalla richiesta di incontro all'azienda e non c'è stata ancora nessuna risposta e nessuna data fissata per la discussione. Non siamo disposti ad accettare che l'azienda faccia finta di niente su questioni così importanti.

giovedì 4 settembre 2014

Tragedia all'Ilva, operaio muore mentre ripara i binari: proclamato lo sciopero immediato

L'uomo stava lavorando sul luogo dell'incidente dei giorni scorsi, quando un carro siluro che trasportava 200 tonnellate di ghisa incandescente è deragliato.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/09/04/news/morto_ilva-94987007/

Il prezzo della propaganda







di Sergio Bellavita - Bisogna tornare a lottare!

Eravamo stati sin troppo teneri con coloro, tra cui Landini, che avevano incensato Renzi per gli 80 euro. Non solo perché come era evidente il saldo sarebbe stato negativo tra il dare e l'avere anche per coloro che beneficiavano di quel provvedimento, considerato l'aumento di tasse, servizi e balzelli vari dopo la finta cancellazione dell'imu.
Gli 80 euro erano il prezzo da pagare alla avida macchina di propaganda del regime renziano. Una semplice partita di giro che, ci permettiamo di dire, ovviamente sarebbe stata messa tutta a carico dei lavoratori e delle lavoratrici.
Con un'astuta e bieca manovra tipicamente padronale, Renzi con quell'operazione intendeva dimostrare l'inutilità del sindacato e incassare i benefici elettorali del benefattore di turno!
Oggi il conto viene presentato a tutti, in primis agli stessi dipendenti pubblici tartassati dalla progressiva implementazione della riforma Madia e a cui viene detto: "avete già goduto con gli 80 euro"!!!
Ma il conto e' salato per tutto il mondo del lavoro per cui è sempre aperta la stagione dei contratti peggiorativi o di un blocco totale della contrattazione.
E' evidente che l'ennesimo stop ai contratti del pubblico impiego vuole sancire la fine del contratto nazionale. Ora bisogna mobilitarsi. Serve come non mai uno sciopero generale, finalmente unificante e liberatorio! Bisogna tornare a lottare!

Scuola - Comunicato lavoratori autoconvocati







Resoconto assemblea dei lavoratori autoconvocati della scuola - 1° settembre 2014
 
L'assemblea organizzata lunedì 1º settembre dai lavoratori autoconvocati della scuola ha avuto un ottimo livello di partecipazione e molti sono stati gli interventi di docenti ed ATA, precari e di ruolo, appartenenti a differenti sigle sindacali, preoccupati dalle promesse/minacce avanzate nelle scorse settimane da Renzi e della ministra Giannini. 

Questa preoccupazione si è tradotta nella presa d'atto da parte dei partecipanti dell'assoluta necessità di mettere in campo un più elevato ed incisivo livello di mobilitazione per rispondere al governo su questioni come l'eliminazione delle supplenze per i precari, il rinnovo del contratto, la differenziazione pseudo-meritocratica dei docenti in tre livelli, il taglio delle tasse alle private... 

In particolare moltissimi interventi hanno sottolineato la necessità di avviare il percorso per la costruzione di uno sciopero generale, finalmente unitario, di tutte le componenti della scuola e di tutte le sigle sindacali. 

Le indicazioni dell'assemblea dei lavoratori autoconvocati della scuola, scaturite dagli interventi sono: 


- costruzione di una grande assemblea generale della scuola a Roma, che si terrà probabilmente il 15 settembre, per il lancio di uno sciopero unitario. 

- costruzione dopo l'assemblea generale, di assemblee autoconvocate nei diversi territori e nelle singole scuole da organizzare sulla stessa piattaforma dell'assemblea per la preparazione dello sciopero unitario. 

- il gruppo di continuità definito nelle precedenti assemblee, allargato ai collegh@ interessati ad impegnarsi nel percorso, si occuperà della costruzione del volantino per l'assemblea del 15 e di un documento da far girare e da presentare nei collegi docenti e nelle assemblee a scuola. 

- la data per uno sciopero generale unitario dovrà ovviamente essere stabilita nell'assemblea del 15 settembre, ma molti interventi dell'assemblea hanno già indicato come data possibile venerdì 10 ottobre, giorno scelto dagli studenti per la loro mobilitazione nazionale. 
Questa giornata potrebbe essere ideale per sancire l'alleanza tra lavoratori e studenti della scuola e su di essa stanno convergendo tra gli altri i lavoratori di quota 96 ed i precari che hanno organizzato l'iniziativa del 29. 
Abbiamo quindi la possibilità di lanciare uno sciopero ed una mobilitazione di massa, realmente trasversale ed unitaria, contro le politiche scolastiche del governo Renzi. Infine l'assemblea rimane in attesa dei contenuti 
della riforma del governo Renzi per prendere una posizione più adeguata in merito. 
 
lavoratori autoconvocati scuola
 

martedì 2 settembre 2014

Prima riunione della RSU con i segretari: punti di discussione

La riunione di insediamento della nuova RSU che si è svolta lo scorso 7 Agosto ha visto la presenza di tutti i componenti e dei Segretari provinciale e regionale Fiom.
In mancanza di un verbale ufficiale riportiamo i punti salienti di quella discussione che alla fine si è conclusa con un niente di deciso e di formalizzato.

La discussione si è aperta sulla necessità di fare un punto zero e provare a ripartire con un percorso nuovo ma di fatto è sembrato continuare ad esserci la volontà di ripartire riconfermando le vecchie condizioni e i vecchi metodi.

