domenica 12 gennaio 2014

Cosa sta succedendo? Cos'è questo nuovo accordo sulla rappresentanza?

Pensiamo che quello che sta succedendo in ambito sindacale sia molto serio e grave.

Inviatiamo tutti a leggere gli ultimi post pubblicati:

http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2014/01/cgil-firma-un-accordo-con-cisl-uil-e.html

http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2014/01/accordo-sulla-rappresentanza-ce-una.html

http://ilfoglio-bianco.blogspot.it/2014/01/disobbedire-alla-resa-dichiarazioni-di.html

Disobbedire alla resa! - Dichiarazioni di Giorgio Cremaschi

Domenica 12 Gennaio 2014 11:09

di Giorgio Cremaschi - Il regolamento applicativo dell'accordo del 31 maggio  sottoscritto venerdì sera da Confindustria e da CGIL CISL UIL viola lo Statuto della CGIL e soprattutto la Costituzione. Naturalmente non è che la cosa ci stupisca, il testo sottoscritto da poco semplicemente trasforma in regole scrupolose i principi e lo spirito antidemocratici  già contenuti nell'accordo del 31 maggio 2013. Tuttavia vedere ora quelle regole è sconvolgente. Tralascio il dettaglio degli orrori e vado ai punti di fondo. (...)
L'accordo viola la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha riammesso la FIOM in Fiat, e afferma che solo i firmatari che accettano tutte le sue regole hanno i diritti sindacali. 
L'accordo accetta le deroghe in azienda ai contratti nazionali sugli orari, sulla prestazione e sulle condizioni di lavoro cioè su tutto, alla faccia di tutte le posizioni ufficiali della CGIL. Sacconi e il suo articolo 8 sono soddisfatti.
L'accordo prevede la esigibilità degli accordi, di questi accordi in deroga, anche per chi non è d'accordo e le sanzioni per chi li contrasta, sanzioni che colpiscono il sindacato e i delegati aziendali. Questo è semplicemente l'accordo separato di Pomigliano esteso a tutti.
L'accordo prevede che una giuria di arbitri formata da tre rappresentanti di CGIL CISL UIL , tre della Confindustria e un "esperto"esterno decida sui comportamenti delle categorie. Cioè la FIOM sarà giudicata da una commissione dove padroni e sindacati complici sono la grande maggioranza.
Tutte queste clausole violano i principi e lo Statuto della CGIL, per questo la firma di Susanna Camusso è illegittima, non ci rappresenta e per noi non ha alcun valore. Disubbidiremo e combatteremo questo accordo in difesa delle libertà sindacali e di quelle dei lavoratori con tutti gli strumenti democratici atti a rovesciarlo.
A Maurizio Landini che ora dice no e chiede la consultazione (leggi il comunicato di Landini),  diciamo che se avesse detto no il 31 maggio ed allora avesse preteso il voto dei lavoratori, che invece su quella intesa non son stati neppure informati, a Landini diciamo che se si fosse opposto allora oggi non saremmo a questo disastro. 
In ogni caso il gruppo dirigente della FIOM è ancora in tempo per recuperare almeno in parte alla cantonata pazzesca che ha preso. Invece che sospendere i congressi della FIOM,  scelta fuori dalle regole che danneggia solo chi dissente, si dissoci dalla maggioranza della CGIL e dal suo documento congressuale, che al primo punto mette proprio l'esaltazione dell'accordo del 31 maggio. Landini rompa con Susanna Camusso e venga a lottare con noi contro questo accordo e contro il modello di sindacato che propone. E lo faccia sul serio, senza le giravolte a cui ci ha abituato da un po' di tempo in qua.
Per quanto ci riguarda useremo tutte le assemblea congressuali dove riusciremo ad arrivare per mettere sotto accusa il gruppo dirigente che ha firmato questa resa. Si deve sapere che c'è chi dissente, disobbedisce e soprattutto non si arrenderà mai.
 
fonte:

Accordo sulla rappresentanza: c'e' una sola "parte sociale". Lotteremo per farlo naufragare, serve una legge - USB Unione Sindacale di Base

Nazionale – sabato, 11 gennaio 2014
 
Il "testo unico" sulla rappresentanza sindacale varato definitivamente ieri sera con la benedizione del presidente Napolitano espropria i lavoratori dei propri strumenti democratici ed e' il tentativo di chiudere definitivamente qualsiasi spazio di democrazia e di conflitto nei luoghi di lavoro, attribuendo ai firmatari una prerogativa legislativa che invece la Costituzione attribuisce al Parlamento eletto dal popolo.

Non sappiamo in che misura la tempistica dell'emanazione del "testo unico" sia stata dettata dall'esigenza di stoppare la proposta di legge sulla rappresentanza contenuta nel jobs act avanzata da Renzi e di fornire un pacchetto preconfezionato dalle parti sociali e pertanto intoccabile, sappiamo pero' che se si vuole normare l'articolo 39 della costituzione questo non può che avvenire attraverso l' emanazione di una legge da parte del Parlamento.
Sanzionare il conflitto per rendere esigibili gli accordi, consentire alla contrattazione di secondo livello di derogare ai contratti nazionali,garantire solo a chi si piega alla sottoscrizione del "testo unico" e quindi accetta di non lottare più contro accordi che non condivide, tentare di aggirare la sentenza della Corte costituzionale, rendere inesigibile il referendum nel caso in cui l'accordo sia sottoscritto dalla maggioranza delle RSU sono le  perle piu' evidenti contenute nel testo unico. Saranno i punti prioritari che metteremo al centro dello scontro, duro e senza sconti, che l' UNIONE SINDACALE di BASE avvia da oggi in tutta Italia e in tutti i luoghi di lavoro.
 
