sabato 9 novembre 2013

In evidenza il commento di un lavoratore al post "Risposte ai quesiti sui Contratti di Solidarietà"

Ragazzi una domanda. Ma secondo voi è giusto che si continui a fare straordinari ovunque? I sindacalisti in assemblea hanno detto che il calo sarà dal 2014 quindi per ora li possono fare. A me sta cosa non mi convince perchè già da ora l'azienda ha detto che ci sono gli esuberi. Non è già partita la procedura di mobilità? Allora se gli esuberi sono ora blocchiamo ora gli straordinari. siamo già in crisi se ci sono 111 esuberi. vi pare?

giovedì 7 novembre 2013

Risposte ai quesiti sui Contratti di Solidarietà

Proviamo a dare risposte alle varie domande venute fuori dal Il post "Cosa sono i contratti di solidarietà":

1) il contratto di solidarietà viene applicato a tutti i lavoratori?
R) Non necessariamente. Può essere fatto un accordo che coinvolga tutti o solo una parte dei lavoratori.

2) l'azienda deve fare la lista dei nomi dei lavoratori in esubero?
R) All'accordo dovrà essere allegata la lista dei nomi dei lavoratori coinvolti nel contratto di solidarietà (il numero totale dei lavoratori coinvolti non necessariamente coincide col numero totale degli esubri). Trimestralmente deve essere fornito alll'INPS l'elenco nominativo dei lavoratori che hanno beneficiato dell'integrazione. Tali lavoratori devono apporre la propria firma per attestare l'avvenuto pagamento dell'integrazione salariale.

3) quanto tempo prima deve essere presentata la domanda?
R) La legge prevede che la domanda deve essere presentata alla Direzione provinciale del lavoro competente per territorio con allegato:
  • copia dell'accordo sindacale con allegato l'elenco dei lavoratori coinvolti
  • scheda informativa aziendale
  • dettaglio dell'orario ordinario e dell'orario ridotto
La Direzione Provinciale del Lavoro, una volta verificati i presupposti di legge, trasmette l'istanza al Ministero del lavoro, il quale autorizza entro 30 giorni il contratto di solidarietà e l'ammissione al contributo, con decreto direttoriale che trasmette alla DPL stessa e all'INPS competente.


In rete si trovano tantissimi accordi sui contratti di solidarietà firmati anche dalla FIOM. Pensiamo sia istruttivo darci un'occhiata per farsi un'idea di come possano essere gestite le cose.
A titolo di esempio provate a leggere l'accordo fatto dalla FIOM di Brescia per i contratti di solidarietà alla PERAZZI ARMI. Ecco il link al documento:


http://www.fiom.brescia.it/site/home/contrattazione/a-brescia/documento1896.html

mercoledì 6 novembre 2013

Lavoro, il grande amore delle imprese per il contratto di solidarietà - Il Fatto Quotidiano

Si riducono le ore lavorate e (un po') gli stipendi per evitare licenziamenti e cassa integrazione, ma spesso le imprese ne approfittano. Le richieste per il 2013 hanno già superato di gran lunga quelle per l'intero 2012. Sono 32mila le persone coinvolte per evitare tagli al personale. Il conto è già arrivato a 41 milioni

Continua a leggere su:

lunedì 4 novembre 2013

Rettifica al post del 30 ottobre "Riunione presso l'Unione Industriali sulla questione degli esuberi"

Dopo aver preso visione della documentazione abbiamo il dovere di rettificare la seguente affermazione:

"L'azienda ha presentato il documento per l'avvio della procedura alla RSU ed alle segreterie chiedendone la condivisione tramite firma."
Ciò non è esatto. L'azienda ha avviato di già la procedura di mobilità per 111 dipendenti e ne ha dato comunicazione tramite fax alla RSU il 28 ottobre.
 
Quindi l'azienda durante l'incontro del 30 ottobre non ha presentato il documento per l'avvio della procedura ma una bozza di accordo per la gestione della mobilità.