Da parte nostra c'è la massima apertura e disponibilità nel caso si voglia istituire una segreteria interna alla RSU i cui componenti abbiano tutti pari dignità e riconoscimento di fronte all'Azienda e alle Segreterie. Questo è ciò che prevede "Il Regolamento di funzionamento della RSU" che affida alla segreteria in questione compiti per così dire d'ufficio e di coordinamento per cui non dobbiamo inventarci niente di nuovo. I regolamenti in merito già ci sono, basta solo applicarli.
Questo è ciò che sosteniamo e che abbiamo sostenuto durante quella riunione.

Siamo invece contrari ad individuare un "responsabile politico" che gestisca i rapporti in RSU e tra la RSU, l'Azienda e le Segreterie.
Siamo contrari all'idea di un' unico interlocutore, chiunque esso sia, perchè non ci piace che una persona sola possa costituire nel tempo un rapporto univoco con le parti, un rapporto per così dire "preferenziale".

Durante la riunione, nonostante le elezioni siano già chiuse, è stata sollevata anche la questione degli RLS (rappresentanti sicurezza lavoratori):
La legge, per numero di dipendenti ce ne concede 3 e 3 sono stati eletti.
La "condizione di miglior favore" racconta di altri 3 RLS che sarebbero eventualmente concessi dall'azienda per "garantire" una miglior copertura delle due sedi.
Già prima delle elezioni l'argomento era stato affrontato e noi avevamo manifestato la nostra disponibilità ad eleggerne 6 a patto che i 6 risultassero i più rappresentativi, quelli cioè che avessero preso più voti.
Le regole decise dalla Segreteria FIOM per l'elezione degli RLS hanno tuttavia portato ad avere solo i 3 RLS quindi ad oggi, ad elezioni chiuse, non si capisce come si potrebbe aumentare il numero degli RLS legittimati dai lavoratori se non annullando le elezioni.
Noi siamo per considerare chiuso il capitolo elezioni ed andare avanti.

La discussione ha toccato poi in maniera marginale anche la questione della delegazione trattante, "organo" con potere contrattuale interno alla RSU previsto dai regolamenti ma che a nostro avviso dovrà consentire la più ampia partecipazione senza l'esclusione di nessuno dei componenti.

Arrivati a questo punto e visti i trascorsi quindi per NOI è più che mai essenziale e opportuno ripartire dalle regole e questo anche nel rispetto di quei delegati che si affacciano per la prima volta al panorama sindacale.
Per questo pensiamo che sia necessario abbandonare i vecchi metodi di "gestione della RSU" se, come si dice, si vuole veramente dare un segnale nuovo.

lunedì 1 settembre 2014

Paolo riprende lo sciopero della fame alla Lucchini

Sabato 30 Agosto 2014

L’ estate è quasi terminata e la situazione dello stabilimento Lucchini di Piombino è sempre più drammatica.
Dopo lo spegnimento dell’ altoforno, avvenuto nell’ aprile scorso, adesso si è fermata anche la cokeria. In pratica migliaia di persone vivono tra contratti di solidarietà, pochissimi giorni di lavoro ed il buio davanti. Nessuna delle promesse del Governo è stata mantenuta: l’ impegno a non spegnere l’ altoforno, l’arrivo della Concordia a Piombino e lo stesso accordo di programma appare di difficile e lunga applicazione. Forse addirittura una grande scatola vuota. Fin troppo facile constatare che Piombino e i suoi lavoratori sono stati traditi e abbandonati, senza scrupoli. Anche la proposta di acquisto dello stabilimento da parte del gruppo indiano
(ammesso che vada in porto) non può essere la soluzione definitiva, in quanto assicurerebbe il rientro in fabbrica solo a 700 persone, riassunte probabilmente, dietro un rigida selezione che una volta si definiva padronale, con diritti e salari da terzo mondo. Adesso occorre affermare una sola cosa: ci possiamo salvare soltanto tutti insieme. Non è accettabile una soluzione per alcuni, mentre altri restano nell’ incertezza; così scateneremmo solo una guerra fra poveri. L’unico percorso condivisibile è quello che assicura lavoro stabile, con la salvaguardia dei diritti acquisiti per tutti, lavoratori diretti e dell’ indotto. Senza perdere neanche un posto di lavoro.
Questo si può ottenere in un solo modo: tornando a produrre acciaio allo stabilimento di Piombino. Se per questo occorre che lo Stato riacquisisca, anche solo in parte, la fabbrica, si pretenda che lo Stato lo faccia, con forte determinazione. Dopo promesse tradite e colossali prese in giro, è fin troppo chiaro che solo la mobilitazione e la lotta dei lavoratori di tutto il territorio, può servire a non far chiudere Piombino. Ecco perché da subito bisogna organizzare iniziative talmente forti e durature da far diventare il caso della siderurgia di Piombino un’emergenza nazionale. Io sono solo un lavoratore (iscritto alla FIOM) di 54 anni che dal 1980 lavora nella fabbrica di Piombino. Non ho altro modo di esprimere la necessità dei riprendere la lotta per i nostri diritti e per il lavoro, se non quello di mettermi in gioco personalmente. Per cui dalle ore 8.00 di sabato 30 agosto alle ore 8.00 di lunedì 1° settembre sarò all’ingresso della città di Piombino, nell’ aiuola pubblica  all’ ingresso della SOL, facendo lo sciopero della fame. Sarà banale,ma è vero: chi lotta può perdere, ma chi non lotta ha già perso!!  E se si perde questa  volta, lasceremo alle nuove generazioni un futuro di miseria e disperazione.


Castagneto C.cci 14 agosto 2014

Paolo Francini