USB Unione Sindacale di Base
 
fonte:

CGIL firma un accordo con CISL, UIL e Confindustria senza interpellare le categorie. Landini esprime il suo disappunto.

Rappresentanza. Landini (Fiom): «No alle sanzioni e alla limitazione delle libertà sindacali dei lavoratori»
 
Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

"Visitando il sito www.cgil.it, apprendo che la segretaria generale della Cgil ha firmato il testo di un accordo con alcuni contenuti mai discussi in nessun organismo della nostra organizzazione."
"Ciò che doveva essere un regolamento attuativo dell'accordo tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sulla rappresentanza si trasforma in un nuovo accordo. Da una prima lettura si evidenzia che il nuovo accordo prevede sanzioni verso le organizzazioni sindacali o i lavoratori eletti, si introduce l'arbitrato interconfederale in sostituzione dell'autonomia delle singole categorie sindacali e compaiono elementi di limitazioni delle libertà sindacali anche in contrasto con la recente sentenza della Corte costituzionale sulla Fiat."
"Tutto ciò rende evidente l'urgenza e la necessità di una convocazione immediata del direttivo della Cgil e, nel rispetto dello Statuto della nostra organizzazione, di procedere alla consultazione degli iscritti interessati dall'accordo. Lunedì, intanto, si riunirà la segreteria nazionale della Fiom-Cgil per esprimere un giudizio più compiuto sull'accordo, anche in vista del Comitato centrale già convocato per il 16 gennaio."

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
 
Roma, 11 gennaio 2014


Comunicato della Segreteria nazionale Fiom-Cgil.

Visto l'accordo firmato il giorno 10 gennaio da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, chiediamo alle strutture Fiom di rinviare le assemblee congressuali programmate a dopo il Comitato centrale già convocato per il 16 gennaio prossimo.
Lunedì prossimo, 13 gennaio, seguirà nota ufficiale.

fonte:

sabato 11 gennaio 2014

La RSU dice a Mr. Braun di avere il mandato per lavorare ad una proposta a 20 turni!

Con appena 252 SI la RSU si è sentita legittimata a dire all'azienda e in particolare a Mr. Braun di aver ricevuto il mandato dai lavoratori per costruire una proposta a 20 turni settimanali sul 4°.

Evidentemente questa RSU ha ritenuto non necessario fare umilmente un passo indietro e provare a costruire una piattaforma che sia veramente condivisa coi lavoratori.

Ci spiace molto dover constatare che tale forzatura dimostra ancora una volta l'assoluta incapacità dell'attuale delegazione di rappresentare i lavoratori e la sua totale subordinazione all'azienda.


Il 13 dicembre 2013 il FOGLIO BIANCO pubblicava il seguente post:

"Come si prosegue con la piattaforma visto che la RSU non ha i numeri?"

Analizziamo i dati del referendum per alzata di mano fatto in assemblea:
Totale dipendenti= 930
Totale operai= 640
SI= 252 pari al 27% dei dipendenti (39% degli operai)
NO= 143 pari al 15% dei dipendenti (22% degli operai)
535 lavoratori, pari al 57% del totale, si sono astenuti, alcuni  per alzata di mano, alcuni abbandonando l’assemblea prima della fine, altri ancora disertando completamente le assemblee.
Il dato di fatto è quindi che la RSU non ha ricevuto il mandato a costruire una piattaforma sui presupposti espressi in assemblea perché non ha i numeri sufficienti per farlo. I SI non hanno raggiunto neanche il 50%+1 tra gli operai, ammesso che sia lecito conteggiare solo gli operai.
Invitiamo quindi la RSU ad abbandonare l’idea di costruire una piattaforma sugli orari di lavoro che parta dal cedere all’azienda i 20 turni settimanali sul 4° turno.
Se, nonostante i numeri, la RSU deciderà di andare avanti comunque nella direzione annunciata in assemblea è chiaro che tale decisione sarà considerata una forzatura da parte di una delegazione che non è più rappresentativa dei lavoratori Continental.

Nel caso la RSU decida di insistere su questa strada abbia per lo meno la coerenza di distinguere con colori diversi le schede di operai e impiegati al referendum di approvazione della piattaforma sugli orari e abbia soprattutto la coerenza di rassegnare le dimissioni qualora non raggiunga la maggioranza di approvazione tra gli operai.

venerdì 10 gennaio 2014

A integrazione della sintesi sull'incontro RSU - azienda del 9 gennaio su questione orari

La RSU ha espresso all'azienda la necessità che l'eventuale accordo di modifica degli orari di lavoro non sia applicato per tutto il 2014 in concomitanza con i contratti di solidarietà.