13 novembre 2013 - sciopero generale con manifestazione a Pisa

sabato 2 novembre 2013

i delegati Fiom della Piaggio fanno due conti su CIG e Contratti di Solidarietà

Altro articolo pubblicato su: 

http://manifestino.blogspot.it/


martedì 5 marzo 2013

Contratti di solidarietà: chi ci guadagna?

Sui contratti di solidarietà sono state dette tante cose, ma i conti sembra non li abbia fatti nessuno. A chi convengono? Mettiamo a confronto i vantaggi per la Piaggio e per i lavoratori, rispetto alla ipotesi di cassa integrazione per lo stesso numero di ore.
Calcoliamo su un anno, che e’ la durata dei contratti di solidarietà.

PIAGGIO
  1. Per i 1445 lavoratori interessati ( 843 impiegati e quadri, 602 operai di cui solo 173 alla produzione) , la Piaggio ottiene uno sgravio del 35 per cento sui contributi INPS sulle ore lavorate. considerando una riduzione di orario del 30 per cento, i contributi a carico Piaggio per ciascun lavoratore sarebbero in media di circa 6000 euro. Perciò lo sgravio e’ di 2100 euro per lavoratore, in totale circa tre milioni di euro
  2. Sulla CIG, le aziende pagano un contributo dell’8 per cento sull'integrazione INPS. nel caso di CIG per lo stesso numero di ore, avrebbe perciò dovuto versare oltre 500.000 euro

Conclusione: la Piaggio riceve in regalo dall'INPS 3 milioni e 500 mila euro, pagati dai contributi di tutti i lavoratori in Italia.
Per avere un’idea questa cifra equivale per esempio ai salari di oltre 300 lavoratori a termine per sei mesi, e con due terzi di questa cifra si pagherebbero i cinque mesi di non lavoro di tutti i PTV.

LAVORATORI

Il vantaggio salariale deriva da:
  1. Il contributo INPS per la solidarietà è dell’ 80% effettivo del salario mentre la CIG ha un tetto massimo di 903 € netti al mese per gli operai e 1085 per gli impiegati con uno stipendio lordo sopra i 2075 €.
  2. La regione toscana aggiunge il 10 per cento del salario.
Dunque riassumendo , in una situazione di riduzione del lavoro del 30% in un anno i vantaggi della solidarietà rispetto alla CIG sono:
operaio salario 1200 netti: + 57 € al mese circa
impiegato stipendio 1500 netti: + 85€ al mese circa
per un quadro il vantaggio è molto più alto non meno di 2400€ l’anno

All'insieme degli operai finisce quindi circa 500 mila euro, di cui 150 mila agli operai direttamente in produzione. a impiegati e quadri oltre 1 milione di euro.
Il risultato e’ quindi il trasferimento dai contributi di tutti i lavoratori all'azienda e a impiegati e quadri di circa quattro milioni e mezzo di euro.
Ci sembra evidente che questo accordo e’ un grande affare per la Piaggio e al massimo un palliativo per gli operai.
Se non mettiamo in discussione i ritmi di lavoro, il problema dei licenziamenti degli operai si ripresenterà uguale tra un anno.
Al contrario, la riduzione dei ritmi costringerebbe l’azienda a produrre su un arco di tempo maggiore e perciò ad aumentare i contratti di lavoro stabili.
Continuare poi a permettere alle aziende di saccheggiare i contributi dei lavoratori significa sottrarli alle pensioni e fornire nuove occasioni per tagliarle.
Dobbiamo smettere di subire, iniziare a dire no e aprire lo scontro con l’azienda su ritmi di lavoro, precariato e salari.

I delegati FIOM
Cappellini;Cacelli,Porticati, Bellagamba,Selmi,Malventi

...e invece cosa succede in Piaggio?

Riportiamo un articolo pubblicato su:  

http://manifestino.blogspot.it/ 

 

domenica 6 ottobre 2013

Fare chiarezza sulla CIG alle meccaniche

Le molte settimane di cassa integrazione alle meccaniche sono la conseguenza di decisioni della Piaggio che da anni contestiamo e combattiamo, mentre, al contrario, altri delegati e sindacati le hanno condivise dicendo ai lavoratori che con quelle decisioni si garantiva lo sviluppo e l’occupazione.
La stessa accettazione della mobilità del 2011 (300 operai) e’ stata un’ ulteriore firma in bianco che di fatto ha agevolato le intenzioni di ridimensionamento produttivo, in modo più evidente alle meccaniche, ed il conseguente aumento delle importazioni da parte di Piaggio.
L’esatto contrario di quanto la Piaggio si era impegnata a fare a partire dal ’95, in cambio di riduzione delle pause, aumento dei ritmi e flessibilità. Oggi infatti oltre il 30% dei motori montati in 2R viene importato.
Lavoratori, rispetto a queste scelte e a queste prospettive ci sono due strade: una è quella di continuare a subirle e a fidarsi di promesse, fumose e mai mantenute, dell’azienda e di certe forze sindacali, l’altra è quella di opporsi con determinazione e impedire lo smantellamento delle meccaniche e di altre lavorazioni, sostenendo rivendicazioni individuate da tempo e puntualmente elencate nella piattaforma per l’integrativo approvata la scorsa primavera.
Ma già nel 2011, in occasione dell’accordo sulla mobilita’, in assemblea i lavoratori avevano votato una mozione molto chiara, ignorata dai segretari prov.li e dalla maggioranza dei delegati. La riportiamo qui sotto per l'attualità dei contenuti e anche per ricordare a tutti che le decisioni dei lavoratori devono essere la base di qualsiasi mandato e qualsiasi trattativa.

Mozione dell’8 marzo 2011
L’assemblea dei lavoratori, riunita l’8 marzo 2011, giudica negativamente l’accordo sulla mobilita’ proposto dalla Piaggio. La riduzione dell’occupazione del 10 per cento previsto dall’azienda significa di fatto o la diminuzione della produzione a Pontedera, e specificamente alle meccaniche, e l’aumento dei ritmi di lavoro. Sacrosante sono le aspettative di chi vuole andare in pensione, visti anche i continui attacchi di questi anni all’eta’ pensionabile e i ritmi di lavoro pesantissimi. Giustissime sono le aspettative di chi vuole un contratto stabile e a tempo pieno per farla finita con contratti ricattatori e precari. Ma l’assemblea ritiene che queste esigenze debbono essere affrontate all’interno di una discussione generale sulle condizioni di lavoro in fabbrica, e in particolare vadano discusse e risolte due questioni fondamentali per tutti i lavoratori della Piaggio:

1) Il futuro delle meccaniche
Si e’ assistito in questi ultimi anni alla continua diminuzione della produzione e dell’occupazione alle meccaniche e all'aumento consistente e costante dei motori e dei componenti provenienti dalla Cina
2) I ritmi di lavoro
Erano già insopportabili e l’azienda li ha arbitrariamente e unilateralmente aumentati del 7-8 per cento a partire dal novembre scorso e si avvicina il periodo in cui bisognerebbe lavorare anche il sabato a flessibilità’.

L’assemblea dei lavoratori chiede:
  • Impegni precisi, garantiti e verificabili sulle meccaniche (livelli produttivi e numero addetti)
  • Che si ritorni immediatamente ai ritmi di lavoro di novembre, si scrivano norme vincolanti che impediscano aziendale l’aumento unilaterale dei ritmi, si affronti globalmente una discussione seria su ritmi e intensiva del lavoro, che stanno distruggendo oggi la salute dei lavoratori
L’assemblea inoltre ritiene non accettabile la sottoscrizione di accordi in cui l’azienda prende immediatamente tutto quanto dai lavoratori in cambio di impegni futuri che a partire dal 1995, con la promessa delle nuove meccaniche, vengono puntualmente non mantenuti.
L’assemblea dei lavoratori non da’ alcun mandato alla delegazione trattante e alle segreterie provinciali a continuare la trattativa e a sottoscrivere l’accordo proposto da Piaggio, e decide lo stato di mobilitazione a partire dallo sciopero della flessibilità e dello straordinario.
I DELEGATI FIOM ELETTI DAI LAVORATORI